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Sabato, 16 Dicembre 2017

Fabio Curto, il Bronzo di Acheruntia: il Singolo è Via Da Qua

Fabio Curto ovvero l'Ulisse di Acri o ancor meglio il Bronzo della Sila visto che Odisseo veniva dal mare mentre il musicista in questione proviene dalla montuosa Acheruntia.

L'artista dalla voce "riconoscibile, particolare, personale" per dirla con il coach del team Facchinetti, presenta il nuovo singolo, Via Da Qua (Marasco Comunicazione/Believe Digital) scritto dallo stesso cantautore, prodotto e arrangiato da Simone Bertolotti presso WhiteStudio 2.0, in radio e disponibile dal 14 aprile in digital download e su tutte le piattaforme streaming.

A Fabio Curto, con l'occasione, rivolgiamo alcune domande.

Pensi che sia il pezzo giusto per importi al grande pubblico dopo aver acquisito il titolo di primo della classe anzi del talent che ti ha rivelato?

E' una domanda che ho rivolto a me stesso. E mi son dato una risposta positiva. E' un pezzo che mi rappresenta al meglio. L'ho scelto fra diversi altri in quanto mi raffigura di piu' come musicista. La mia ironia in questo caso la sento piu' diretta. E poi si tratta del primo brano in italiano dopo vari in inglese, anche nel periodo post talent in cui ho fatto forse una trentina di live, vere e proprie sfide, molto significative e formative per me. Col produttore Simone Bertolotti ci abbiamo ragionato su, e ci e' parsa una scelta opportuna, fra l'altro estiva, e sottolineo rappresentativa di cio' che sono oggi.

Il singolo ha sonorita' pop folk, che derivano anche dall'uso di strumenti come bouzouki irlandese e tammorra, che sembrano fatta apposta per far meglio risaltare il timbro della tua voce.

Sono generi che ascolto sin da bambino, e da musicista ho scritto in inglese melodie blues, folk e pop come un fatto spontaneo. Cosa avvenuta anche con Via Da Qua. La scelta degli strumenti per il singolo e' stata la classica ciliegina sulla torta col bouzuki irlandese che ricorda la battente e che con le percussioni della tammorra mi portano dentro boschi, mi fa vedere ruscelli, magari quelli della Sila. Credo nelle influenze celtiche sul mondo popolare musicale mediterraneo. E questi suoni mi fanno sentire a casa. La mia casa dovunque.

Prima dell'edizione che ti ha visto vincitore, la terza di The Voice Of Italy, avevamo visto trionfare Ehaida Dani e Suor Cristina che per motivi diversi non si puo' dire abbiano tratto decisivi vantaggi dalla selezione, oltre alla visibilita'. Ma secondo te, i Talents, oltre a fare curriculum, ed al contratto discografico, che spinta danno nel far decollare un artista?

Di certo fanno vedere quello che un artista puo' dare. Occorre anche esser fortunati, come nel mio caso, che con chitarra e voce ho potuto esprimermi al meglio.

Dopo quella magica edizione del 2015 hai mantenuto rapporti con gli organizzatori del format? E per caso hai conosciuto Tanya Borgese, di Polistena, che ha partecipato alla finale del 2016 di The Voice nel Team della Carra'?

A dire il vero non c'e' stata occasione anche se ho mantenuto rapporti con Roby e Francesco, coi quali ci sono tuttora legami sinceri.

In musica penso che possa valere il detto "dimmi chi interpreti e ti diro' chi sei". Bene, nel tuo repertorio abbiamo visto il Battisti di Emozioni e il Jimmy Fontana di Il mondo, ma anche il Cat Stevens di Father and Son e il Leonard Cohen di Alleluja.

A primo acchitto potrebbe emergere una certa difficolta' a individuarti come artista nazionale o internazionale. Riflettendoci bene, specie dopo aver sentito il nuovo singolo, mi pare che la tua proposta sia il risultato di una sintesi, in un guado mediano fra Jeff Buckley/Springsteen e Ligabue. Insomma un musicista stilisticamente "bilingue" che si e' costruito un proprio linguaggio, fatto di questo mix inter(no)nazionale...

E' che grandi autori come Eddie Vedder e Bruce Springsteen sono stati i primi a trasmettermi qualcosa con il canto. Spesso viene associato il mio timbro vocale a Springsteen ma con lui ho pure altre affinita', la natura dei testi, il richiamo ad alcun valori comuni, la gente comune, agli umili.

Tu canti Via Da Qua, Via dalla citta'. C'e' anche una difesa dell'ambiente? Ti senti insomma un po' ragazzo della via Gluck?

No. Giocavo in mezzo ai vicoli e c'erano poche macchine quindici anni fa ad Acri dove i bambini non giocano piu' a pallone per strada. Ed ho vissuto un mondo che in pochi anni e' cambiato molto. Ma Via Da Qua non e' una condanna delle citta' che offrono comunque occasione di confronto e di arricchimento. E' un invito, una spinta ad andare oltre. Senza eccessi. Vico diceva che l'umanita' arriva a un punto in cui a volte fa un passo troppo lungo e si porta fin troppo avanti. Occorrerebbe maggior saggezza e sapersi fermare al momento giusto.

Questa risposta mi fa pensare all'addio alle scene dei Pooh...

Credo che molti di noi arrivano a un punto in cui si pensa di aver dato abbastanza.

Accettano di ritirarsi dalla scena. Loro col cinquantennale hanno fatto una splendida cosa. Un bel segnale. Quello di fare ancora una festa insieme.

Un po' come col concerto che hai tenuto ad Acri con Roby e Francesco Facchinetti ospiti. Segnalaci un tuo prossimo appuntamento.

Il 23 aprile a Cavallerizzo di Cerzeto . Ma con una band di 6/7 elementi. Per un inizio tour in cui vorrei divertirmi e far divertire. Un po' di sana leggerezza non guasta mai.

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