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Mercoledì, 08 Luglio 2020

I Camaleonti presentano “Storia di un’idea”

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Il prossimo sabato 7 febbraio 2015 alle ore 17.00, presso la libreria Lirus – Via Vitruvio 43 (Milano) si terrà la presentazione del libro autobiografico “Storia di un’idea” (Fausto Lupetti Editore) del famosissimo gruppo musicale “I Camaleonti”. Questo progetto editoriale è stato curato da Paolo Denti, il quale ha raccolto in modo diretto le testimonianze da parte dei due storici fondatori del gruppo: Tonino Cripezzi e Livio Macchia.

Il titolo del libro,decisamente eloquente, è la sintesi di quanto in esso contenuto, dai racconti inediti, agli aneddoti, nei quali si avverte un palpabile tono nostalgico, alle curiosità, spesso corredate di riferimenti storici, per arrivare ad un’ampia collezione fotografica di ottima qualità, scrupolosamente curata da Livio. Queste bellissime foto,che mostrano il gruppo di musicisti insieme ai loro colleghi, circondati dai fan, sul palco durante le loro innumerevoli esibizioni canore e in posa per servizi fotografici, oltre a permettere al lettore di entrare nella loro sfera molto personale, riescono a fornire, meglio di qualsiasi altra espressione, l’immagine del percorso umano ed artistico de “I Camaleonti”, presenti sulla scena musicale italiana ed internazionale da appena cinquant’anni. Essi hanno all’attivo 30 milioni di dischi venduti, 4 dischi d’oro, 17 album, 39 singoli ed inoltre diverse compilation e antologie, pubblicate anche negli Stati Uniti e in Argentina.

La formula vincente del loro immenso successo è da ricercarsi, oltre che nell’innata vena creativa e nell’indiscussa preparazione accademica, nella capacità di comunicare con il pubblico in modo immediato, onesto e sincero. L’artista è vero quando riesce a mostrare la sua anima, vulnerabile e fragile; le sue imperfezioni lo rendono accessibile, riconoscibile, in quanto comune essere umano e tutto questo piace al pubblico, poiché regala emozioni, destinate a restare per sempre nella memoria. I Camaleonti oggi sono seguiti nei loro concerti da un pubblico di tutte le età, partendo dai non più giovanissimi, almeno anagraficamente, fino alle nuove generazioni le quali, per cultura musicale, ascoltano volentieri un repertorio che rispecchia un periodo storico importante, dove gli ideali avevano ancora un valore ed un 45 giri in vinile poteva diventare la colonna sonora di una storia d’amore.

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La nostra è l’epoca dell’incoerenza e del “blackout della ragione”, quindi per i giovani, troppo spesso disorientati in quanto privi di punti di riferimento, è pressoché impossibile riconoscersi nelle modalità espressive e nei ragionamenti delle passate generazioni. D’altra parte, il pensiero umano è in continua metamorfosi, anche se l’ascesa evolutiva non è più una certezza. Tuttavia, nonostante i vari passaggi generazionali, “I Camaleonti” riescono sempre a cavalcare l’onda del successo, riempiendo le piazze in occasione dei loro concerti.

Splendidi i loro due brani inediti, raccolti in un CD allegato al libro. Il primo interpretato da Tonino, inconfondibile grazie alle sue particolari vibrazioni vocali, il secondo ci regala l’emozione della voce ben impostata di Livio. Entrambi i pezzi sono accompagnati da musica di alto livello; infine, un felice arrangiamento fa il resto. Insomma, due canzoni da ascoltare, intrise di poesia con un tocco melodico, vagamente evocativo, in uno stile musicale rinnovato, armonioso, fresco e gradevole.

Il co-autore Paolo Denti, paroliere, musicista e scrittore, legato da una consolidata amicizia a Tonino e Livio, quando essi gli proposero di curare i testi di questo loro progetto,accettò senza alcuna esitazione, consapevole di intraprendere quell’avventura che forse attendeva da molto tempo. Egli ha dichiarato: “Storia di un’idea è l’esplorazione in una giungla di episodi, che da cinquant’anni si snodano tra palcoscenici e quinte, autostrade e notti spericolate, studi televisivi e sale di registrazione. Le due voci dialoganti di “Amicizia e amore” mi hanno consegnato una quindicina di faldoni colmi di fotografie, articoli e quant’altro: un archivio immenso. Non è stato facile vagliare tutto quel materiale, raccolto durante mezzo secolo di carriera. Ci sono volute intere giornate, ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.

L’incipit di questo coinvolgente ed appassionante libro parte dall’infanzia di Tonino, che a cinque anni riceve dal padre, clarinettista, un violino, che lo porterà tre anni dopo, naturalmente, verso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e dai primi approcci con la musica di Livio che, anche lui giovanissimo, inizia a suonare il pianoforte, seguendo una certa tradizione familiare. Infatti, nella sua famiglia si respira musica in ogni dove, in particolare quella lirica ed egli ne subisce benevolmente l’influenza.

