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I gay toccano il cielo con un dito

Umberto Veronesi ha dichiarato che “quello omosessuale è l’amore più puro, al contrario di quello etero”; la nuova giunta milanese ha assicurato più diritti agli omosessuali; la chiesa valdese ha celebrato il primo matrimonio gay, e dulcis in fundo, New York ha detto sì ai matrimoni omosessuali. Risultato: i gay italiani e americani hanno toccato il cielo con un dito. Ma quel giorno (ammesso che arriverà) che i gay saranno istituzionalmente e socialmente riconosciuti, riusciranno ad essere autenticamente felici? E, dettaglio non secondario, come potranno dirimere i limiti fisiologici derivanti dall’unione di persone dello stesso sesso? In parole semplici, come potranno riprodursi? Secondo natura il corpo dell'uomo è fatto per unirsi con quello della donna e viceversa: non c'è bisogno di conoscere a fondo l'anatomia e la fisiologia umana per constatare questa banale evidenza, e non c'è neanche bisogno di scomodare la fede per riconoscerla. Se così stanno le cose, suffragate dalla ragione e dall’intelletto, i “diversamente orientati”, possono spiegare ai "tradizionalmente orientati" il motivo del loro orgoglio? Si può essere orgogliosi per un impulso sessuale che, dicono le statistiche e la medicina, genera aids, malattie veneree e morte? Si può essere orgogliosi di usare il corpo del partner a soli fini edonistici a prescindere dalla valenza sociale che anche gli atti sessuali (aperti alla vita) apportano alla collettività? Si può essere orgogliosi di sfruttare le risorse dello stato (pensioni e assistenza) senza aver dato nulla in cambio? Si può essere orgogliosi di tappare la bocca a quella nutrita schiera di omosessuali “dubbiosi” che vorrebbe liberarsi dalla schiavitù del sesso contro natura? Perché i media, spesso talvolta complici delle lobby gay, non dicono che in Italia e nel mondo, migliaia di omosessuali si sottopongono a terapie psicologiche riparative il cui effetto è la “guarigione” di circa un terzo dei “pazienti”? Se non si rispetta la verità sull’uomo, vale a dire l’allontanarsi dalla legge morale naturale inscritta nel Dna degli esseri umani, il solo effetto si chiamerà infelicità. Alzare la voce e gridare la rabbia nei gay pride, è solo un patetico tentativo di soffocare la voce della coscienza che nemmeno l’illusione del sesso estremo riesce a tacitare.

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