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Lunedì, 21 Gennaio 2019

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Il progetto Around Gershwin, portato con successo a Umbria Jazz Winter in quel di Orvieto, è una rilettura gershwiniana arricchita da musiche del contrabbassista Giovanni Tommaso.

In Standard (ma non sempre) Trio il jazzista, direttore artistico delle Umbria Jazz Clinics, con Rita Marcotulli al pianoforte e Alessandro Paternesi alla batteria esegue, del celebre songwriter statunitense, composizioni come Oh Lady Be Good, But not for me, How long has this been going on, in funzione di "navigatori" stilistici.

Da segnalare, fra i brani di Tommaso, Un Italiano a Parigi, per il gioco di citazioni ed intersezioni, e Wintertime, omaggio a Umbria Jazz Winter (e contraltare invernale di Summertime) , per l'abile lavorio di archetto sul contrabbasso che anticipa l'originale esposizione del tema da parte dalla tastiera, ed il bel crescendo in progressione del drumming.

Che il disco vada oltre la semplice rilettura dell'originale lo si rileva anche in Random 5, che decolla da una semplice cellula in cinque note, e in Without a theme, dal magistrale interplay e nonchalance improvvisativa su strutture ben articolate, sia armonicamente che ritmicamente. E dove l'archetipo dell'Autore di Rapsodia in Blu appare più sfocato pur sempre comunque occasione "trasportata nella contemporaneitá in una ideale macchina del tempo musicale" come osserva Paolo Occhiuto.

Tutto il resto è gioia reinterpretativa, e gusto di attingere al linguaggio del vocabolario gershwiniano nel licenziare i modaleggianti Rotating Rhythm e S.O.S. .

L'apogeo del compact è, probabilmente, 'S Wonderful. Qui la Marcotulli miscela i suoi Bill Evans e Oscar Peterson in una conca di erosione sulle cui pareti risuonano gli iperpiani timbrici della sezione ritmica. Siamo al centro dello spazio dimensionale gershwiniano, nel bel mezzo di un repertorio che si potrebbe a buon ragione definirsi patrimonio immateriale dell'umanitá.

L'album di Simone Alessandrini, dal titolo Storytellers, sempre editato a Roma da Parco della Musica, suggerisce diverse considerazioni.

La musica è arte "rappresentativa". Può cioè rappresentare, attraverso i suoni, un oggetto, una figura viva, un evento. Pensiamo ai canti degli uccelli nella Pastorale di Beethoven; o alla composizione Pacific 231 dedicata da Honegger ad una locomotiva a vapore; a tante colonne sonore nel cinema o a melodrammi... Il jazz non fa eccezione alla regola: può evocare personaggi, riscoprire episodi, sceneggiare ambienti, suggerire contesti.

Cosa che avviene in Storytellers, disco d'esordio del sassofonista Simone Alessandrini che ha cercato di "vestire" memorie sommerse del proprio vissuto con una personale narrazione musicale, affollandola di personaggi romaneschi come il sig. Adriano aviatore-poeta, Cetto La Mitraglia trombettista costretto a mitragliare i giapponesi nel Pacifico, il gobbo del Quarticciolo, partigiano sabotatore dei nazisti, morto a soli 18 anni.

Lo storytelling, a cui partecipano il trombettista Antonello Sorrentino, il bassista Riccardo Gola, il batterista Riccardo Gambatesa (con il sassofonista Dan Kinzelman in tre brani) traccia, su tale fauna antropologica, un percorso lastricato di presenze di un paesaggio marginale ormai scomparso, descritto nel libretto allegato al concept album edito da Parco della Musica.

La musica è iridescente, va dal free al new Orleans, come iridati sono i "Racconti romani" a cui Alessandrini, nella sua post-visione, si è liberamente ispirato; è nostalgica quando è "ad eco d'immagine" come nel brano L'imbroglio del cordoglio in cui si racconta di una veglia funebre inscenata per nascondere il furto di un maiale; è lirica laddove è dedicata agli amanti delle lettere smarrite, Olga e Nazario; è carica in Sor Vincè, quello che fregava agli americani.

Ma gli americani l'hanno avuta vinta. Anche in musica. Lasciandoci in ereditá per nipoti e pronipoti swing, blues e jazz.

Un altro grande appuntamento del cartellone natalizio al Teatro Massimo di Palermo martedì sera con il concerto Gospel “Vincent Bohanan & The Sound of Victory Fellowship Choir”. Sala piena e pubblico entusiasta per il direttore e tenore Vincent Bohanan e per “The Sound of Victory Fellowship Choir”.

