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Mercoledì, 18 Settembre 2019

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Eman: da Amen a Icaro, vola alto il nuovo singolo

Una musica elettrizzante, quella di Eman, cantautore che sovrasta con la propria voce un tappeto di suoni elettrorock senza pigiare troppo su watts. E il nuovo singolo, Icaro, volteggia come il vento della sua Catanzaro nell'indicarci un percorso cantautorale molto personale, il suo, Eman, al secolo Emanuele Aceto, è ben noto alle cronache musicali.

Il suo album Amen, uscito per la Sony nel 2016, ha conquistato un ottimo piazzamento nella classifica FIMI. E lo è anche per i sold out registrati a concerti come quello nel capoluogo calabro nello stesso anno. Sul web, poi, il video di Amen ha superato il milione e mezzo di visualizzazioni, ai limiti del virale!

Siamo insomma di fronte ad un fenomeno giá irrobustito nel quadro della musica italiana d'autore, un artista con un comporre ed una poetica anch'essa originale collocabile fra denuncia, provocazione ed ironia.

Ne parliamo con lo stesso Eman.

Amen, anagramma di Eman, è stato un buon successo. Ma puoi raccontarci simpaticamente come hai vissuto il condominio, a livello di titolo, con Amen di Francesco Gabbani?

A dire il vero io e il mio staff presentammo a Sanremo il nostro brano l'anno prima di Gabbani. Curiosamente il brano omonimo con Gabbani passò nell'edizione successiva.  Pensandoci bene con l'omonimia credo di averci guadagnato diversi click di appassionati che nel connettersi con Amen di Gabbani si imbattevano con la mia versione.

I tuoi testi, a partire da Insane, non sono mai banali. Traspare, per esempio da L'amore ai tempi dello spread, che sei uno che si guarda intorno, vive i problemi del proprio tempo, non si chiude in se stesso. Come nascono nella pratica?

Un trucco non c'è. È che mi viene spontaneo, penso sia un dono. Comunque se uno vuole scrivere deve leggere tanto. Mi piace guardare nel micro per capire cosa può accadere nel macrocrosmo.

Icaro, in mitologia, fu imprigionato da Minosse nel labirinto. Suo padre Dedalo gli fabbricò le ali per fuggire. Ma Icaro volò vicino al sole, la cera si sciolse, e lui precipitò in mare. Com'è che questa leggenda ti ha ispirato il nuovo singolo, prodotto da Jackie & Juliet, che presenterai il 20 aprile a Roma a Largo Venue e il 27 dello stesso mese a Milano al Santeria Social Club?

È stata solo un'ispirazione. Il tema è il superamento del limite che è nella natura dell'uomo. Nella caduta ritrova la sua forza. Le ambizioni e la fede lo spingono verso il sole il che simboleggia la capacitá dell'uomo di raggiungere la consapevolezza delle proprie azioni.

La tua origine è calabrese mentre la tua musica ha una base internazionale. O forse c'è qualche caratteristica interna che richiama le tue radici?

No. Non ci sono elementi folk, se per musica calabrese si intende etno. Anche se i miei primi brani sono dialettali. Ma c'è la mia esperienza personale di vita in Calabria.

Ricordaci qualche musicista catanzarese come te...

Beh, Ulisse e le ombre, per esempio, la band di Pino Ranieri, in un periodo in cui il mondo musicale, anche quello locale, era molto vivo.

Una domanda di rito nelle interviste. Hai un musicista di riferimento?

Ho sempre stimato De Andrè, Gaetano, Guccini, Bertoli... Molti stranieri. Ma non mi rifaccio a uno in particolare.

Qualcuno del pubblico ti dice che la tua voce ricorda altri interpreti italiani?

Forse Tiziano Ferro?

Capita....

Hai studiato all'universitá Ingegneria ambientale. Ti è stato utile per la tua attuale attivitá?

Io credo che la cultura sia utile in sè e per sè. Aver intrapreso studi non umanistici mi ha permesso di avere attenzione verso altri studi che hanno influito nell'organizzazione del mio lavoro e nei miei interessi.

Ma torniamo al lancio del singolo Icaro, singolo disponibile dal 30 marzo su tutte le piattaforme streaming in attesa dell'uscita dell'intero nuovo album.

Ma quanto pesano i dischi rispetto a internet e ai live? 

Oggi l'attivitá maggiore sono i live sia in club che in spazi ampi. Vuoi perchè i dischi sono al minimo storico e poi con lo streaming ancora si recupera ancora poco.

Ma internet è importante, ti consente di allargare i contatti. Più conosci più fai network. Oggi se è piu semplice produrre un disco, lo è meno arrivare agli altri. Per questo è necessario saper utilizzare le piattaforme radio, tv, la rete. E promuoversi con i live.

E l'esperienza con la Sony?

Con la Sony il rapporto è stato più che positivo.

Se vieni scelto da editori importanti è perchè il tuo lavoro evidentemente viene apprezzato. Entri in un entourage complesso. Hai un tuo spazio, in una grossa organizzazione, che cura anche i talent... È il networking, che dipende dall'affidarsi a persone competenti.

E le radio?

Anche lí molto dipende dai contatti. Ma non è sempre solo un discorso di qualità.

E spesso non vi approdano solo le major ma molte etichette indipendenti.

Arrivare in radio, restarci, comunque è un punto d'arrivo, indubbiamente.

Finisce qui l'intervista. L'augurio per Eman è che il suo Icaro voli a lungo in vetta.

E senza ali incerate. Come un aquilone.

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