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Mercoledì, 25 Novembre 2020

Italia divisa per il Premier

Non ci sarà alcun nuovo interrogatorio per Nicole Minetti, l'ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, diventata consigliere regionale lombardo del Pdl e indagata a Milano per la vicenda dei presunti festini a luci rosse nella villa del premier ad Arcore ai quali, secondo la ricostruzione dei magistrati, ha partecipato anche Ruby. Ci sarà invece la richiesta di giudizio immediato per il Presidente del Consiglio accusato di concussione e prostituzione minorile. In un colloquio di questa mattina tra il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati e il difensore di Nicole Minetti, l'avvocato Daria Pesce, si è arrivati a un accordo: l'ex soubrette, sotto inchiesta per induzione e favoreggiamento della prostituzione minorile, almeno al momento non farà il bis anche se potrebbe farsi risentire - lo ha spiegato il legale - dopo la chiusura delle indagini.

Quello che ha messo a verbale domenica pomeriggio 30 gennaio, quando a sorpresa è stata interrogata, rimane, per gli inquirenti "esaustivo". Se Minetti a tre domande ha risposto con un 'mi avvalgo della facoltà di non rispondere, su altri capitoli di questa vicenda ha dato la sua versione: non solo ha spiegato di aver avuto "una relazione affettiva" stabile con Berlusconi giustificando così un prestito di oltre 20 mila euro ricevuto con un bonifico bancario dal premier la scorsa estate (sarebbe rimasta senza soldi in quanto avrebbe prestato alla sorella 30 mila euro); ha anche fornito la sua ricostruzione di quanto accadde in Questura a Milano, nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi, quando il capo del Governo telefonò chiedendo di "accelerare le procedure" per il 'rilascio'' di Ruby. Ed è su questo episodio che i procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Piero Forno e il pm Antonio Sangermano, si apprestano a chiedere al gip Cristina Di Censo il processo a Berlusconi, al quale è anche contestato il reato di prostituzione minorile. I tre pm hanno lavorato per sistemare il fascicolo che dovrebbe contenere circa il doppio degli atti finora inviati a Montecitorio per ottenere di perquisire gli uffici di Giuseppe Spinelli, il fiduciario del premier che, anche tramite Minetti, avrebbe provveduto alle spese delle ragazze che hanno partecipato alle feste a villa San Martino. Da quanto si è appreso, però la Procura, prima di 'muoversi', dovrebbe aspettare il voto della Camera. Infatti tra i documenti che il giudice dovrà vagliare ci sono anche i nuovi documenti bancari raccolti dagli inquirenti che testimonierebbero le 'ricompense' avute dalle giovani modelle e show girl e ulteriori intercettazioni e verbali di testimonianze, tra cui quelli della stessa Ruby, finora mai resi noti con una discovery. Riguardo al capo di imputazione della richiesta di giudizio, é probabile che ricalchi quello dell'invito a comparire notificato al Capo del Governo il 14 dicembre scorso. Quanto alle indagini, pare invece, che la Procura voglia fare luce su alcuni punti: come la presenza di Iris Berardi ad Arcore nel maggio del 2009 e nel novembre successivo a villa Certosa, quando era ancora minorenne. Inoltre potrebbero anche esserci sviluppi su presunte irregolarità circa la gestione delle ragazze-testimoni da parte della difesa. Ragazze che, secondo una intercettazione, sono state convocate a villa San Martino per fare il punto della situazione dopo le perquisizioni del giorno prima. Infine, il capitolo droga - gli oltre 12 chili di cocaina trovati al fidanzato di Marysthelle Polanco (l'uomo è stato arrestato il 3 agosto ed è stato condannato a 8 anni con rito abbreviato) - farebbe parte di indagini che riguardano un giro di narcotrafficanti.

Nelle pieghe dell'inchiesta milanese sul caso Ruby spunta anche un bonifico di 20 mila euro da parte di Silvio Berlusconi ad Anna Palumbo, la madre di Noemi Letizia, la giovane di Casoria che vide il capo del Governo presentarsi a sorpresa alla festa dei suoi 18 anni e che fu la prima a chiamarlo 'papi', soprannome poi usato da molte delle ragazze che, come è emerso nelle indagini sulle feste ad Arcore, frequentavano le residenze del premier.

