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Sabato, 04 Dicembre 2021

Il caso che scuote il palazzo

Il gip di Milano autorizza il rito immediato per il caso Ruby, primo processo in Italia senza vittime. Tutti hanno fretta perché la maggioranza si è riorganizzata e continua a crescere ..
Il 6 aprile si terrà il processo per Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile nell'ambito del caso Ruby. Il rito immediato è stato disposto dal gip di Milano, Cristina Di Censo. Per il gip la prova è evidente. Parti lese: Karima e il Viminale. Il premier sarà giudicato da un collegio di tre donne. Famiglia Cristiana: 'Una nemesi'. Nessun commento dal presidente del Consiglio, mentre uno dei suoi legali, Pietro Longo, commenta: 'Ce lo aspettavamo'. 'Ora andremo in udienza'. Sono le uniche parole del procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati. 'E' in gioco l'autonomia del Parlamento', sostiene il Guardasigilli Alfano. Attacca il segretario del Pd Bersani: 'Noi chiediamo le sue dimissioni'. Nella notte incontro Lega-Berlusconi, Bossi tranquillizza il premier: 'Non preoccuparti per le voci che girano, sto con te e andiamo avanti con le riforme'

Intanto secondo alcuni quotidiani si profila una nuova inchiesta su presunte feste del premier a Roma. La procura della capitale però smentisce contatti con i colleghi di Milano.

L'inchiesta sul 'caso Ruby', la giovane marocchina che all'epoca dei fatti aveva 17 anni e che ha parlato di incontri nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nasce dai sospetti di alcuni investigatori su quella ormai famosa notte, tra il 27 e il 28 maggio scorsi, trascorsa dalla ragazza in questura a Milano e conclusasi poi con l'affidamento alla consigliera regionale lombarda Nicole Minetti, dopo due telefonate di Palazzo Chigi.
Il premier è indagato per prostituzione minorile e concussione. Prostituzione minorile perché, secondo le indagini, sarebbe stato cliente di una prostituta minorenne. Ruby, però, ha sempre detto di non avere mai avuto rapporti sessuali con lui. L'accusa di concussione, invece, è legata al fatto che Berlusconi, secondo gli inquirenti, per nascondere il suo rapporto con la prostituta, andato avanti per numerosi weekend, e per evitare che la vicenda venisse alla luce avrebbe abusato delle sue funzioni di primo ministro telefonando in Questura la notte tra il 27 e il 28 maggio per fare affidare Ruby alla Minetti.
La consigliere regionale è indagata per favoreggiamento della prostituzione, come il direttore del Tg4 Emilio Fede e l'agente di spettacolo Lele Mora, che avrebbero fatto da 'tramite' nei rapporti tra il premier e la prostituta. La Procura di Milano, nei mesi scorsi, aveva comunicato che le procedure di affidamento della giovane marocchina, scappata diverse volte dalle comunità per minori, e finita in Questura perché accusata di furto, si era svolto correttamente.
Lo stesso aveva precisato il Ministero dell'Interno, mentre la pm dei minori Anna Maria Fiorillo aveva contestato questa versione. L'inchiesta sul 'caso Ruby', affidata ai procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e al pm Antonio Sangermano, anche dopo le precisazioni sulla correttezza dell'affidamento, si éconcentrata però negli ultimi mesi proprio sulle telefonate partite da Palazzo Chigi per ottenere il 'rilascio' della ragazza.

Il gip di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile nell'ambito del caso Ruby. Il Gip ha inoltre fissato l'udienza che si terrà davanti alla quarta sezione penale per il prossimo 6 aprile alle ore 9.30.
Sussiste la prova evidente per rinviare a giudizio con rito immediato Silvio Berlusconi. E' anche su questa base che il Gip Cristina Di Censo ha disposto il processo con rito immediato per il premier. Saranno i giudici Carmen D'Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri i giudici della quarta sezione del tribunale di Milano che comporranno il collegio che giudicherà Berlusconi.

Ruby "Rubacuori" ed il ministero dell'Interno sono parti lese nel processo. Karima El Mahroug, in arte Ruby, è persona offesa nel procedimento in relazione al reato di prostituzione minorile contestato a Berlusconi in quanto il premier avrebbe commesso atti sessuali con la giovane in cambio di denaro o altre utilità dal febbraio al maggio dello scorso anno, quando la ragazza non aveva ancora 18 anni. Il ministero dell'Interno, invece, è parte offesa in relazione al reato di concussione ipotizzato nei confronti di Berlusconi in relazione alla telefonata che il premier fece nella notte tra il 27 ed il 28 maggio scorso in questura a Milano per ottenere il "rilascio" di Ruby che era stata portata negli uffici della polizia in seguito alla denuncia di un furto.