Vincent Bohanan, talentuoso e navigato artista newyorchese, ha collaborato nel corso degli ultimi dieci anni con i migliori artisti gospel della scena americana, costruendosi una personalità musicale policroma ma inconfondibile. Ad accompagnarlo il coro del “The Sound of Victory Fellowship Choir”, composto da nove cantanti newyorkesi, tra Brooklyn e il Bronx, selezionati per versatilità e talento; con loro Andre James alle tastiere, Emmett Lee Walker IV al basso e Daniel J. Revell alle percussioni.

Il viaggio musicale proposto Vincent Bohanan e The Sound of Victory si muove tra le radici africane e il patrimonio gospel afro-americano più moderno. Da segnalare, tra le collaborazioni recenti, la partecipazione alla registrazione dell’ultimo lavoro discografico di Ce Ce Winans (artista gospel vincitore di diversi premi Grammy), e la partecipazione come coro a fianco di Mariah Carey.

Il programma natalizio del Teatro Massimo proseguirà, la Notte di San Silvestro, con grandi concerti trasmessi sul maxischermo in piazza e poi il conto alla rovescia.

Il primo gennaio doppio concerto, alle 12.00 il Concerto barocco con l’Orchestra nazionale barocca dei Conservatori diretta da Ignazio Schifani, il basso Ugo Guagliardo e il Coro del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo diretto da Fabio Ciulla.

Alle 18.30 il tradizionale Concerto di Capodanno (già sold out), promosso – come da tradizione - dalla presidenza del Consiglio comunale di Palermo. L’Orchestra e il Coro della Fondazione saranno diretti da Wayne Marshall con la voce di Anna Jane Casey. In programma un’antologia di pagine celebri che spaziano da Verdi ai classici valzer di Johann Strauss, alle migliori canzoni del musical americano (Bernstein, Ira e George Gershwin, Kern, Porter). In piazza, sul maxischermo, la diretta di entrambi i concerti realizzata in audio e video ad alta definizione per dare a tutti l’occasione di festeggiare.

Biglietti Capodanno Barocco: da 25 a 10 euro

Biglietteria: da martedì a domenica dalle 9.30 alle 18 e un’ora prima dello spettacolo

Soprano, contralto, baritono e tenore. Quattro sassofoni, ognuno col suo timbro e colore, compongono Boom Boom Sax Quartet!!!, la formazione ospite sabato sera, 30 settembre (ore 19) al Castello Ursino per il secondo concerto di Classica & Dintorni 2017, il festival internazionale di musica da camera, jazz e contaminazioni promosso dall’associazione culturale Darshan e in programma a Catania dal 29 settembre all’8 ottobre.

Dopo il diploma al Conservatorio di Palermo, i quattro musicisti hanno dato vita a questo insolito quartetto di fiati per diffondere il repertorio cameristico del sassofono, spaziando dalla musica barocca per arrivare al Novecento e alla nascita del jazz. I Boom Boom – che nel 2015 si esibiti sono esibiti a Strasburgo per il XVII World Saxophone Congress - sono Gehanghir Baghchighi (sax soprano), Salvatore Barberi (sax contralto), Giuseppe Mario Caccamisi (sax tenore) e Nicola Mogavero (sax Baritono). In programma musiche di Rossini, Iturralde, Piazzolla Singelée, Vellones.

 Domenica 1 ottobre (sempre al Castello Ursino, con inizio alle ore 19) Classica & Dintorni rende omaggio ai grandi classici della letteratura per strumenti a corda con il duo della violinista tedesca Felizia Bade e della violoncellista catanese Simona Bonanno: insieme proporranno partiture a due voci di Bach, Honegger e Kodaly, mentre nella prima parte del concerto eseguiranno “Heimat Terra”, brano del violoncellista e compositore palermitano Giovanni Sollima. Originaria di Herford, Felizia Bade – che sta concludendo il biennio specialistico all’Accademia Teatro alla Scala di Milano – ha suonato con l’orchestra giovanile della Svizzera e di recente è stata ammessa nel compagine della Gustav Mahler Jugendorchester, fondata da Claudio Abbado in Austria. Catanese, 23 anni, Simona Bonanno ha conseguito nel Conservatorio di Benevento il biennio specialistico ad indirizzo interpreativo-compositivo. Come solista ha vinto numerosi premi nazionali e, nell’autunno scorso, si è esibita in Tunisia su invito del prestigioso Festival Internazionale “Les Jeunes virtuoses à Ennejma Ezzahra” nella sede del centro di Musica Araba e Mediterranea.

