Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Mercoledì, 08 Luglio 2020

Catania - La Formoline campione d'Italia per la 19^ volta

Formoline Catania Campione d'Italia 2

 

Serviva un’impresa, bisognava giocare con il cuore. Ci voleva una prova olimpica delle veterane e le più giovani dovevano far vedere a tutti perché già a questa età sono state scelte per giocare in pianta stabile nella squadra più forte della pallanuoto italiana. Più facile a dirsi che a farsi, a meno che non si parli della Formoline Catania, ovvero dell’Orizzonte.

Qualcuno parlerà di miracolo, qualcuno non si meraviglierà più di tanto, ma la verità è che le catanesi hanno vinto lo Scudetto, ancora in modo indiscutibile, per la diciannovesima volta, concludendo così la stagione in modo trionfale con l’ennesimo tricolore.

La Formoline Catania ha quindi conquistato lo Scudetto, battendo 10-8 il Rapallo in Gara 3 della finale dei Play-Off Scudetto di pallanuoto femminile.

Una partita condotta sin dal principio, con il primo tempo combattutissimo e vinto 3-2. L’unico svantaggio arriva ad inizio secondo tempo, quando il Rapallo va sul 4-3, ma una gigantesca Tania Di Mario riporta subito le catanesi sul pari. Poco dopo accade l’imponderabile, degno del miglior film giallo, con una doppia espulsione per la Formoline Catania che vede Blanca Gil fuori gioco per limite di falli e il coach rossazzurro Pierluigi Formiconi espulso a ruota per proteste. Alzi la mano chi, tra gli oltre ottocento presenti nella Piscina di Nesima, a quel punto non ha tremato anche per un solo secondo.

Un secondo si, non di più, perché anche senza il bomber principe in acqua e l’allenatore in panca le catanesi hanno tirato subito fuori gli attributi, rincuorando tutti con il primo doppio vantaggio che le ha viste vincere il parziale ancora per 3-2 e portarsi sul 6-4 a metà gara. Praticamente senza storia il terzo tempo, vinto 3-1 ancora dalle etnee, inutile il tentativo di rimonta delle ospiti, che pur aggiudicandosi la quarta frazione per 3-1 devono comunque cedere il passo alle vecchie campionesse d’Italia, che però sono già diventate le nuove ancora una volta.

Peccato solo per il finale di partita, in cui Federica Radicchi viene colpita inspiegabilmente e ripetutamente a gioco fermo sul volto da un’avversaria, riportando la frattura del setto nasale. Questo però ovviamente non impedisce alla Formoline Catania di esultare fino a tarda sera con i propri tifosi, che al fischio finale si mischiano alle proprie beniamine per festeggiare il diciannovesimo tricolore su ventuno finali.

Formoline Catania Campione d'Italia 1

 

Immensa la felicità del Presidente della Formoline Catania: “Siamo ancora i più forti – ha detto Nello Russo – e anche quest’anno lo abbiamo dimostrato, meritando pienamente la vittoria. E’ la vittoria di tutti, anche della città di Catania. Questa squadra sa cosa significa soffrire ed è rimasta sempre unita anche nei momenti più difficili, portando a casa l’ennesimo successo. Da domani cominceremo a lavorare per centrare il ventesimo scudetto della nostra storia già nella prossima stagione”.

Raggiante a fine gara anche il General Manager della Formoline Catania: Sono molto felice per tutto il nostro staff – dice Giuseppe La Delfa – , perchè quando si vince è la vittoria anche di chi sta dietro le quinte e lavora quotidianamente per mettere le ragazze in condizione di dare il massimo. Per il resto, realisticamente è stata la solita stagione travagliata, tra le mille difficoltà di un movimento ormai agonizzante, contro tutto  e tutti per tentare di tenersi dignitosamente in vita; le solite polemiche (il caso del mancato arrivo a Bologna), la mia squalifica e, ciliegina sulla torta, l'esclusione totale dalla nazionale di tutte le atlete del nostro club, colpo basso che però, oggi che siamo CAMPIONI D'ITALIA e VICE CAMPIONI D'EUROPA, non sono certo io a dover giustificare. Incredibile, dopo 25 anni che ‘sosteniamo’ la nazionale con atlete che ne hanno portato orgogliosamente in alto i colori, doveva arrivare il tecnico meno accreditato che abbiamo mai avuto per fare tabula rasa in un colpo solo; dissi in tempi non sospetti che, a mio parere, non era la persona adatta a prendere in mano la nazionale e che comunque andava guidata e assistita...ed ecco pronta la risposta. Qualora la scelta sia viziata da questioni personali (le sue antipatie per l'Orizzonte hanno radici lontane) è grave, se invece hanno origine tecniche è ancora più grave perché credo che, se gli obiettivi della federazione sono reali, alla luce dei nostri risultati di questa stagione, nessuno può ignorare le atlete che li hanno conquistati. Sorvolo sul fatto che ogni volta che e' venuto a vederci (sia in COPPA che in campionato) non si sia degnato neanche di farsi vedere o di porgerci un saluto, se non alle atlete o ai tecnici, almeno al mio presidente, che oltre ad essere un consigliere federale (qualcuno gli ha spiegato che è un suo superiore) è una persona di 25 anni piu' grande e meritevole di grande rispetto.

