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Giovedì, 06 Agosto 2020

Pio IX e la Rivoluzione italiana

La beatificazione di Pio IX, avvenuta il 3 settembre 2000, e le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, appena concluse, hanno offerto a storici e giornalisti l’occasione per rivisitare la figura del grande pontefice, chiamato alla Cattedra di Pietro il 17 giugno 1846. Un pontificato (il più lungo della storia, 32 anni) ricco di eventi, di contrasti, di contraddizioni apparenti,variamente interpretato e studiato. Roberto De Mattei, docente di storia presso l’Università Europea di Roma, membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Storico Italiano per l’età Moderna e Contemporanea, collaboratore del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, promotore della Fondazione Lepanto e direttore della Rivista “Radici Cristiane”, vincitore del Premio Acqui Storia 2011, lo racconta tutto. Il suo lavoro è in consonanza con le ricerche di Angela Pellicciari, di Massimo Viglione, di Augusto Del Noce, di Brunero Gherardini, di Luigi Negri, che hanno rivoluzionato la storiografia sul Risorgimento e sull’età contemporanea. Prima osservazione: non si parli di revisionismo. Seconda: non si parli nemmeno di storia apologetica. Il revisionismo non è un peccato e l’apologetica, in circostanze imbrogliate e dolose, diventa un dovere. Ma, prescindendo da tutto questo, occorre subito dire che se la storia si fa sui documenti e sull’esame accurato dei vari contesti, tutto questo in De Mattei c’è. E c’è anche in abbondanza: e l’abbondanza si spiega con l’intento dell’autore di non lasciare nulla nell’ombra, di chiarire,di approfondire. Intento raggiunto felicemente, nonostante qualche espressione anche sorprendente (“Umberto II subì nel giugno 1946 la violenza della truffa referendaria e dell’esilio”, p.105).

Gli Stati della Chiesa, di cui Pio IX è il capo legittimo, subiscono l’aggressione dell’esercito sabaudo e Pio IX vuole evitare spargimento di sangue. Ma la difesa dei suoi diritti e della libertà dei cattolici è condotta con impegno incessante, robusto e coraggioso.

Non tutto è difendibile dell’azione di Pio IX, ma tutto si può comprendere. Sapendo che la personalità di Pio IX non è scindibile dalla sua interiorità e dalla sua missione religiosa. Ed ecco il Papa dell’Immacolata, della “Quanta cura” e del “Sillabo, del Concilio

De Mattei illustra anche il caso Mortara,il processo per la beatificazione, la letteratura più recente.E le sue pagine passano al vaglio non solo tanti eventi, anche dolorosi, spesso esaltati, spesso equivocati (il papa liberale, la Repubblica Romana,la guerra contro l’Austria), ma anche personalità di primo piano e di ogni tendenza (Gioberti, Rosmini,Manzoni, Cavour, Mazzini, Garibaldi, Pellegrino Rossi, D’Azeglio, Mamiani, Clemente Solaro della Margarita, uomini di curia…): vengono fuori tratti significativi di persone e organismi, ma anche ipocrisie e atteggiamenti dolosi.Una storia che la scuola ignora;una storia che non può più essere ignorata. Per capire il passato e per capire il presente:”la figura di Pio IX,”apparentemente sommersa dalle rovine del potere temporale, giganteggia oggi sulle ben più vaste macerie della civiltà del secolo XX” (p.8).

 

ROBERTO DE MATTEI, Pio IX e la Rivoluzione italiana, Cantagalli, Siena 2012, pp.208, € 16,00

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