'Ringrazio le migliaia di cittadini che continuano ad inviarci le loro firme per il referendum contro il 'porcellum' che, purtroppo, non possiamo piu' utilizzare perche' giunte oltre il tempo limite per la presentazione in Cassazione''. E' quanto scrive sulla sua pagina Facebook il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. ''Con il successo referendario abbiamo costretto la casta a cambiare l'agenda politica - prosegue Di Pietro - abbiamo fatto una cosa eccezionale, gettando nello stagno del Parlamento oltre un milione e duecentomila firme. Cosi' i partiti, che si erano appollaiati nel loro bunker, sono stati costretti ad ascoltarci''. ''Non possono piu' fare come gli pare, perche' ora o si va alle urne o si vota il referendum: in entrambi i casi, abbiamo dato il benservito a questa classe politica'', conclude.
''Non e' affatto certo che l'eventuale bocciatura dell'attuale legge elettorale per via referendaria porti automaticamente al ripristino della precedente. Ne' ovviamente, trattandosi di referendum esclusivamente abrogativo, che da esso possa scaturire un nuovo testo legislativo. In ogni caso, ritengo che la cosa migliore da fare e' che dell'argomento si occupi il Parlamento. Luogo nel quale - dopo un approfondito dibattito - sarebbe auspicabile il varo di una legge il piu' possibilmente condivisa''. Ad affermarlo e' Enrico La Loggia del Pdl. ''Quanto poi alla questione del ripristino delle preferenze - aggiunge - confermo la mia totale contrarieta' dal momento che si tratta di un meccanismo che, in passato, ha spesso determinato una serie di condizionamenti per lo piu' negativi, ed in certi casi addirittura criminali. Senza contare l'enorme spreco di risorse che si renderebbero necessarie per campagne elettorali con risvolti in alcuni casi fratricidi. Vi sono comunque - conclude La Loggia - altre vie percorribili, sulle quali in Parlamento si puo' discutere, per assicurare quel rapporto piu' diretto fra elettori ed eletti che viene sollecitato da molti cittadini''.

''Credo che si sia aperta comunque una comprensibile discussione. Sulla legge elettorale, poi, vedremo''. Cosi', a margine dell'inaugurazione del nuovo centro ricerche Chiesi a Parma, il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha replicato a chi gli chiedeva un commento sul possibile referendum per abrogare l'attuale legge elettorale.
Sulla legge elettorale la segreteria del Pd ''e' rimasta abbarbicata ad un progetto e ad un metodo di tipo 'bulgaro'''. Lo ha detto Arturo Parisi, nel suo intervento alla Direzione del Pd, durante il quale ha criticato i vertici del partito. ''C'e' stata una scomposta revisione di linea e di giudizio della segreteria sul referendum - ha affermato l'ex ministro della Difesa - e adesso sembra che l'iniziativa sia stata del Partito democratico''. E qui Parisi ha attaccato il ragionamento fatto da Bersani: ''Non me la sento di partecipare a questa Direzione 'come se' nulla di eccezionale fosse accaduto'' dopo il milione e 200 mila firme apposte ai quesiti referendari. ''Anche Alfano riconosce l'urgenza di cambiare legge elettorale - ha proseguito - Maroni apre al referendum, Calderoli spiega perche' l'attuale legge e' una 'porcata'. Tutto questo per dire che il Pd è rimasto abbarbicato a un progetto e a un metodo di tipo 'bulgaro''', ha ironizzato il leader degli ulivisti visto che la proposta del Pd si ispira al modello elettorale ungherese. E sul metodo bulgaro Parisi ha incalzato, con ''decisioni prese in ambiti ristretti, senza legittimazione''. ''Se fosse prevalsa la posizione ufficiale del Pd - ha osservato - oggi non ci sarebbe nessuna vera arma per cambiare la legge elettorale. Come si fa a non cogliere la rivolta che c'è dietro la moderata manifestazione di adesione al referendum?'', ha domandato in conclusione.

''Lo straordinario successo della raccolta di firme dimostra che la legge elettorale va assolutamente cambiata e va cambiata in Parlamento. Votare con il porcellum sarebbe un danno per il Paese''. Lo afferma il vice segretario del Pd Enrico Letta a margine della direzione del partito
"Non mi sto interessando della legge elettorale. Quello che mi sta a cuore in questo momento è continuare a lavorare per portare l'Italia al riparo dall'attacco al nostro debito pubblico e fuori dalla crisi finanziaria globale". Lo afferma il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi in una dichiarazione. "La riforma del sistema elettorale - dice Berlusconi in una nota - non è materia sulla quale mi sto esercitando. Le riforme che mi interessano in questo momento sono quelle del fisco, della architettura istituzionale, della giustizia, che sono il completamento delle riforme attuate in questi tre anni. Su questi temi, pur con il limite degli inesistenti poteri attribuiti dalla Costituzione al premier - prosegue il premier - sto spronando la maggioranza a lavorare presto e bene in Parlamento. Su queste riforme decisive per il presente e per il futuro del Paese, sarebbe auspicabile un contributo fattivo dalle opposizioni, se pensassero davvero al bene comune e non solo alla mia poltrona di premier".
"Governo e maggioranza stanno lavorando a un nuovo decreto legge, con misure concrete ed efficaci che ridiano fiducia ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Lo presenteremo entro la metà di questo mese, come ci siamo impegnati a fare". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi.

Il premier Silvio Berlusconi dice, in una nota, di lavorare alle misure anticrisi. "Tutto il resto sono le solite chiacchiere del teatrino quotidiano della politica che, purtroppo, va in scena tutti i giorni sui quotidiani, nelle tv e on line e che produce solamente confusione e demoralizzazione nella gente".
Silvio Berlusconi, in una nota, dice di voler lavorare su "riforme decisive per il presente e per il futuro del Paese". "Sarebbe auspicabile un contributo fattivo dalle opposizioni - aggiunge - se pensassero davvero al bene comune e non solo alla mia poltrona di premier".
'Non si puo' fare un accordo, andare a votare e poi abbandonare: quando vengono le elezioni si puo' si', evitare di andare assieme, si puo' che la Lega va da sola, sapendo gia' pero' che con questo vince la sinistra'. Lo ha detto il leader leghista Bossi intervenendo la notte scorsa a una festa del partito. 'Finiremo il federalismo', ha aggiunto, osservando che da Napoli e Roma e' facile dire che la Padania non esiste, 'ma tutti hanno capito che l'Italia non tiene piu''. ''Nella Lega ultimamente vedo troppa gente che parla a vanvera, troppa gente... addirittura mi fa passare la voglia di far politica tutta questa gente che parla e parla. La gente ci doveva essere all'inizio a fare la Lega, questa gente non c'era'' ha sottolineato parlando della situazione del Movimento, la notte scorsa. ''I soldi per fare la Lega li ha messi mia moglie - ha aggiunto Bossi - che ci diede addirittura la prima sede, casa sua, perche' non avevamo altro''. ''C'e' tanta gente che parla - ha concluso il leader del Carroccio- io conosco la verita' di quei tempi, chi c'era e chi no. Quelli che parlano non c'erano e parlano solo per farsi vedere''.......