Sicilia, dalla bancarotta del bilancio alla bancarotta della politica

Un amico milanese meravigliato mi chiedeva informazioni sul perché della disaffezione dei siciliani alla politica dopo la clamorosa astensione e il forte dimagrimento del Pdl del 28 ottobre scorso per le elezioni regionali. Ho inteso rispondergli raccontando brevemente la mia storia personale che forse può essere una chiave di lettura per comprendere quello che è successo in Sicilia.

Negli anni 90 mi sono trasferito in Sicilia con tanta voglia di rendermi utile al cambiamentosocioculturale del territorio, in più di un decennio ho operato a 360 gradi, in particolare nel messinese, organizzando convegni, manifestazioni e perfino ho collaborato con una radio.

Ho cercato di fare quello che da decenni auspica Alleanza Cattolica, e cioè un’azioneprepolitica necessaria per rinnovare la sua qualità, senza presunzione, ho cercato di rianimare insieme ad amiciil tessuto sociale mediante un’opera di apostolato culturale, in ambienti religiosi, ma anche politici, collaborando in particolare con la gente più vicina al mio ideale sociopolitico, per intenderci quegli ambienti di destra, anche se non ho mai posseduto una tessera politica. Probabilmente ho fatto anche degli errori, ma dopo tanti anni nonostante il “lavoro” gratuito notavo, che c’era una specie di muro di gomma, di rifiuto, soprattutto tra i dirigenti politici di destra, ma anche tra quelli locali che li rappresentavano, probabilmente creati a immagine e somiglianza dei loro capi, ricordo cheun noto esponente, mi aveva detto che ero perfino una risorsa, soltanto che dopo non l’ho mai visto e sentito.Purtroppo per me gli interlocutori politici non erano Alessandro Pagano o Alfredo Mantovano che da decenni sono attivamente sensibili alla cultura che prepara la buona politica, proprio in questa settimana a Lecce, organizzata da Mantovano parte la 7 edizione di Sfide culturali e politiche, una serie di incontri, dove quest’anno si affronta il tema della Bellezza. Comunque sia, alla fine dovendo lasciare la mia terra per motivi personali, non ho provato nessun rimpianto.

Non voglio peccare di presunzione, ma credo che qualche nesso ci sia tra la mia esperienza e quello che è successo qualche giorno fa. Certamente i motivi della sconfitta del centrodestra e in particolare del Pdl sono molteplici, gli analisti in questi giorni li stanno evidenziando egregiamente. Il primo, forse quello principale è che il centrodestra si è presentato alle elezioni regionali diviso e quindi inesorabilmente destinato a sicura sconfitta. E poi tutti gli scandali, gli sprechi della politica siciliana, che vedevano coinvolti più o meno tutti gli schieramenti.

Così per la prima volta nella storia della Re­pubblica la maggioranza assoluta degli elettori non è andata a votare, il 52,58%( compreso il sottoscritto) il residuo voto ha premiato come primo partito un movimento di protesta radicale e i restan­ti spiccioli si disperdono in liste tra loro incomponibili.Hanno scritto che l’astensionismo sia una sconfitta della democrazia, non sono d’accordo. Senza“dubbio gli astenuti non sono né i “grillini”, che illusi di “protestare”, hanno votato per un partito funzionale al sistema e guidato da un giullare di corte, né quello zoccolo duro che resiste di elettori di sinistra che vanno a votare sempre e comunque.  È lecito pensare che gli astenuti siano quella gran massa di persone serie e lavoratrici, che vorrebbero solo un’Autorità che li tuteli e che garantisca loro una vita normale, e che si sono fatti bloccare da un legittimo disgusto”.

