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Lunedì, 19 Aprile 2021

Manovra, il testo approda in Parlamento

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Il presidente del Senato Renato Schifani ha convocato l'Assemblea per le 16,30, per la presentazione del ddl di conversione del decreto sulla manovra economica. Successivamente, il provvedimento passerà alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di palazzo Madama che inizieranno l'esame del ddl a partire da lunedì 22 agosto. I capigruppo del Pdl pongono due punti non negoziabili, cifre e tempi del provvedimento, ma aprono "a ipotesi migliorative che dovessero emergere in Parlamento, da qualunque parte esse provengano".

''Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsione proporro' che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l'aliquota del contributo di solidarieta'''. Cosi' il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, contattato telefonicamente dalle Agenzie, interviene sull'ipotesi di sciopero dei calciatori apparentemente legata anche alla richiesta che siano le societa' di calcio a pagare l'eventuale contributo di solidarieta' previsto dalla manovra aggiuntiva. "I calciatori fanno i capricci: non so se sia giusto o meno il contributo di solidarietà ma se c'é qualcuno dovrebbe pagarlo sono proprio i calciatori che rappresentano la casta dei viziati", aggiunge l'esponente leghista non nuovo a polemiche con i calciatori. L'anno scorso, in occasione della manovra prima e dei mondiali poi, Calderoli propose una riduzione degli stipendi dei giocatori con l'introduzione di un salary cap e la rinuncia ai premi in caso di vittoria del Mondiale. Le dichiarazioni di Calderoli determinarono una dura reazione da parte del portiere azzurro Gigi Buffon.

"I calciatori una casta di viziati? Con tutto il rispetto per il ministro, sono stupidaggini". L'affondo del ministro Calderoli, trova subito una replica da parte del vicepresidente dell'Associazione calciatori (Aic), Leo Grosso. Parlando a Sky Sport, Grosso sottolinea che "é facile speculare sui giocatori e i loro stipendi, ma bisogna ricordare che per alcuni che guadagnano molto, tanti hanno introiti modesti e spesso non certi". Sulla questione di chi dovrà pagare il contributo di solidarietà, secondo il rappresentante dei giocatori non si sono dubbi. "Intanto dico che i calciatori sono lavoratori subordinati e devono rispettare le stesse regole. Se nel contratto c'é scritto che i compensi sono calcolati al netto, il contributo va pagato dalla società. Se invece sono calcolati al lordo, spetta al giocatore". Il problema va affrontato caso per caso, "e con molto pragmatismo", spiega. Grosso rileva infine che la questione del contributo non è al centro delle preoccupazioni dell'Aic, volte piuttosto alla chiusura del contratto collettivo, che la Lega Calcio non ha ancora firmato.

"Silvio, ma che cosa ti sta succedendo?". Sarebbe questa la prima cosa che Antonio Martino direbbe al premier Berlusconi se - come ha rivelato in un'intervista su Il Messaggero - riuscisse a parlarci a proposito della manovra, che l'ex ministro della Difesa ritiene inutile e di "conservazione statalista" anche perché - dice - l'Italia non ha bisogno di manovre ma di riforme. Lancia poi l'idea di una marcia anti-fisco, "se il governo fa passare la manovra così com'é", da organizzare a Roma nell'anniversario dei Tea party (il 23 novembre si celebrano i venticinque anni della marcia anti-tasse del 1986 a Torino). "Sul web - prosegue - la mobilitazione anti-tasse è forte. Sono attivi un sacco di gruppi, e questa manovra li rafforzerà" perché "già si rendono conto che essere tartassati è una diminuzione di libertà". Una manovra così - osserva Martino che ne attribuisce la colpa "non tutta a Tremonti, per niente a Berlusconi", molto alla "Bce e alla Banca d'Italia" che devono farsi "gli affari loro" - "non se l'aspettava nemmeno" Berlusconi. Il Pdl ha accettato tutto questo - secondo Martino - perché è "pieno di socialisti: Frattini, Sacconi, Brunetta, Cicchitto, Tremonti" (ritenuto il più grande tributarista italiano, ma "ciò non significa che sia il miglior ministro"). Inoltre, secondo Martino, "quelli che senza dirlo soffrono di mal di pancia, dentro il partito, sono la quasi totalità". A Berlusconi, Martino suggerisce di proporre "una delle grandi riforme promesse" e qualora venisse bocciata dovrebbe di "andarsene".

