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Giovedì, 12 Dicembre 2019

La protesta in piazza

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Nelle piazze italiane hanno sfilato con la Cgil migliaia di persone (circa cento le citta' interessate) per protestare contro una manovra considerata iniqua e per chiedere come ha fatto il segretario generale Susanna Camusso ''un passo indietro'' per evitare ''il baratro''. Sempre oggi hanno scioperato anche i sindacati di base contro una manovra che ''esprime odio di classe verso i lavoratori''. I sindacati di base hanno sfilato in 15 piazze italiane (la principale a Roma).

Sul fronte trasporti sono stati penalizzati soprattutto i voli con circa 200 cancellazioni tra arrivi e partenze negli aeroporti di Roma e Milano. Nel trasporto ferroviario, secondo i dati diffusi dalla Filt-Cgil, al netto dei treni garantiti, a circa tre ore dall'inizio della protesta si e' fermato il 50% dei convogli (prevalentemente regionali). Traffico inoltre rallentato nelle principali citta' anche a causa dei cortei e del maggiore utilizzo del trasporto privato in vista dello stop del trasporto pubblico locale.

Metropolitane chiuse, bus a singhiozzo, aerei a terra e numerosi treni fermi: lo sciopero di oggi della Cgil ha creato disagi per i cittadini soprattutto sul fronte trasporti anche se i servizi sono stati rallentati anche negli uffici pubblici e negli ospedali dove a causa dell'adesione massiccia alla protesta dei medici sono saltate in molti casi le visite non urgenti (le prestazioni essenziali sono sempre garantite). Le adesioni medie secondo la Cgil sono state, sulla base delle prime stime, del 58% (circa il 70% nei trasporti).

"Quando si è sull'orlo dell'abisso bisogna fare un passo indietro". Lo afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in corteo a Roma per lo sciopero generale proclamato dal suo sindacato contro la manovra. "Il paese è in una situazione molto difficile e per questo abbiamo proposto una contromanovra che ha esattamente gli stessi saldi, perché pensiamo che bisogna intervenire rapidamente ma se si fa il passo sbagliato si entra nell'abisso, invece che fare un passo indietro", aggiunge Camusso. Il leader della Cgil sta sfilando per le strade di Roma, in testa al corteo diretto verso il Colosseo che si apre con lo striscione: "cambiare la manovra per dare un futuro al paese; più crescita, più occupazione, più sviluppo".

"E' uno sciopero generale contro una manovra assolutamente ingiusta e, come è sempre più evidente in queste ore, totalmente irresponsabile": così il leader della Cgil, Susanna Camusso, spiega le ragioni dello sciopero generale di 8 ore proclamato dal sindacato di Corso d'Italia, raggiungendo la testa del corteo partito dalla stazione Termini e diretto verso il Colosseo, dove terrà il comizio finale. "E' possibile una manovra strutturale più equa, che non scarica solo sul pubblico impiego e sul reddito fisso. Chiediamo di togliere l'art. 8 che è un danno al lavoro", aggiunge Camusso. Questa manovra, dice ancora il segretario generale della Cgil, "scarica sul lavoro tutti i costi delle difficoltà finanziarie. Non ha un'idea sul futuro del Paese e sulla crescita necessaria. E' una manovra che il Paese non si merita. Chiediamo qual è la distribuzione dei carichi, perché per come é fatta non paga nulla chi non ha mai pagato e chi ha di più. Noi abbiamo proposto una contro-manovra che mantiene gli stessi saldi".

"Mi sembra che il segretario generale della Cisl sia sull'orlo di una crisi di nervi". Così il leader della Cgil, Susanna Camusso, dalla piazza di Roma, replica al numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, che ieri ha definito lo sciopero generale, in questo momento di difficoltà per il Paese, "demenziale". "Lo sciopero non è mai uno strumento irresponsabile. E' lo strumento di difesa e di miglioramento delle condizioni dei lavoratori", aggiunge Camusso.

"Con l'articolo 8 della manovra non si cancella solo l'articolo 18 ma, con l'introduzione del principio della deroga, si cancella tutto lo statuto dei lavoratori". Lo dice parlando dal palco della Cgil, il segretario generale Susanna Camusso che respinge al mittente l'aggettivo di "irresponsabili" rivolto al sindacato. "E' irresponsabile chi dentro la crisi introduce un articolo il cui unico scopo è rendere più facili i licenziamenti. Ma che responsabilità è questa?".

