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Giovedì, 14 Dicembre 2017

L'acese Daniele Garozzo bronzo nella prova di fioretto maschile

Daniele Garozzo conquista la medaglia di Bronzo ai Campionati del Mondo di Lipsia2017.

L'olimpionico di Rio e campione europeo in carica sale sul terzo gradino del podio dopo la sconfitta subìta in semifinale, col punteggio di 15-12, contro il giapponese Toshiya Saito, già vicecampione del Mondo under20 a Plovdiv2017. L'asiatico ferma l'azzurro in semifinale con lo stesso score con cui, nella semifinale iridata under20 aveva sconfitto l'altro italiano Guillaume Bianchi.

Per l’acese Garozzo, cresciuto al Club Scherma Acireale, la soddisfazione del podio iridato. Questa è l'ennesima attestazione del talento del fiorettista siciliano delle Fiamme Gialle, unico del podio di Rio2016 a confermarsi con una medaglia al collo anche ai Campionati del Mondo.

L'olimpionico di Rio e campione europeo in carica si era garantito l’accesso in semi finale grazie ad un successo esaltante ed emozionante contro lo statunitense Race Imboden nell'assalto dei quarti di finale.

L'azzurro mai in vantaggio, riusciva a rimontare stoccata dopo stoccata il passivo di 14-11 in favore dell'americano, sino a giungere alla parità tra l'entusiasmo ed il tifo del pubblico dell'Arena Leipzig. Nel momento decisivo sfoderava intelligenza, sagacia e talento, piazzando la "botta" del 15-14 che lasciava stupito l'avversario e gli apriva le porte del podio.

Daniele Garozzo aveva esordito superando 15-3 l'austriaco Tobias Reichetzer, proseguendo poi avendo ragione del giapponese Kenta Suzumura col punteggio di 15-8 e, a seguire, del sudcoreano Taegyu Ha per 15-6.

“Tra un paio danni forse metabolizzerò questa sconfitta. – così Garozzo – Non posso nascondere di essere triste e deluso, ma comunque resta un bel bronzo. Sognavo di vincere nello stesso anno Olimpiadi, Europei e Mondiale, ce l’ho messa tutta. Mi sono fermato ad un milimetro. Io oggi ho sbagliato, abbiamo recriminato con l’arbitro, ma la colpa era mia, non dell’arbitro, ripeto sono rammaricato.

Saito si conosceva poco, oggi ha tirato benissimo mi ha battuto perché è stato più bravo. Contro Imboden è stato un bellissimo assalto, un avversario che ti aspetti di trovare più in là in una competizione del genere. Devo essere onesto è stata una stagione positiva. E’ partita male, e dopo l’Olimipiade ho avuto bisogno di tempo per ritrovare la giusta carica agonistica. Oggi ce l’avevo. Lo sognavo tanto questo “grande slam”, cioè riuscire a vincere Olimpiade, Europeo e Mondiale, ci sono arrivato a due centimetri, sono rammaricato. Già da domani ricomincerò a lavorare per la gara a squadre, stasera sarò triste, perché ambivo all’Oro e non l’ho raggiunto”. 

Stop nel turno dei 32 per Giorgio Avola. L'azzurro, che aveva battuto 15-4 il canadese Marc-Antonine Brodeur, ha subìto la stoccata del 15-14 dall'altro giapponese Takahiro Shikine, non riuscendo a completare una rimonta iniziata quando il nipponico era avanti 14-9.

“Sapevo che sarebbe stato difficile contro Shikine - così Avola dopo la sconfitta - era un avversario contro cui non ho mai vinto. Io sono molto tecnico, lavoro molto sul ferro, e faccio molta fatica a tirarci. Non ho mollato, me la sono giocata, ha vinto lui, ma io non me la sento di mettermi sotto una ghigliottina. E’ stato un anno in cui ho dimostrato tanto. Ho la coscienza a posto, ho lavorato e non mi sono mai arreso”. 

 

 

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