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La rivista Musica News pubblica Concertarsi, Manifesto per Liberare la Musica

Il bimestrale Musica News, nel numero di luglio-agosto, pubblica una serie di proposte per "liberare" la musica italiana dalla attuale situazione di stallo.
Concertarsi, questo il titolo del Manifesto, parte dalla considerazione che il
Decreto Valore Cultura contiene delle prime disposizioni tendenti a semplificare la musica. Tale provvedimento, peraltro riguardante positivamente tutto il settore della cultura italiana, non approfondisce, per l'ampia cornice in cui è contenuto, il problema della musica italiana nella propria specificità e complessità. Va comunque considerato un utile avvio verso una ripresa di interesse a livello istituzionale verso un settore vessato e travagliato.
Il Manifesto in proposito vuole fornire un contributo di idee utili a liberare la Musica dalla crisi che attanaglia tuttora questo settore della cultura e dello spettacolo, sia a livello concertistico e dell'intrattenimento che della produzione e selezione dei nuovi talenti, a partire da questo nuovo interesse legislativo.
La riduzione dei fondi pubblici, la diminuzione degli sponsor, per la situazione di criticità di molte imprese, ma soprattutto l'aggravio di oneri e gravami sia burocratici che in termini di costi sta praticamente facendo si' che la concertistica in Italia, sia a livello di musica classica che popolare contemporanea, compreso jazz folk rock pop rap leggera cantautorale bandistica e in genere di ensemble e orchestre, sta conoscendo una diminuzione esponenziale delle occasioni di fare musica come mai si era verificata.
Un settore nevralgico come la musica rischia di depauperarsi per le difficoltà dovute alla situazione appena sintetizzata ed anche in questo caso, come per la ricerca scientifica, si rischia una preoccupante fuga di cervelli verso l'estero.
La proposta di Concertarsi, Manifesto per Liberare Musica va allora nel senso di rendere più flessibile il mercato del lavoro musicale specie a livello di giovani, limitando il precariato, prevenendo, anche per la musica, l'insorgere di un'economia sommersa. Fra le proposte si ricordano:
1 Defiscalizzare e esonerare da contributi effettivi fino a un massimo di 3 giornate di lavoro concertistico con lo stesso datore di lavoro in un anno, i corrispettivi per le prestazioni musicali relative.
2 autocertificazione della agibilità enpals, da esibire su richiesta agli enti preposti.
3 Unificare definitivamente l'Ente pensionistico - oggi, caso unico, sulle prestazioni musicali si versano contributi sia all'Inps che all'Enpals, peraltro abolita dal governo Monti - rendendo il panorama degli istituti previdenziali meno caotico.
Ridurre in tal senso le aliquote che oggi gravano fra Inps Enpals Inail etc. In misura in molti casi superiore a quella di altre categorie di lavoratori.
4 adozione di una normativa specifica a tutela dei musicisti, con particolare riguardo alle donne e ai giovani, che operano solo nel campo concertistico e dell'intrattenimento posto che la discontinuità delle occasioni di lavoro e conseguente precarizzazione non garantisce loro in genere una tutela pensionistica adeguata.
5 Adozione di una legge nazionale sulla musica popolare contemporanea e di un testo unico che riordini il coacervo di provvedimenti in materia.
6 istituzione di un Sottosegretariato alla Musica a livello governativo.
7 Proposta, per gli enti locali, di istituire assessorati per la Musica e regolamentazioni di sostegno specifiche sulla musica popolare contemporanea.
8 assegnazione incarichi  con procedure di evidenza pubblica e non attraverso assegnazioni fiduciarie.
9 programma di incentivi alla editoria musicale, anche multimediale, purché innovativa e basata su lavoro di ricerca.
10 promozione di iniziative per individuare e valorizzare nuovi talenti.

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