"Ricorreremo alla Corte Costituzionale su tutte le norme anticostituzionali. Per noi la Costituzione è sacra, non ce la ruberete". Lo dice il leader della Cgil, Susanna Camusso, parlando dal palco allestito al Colosseo e riferendosi alla manovra.

"Si stralci l'articolo 8. Bisogna cancellare una norma che è ingiusta", che è "una vergogna": lo chiede il leader della Cgil, Susanna Camusso, dal palco dello sciopero generale. "Se il Parlamento non lo stralcia devono sapere che intraprenderemo tutte le strade e le iniziative possibili perché questa vergogna deve essere cancellata. Lo diciamo anche a Confindustria", avverte Camusso.

"Dico a Confindustria, Cisl e Uil: scegliete, o c'e l'accordo sindacale o c'é la legge. Tutte e due non sono possibili". Lo afferma il leader della Cgil, Susanna Camusso, parlando dal palco della manifestazione di Roma dell'articolo 8 della manovra che riguarda la contrattazione aziendale.

"Non si può più fare cassa sulle condizioni dei lavoratori e sulle pensioni". Lo dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parlando dal palco di Roma, in chiusura della manifestazione organizzata per lo sciopero contro la manovra.

Il Governo non ha nessuna intenzione di stralciare l'articolo 8 dalla manovra all'esame del Senato. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi commentando l'andamento dello sciopero della Cgil proclamato per oggi. "A Bersani che pretende addirittura la rinuncia all'articolo 8 - avverte Sacconi - rispondiamo che non se ne parla proprio nel nome, da un lato, della sua corrispondenza a una delle più esplicite richieste della Bce e, dall'altro, di un consenso che ha visto convergere la maggioranza e il Terzo polo oltre alla sua accettazione da parte della maggioranza degli attori sociali".

"Ancora una volta i moniti della comunità europea indicano che abbiamo un governo allo sbando e non credibile. Con lo sciopero si chiede un cambiamento e serietà di fondo nel rispetto del paese". Lo dice il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, a Palermo per partecipare alla manifestazione della Cgil contro la manovra dell'esecutivo nazionale. "Bisogna cancellare le norme che mettono in discussione il contratto nazionale, lo statuto dei lavoratori e i diritti - aggiunge Landini - che non c'entrano con la crisi e che puntano a fare diventare il modello Fiat un modello per il Paese". Per il segretario della Fiom "occorre restituire alla manovra un carattere di equità, facendo pagare chi non ha pagato". "Oggi sarà una straordinaria giornata - sostiene - che porterà un piazza anche iscritti ad altri sindacati. Noi comunque non abbiamo intenzione di fermarci, la nostra iniziativa non si conclude oggi".

"Non ho nessuna fiducia che in Parlamento ci si possa liberare di questo Governo per questo serviranno, una, cento, mille piazze per dare al più presto una spinta dal basso per cacciare questo Governo". Lo dice il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, sceso in piazza insieme alla Cgil per manifestare contro la manovra.

"Non esiste una bacchetta magica" per stimolare la crescita economica. E' quanto afferma il governatore della Banca d'Italia e futuro presidente Bce Mario Draghi secondo cui tuttavia in diversi paesi europei dove la crescita è particolarmente bassa "il potenziale per attuare le riforme strutturali invocate da anni è amplissimo".

"Le fiducie sono fatte per far crescere la sfiducia il giorno dopo, sono segno di debolezza". Così il segertario del Pd Pierluigi Bersani partecipando al corteo della Cgil contro la manovra. "Se arrivano lì - aggiunge - vuol dire che sono deboli e poco credibili".

"Questa è una finanziaria che mette in apnea il mondo del lavoro. La Cgil oggi rappresenta l'Italia migliore". Lo afferma il leader di Sel, Nichi Vendola, che sta partecipando al corteo della Cgil a Roma. Secondo Vendola la manovra del governo "colpisce al cuore la civiltà del lavoro. Ci sarebbe bisogno di altro - dice -: di una patrimoniale, ad esempio, di tagliare le spese militari, di un confronto sul futuro delle giovani generazioni".