Un ottimo articolo riassuntivo lo ha fatto Andrea Morigi su Libero, leggendo essenzialmente i numeri, ha utilizzato uno studio particolare dell’Idis (Istituto per la Dottrina e l’informazione sociale) a proposito del Pdl scrive che si tratta di una vera emorragia anche se si potrebbe sorvolare sul fatto che rispetto al 2008 passa da 900.149 voti a 220.751 del 2012, un calo secco del 75%, ma se poi si calcolano che i voti presi da Cantiere popolare e Lista Musumeci, rispettivamente 102.254 e 96.433, appartengono al Pdl, allora il conteggio negativo si ferma a -480.711. con una contrazione del 53%. Infine andrebbero contemplati anche i voti che quattro anni fa sostenevano la candidatura Lombardo, per cui l’emorragia diventa più contenuta. Ma se il Pdl ha perso, non ha vinto neanche il Pd e l’Udc. In quattro anni il Partito Democratico ha subito un’emorragia di 245.178 elettori e l’Udc ne ha perduti 150.193. Eppure risultano primi, tanto che Pier Luigi Bersani si spinge a definire “un risultato storico”l’esito della tornata elettorale di domenica. Insomma ilsuo partito passa dai 589.120voti del 2008 ai 343.942 del 2012 e il segretario si è convinto cheun po’ glieli abbia “dragati” la listaCrocetta. “Un rapido controllo, inrealtà, indica che il Movimento Politico Crocetta Presidente ha sì incassato118.346 crocette. Peccato che non si sappia dove siano finite le altre126.832che mancano all’appello. Se non sono andate a pettinare le bambole, si tratta di gente che per qualche motivo non ha più votato per ilPd. Un pochettomostra di aver capito ilragionamento solo il direttoredeL’Unità, Claudio Sardo, chesul quotidiano fondato da AntonioGramsci firma un editorialedal titolo «O si cambia o simuore»”. (Andrea Morigi, Bersani esulta ma in Sicilia perde un voto su due, 31.10.12 Libero)

Alla fine scrive Morigi, la differenza in Sicilia la fanno gli ex democristiani:“nonostante la grossa perdita sarebbero stati sufficienti a far vincere il centrodestra: in quel caso il confronto sarebbe stato tra 564.545 consensi al centrosinistra e 610.754 al centrodestra, con una differenza positiva, a favore di quest’ultimo, di 46.209 voti”.A questo proposito mi sembrano pertinenti le riflessioni di Paolo Deottosul blog Riscossacristiana.it , in merito all’Udc e a Casini un presunto “leader” che, pur di stare a galla, pur di rimediare ai suoi complessi di eterno secondo (se non terzo, quarto , quinto eccetera) è disposto a far patti con chiunque. Viene da chiedersi con quale spessore di faccia di bronzo Pierferdinando Casini, poche settimane orsono, abbia potuto incontrare, con la delegazione degli europarlamentari del Partito Popolare, il Santo Padre. Forse da questo mini-successo siciliano Casini avrà tratto motivo di intima gioia; di sicuro il voto cattolico non potrà non tener conto di un politico che, sotto il comodo ombrello della rappresentanza dei “moderati” (che non è dato sapere, in definitiva, chi siano), non ebbe esitazioni a sostenere in Piemonte l’abortista Mercedes Bresso e ora non ha avuto dubbi nel sostenere l’omosessuale Crocetta, sponsorizzato da quel PD che, in mezzo ai terribili problemi in cui si dibatte l’Italia, non trova di meglio che progettare, con totale mancanza di senso morale e totale sprezzo del ridicolo, il “matrimonio omosessuale”.

Ecco i cattolici italiani dovrebbero riflettere su questi risultati elettorali, anche perché tra qualche mese sarannochiamati a decidere se continuare a essere un popolo cristiano e civile, o se creare a livello nazionale il bel caos creato in Sicilia. Se anche a livello nazionale gli elettori si asterranno e i politici cattolici continueranno ad avere paura di mostrare come solo il ritorno ai valori cristiani possa salvare il Paese, ci troveremo nella stessa palude in cui adesso si trovano i siciliani. “Allora sarà il momento di invocare di nuovo il salvatore, il ragioniere killer in Loden, perché dia il colpo di grazia. Poi saremo tutti felici. Alla fame e rincretiniti dalla massificazione, per cui non ci vorrà nulla a convincerci che siamo felici. Del resto scrive Deotto“Non ha appena dichiarato il Loden, con una delle sue migliori manifestazioni di spudoratezza, che il popolo italiano ha più fiducia nel governo che nei partiti? È una balla colossale, perché chiunque si sforzi di parlare un po’ con la gente sa che il popolo italiano ha i conati di vomito per tutto e per tutti, e inoltre ha la prospettiva di una miseria generalizzata e di uno stato di polizia liberal-sovietico”.

Pertanto, è necessario che icattolici si sveglino, e guardino a chi realmente propone una politica fondata sui valori di sempre, i valori cristiani che hanno creato la civiltà europea, e che non a caso la UE dei massoni ha rifiutato. I politici cattolici non abbiano paura e non si rifugino a cercare strane alleanze. I nostri amici siciliani rischiano il caos amministrativo, al più condito da qualche bella fiaccolata anti-mafia e da qualche registro delle coppie di fatto.

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI