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Domenica, 06 Dicembre 2020

Scivolone delle Borse europee

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Borsa di Francoforte

Scivolone di Piazza Affari in avvio (-1,57%), con vendite soprattutto sulle banche, dopo lo stallo nel weekend alle trattative per innalzare il tetto al debito Usa, con ora maggiori timori sul mercato di un default nel paese e comunque apprensioni sulla tenuta del rating massimo AAA negli Stati Uniti. Ad aggiungere incertezze e' intervenuto il nuovo taglio da parte di Moody's alla Grecia, a un soffio dal default. Tra i finanziari, il Banco Popolare lascia il 4,72%. Unicredit il 4,86%, Fonsai il 4,03%, mentre la Bpm e' in calo del 3,80%. Mps perde il 4,08%, Intesa Sanpaolo il 3,94%. In calo dello 0,22% Fiat, che diffondera' i risultati nel corso della giornata. Fiat, che invece diffondera' i risultati domani, lascia l'1,22%.
Avvio in territorio negativo per la Borsa di Francoforte. Il Dax cede lo 0,7% a 7.269,21 punti.

 

Avvio negativo per la Borsa di Parigi. L'indice Cac-40 scende dello 0,7% a 3.817,21 punti.

 

Apertura negativa per la Borsa di Londra. L'indice Ftse-100 cede lo 0,62% a 5.898,51 punti.
Un accordo ancora non c'e' e repubblicani e democratici vanno ognuno per la propria strada, avanzando piani diversi per ridurre il deficit e il debito. Il presidente Barack Obama vede i leader democratici del Congresso, Harry Reid e Nancy Pelosi. Lo speaker della Camera, John Boehner, aggiorna i membri del suo partito sulle negoziazioni. Le parti sono ancora distanti, con i repubblicani che spingono per un accordo in due fasi e i democratici che si oppongono a un piano a breve termine.
Boehner resta convinto che l'unica soluzione e' un aumento del tetto del debito in due fasi, una immediata con 1.000 miliardi di dollari di tagli. E una nel 2012, in piena campagna elettorale, dopo che una commissione avra' individuato le spese da tagliare. La Casa Bianca ritiene la proposta inaccettabile: e il dollaro subito recupera le perdite accumulate nelle contrattazioni pre-borsa sui mercati asiatici. Le borse piu' che all'aumento del tetto del debito guardano con attenzione a un possibile downgrade se non sara' raggiunto un un ampio accordo di riduzione del deficit e del debito. Reid per i democratici sta mettendo a punto una misura che prevede tagli da 2.700 miliardi di dollari.
Alla scadenza del 2 agosto mancano solo otto giorni e le parti cercano una soluzione in extremis per evitare il default. Il piano di Boehner ''non ha senso, non e' un punto di partenza'' afferma categorico il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, secondo il quale l'aumento del limite legale del debito deve essere lasciato fuori dalla politica. Il presidente Barack Obama potrebbe opporre il proprio veto a un piano di aumento del debito che non copra i bisogni finanziari degli Stati Uniti fino al 2013, dopo le elezioni presidenziali, mette in guardia il capo dello staff della Casa Bianca, William Daley. L'amministrazione Obama, coinvolta attivamente nelle negoziazioni come ha precisato Geithner smentendo le indiscrezioni su un'esclusione del presidente, resta fiduciosa: un default sara' evitato.
''E' impensabile'' evidenzia Geithner. ''Quello che e' piu' importante e' scongiurare la minaccia di default per i prossimi 18 mesi'': l'economia e' debole e un default avrebbe effetti catastrofici. Un impatto ''devastante'' lo avrebbe anche il piano dei repubblicani. ''Ritengo che la forza della ragione stia prevalendo. Ci sono dei progressi'' aggiunge Geithner, mettendo in evidenza che le cornici di accordo sulle quali si sta lavorando sono due. Una e' quella discussa da Obama e Boehner con tagli alla spesa e un aumento delle entrate. L'altra e' la proposta avanzata da dal leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell. ''Sono sul tavolo e possono essere combinate in vari modi''
Moody's ha tagliato ancora il rating sul debito della Grecia, a un passo dalla soglia predefinita di default: da 'Caa1' a 'Ca'.

Il provvedimento, ha reso noto l'agenzia di valutazione internazionale, e' stato deciso a seguito del nuovo piano di salvataggio deciso di concerto con l'Ue, sulla base della considerazione che Atene non sara' in grado di rimborsare del tutto i suoi creditori privati. Il programma di aiuti, con lo scambio di bond vecchi a fronte di quelli di nuova emissione, portera' ''i creditori privati a subire perdite''.

Una volta che lo swap sara' fatto, Moody's revisionera' nuovamente il rating del Paese per assicurare che ''rifletta i rischi associati con il suo nuovo stato, tra cui il potenziale di ristrutturazione del debito futuro''.

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