Ci sono anche tre funzionari della Questura di Milano come parti lese nel processo. I tre funzionari sono il capo di gabinetto Pietro Ostuni, e i funzionari Giorgia Iafrate e Ivo Morelli, i quali, secondo l' accusa, avrebbero subito pressioni dal premier che nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi chiamò negli uffici di via Fatebenefratelli per ottenere il 'rilascio' di Ruby. In linea teorica, la presidenza del Consiglio potrebbe costituirsi parte civile in rappresentanza del ministero dell' Interno che a sua volta è parte lesa in relazione sempre al reato di concussione contestato a Berlusconi.
Scegliere il giudizio abbreviato o il patteggiamento, oppure farsi sottoporre al ''normale'' dibattimento.
Sono le tre strade che si aprono davanti al presidente del Consiglio dopo che il gip di Milano ha disposto per lui il giudizio immediato per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile nell'ambito del caso Ruby.
Il codice di procedura penale prevede infatti che in caso di giudizio immediato, che è un rito speciale caratterizzato dalla mancanza dell'udienza preliminare e a cui si ricorre quando vi sia l'''evidenza'' della prova , l'imputato abbia 15 giorni di tempo dalla notifica del relativo decreto per chiedere di essere sottoposto al giudizio abbreviato o in alternativa il patteggiamento; diversamente, viene sottoposto al processo ordinario.
L'abbreviato presenta il vantaggio che si celebra in camera di consiglio, cioe' a porte chiuse, e in caso di condanna comporta la riduzione di un terzo della pena; ma ha lo svantaggio che la decisione viene presa allo stato degli atti, sulla base cioe' di quanto e' stato raccolto dalla procura e dai difensori con le proprie indagini. E' pero' possibile chiedere questo rito ponendo condizioni, come per esempio l'assunzione di determinati testimoni. Sembra pero' difficile che Silvio Berlusconi scelga questa strada, e ancora di piu' quella del patteggiamento, che consiste nell'applicazione della pena su richiesta delle parti: perche' il patteggiamento si traduce nella sostanza in un'ammissione da parte dell'imputato dei fatti che gli sono contestati, anche se presenta il vantaggio di comportare l'esclusione delle pene accessorie, cioe' in questo caso scongiurerebbe l'interdizione dai pubblici uffici.
L'ipotesi piu' probabile e' che il premier scelga la via ordinaria. Ma anche in questo caso le sorprese non mancherebbero. La stessa prima udienza potrebbe slittare se i difensori del presidente del Consiglio facessero valere il legittimo impedimento,magari per la convocazione concomitante di un Consiglio dei ministri. Dopo la recente sentenza della Consulta ora l'impedimento del premier a comparire in giudizio va valutato nel concreto dai giudici, ma comunque potrebbe essere riproposto nelle varie udienze del processo. Solo nella fase iniziale, e dunque prima dell'apertura del dibattimento, i legali di Berlusconi potrebbero invece sollevare le eccezioni sulla competenza del tribunale di Milano a giudicare il premier: sostenendo come hanno gia' fatto che l'unico soggetto ''titolato'' e' il tribunale dei ministri per quanto riguarda la concussione, e il tribunale di Monza per la prostituzione minorile. Una questione su cui aleggia lo spettro del conflitto di attribuzioni, dopo che la Camera dei deputati ha escluso la competenza della procura di Milano. Solo nella fase iniziale del processo gli avvocati del premier potrebbero inoltre contestare la correttezza dell'operato del gip nel valutare la sussistenza dell'evidenza della prova sulla base della quale e' stato disposto il giudizio immediato.
Ecco le prossime tappe delle vicende giudiziarie che vedono conivolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

28 Febbraio - ripresa del dibattimento diritti tv Mediaset
5 Marzo - udienza preliminare Mediatrade.  Nella vicenda dei diritti tv e cinematografici Mediatrade e' imputato con Silvio Berlusconi anche il figlio Piersilvio, vicepresidente Mediaset. La fissazione dell'udienza preliminare e' arrivata lo scorso 2 febbraio dopo la decisione con cui la Consulta in gennaio ha bocciato in parte la legge sul legittimo impedimento. Silvio Berlusconi e' imputato di appropriazione indebita insieme al produttore Farouk Agrama e ai manager Daniele Lorenzano, Roberto Pace e Gabriella Ballabio. Il premier e' inoltre accusato di frode fiscale insieme al figlio Pier Silvio e a Fedele Confalonieri. L'inchiesta per cui la procura di Milano ha chiesto il processo e' nata da uno stralcio di quella sui diritti tv Mediaset che e' a dibattimento. L'udienza preliminare Mediatrade si era aperta lo scorso 24 giugno. Ma il gup MarinaZelante - ora trasferita - aveva trasmesso gli atti alla Consulta affinche' valutasse la costituzionalita' del legittimo impedimento ed aveva quindi sospeso il procedimento per tutti gli imputati. Un filone dell'indagine e' invece stato trasmesso alla procura di Roma per competenza territoriale.
11 Marzo - riprende davanti ai giudici della decima sezione penale il processo 'Mills'. Il processo era stato sospeso lo scorso aprile dopo l'invio degli atti alla Consulta in relazione all'eccezione di illegittimita' costituzionale della legge sul legittimo impedimento. Il Consiglio giudiziario ha dato parere favorevole all'applicazione del giudice Francesca Vitale, presidente del collegio, ora trasferita in Corte d'appello.

