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Il Papa alla Giornata mondiale della gioventù

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Il Santo Padre è arrivato a Madrid per benedire la Giornata Mondiale della Gioventù. A mezzogiorno Benedetto XVI è arrivato all’aeroporto internazionale Barajas: inizia così il ventesimo viaggio del Pontefice al di fuori dei confini nazionali, il terzo in Spagna ma il primo nella capitale madrilena. Il Papa partecipa, appunto, alla XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, dove ci sono già mezzo milione di giovani da tutto il mondo. "In questa crisi economica, come anche nella precedente, si vede cosa accade quando un’economia solo mercantile ha dimenticato l’etica", ha detto il Papa in volo sottolineando che c’è una "responsabilità dell’Europa verso l’umanità" e che "bisogna creare lavoro" e "proteggere il pianeta".

I pellegrini, provenienti dai cinque continenti (l’Italia con 90mila Papa-boys è la delegazione più numerosa dopo quella spagnola), sono arrivati già lunedì e martedì sera hanno preso parte alla celebrazione di apertura della Gmg. "Bisogna continuare le Gmg, questa ispirazione dovuta a Giovanni Paolo II perchè sono un segnale della presenza di Dio del mondo, danno ai cristiani il coraggio di essere credenti mentre spesso si sentono isolati - ha detto il Papa - la Gmg crea amicizie, apre frontiere, rende visibile che è bello essere con Dio e che Dio è con noi, per questo vogliamo continuare l’idea di Giovanni Paolo II". Benedetto XVI ha anche ricordato che le Gmg non possono essere "un fatto isolato" ma "fanno parte di un percorso, di una preparazione che è soprattutto spirituale nonostante ci siano anche tanti problemi tecnici". "La preparazione interiore - ha detto il Papa - si ha mentre si cammina con gli altri verso Dio, si aprono le frontiere delle culture e si appianano i contrasti umani".

Ai giovani che a in alcuni Paesi causa della loro fede "soffrono in se stessi la discriminazione, che arriva al disprezzo e alla persecuzione aperta od occulte", ed a quelli che in altri contesti sono schiacciati dalla precarietà e dalla mancanza di lavoro e si sentono privati del futuro, così che sia a Sud che a Nord del pianeta oggi "si credono soli o ignorati nei propri ambienti quotidiani", Benedetto XVI dice che "invece no, non sono soli". "Molti loro coetanei condividono i loro stessi propositi e, fidandosi completamente di Cristo, sanno che hanno realmente un futuro davanti a loro e non temono gli impegni decisivi che danno pienezza a tutta la vita". Nel mondo di oggi, rileva il Papa nel discorso a Re Juan Carlos, "sussistono tensioni e scontri aperti in tanti luoghi, anche con spargimento di sangue", ed anche per la giovani generazioni, non mancano difficoltà. "La giustizia e l’altissimo valore della persona umana - denuncia - si sottomettono facilmente a interessi egoisti, materiali e ideologici". "Non sempre - scandisce poi il Pontefice - si rispetta, come si deve, l’ambiente e la natura, che Dio ha creato con tanto amore". "Molti giovani - rileva - guardano con preoccupazione al futuro di fronte alla difficoltà di trovare un lavoro degno, o perchè l’hanno perduto o perchè precario e insicuro. Altri hanno bisogno di essere messi in guardia per non cadere nella rete della droga, o di avere un’assistenza efficace, se, purtroppo, vi fossero caduti. Non pochi, a causa della loro fede in Cristo, soffrono in se stessi la discriminazione, che arriva al disprezzo e alla persecuzione aperta od occulta che patiscono in determinate regioni e paesi. Li si perseguita volendo allontanarli da Lui, privandoli dei segni della sua presenza nella vita pubblica, e mettendo a tacere perfino il suo santo Nome". "Invece - assicura Ratzinger - io mi accingo a dire ai giovani, con tutta la forza del mio cuore: che niente e nessuno vi tolga la pace; non vergognatevi del Signore. Egli non ha avuto riserve nel farsi uno come noi e sperimentare le nostre angustie per portarle a Dio, e così ci ha salvato".

Benedetto XVI, atterrato all’aeroporto internazionale di Madrid è stato accolto dai reali di Spagna, Juan Carlos e la regina Sofia e, a sorpresa, dal premier, Josè Rodriguez Zapatero. Insieme a loro c’è anche l’arcivescovo di Madrid e capo dei vescovi spagnoli, il cardinale Antonio Maria Rouco Varela. A salutare il Papa c’è anche una delegazione di giovani, circa 2mila che, a nome delle migliaia di centinaia di papaboys radunati a Madrid, danno il benvenuto a Ratzinger. Tra le autorità presenti anche il nunzio apostolico, monsignor Renzo Fratini, e il capo del protocollo, monsignor Rodriguez Coso.

Intanto ieri, alla Puerta del Sol - piazza simbolo delle manifestazioni degli indignados - laici e contestatori hanno protestato ontro il sostegno istituzionale alla visita di papa Benedetto XVI. Il bilancio degli scontri con la polizia è di undici feriti, fra cui tre agenti, e otto arresti. Il corteo si è svolto in modo pacifico fino a che non ha incrociato dei gruppi di pellegrini propio nel centro della Puerta del Sol: la polizia è intervenuta per separare i vari gruppi e successivamente ha caricato i manifestanti rimasti nella piazza dopo il termine della marcia. Il governo spagnolo aveva concesso l’autorizzazione per la "marcia laica" a patto che il corteo si svolgesse su un percorso protetto, dopo le minacce di attentato che hanno portato ieri all’arresto di un giovane militante cattolico di nazionalità messicana....

I manifestanti protestavano in particolare contro il sostegno finanziario dello Stato spagnolo ad un evento che "indipendentemente dalla sua importanza non cessa di essere privato"; gli organizzatori delle Giornate ribattono sottolineando che le spese verranno coperte interamente da fondi privati e che la visita papale apporterà anzi maggiore liquidità all’economia spagnola.

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