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Le Under 19 della Venosan Orizzonte Catania conquistano il secondo posto alle finali Scudetto Juniores

Premiazione secondo posto Juniores Venosan Orizzonte Catania


Sul campo è arrivata una sconfitta, ma bisogna prenderla come una vittoria. Certo, perdere fa sempre male a chiunque, soprattutto quando si è ad un passo dal gradino più alto del podio, ma se il risultato conquistato è comunque importante anche fuori dal campo allora l’amarezza è più facile da superare.

E’ quello che è accaduto ieri alle Under 19 della Venosan Orizzonte Catania, giunte seconde alle finali scudetto Juniores di pallanuoto femminile e battute nella finalissima solo da Prato con il risultato di 11-7, dopo tre giorni da assolute protagoniste nei quali erano riuscite a vincere cinque match in altrettante partite, nella fase finale giocata interamente nella piscina delle Terme di Acireale (Catania).

Il Settore Giovanile della società del Presidente Nello Russo conferma quindi la sua crescita costante, che viene sottolineata con forza anche dalla sua responsabile: “Sono molto contenta ed orgogliosa delle mie ragazze – ha detto Martina Miceli – e per me questo secondo posto ha comunque il sapore di un successo. Siamo arrivati a due passi dal primo e certamente ci dispiace che sia sfumato proprio alla fine. Contro Prato abbiamo giocato benissimo per due tempi, anche se probabilmente abbiamo finalizzato male, perché ad un certo punto eravamo sopra 5-2 e potevamo davvero prendere il largo, ma abbiamo sbagliato un rigore e non abbiamo concretizzato altre due limpide occasioni, permettendo alle nostre avversarie di restare e tornare in partita. Nel terzo e quarto tempo, invece, siamo crollati e si vedeva che le mie ragazze sentivano il peso delle fatiche dei giorni precedenti. Probabilmente, dal punto di vista psicologico abbiamo anche risentito del fatto di avere un ricambio in meno delle nostre avversarie e ad un certo punto siamo andati in difficoltà. Sei partite in tre giorni poi possono fare la differenza e infatti c’è stata qualcuna delle nostre che non è più riuscita ad andare avanti. E’ giusto comunque dare merito pure alle nostre avversarie, che in questa finalissima sono state più brave di noi e hanno vinto meritatamente. Mi dispiace non aver avuto la possibilità di andare in panchina per una squalifica che credo di non aver meritato affatto – continua Martina Miceli – , ma questo mi conferma ancora una volta che nessuno ci regala niente, dando ancor più valore a questa medaglia d’argento. La cosa che mi fa rammaricare di più è il fatto che per alcune delle ragazze che sono state con me nel triennio che si è appena concluso era l’ultimo anno nel settore giovanile e mi sarebbe piaciuto per loro che fosse arrivato un successo, soprattutto perché proprio in questi tre anni hanno rimediato altrettanti secondi posti, due negli allievi e uno juniores. E’ stato in ogni caso un percorso positivo, anche perché continuo a dire che a livello giovanile non è importante chi vince ma come si cresce e spero che questo sia stato evidente soprattutto per le mie ragazze. A questa età infatti per me bisogna soprattutto imparare a diventare delle atlete e solo così si potranno centrare grandi successi. E’ stato un anno molto lungo, fatto di gioie e cose meno belle, ma è stata comunque una stagione di crescita per tutti, dalle piccolissime a quelle più grandi e per questo devo certamente ringraziare anche la mia società per il supporto che mi è stato dato, sottolineando il grandissimo lavoro di Beth Novick. Dispiace un po’ quindi chiudere la stagione con una sconfitta, ma il bilancio globale è assolutamente e totalmente positivo, perché ripeto che per me è importante innanzitutto che crescano come persone e come atlete e che capiscano cosa significhi giocare a pallanuoto, perché nella mia carriera ho visto tante giovani promettenti che poi si sono perse per strada, buttando al vento una carriera che poteva sembrare di alto livello. Questo accade quando non hai la testa – conclude Martina Miceli – , ma è proprio sulla testa che bisogna lavorare a quest’età e sono contentissima perché secondo me, tra queste ragazze, anche quelle che fino a qualche tempo fa sembravano meno mature sotto quest’aspetto sono cresciute tantissimo”.

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