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Mercoledì, 20 Ottobre 2021

La luce della speranza e della fede si riaccende nel cuore dei pellegrini ritornati a Lamezia Terme da Medjugorje

Medjugorie Gruppo Regina della Pace Lamezia 1

 

Sono passati poco più di trentuno anni da quando ebbe inizio, a Medjugorje, uno dei misteri che affascina e divide il mondo credente. Proprio nel paesino sperduto della Bosnia sei ragazzi,Vicka Ivankovic, Mirijana Dragicevic, Marija Pavlovic, Ivan Dragicevic, Ivanka Ivankovic e Jakov Colo, affermarono di aver visto la Madonna e da allora le apparizioni sono continuate fino ad oggi. Infatti più di 15 milioni di pellegrini hanno raggiunto Medjugorje attratti dalla fama del luogo che si è trasformato in centro di fede, devozione mariana e intensa spiritualità . I devoti della Regina della Pace di Lamezia Terme (Cz) hanno voluto rivivere intensi momenti di preghiera , pace e devozione intraprendendo un viaggio di otto giorni a Medjugorje, organizzato dall’ insegnante Teresa Notaro in sinergia con Mimmo Marra e guidato dal sacerdote lametino don Pino Latelli. Raggiunta la meta, i fedeli sono saliti sul Podbrdo, chiamato ora Monte dell'apparizione, recitando il Santo Rosario e dove, secondo la testimonianza dei veggenti, apparve per la prima volta la Madonna il 24 giugno 1981. Poi sono saliti sull’impervio Cricevaz, Monte della Croce, meditando le stazioni della via Crucis ed, infine hanno visitato il Santuario di Tihaljna divenuto attualmente centro di spiritualità cristiana. Nella Bosnia-Erzegovina, Medjugorie è il paesino della ex Jugoslavia, situato alla base delle colline Krizevac e Podbrdo, il cui nome significa proprio "fra i monti", dove ai sei ragazzi apparve una figura femminile luminosa con un bambino fra le braccia: era la Vergine Maria che si presentò sul Podbrdo con il titolo di “ Regina della Pace”. La Signora, secondo i veggenti che sono divenuti adulti e non vivono più a Medjugorje, invitava alla conversione, alla preghiera, alla pace nel suo significato più ampio cioè con Dio, con gli uomini, ma anche con se stessi indicando che la si può raggiungere con cinque strumenti: la preghiera, l’ Eucarestia, la lettura della Bibbia, il digiuno, la confessione mensile. I pellegrini della diocesi di Lamezia , ritornando a Medjugorje, hanno inteso ripetere una esperienza splendida che ha fatto riaccendere nel loro cuore la luce della speranza, dell’ amore e della fede. «Senza nulla togliere ad altri luoghi,- ha affermato Teresa Notaro, responsabile del Gruppo di preghiera Maria Regina della Pace di Lamezia Terme - Medjugorje rimane unica in quanto in essa si avverte la presenza di Maria che parla al cuore dei fedeli, specie alla salita al Monte delle apparizioni, un cammino penitenziale attraverso il quale Maria chiama alla via lunga e faticosa della conversione». «È nella preghiera - ha aggiunto Maddalena Cimino, responsabile dell’ufficio pastorale del turismo religioso di Platania, - che il cristiano trova la forza di superare le situazioni difficili e, spesso, dolorose che attraversano le vicende della vita. L’esperienza di Medjugorje insegna che Maria si manifesta proprio in esse con la dolcezza di una Madre che non si stanca mai di ammonire, esortare, consolare e stare accanto ai suoi figli». Il parroco di Platania don Pino Latelli ha evidenziato che «talvolta alcune persone, che normalmente sono lontane dalla Chiesa e dai Sacramenti, a Medjugorje si avvicinano alla fede e riscoprono i valori della vita cristiana. Qui l’uomo sperimenta la propria fragilità ma soprattutto sente di essere amato da Dio nonostante viva una vita di miseria, di lontananza e di peccato. Anche quest’anno ho incontrato molti sacerdoti che, venuti a Medjugorje, hanno riscoperto il significato della loro vocazione. Una esperienza, dunque, forte di rinnovamento, conversione e riconciliazione con se stessi, con Dio e con gli altri - ha concluso il parroco don Pino Latelli - che cambia la vita in modo radicale dando ad essa il suo giusto significato».

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