Aumentare di un punto percentuale l'Iva per togliere dalla manovra, il contributo di solidarietà. Lo dice Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa, in un'intervista al Sole 24 Ore, in cui afferma che "non bastano le differenze stipendiali introdotte da Brunetta per colpire gli assenteisti" ma che "chi non lavora vada cacciato". A proposito della manovra: "Tutti sappiamo che è necessaria" ma "allora dico, non è preferibile l'innalzamento dell'età pensionabile?". Secondo Crosetto andrebbero eliminati "scalini e scaloni" introducendo "un blocco delle pensioni di anzianità per far alzare l'età media da 58 a 63-65 anni. E questo da solo varrebbe svariati miliardi di euro". Poi, "aprirei una riflessione sull'Iva" aumentando, "compatibilmente con la quinta direttiva Cee", di "un punto quelle del 10 e del 20% lasciando invece ferma quella del 4% che ha un forte impatto sociale". Ma - aggiunge - "serve anche una reale modifica dello Stato". Infine, per Crosetto il contributo di solidarietà "non serve a nulla perché colpisce la parte più ricca del Paese che è anche quella capace di mettere in moto o deprimere l'economia".

"I nostri leader hanno chiesto sacrifici condivisi". Ma "hanno risparmiato" me e "i miei amici". Mentre "la middle-class stenta ad arrivare a fine mese", noi "continuiamo a goderci i nostri sgravi fiscali straordinari". E' un appello esplicito quello del finanziere Warren Buffet che dal New York Times - ripreso da diversi quotidiani italiani, tra cui la Repubblica che ne riporta la traduzione - chiede di tassare di più i super-ricchi, dicendo che sono troppo "coccolati" e "protetti quasi come specie in via d'estinzione". Quest'anno, rivela Buffet, "ho pagato all'erario" quasi 7 milioni di dollari, ovvero solo il 17,4% del mio imponibile. Tutte le 20 persone che lavorano con me hanno pagato aliquote più alte, in media del 36%". E aggiunge: "Chi fa i soldi con i soldi alla fine versa meno al fisco di chi guadagna lavorando". Secondo il Corriere della Sera - che riporta alcuni stralci dell'articolo firmato dal finanziere, fan del presidente Obama e della sua idea di aumentare le tasse a chi guadagna più di 250 mila dollari all'anno - il piano di Buffet prevede di alzare la tassazione per i 240 mila che prendono più di un milione di dollari e un prelievo maggiorato per gli 8 mila sopra i 10 milioni. Per il miliardario non è vero che un maggior carico fiscale porta i ricchi a investire meno: "Mai visto un caso simile da 60 anni in qua. Conosco bene molti mega-ricchi - scrive - Fanno un sacco di filantropia. Alla maggioranza non dispiacerebbe sborsare di più". L'oracolo di Omaha, come è soprannominato Buffet, conclude rivolgendosi al Congresso e al governo Usa: "I miei amici e io siamo stati coccolati a sufficienza da un Congresso ben disposto nei confronti dei miliardari. Adesso è arrivato il momento che il nostro governo faccia sul serio quando parla di sacrifici condivisi".

"La casa brucia e non c'é tempo da perdere" ma "nella composizione si può e si deve fare meglio". Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, parlando dalle colonne del Corriere della Sera manda "un segnale forte" al Pdl affinché, pur ritenendo la manovra "indispensabile", non perda "la propria identità" per aver scelto "una strada lontanissima dalla ragione politica del partito". Per Formigoni - che, oltre a chiedere la vendita della Rai e delle Poste, ritiene quanto sta accadendo "grave dal punto di vista politico" - le tasse e i tagli ai trasferimenti potrebbero portare "i nostri elettori a dire che la sinistra avrebbe fatto lo stesso". Cioé, spiega, abbiamo proposto, avendolo sempre negato, di "mettere le mani nelle tasce degli italiani", tagliando a regioni e comuni mantenendo la "mano leggera sullo Stato. Ovvero da predicatori del federalismo "ci stiamo comportando come un partito centralista". Della questione, il governatore rivela di averne parlato sia a Silvio Berlusconi che ad Angelino Alfano, ha "annunciato emendamenti" e chiesto, prima del 22 agosto (giorno in cui inizierà l'esame della manovra al Senato) una "riunione del Pdl per ragionare insieme su come cambiare i contenuti". Secondo Formigoni andrebbero invece adottati da subito dei tagli allo Stato e soprattutto essere "coerenti: mettere in vendita la Rai" e altri "asset pubblici". La Rai pubblica - dice il governatore - "non ha più senso: messa sul mercato è un'azienda che troverebbe acquirenti al volo - faccio un nome a caso, Murdoch - e che potrebbe rendere tra i 4 e i 5 miliardi di euro". E i vantaggi: "via il canone, stop alle polemiche con i Santoro e i Floris...". Quanto all'aver definito il federalismo come morto, Formigoni fa notare che "Calderoli non ha trovato le parole" per contestarlo.
Il governo starebbe valutando l'ipotesi di tassare i capitali rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale, cosi' come proposto dal Pd, ma la percentuale del prelievo sarebbe decisamente inferiore a quella proposta dal partito di Pier Luigi Bersani: la valutazione infatti viene effettuata su una cifra compresa fra l'1 e il 2%. Lo riferiscono autorevoli fonti del Pdl, secondo le quali tuttavia prima di ''proseguire su questa strada si dovra' valutare la percorribilita' dell'intervento''.
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