 Concluso questo primo weekend di spettacoli, il cartellone di Classica & Dintorni 2017 prosegue al Castello Ursino. Si ricomincia venerdì 6 ottobre (Castello Ursino, ore 19) con la musica contemporanea e le composizioni di Alessandro Nobile (contrabbassista) per il trio Naked Sound Ensemble costituito insieme con Salvo Scucces (vibrafono) e Carmine Ioanna (fisarmonica); sabato 7 ottobre (Castello Ursino, ore 19) musiche di Lelio Giannetto con il suo “Il contrabasso parlante”: musica, voce e racconti immaginari che vedranno Giannetto in trio con Alessandro Librio (violino) ed Eva Geraci (flauto); gran finale domenica 8 ottobre, nella Chiesa di San Nicolò all’Arena, dove alle ore 18 è in programma Saucējas, musiche tradizionali della Lettonia per un concerto vocale e strumentale realizzato in collaborazione con Latvian Academy of Culture.

Sold out e standing ovation per “Vincerò. Luciano Pavarotti: il racconto di una vita straordinaria” al teatro Duni di Matera che, giovedì sera, ha reso omaggio a Big Luciano nel giorno in cui avrebbe festeggiato il suo ottantaduesimo compleanno. Un tassello all’interno di una serie di appuntamenti finalizzati a celebrare il tenore modenese nel decennale della sua scomparsa, tra Modena, Verona, Matera, Djakarta, Oman, Cina e Tunisia.

In mattinata nel complesso rupestre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci si è svolto un incontro con la stampa alla presenza di Nicoletta Mantovani, alla sua prima volta nella Città dei Sassi. Nell’allungare lo sguardo sul Barisano e sulla murgia, ne è rimasta a dir poco incantata. “Oggi è una giornata veramente speciale. Sono molto felice – ha detto Nicoletta Mantovani - di poter ricordare Luciano in un luogo altrettanto speciale. Lui sarebbe stato felicissimo di essere qui, in quella che è la nostra Capitale della cultura che ci rappresenterà nel mondo. Lui, che ha sempre amato la sua Italia, ne sarebbe fierissimo”. Presenti all’incontro anche il tenore Enzo Di Matteo che ha fornito la sua consulenza alla messa in scena dello spettacolo; l’attore Lino Guanciale che, su testi di Grazia Varasani, ha dato voce al racconto di Luciano Pavarotti a sua figlia Alice. E Patrizia Minardi dirigente dell’ Ufficio Sistemi culturali e turistici della Regione Basilicata che ha sottolineato “l’intenzione di continuare a sostenere i talenti della lirica e avviare un percorso, nell’ambito del Piano regionale dello Spettacolo, in cui la musica lirica possa confezionare un’offerta culturale capace di rispondere alle aspettative della domanda turistica e avvicinare un pubblico sempre più numeroso”.

Il concerto-spettacolo si è avvalso della direzione artistica del maestro Pasquale Menchise impegnato anche nella direzione dei cantanti della Pavarotti Foundation (il soprano lirico-leggero Laura Macrì, il soprano Claudia Sasso, il mezzosoprano Francesca Sartorato, il tenore Ivan Avon Rivas, il tenore Marco Miglietta, il tenore Stefano Tanzillo e il baritono Stefano Marchisio) e dei 35 componenti dell’Orchestra Sinfonica Matera 2019, al suo esordio. “Con questo spettacolo, di cui ho avuto l’onore di fare sia da direzione artistica sia da direttore d’orchestra, sono davvero molto orgoglioso. Anche perché cinque brani in scaletta prevedono miei personali arrangiamenti. Un grande impegno e un grande lavoro. Ma anche una grandissima soddisfazione. E’ un po' come la ciliegina sulla torta per la mia personale attività, ma anche e soprattutto per Matera e per la nostra regione. Un evento del genere non si è mai visto prima in Basilicata. L’auspicio è che, da qui in avanti, si riesca a dare alla musica lirica lo spazio che merita”.

“La donna è mobile”, “Una furtiva lagrima”, le arie “Che gelida manina” e “Si mi chiamano Mimì” e il duetto “O Soave fanciulla”. Da “Voglio vivere così” al repertorio della canzone napoletana d’autore: “Dicitencello vuje”, “Core ingrato”, “O’ sole mio”, “Te voglio bene assai”. E ancora: “Non ti scordar di me” e una suggestiva interpretazione di “Miss Sarajevo” a quattro voci, il brano scritto da Bono degli U2. E ancora: l’allegria incontenibile di “Buongiorno” e il video in cui Luciano interpreta “Nessun dorma” che fa partire la standing ovation tra coriandoli che piovono dall’alto. In chiusura l’attrice materana Anna Rita Del Piano ha chiamato sul palco l’assessore al Turismo del Comune di Matera, Adriana Poli Bortone, e la dirigente dei Sistemi culturali della Regione Basilicata, Patrizia Minardi. E ha chiesto a Nicoletta Mantovani quale sua canzone il Maestro avrebbe dedicato a Matera: la risposta non si fa attendere ed è subito bis per “O’ sole mio” con cui saluta il “ricordo di questa giornata indimenticabile, vissuta – ha detto Mantovani - fin dalle prime ore sotto il bel sole di Matera, nei Sassi. Non ci sarebbe scelta migliore”.