Umberto Bossi tranquillizza Silvio Berlusconi sulla scelta dicampo della Lega: "Non preoccuparti per le voci che girano, stocon te e andiamo avanti con le riforme", ha detto il leader delCarroccio al premier in un incontro stanotte a palazzo Grazioli, avvertendo però il Cavaliere che va data una 'scossa' alla maggioranza per portare avanti il programma in sicurezza. In caso contrario meglio staccare la spina e andare al voto. Parolea cui Berlusconi avrebbe risposto con l'impegno a spostare l'asticella della coalizione di centrodestra verso una 'quota sicura'.

"Noi chiediamo le dimissioni perché é una situazione insostenibile". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dopo la richiesta del gip di Milano di giudizio immediato per il premier. "Non ci occupiamo di reati - afferma Bersani- perché questo è il lavoro della magistratura né ci occupiamo di peccati perché se ne occupa la chiesa. Noi ci occupiamo dell'Italia e non vogliamo che l'Italia sia allo sbando". "Io chiedo le elezioni anticipate". Quanto alle affermazioni del premier che per sciogliere le camere serva un suo parere, Bersani ironizza: "Berlusconi è un fine costituzionalista ed essendo tale ha detto la sua. Un po' di studio in più sulla Costituzione non gli guasterebbe".

Il fatto che il gip di Milano abbia disposto il processo immediato nei confronti del premier Silvio Berlusconi significa che non ha tenuto conto di quanto votato le settimane scorse dalla Camera, dunque - afferma il ministro della Giustizia Angelino Alfano - questo è "un tema che attiene l' autonomia, la sovranità e l' indipendenza del Parlamento". "E' ampiamente acclarata l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Non è certo il governo - risponde Alfano a margine dei lavori della commissione d'inchiesta sul servizio sanitario al Senato - a intervenire per tutelare l'autonomia e l'indipendenza del Parlamento". A chi gli chiede se a questo punto sarà il Parlamento oppure la presidenza del Consiglio sollevare conflitto dinanzi alla Corte Costituzione contro la decisione del gip di Milano, Alfano risponde: "Sono il ministro della Giustizia e non devo né posso interferire su questi temi che sono prerogativa propria di ciascun organismo costituzionale".

"Allora, la sentenza in mano a tre signore. Viene subito in mente la nemesi. Tu, Berlusconi, delle donne ti sei servito, e in malo modo; le stesse donne faranno giustizia". E' questo il commento alla notizia del rito immediato per Berlusconi, che Famiglia Cristiana affida a un editoriale on line. "Con l'aria che tira - si legge nel testo - la notizia non è il rinvio a giudizio immediato. E' la composizione del collegio giudicante: tre donne".

"Senz'altro, è quello che chiede la Procura di Milano". Così uno dei legali del premier, il senatore del Pdl Pietro Longo, ai giornalisti che gli chiedono se si aspettava questa decisione del gip nei confronti di Silvio Berlusconi. All'osservazione dei cronisti che il collegio giudicante è composto da sole donne, Longo risponde: "Già ci sono nel processo Mills; benissimo, le donne sono gradite e qualche volta anche gradevoli".

"Non abbiamo ricevuto alcun atto dalla Procura di Milano. Non ho parlato con il collega Edmondo Bruti Liberati". E' quanto ribadisce il procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, smentendo "nel modo più chiaro" qualsiasi contatto con i colleghi di Milano in merito ad atti su presunte feste avvenute a Roma, e in particolare nel castello di Tor Crescenza, e a cui avrebbe preso parte il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Da ambienti giudiziari di piazzale Clodio, si ribadisce che sul tema non verrà diffusa alcuna nota. "Se si vogliono avere delle informazioni - ha concluso il procuratore capo - bisogna chiedere ai giornalisti che hanno scritto. Noi allo stato non abbiamo ricevuto nulla".

Una nuova inchiesta si profilerebbe alla Procura di Roma sulle feste nelle residenze del premier nella capitale. Lo riferiscono stamane diversi quotidiani. Le feste sarebbero in particolare quelle avvenute nel Castello di Tor Crescenza. Ancora non sarebbe stato aperto formalmente alcun fascicolo ma, sempre secondo notizie di stampa, sarebbe imminente l'arrivo a Roma di documenti contenuti nel fascicolo dell'inchiesta aperta a Milano sul caso Ruby. Tale circostanza era stata però smentita ieri sera dal procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ed anche dagli ambienti della Procura romana. I quotidiani di oggi riferiscono invece di un contatto telefonico fra i due procuratori che potrebbe precedere la trasmissione degli atti. Il vicedirettore del 'Giornale', Nicola Porro, ieri sera ospite della trasmissione Otto e mezzo su La7,aveva parlato, rispondendo alle domande di Lilli Gruber, di una nuova inchiesta che coinvolge il premier, senza tuttavia specificare quale fosse.

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