Essere CT, a mio parere, necessita di caratteristiche che devono avere una considerazione totale dell'intero sistema prima ancora di tutto il resto; invito chi ha caldeggiato la sua nomina a vigilare sul suo operato per il bene di quella nazionale che sta a cuore a tutti, soprattutto se, sempre per questa nazionale, si propone alle società di trasformare il prossimo campionato in un minitorneo di (praticamente) 2 mesi, per preparare i grandi impegni internazionali e portare la squadra ‘migliore’. La preoccupazione è comune e il pensiero di tanti, anche se alla fine parlano sempre gli stessi (e magari prendono anche le squalifiche).
Oggi comunque è un giorno di festa e alle mie ragazze dico, ANCORA COMPLIMENTI, soprattutto perché in questa vicenda, loro che sanno di essere dei buoni talenti (senza considerare Di Mario che è di un altro pianeta), non si sono abbattute e si sono dimostrate molto mature e attaccatissime ancor di più agli obbiettivi societari e questo ci ha riempito di orgoglio...e poi, come ho già detto a tutte quante, tra dieci anni sarà più facile che si ricordino di loro come atlete che di Conti come CT”
.

Il coach delle catanesi si mostra tanto felice quanto arrabbiato: “Abbiamo giocato tre tempi senza una delle nostre migliori giocatrici, Blanca Gil, – dice Pierluigi Formiconi – , che secondo me è stata cacciata in maniera troppo frettolosa, anche perché la sua terza espulsione in realtà era un fallo a suo favore. Subito dopo sono stato espulso io e a fine gara pure Martina Miceli, ma nonostante tutto le mie ragazze questa sera sono state grandiose e davvero commoventi. La partita l’abbiamo sempre guidata noi, dall’inizio alla fine, e la vittoria non è mai stata in dubbio nemmeno per un attimo. Abbiamo avuto pure cinque goal di vantaggio e abbiamo chiuso con due reti in più di loro solo perché alla fine abbiamo capito di aver vinto e ci siamo rilassati. Mi dispiace tanto per quello che è accaduto a fine partita a Federica Radicchi, che è stata colpita sul volto a gioco fermo e a più riprese da Abbate sotto gli occhi del’arbitro ed è stata costretta ad uscire dalla vasca a causa del naso fratturato. Di sicuro, e ovviamente parlo della Abbate, questo è un comportamento indecoroso per una giocatrice che milita in nazionale. Per il resto, ovviamente sono felice per quello che hanno dato tutte le mie ragazze e sono convinto che abbiamo pienamente meritato anche questo scudetto, dimostrando che il divario tra noi e le avversarie è ancora nettissimo”.

Commento molto commosso quello di Tania Di Mario: “Voglio dire soltanto una cosa – dice il Capitano – , perché credo che sia la più sentita e la più importante, e cioè che sono davvero orgogliosa di essere il capitano di questa squadra”.

Con un filo di voce Martina Miceli sottolinea la forza della squadra: “Siamo state grandissime – dice la N.2 della Formoline Catania – e questa squadra è sempre più forte. Tutte, nessuna esclusa, meritiamo questo scudetto. Mi sembra doveroso, però, dire che Tania Di Mario è davvero immensa e che tutte le nostre giovani giocano già come delle veterane. La partita di Peppina Ricciardi e di Rosaria Aiello è stata strepitosa e abbiamo vinto anche grazie alle loro prodezze, ma ovviamente pure le altre hanno giocato una partita pazzesca”.

A fine partita arrivano anche i complimenti del Presidente Regionale della Fin: “Mi fa davvero molto piacere che lo Scudetto sia rimasto in Sicilia e sono veramente contento che sia stata la Formoline Catania a vincerlo – dice Sergio Parisi – , anche perché in questa squadra ci sono due ragazze, Ricciardi e Aiello, che sono cresciute con me alla Mediterraneo”.

IL TABELLINO DELLA PARTITA:

Formoline Catania-Rapallo Nuoto 10-8


Formoline Catania: Ricciardi, Miceli, Garibotti 2, Radicchi, Di Mario 3 (1 rig.), R. Aiello 3, Palmieri, Motta, Gil 1, Musumeci, F. Aiello, Lombardo, Begin 1. All. Formiconi.


Rapallo Nuoto: Gigli, Abbate 2, Frassinetti, Cotti 1, Queirolo, Cordaro, D’Amico 1, Criscuolo, De Benigno, Gyore 2, Bianconi 2, Maggi, Stasi. All. Sinatra.


Arbitri: Riccitelli e Collantoni.


Note: parziali 3-2, 3-2, 3-1, 1-3. Uscite per limite di falli: Gil (C) nel secondo tempo, Miceli (C) e Queirolo (R) nel quarto tempo. Espulso P. Formiconi (All. Catania) per proteste nel secondo tempo. Superiorità numeriche: Formoline Catania 5/11 +1 rig., Rapallo Nuoto 4/12. Spett. 500 circa.

Formoline Catania Campione d'Italia 3

 

 

 

 

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI