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Skelters, musica che scivola dentro

Skelters, due dischi all'attivo, un cd e un e.t., un singolo in uscita "Siamo" assieme al relativo videoclip, dal 6 di novembre su Youtube e su varie piattaforme digitali.
Ma chi sono questi ragazzi di Calabria, che musica fanno, cosa si aspettano dal mondo dello spettacolo? Lo chiediamo a Domenico Martinis, chitarrista solista della band.
D.  Il termine Skelters, al di la' del significato letterale, sta esattamente per ... ?
R. E' il senso delle cose che scivolano via. Come nel brano omonimo dei Beatles. E' anche un tributo a loro, da parte nostra che siamo nati come formazione brit pop.
D. Come si riflette, il titolo, nella vostra musica?
R. Nei testi, anzitutto. Noi siamo un missione per conto di Dio, dicevano i Blues Brothers. Da parte nostra vorremmo dare dei messaggi alla gente, una comunicazione positiva, trasmettere i valori dell'amore. all you need is love, tanto per citare ancora i miti pop di Liverpool. In questo mondo frenetico, dove non ci si ferma, ci distraggono dal lato spirituale della vita, tentiamo di dare un peso alle
cose, piccole e grandi, che ti scivolano via tutto attorno attraverso la nostra musica.
D. Parliamo della esperienza sul palco con i Subsonica.
R. Molto positiva. Dal punto di vista musicale abbiamo assunto sonorità più elettroniche, suoni più curati, di tipo pop-rock.
D. E con Mogol, il Cet?
R. Si, l'ha avuta Giuseppe, il cantante, che in gran parte produce i testi, ama Beatles e Oasis, e fino a un certo punto scriveva in inglese. E' lui che, grazie a una borsa di studio presso la struttura di Mogol, ha maturato l'idea di scrivere in italiano.
Avendo deciso di stare qui in Italia meglio una lingua consona per il nostro target.
D. Siamo, il singolo in uscita, e' un brano che nell'epoca dei selfie pare di grande attualità ...
R. Un'idea del regista Paolo Ranzani; nonostante l'omologazione, i selfies dimostrano come si sia differenti, a partire da ognuno di noi. Il video e' molto eloquente, noi ci visualizziamo, in quanto artisti, in quanto giovani, in quanto persone.
D. Un mese di novembre pieno di impegni come concerti, fra cui Cosenza il 20 e Catanzaro il 22 poi altre tappe nel centro nord per il batterista Emanuele Russo, Luigi Longo, il basso, il frontman Giuseppe Russo, che completano la formazione. Tutti calabresi, di Catanzaro, ma milanesi d'adozione. Ma quanta Calabria vi è rimasta dentro?
R. Dal punto di vista caratteriale tutta, sul palco abbiamo grinta, siamo accesi, vivaci. Di certo dispiace esser dovuti andar via. Purtroppo la regione non offre molto come scena live tranne che per qualche locale. Spesso si preferiscono gruppi di cover band e non gruppi che propongono propri inediti, sia musica che testi. E noi Siamo e vogliamo essere musicisti. E questa la vita che abbiamo scelto. La musica e' la nostra vita.

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