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All’inizio ci furono per entrambi ed in modo disgiunto diverse collaborazioni con i gruppi beat e rock presenti nel panorama milanese di quegli anni, come i Beatnicks, i Marines, i Demoniaci, i Trappers, le Ombre. I destini di Tonino da una parte e di Livio dall’altra si incrociano con quelli di vari personaggi, alcuni di essi divenuti poi vere e proprie pietre miliari della musica, come Adriano Celentano, Lucio Battisti, Mario Lavezzi, Mogol, Miki Del Prete e tantissimi altri. La profonda passione per la musica accomunò questo gruppo di ragazzi che, in un periodo di grandi cambiamenti all’interno della tradizione musicale italiana, determinati anche dai nuovi ritmi provenienti da oltreoceano, trovarono subito un ampio consenso da parte dei giovanissimi. Agli inizi degli anni ’60 furono proprio i Beatles ed i Rolling Stones a sdoganare un genere musicale innovativo, dai ritmi rivoluzionari, volutamente distorti, ma così piacevoli della chitarra elettrica.

Ovunque, su ispirazione dei vari artisti soprattutto britannici, iniziarono a costituirsi i complessi musicali, una vera novità. Quindi, la musica leggera italiana, ancora per certi versi legata ad un genere fin troppo melodico, si trovò dinanzi ad un pubblico ed una critica divisi e forse combattuti tra il “vecchio” e il “nuovo”. Tutto questo avveniva nel preludio di quello che sarà dal ’68 il periodo della contestazione giovanile, che ha poi determinato radicali trasformazioni nel tessuto sociale.

Il concerto italiano dei Beatles del 24 giugno 1965 segna il punto di svolta per vari gruppi emergenti, fra i quali i Camaleonti, che l’anno successivo partecipano al Cantagiro, che rappresenta il loro ufficiale ingresso nella scena musicale italiana. Un capitolo del libro “Storia di un’idea” è dedicata al loro primo disco datato 1968, l’ indimenticabile successo: “L’ora dell’amore”, cover di “Homburg” dei Procul Harum, che incidono in gran fretta, per anticipare i Dik Dik, altro gruppo di successo. Questo brano, entrato poi nella storia della musica leggera italiana, ha fruttato ben due milioni di copie di dischi venduti.

Sempre nello stesso anno un altro grande successo: “Applausi”, sul quale - come afferma Livio, straordinario interprete del pezzo – ci sarebbe da scrivere un romanzo. Infatti, questo brano dagli spunti soul e dagli effetti sonori conformi alle tendenze psichedeliche del periodo, è pubblicato in due tempi e nella seconda versione vengono ottimizzati gli arrangiamenti, con nuovi interventi di archi ed infine, l’aggiunta di un suggestivo coro di voci femminili, risultato: un brano che ha fatto epoca.

Degli anni ’70 un altro loro grande successo: “Eternità”, presentato al Festival di Sanremo in coppia con Ornella Vanoni. Qualche tempo dopo, il successo dei Camaleonti subisce una breve battuta d’arresto, determinata dalle nuove tendenze musicali, quali il rock progressive dei PFM, Orme, Banco ed altri ancora. Ma ancora una volta si faranno apprezzare con altri brani destinati ad un gran successo, come “Perché ti amo”, “Il campo delle fragole” e “Amicizia e amore”.

Nelle ultime pagine del libro sono presenti foto a colori, segno di progresso ma, nel contempo, dell’inesorabile passaggio del tempo che, tuttavia, li vede ancora protagonisti della scena musicale. Nel Sanremo del 1993 presentano, insieme a Maurizio Vandelli e i Dik Dik, il brano “Come passa il tempo”, che ha un soddisfacente consenso di critica e pubblico e nel 2004, per festeggiare i loro 40 anni di carriera, registrano il live “Quarant’anni di musica e applausi…emozioni senza tempo” per poi pubblicarlo in DVD. In questa occasione, organizzano una gran ricevimento in un locale milanese, per festeggiare insieme ad amici, colleghi e stampa. Purtroppo, questa speciale ricorrenza sarà segnata dal dispiacere per la scomparsa di loro due grandi amici di una vita e compagni d’avventura: Paolo de Ceglie e Riki Maiocchi, prematuramente venuti a mancare ad un mese di distanza l’uno dall’altro.

Da allora sono trascorsi altri dieci anni e i volti familiari di Tonino, Livio, Valerio, Massimo Brunetti e Massimo Di Rocco sono presenti più che mai fra noi con professionalità, buongusto e simpatia. Interessanti ed affettuosi i “pensieri e parole”di amici e colleghi del gruppo, presenti nell’ appendice del libro.

Questa esperienza editoriale, che riserverà loro altre piacevoli emozioni, era l’anello mancante di una preziosa collana di successi.

Insomma, i Camaleonti, con forte lungimiranza, quel giorno di tanti anni fa hanno scelto proprio il nome giusto, consono alla loro inesauribile capacità di rinnovarsi, pur restando sempre se stessi nel profondo del loro cuore…persone di talento, capaci di quella disarmante semplicità che appartiene solo ai grandi artisti!

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