Il versamento, che nulla ha a che vedere con le imputazioni formulate per il caso Ruby, risale all'anno scorso e proverrebbe da uno dei conti ufficiali del Presidente del Consiglio sui quali il suo fiduciario Giuseppe Spinelli ha la delega a operare. Da questi conti sarebbero arrivati, tra gli altri, i "prestiti" avuti dalla consigliere regionale Nicole Minetti. Minetti, che è anche ex igienista dentale, nel ricostruire davanti ai magistrati la notte tra il 27 e il 28 maggio scorso quando Ruby venne trattenuta e poi 'rilasciata' e affidata al consigliere stesso, dopo una telefonata del premier ha messo a verbale, come ha riportato il Corriere della Sera: "Berlusconi mi disse: 'Vai tu in Questura perché sei una persona per bene, sei incensurata, ti presenti bene". ...Intanto...

 

E' indagato dalla procura di Roma, per abuso d'ufficio, il consigliere laico del Csm, Matteo Brigando. In base a quanto si apprende a piazzale Clodio l'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilipo Laviani, è partita da una segnalazione ufficiale fatta dal Consiglio superiore della magistratura. Brigandì, secondo l'accusa, avrebbe passato documenti interni al Csm alla giornalista de Il Giornale Anna Maria Greco che ha poi redatto un articolo sul procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini.

Il consigliere Matteo Brigandì ha già smentito di aver dato a Il Giornale gli atti del procedimento disciplinare sul pm di Milano. "Ovviamente non sono stato io - aveva detto la scorsa settimana dopo notizie di stampa che lo accusavano di aver chiesto lui il fascicolo al Csm - e se qualcuno sostiene questa cosa ne risponderà nelle sedi legali possibili". "Ho chiesto al Csm una serie di documenti, compreso quel fascicolo, che ho letto per un quarto d'ora e poi ho restituito", aveva precisato Brigandì, che aveva anche annunciato di aver scritto una lettera al vice presidente Michele Vietti per chiedergli di "far luce" sulla vicenda.

Intanto sono state effettuate perquisizioni  nell'abitazione romana della giornalista de 'Il Giornale', Anna Maria Greco. A disporle, secondo quanto informa il quotidiano, "è stato il pubblico ministero Silvia Sereni e a quanto risulta il provvedimento è stato disposto per la presunta violazione dell'articolo 323 del codice penale, quello relativo all'abuso d'ufficio". "I carabinieri hanno fatto irruzione a casa della giornalista e hanno sequestrato il computer di Anna Maria Greco e persino quello del figlio della cronista. Nel provvedimento di notifica si legge che altre perquisizioni saranno effettuate all'interno della redazione romana del quotidiano".

Su mandato della procura di Roma, i Carabinieri hanno apposto i sigilli all'ufficio al Csm del consigliere Matteo Brigandì. Il consigliere è accusato di aver passato al Giornale atti custoditi al Csm e relativi a un procedimento disciplinare di quasi 30 anni a carico del pm di Milano Ilda Boccassini.

 

Una lettera di minacce al pm di Milano Ilda Boccassini è stata recapitata alla redazione del 'Resto del Carlino' a Bologna. Lo riporta lo stesso quotidiano, nelle pagine di cronaca cittadina, spiegando che il documento, scritto a mano su un foglio quadrettato, era contenuto in una busta rossa smistata il 28 gennaio al Centro meccanizzato postale (Cmp) del capoluogo emiliano.