Al momento non è previsto l'inserimento di modifiche nella manovra economica. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani dopo l'invito di ieri del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad inserire misure più efficaci. "Al momento non c'é la previsione che in questi due giorni, appena si apre dibattito parlamentare, possano essere introdotte queste modifiche", ha detto Romani intervistato da SkyTg24. "Certamente - ha aggiunto - noi abbiamo lavorato in un periodo eccezionale e dato risposte eccezionali". Per quanto riguarda l'aumento dell'Iva, in particolare, il ministro ha ricordato che "sul ritocco dell'Iva noi come Pdl abbiamo già parlato e ritenevamo che fosse una possibilità in campo. Nell'ambito della delega fiscale rimane la possibilità che ci possa essere la modifica dell'Iva. Quindi la modifica dell'Iva, fondamentalmente dell'aliquota più alta del 20%, non é un tabù". Anche sulle pensioni il "Pdl ha sempre espresso le sue opinioni, trovando la netta contrarietà della Lega, e anche su quello noi pensavamo che si potesse incominciare ad aprire il percorso della riforma".

"Nessuno può sottovalutare il segnale allarmante rappresentato dall'odierna impennata del differenziale tra le quotazioni dei titoli del debito pubblico italiano e quelli tedeschi. E' un segnale di persistente difficoltà a recuperare fiducia come è indispensabile e urgente. Si è ancora in tempo per introdurre in Senato nella legge di conversione del decreto del 13 agosto misure capaci di rafforzarne l'efficacia e la credibilità. Faccio appello a tutte le parti politiche perché sforzi rivolti a questo fine non vengano bloccati da incomprensioni e da pregiudiziali insostenibili". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una nota.

"Il momento è difficile per l'Europa e per l'Italia perché il paese è oggetto di grandi turbolenze ma noi ce la stiamo mettendo tutta anche in Parlamento". Così il presidente del Senato Renato Schifani, parla della crisi alla Summer School del Pdl a Frascati con parole di plauso verso l'impegno dei senatori ad approvare in tempi rapidi la manovra.

Riunioni in corso e misure all'esame questa mattina in attesa che la manovra approdi, nel pomeriggio, nell'aula del Senato. Gli occhi sono puntati sui mercati per vedere se sarà necessario, anche dopo l'appello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rafforzare subito la manovra. Varie le misure sul tappeto ma eventualmente in alternativa l'una con l'altra. Si pensa di nuovo ad un contributo di solidarietà sui redditi più alti ma anche ad un mini-patrimoniale, magari per un periodo determinato, sui beni.

C'é poi la carta dell'iva (con la maggiorazione di un punto su tutte le aliquote). Ma, secondo quanto si apprende, si tratterebbe davvero dell'ultima carta da giocare perché l'aumento dell'iva è già previsto nella manovra come clausola di salvaguardia se non verranno raggiunti gli obiettivi finanziari prefissati. Se invece si aumenta subito l'imposta sul valore aggiunto in maniera esplicita potrà andare, spiegano fonti tecniche al lavoro, solo a miglioramento dei saldi e non potrà più dunque essere utilizzata in delega fiscale per la riforma. Insomma al momento tutto è aperto: secondo quanto si apprende si andrà all'apertura dell'aula del Senato con il testo uscito dalla commissione esaminando gli emendamenti prefissati. Poi in giornata si deciderà se necessario cambiare la manovra subito o se eventualmente studiare successivamente nuove misure.

Vertice di maggioranza a palazzo Grazioli dove e' rientrato il premier Silvio Berlusconi. Tra i primi ad arrivare il presidente dei senatori del carroccio Federico Bricolo. Al vertice sulla manovra e' presente il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. A Via del Plebiscito sono presenti anche i capigruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, insieme al vice Gaetano Quagliariello, il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli e la vicepresidente del Senato, Rosi Mauro. A Palazzo Grazioli ci sono poi i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti. All'ordine del giorno dell'incontro le possibili novita' da introdurre alla manovra economica sollecitate anche dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Slitta ancora la conferenza dei capigruppo del Senato che deve riformulare i tempi per l'approvazione della manovra economica. Prevista in un primo tempo alle 12, era stata spostata alle 15,30 e ora posticipata alle 16, in attesa della fine del vertice di maggioranza.

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