Chi temeva e chi, in fondo, sperava che il Roccella Jazz Festival “Rumori Mediterranei”  avesse perso il suo appeal e fosse destinato a morire dovrà ancora attendere un po’. I numeri della 37esima edizione, chiusa lo scorso 24 agosto, infatti, danno conto di un pieno successo della proposta messa in campo dal Comune di Roccella  Ionica con la direzione artistica di Vincenzo Staiano.

A partire ovviamente dai dati SIAE delle presenze totali nelle 6 serate al Teatro al Castello, che hanno fatto registrare un totale di 6.748 spettatori, ai quali si devono aggiungere gli oltre 3.500 spettatori delle 8 serate ad ingresso libero. Più di 10.000 persone, dunque, hanno seguito la manifestazione, con una presenza media al Teatro di 1.131 spettatori. Poco più di 460 gli abbonamenti, segno che la proposta è stata apprezzata nella sua totalità. Come è risaputo, questa è stata la seconda edizione organizzata dal Comune di Roccella Ionica. Rispetto alla edizione 2016 l’incremento delle presenze è stato del +263%, mente le vendite di biglietti e abbonamenti sono aumentate del 250%. L’uso degli ingressi omaggio è stato contenuto nell’ambito delle normali relazioni istituzionali: solo uno spettatore su dieci si è infatti seduto tra gli ospiti. Gli incassi della manifestazione ammontano a quasi 31 mila euro, di cui 19 mila da vendita di biglietti.

Tredici  le serate di concerti durante le quali si sono esibiti 27 gruppi e 121 musicisti, di cui molti stranieri provenienti da: Stati Uniti, Polonia, Mali, Senegal, Tunisia, Inghilterra e Sudafrica. Molte le produzioni originali e le anteprime, tra cui l’ “Original tribute to Rino Gaetano” di Giovanni Tommaso e l’anteprima europea dell’astro nascente del jazz USA Jonathan Finlayson. Grande il successo della sessione dedicata ai “New Talents” allo spazio Colonne e del dvd “Si -Song”, l’omaggio di Claudio Cojaniz a Sisinio Zito, che il Comune di Roccella ha voluto co-produrre assieme a Caligola Records.

Notevole lo sforzo organizzativo: 70 le camere di hotel occupate per un totale di 150 presenze con un pernottamento medio di 2 notti; oltre 100 i transfer dagli aeroporti e dagli hotel verso i luoghi dei concerti.

Imponente il successo mediatico. Le edizioni online di Repubblica, Il Sole 24 ore, Il Giornale,  Il Manifesto hanno dato ampio spazio alla manifestazione. Il Mattino ha dedicato una intera pagina della edizione cartacea ad un’ intervista a Giovanni Tommaso che illustrava il suo progetto originale presentato al Festival. Grande l’attenzione de La Gazzetta del Sud e de Il Quotidiano della Calabria. Il GR2, in una delle edizioni di punta delle 13.30, ha inserito la manifestazione tra i titoli di apertura, dedicando poi un servizio di oltre un minuto. Totale e continuativa la copertura del TGR di Rai3 che ogni sera ha mandato in onda i servizi del corrispondente. Due le serate in diretta video e streaming di Telemia e dirette giornaliere in onda su Radio Roccella. Assoluta e continuativa la presenza sulle testate online locali.

Imponente lo sforzo dei dipendenti comunali, dei collaboratori (in particolare dell’Addetto Stampa Stefania Parrone), dei fornitori e soprattutto dei volontari che hanno lavorato per il Festival. A tutti loro va il nostro sincero ringraziamento per quanto hanno fatto e per la dedizione dimostrata.

A chi dice che con questa edizione il Festival è rinato noi diciamo che il Festival non è mai morto. L’idea rivoluzionaria e visionaria del senatore Sisinio Zito, padre fondatore di Roccella Jazz, sta dando i frutti che solo le idee di successo possono dare. Tali, infatti, sono le idee e le visioni che non muoiono con i loro padri, ma che continuano e crescono nel tempo grazie al loro insegnamento.

I sacrifici di chi ci ha preceduto e di chi ha fatto del nome di Roccella un nome conosciuto in tutto il mondo grazie al Festival Jazz oggi trovano significato compiuto. Questa edizione ci ha detto che Roccella ama il Festival e che il Festival è Roccella.  

Ma sbaglieremmo a considerare questo un punto di arrivo. I numeri della 37esima edizione devono essere, e sono per noi e per Roccella, il gradino sul quale iniziare una scalata che nei prossimi anni, ne siamo certi, farà raggiungere nuove ed esaltanti vette.

Arrivederci, quindi, alla 38° edizione di Roccella Jazz.

 

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