Se potesse tornare indietro, sceglierebbe di restare Karima El Mahroug. Niente notorietà, niente Ruby Rubacuori, il soprannome con cui è diventata famosa per i festini con il premier Berlusconi. "Continuate a scrivere che sono una escort, bisognerebbe almeno aggiungere presunta", dice la ragazza in una intervista pubblicata sul quotidiano La Repubblica. Dove ribadisce l'intenzione di mettere la testa a posto: "Mi sposo in Comune fra tre settimane, e a giugno in chiesa". Una scelta d'amore, e non di interesse: "non ho bisogno di permessi, sono entrata in Italia nel 2001 e ho tutto in regola, compreso un contratto di lavoro come cameriera", spiega la neo diciottenne marocchina. I festini sembrano soltanto un ricordo: "se tornassi indietro non lo rifarei", dice ricordando che nella vicenda lei é "una testimone". "Non vedo l'ora che il processo cominci", si sfoga la giovane all'uscita di una palestra dell'elegante quartiere genovese di Albaro. "Se Berlusconi si salverà? Non lo so e sono fatti suoi. Lui è solo e combatte la solitudine, un po' come ho fatto io. Io ho pagato l'affetto di mio padre - conclude - lui le ragazze...".

Giorgio Napolitano ha lanciato a Bergamo un forte appello a uscire "da una spirale insostenibile di contrapposizioni, arroccamenti, prove di forza da cui può soltanto uscire ostacolato ogni processo di riforma".

Il federalismo, le riforme per attuarlo sono "ormai giunte a buon punto", ricorda Napolitano al teatro Donizetti. "E' stato decisivo - aggiunge - e resta oggi decisivo un clima di corretto e costruttivo confronto in sede istituzionale". Dunque un appello ad uscire da una spirale di contrapposizioni e a recuperare nella riforma il senso della solidarietà.

"Non è mio compito intervenire e interferire nella dialettica fra le forze politiche e sociali". Il capo dello Stato ha spiegato che il suo "fondamentale dovere è rappresentare l'unità nazionale che si esprime nel complesso delle articolazioni delle istituzioni". Le istituzioni sono, quindi, il suo punto di riferimento e "poi c'é la dialettica tra le forze politiche e sociali ma lì - ha concluso - non ho compiti di intervenire né di interferire".

Giorgio Napolitano ha fatto riferimento solo con un inciso ai problemi politici attuali rispetto ai quali ha espresso nei giorni scorsi preoccupazione ed allarme. Ha parlato di "tempi confusi che stiamo attraversando".

"Bisogna affrontare i problemi con realismo e serenità, perché nessuno può promettere dei miracoli, bisogna fare come la mia generazione nel dopoguerra quando si trattò di ricostruire l'Italia distrutta dalla guerra", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, replicando all'intervento del rappresentante della consulta provinciale studentesca di Bergamo che aveva detto: "Ci chiediamo se abbia ancora senso l'unità e l'appartenenza alla comunità nazionale in un mondo globalizzato e frammentato e di fronte all'incertezza del domani, del futuro di noi singoli".

"La mia generazione - ha detto Napolitano - visse un'esperienza terribile, quella dell'Italia divisa in due come non era più accaduto dal 1860 del paese sanguinante, in macerie, da ricostruire. C'era da dubitare di tutto ma non ci si doveva scoraggiare, e noi non ci scoraggiammo. Anche oggi è necessario ragionare così. Nonostante le divisioni politiche e ideologiche si riuscì ad approvare una Costituzione nel segno dell'unità. Forze politiche anche tra loro distanti trovarono un punto di incontro nel disegnare quel grande quadro di principi che avrebbe dovuto guidarci e che ci ha guidato fino ad oggi, ci ha salvato da ulteriori rotture". "Voi avete l'ansia di ripartire. Anche allora - ha aggiunto Napolitano - c'era quell'ansia e prevalse l'impegno, la forte volontà di agire per costruire le condizioni per farlo. Oggi voi dovete impegnarvi a dare il vostro contributo affinché si ricrei un clima positivo, nell'interesse di voi giovani e dell'Italia in un mondo che richiede capacità di competere, la capacità di reggere queste sfide".

''La spaccatura attuale del Paese non e' di natura politica in senso tradizionale, ma del tutto personale, e ruota intorno alla figura del premier, Silvio Berlusconi''. E' la posizione espressa da Famiglia Cristiana in un editoriale che sara' pubblicato sul numero in edicola da domani e anticipato sul sito internet del settimanale. ''Dal 1946 a oggi - sottolinea ancora l'editoriale - non si e' mai vista una crisi simile''

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