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Mercoledì, 02 Dicembre 2020

Piano Marshall per la Grecia

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Ai mercati piace il piano anticrisi da complessivi 160 miliardi varato ieri dai leader dell'Eurozona per salvare la Grecia e la moneta unica. Piazza Affari scatta con le banche, le piazze europee in rialzo e si restringe lo spread Btp-Bund riportandosi al livello più basso dall'8 luglio scorso.

"Oggi tutti i mercati premiano l'euro e registriamo un risultato buono sullo spread che è sceso a 225 punti dopo esser e arrivati a 327 con un calo di 100 punti". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi aggiungendo "confermiamo la bontà di quanto successo ieri a Bruxelles. Non è stato facile. Abbiamo fatto 9 ore di riunione ma alla fine abbiamo raggiunto l'accordo che dimostra che l'Europa è un'entità politica vera. Sono particolarmente soddisfatto".

La Grecia va incontro a un "restricted default", ossia un default limitato, alla luce del piano sul debito di Atene previsto dal nuovo salvataggio internazionale. Lo afferma Fitch in un rapporto.
L'accordo raggiunto sul nuovo salvataggio della Grecia è "un passo importante" per la stabilità dell'eurozona. Afferma Fitch.

"L'Europa si è mostrata pronta ad agire. Quel che noi tedeschi stiamo impegnando per la stabilità dell'euro ci sarà restituito in varie forme". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, citata in un comunicato diffuso dal portavoce del governo Steffen Seibert, commentando l'accordo raggiunto ieri sera a Bruxelles sul secondo pacchetto di salvataggio della Grecia.

Un piano da circa 160 miliardi di euro per salvare la Grecia e l'euro. Questa la risposta data oggi dai leader dell'Eurozona alla crisi del debito sovrano attraverso un pacchetto di misure senza precedenti adottato all'unanimità. Al salvataggio parteciperanno anche le banche e, davanti al rischio di un default selettivo che potrebbe essere decretato dalle agenzie di rating, i leader dei 17 hanno deciso di creare un paracadute attraverso l'estensione del campo di azione del fondo salva-Stati, l'Efsf. "Abbiamo preso importanti decisioni pienamente sostenute da tutti per alleggerire il debito greco, fermare il rischio di contagio e migliorare la gestione della crisi della zona euro", ha detto il presidente del Consiglio Europeo Herman van Rompuy al termine dell'incontro. "Per la prima volta politica e mercati sono insieme in un pacchetto molto credibile", ha osservato il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso. Un accordo "cruciale" per la stabilità finanziaria dell'area euro e per la gestione del debito greco, secondo il presidente della Bce, Jean Claude Trichet.

"E' un buon accordo - ha rilevato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - c'é con chiarezza l'impegno dell'Eurogruppo a non far fallire nessuno Stato. Abbiamo lavorato per evitare il contagio". Il pacchetto di misure varato oggi dai leader dei 17 - grazie anche alla ritrovata sintonia tra Francia e Germania - prevede una nuova iniezione di aiuti da parte di Ue e Fmi in favore di Atene per circa 109 miliardi di euro destinati a garantire la sostenibilità della situazione finanziaria della Grecia per i prossimi anni, almeno fino al 2014. L'Europa si è assunta l'impegno di concedere il nuovo prestito attraverso l'Efsf a condizioni più favorevoli.

La durata dei prestiti potrà arrivare fino a 30 anni (contro i sette e mezzo di quelli già in essere) con un periodo di 'grazia' di 10 anni, e il tasso d'interesse potrebbe attestarsi intorno al 3,5%. Parallelamente, saranno allungate le scadenze dei prestiti già in essere. In aggiunta a questi interventi, banche e altri investitori privati saranno chiamati a dare il loro contributo 'volontario' - stimato in 37 miliardi - alla nuova operazione di salvataggio della Grecia scegliendo tra diverse opzioni destinate a allungare la vita dei titoli pubblici greci da loro detenuti. Per le banche greche, il piano europeo prevede un particolare sostegno al fine di evitare qualsiasi problema di liquidità e quindi il rischio di fallimento. In questo contesto, il piano Ue prevede un intervento di buyback, ovvero di riacquisto dei titoli pubblici greci, per un importo stimato in 12,6 miliardi. Operazione che porta quindi a circa 160 miliardi l'impegno complessivo per il secondo e si spera ultimo salvataggio della Grecia. Il coinvolgimento del settore privato "é una soluzione eccezionale" adottata "solo ed esclusivamente per la Grecia", ha tenuto a sottolineare Barroso davanti al rischio - assai probabile - che essa venga considerata dalle agenzie di rating come un default selettivo. La Grecia è un "caso eccezionale" e il default selettivo "una soluzione unica", ha insistito Trichet che, non escludendo la possibilità che i mercati possano giudicare il contributo delle banche al piano bis per la come un default selettivo, si è detto certo che quanto deciso non provocherà un credit event, cioé una situazione che si crea quando uno Stato è considerato totalmente nell'impossibilità di pagare il proprio debito. Ma la risposta dell'Eurozona alla crisi va anche oltre. All'Efsf e all'Esm (lo strumento destinato a diventare il fondo salva-Stati permanente) i 17 hanno deciso di dare una maggiore flessibilità per poter intervenire anche in via preventiva in aiuto dei Paesi in difficoltà e contribuire, prestando soldi agli Stati, alla ricapitalizzazione del sistema bancario. Inoltre, sempre nell'ottica di tagliare le unghie della speculazione, l'Efsf potrà intervenire - come finora fatto dalla Bce - sui mercati secondari per l'acquisto di titoli pubblici di Paesi sotto attacco.

Il piano "Marshall" per la Grecia :
PIANO BIS DI AIUTI: oltre al prestito di 110 miliardi di euro concesso lo scorso anno da Ue e Fmi, è stato varato un nuovo piano di aiuti Ue-Fmi per 109 miliardi di euro.
TRE OPZIONI PER I PRIVATI: anche il settore bancario (banche, fondi assicurativi e fondi di pensione) parteciperà agli sforzi di salvataggio su base volontaria, attraverso operazioni di debt-swapt, rollover e buy-back. L'importo totale stimato è di 37 miliardi di euro entro il 2014 con le prime due opzioni, più 12 miliardi di euro di buy-back. Entro il 2020, il totale stimato è di 135 miliardi. Questa è la parte del piano che può fare scattare il giudizio di "default selettivo e parziale" da parte delle agenzie di rating, in quanto viene modificato il contratto stipulato provocando una perdita del dovuto. Se e quando scatterà il giudizio di 'default selettivo', la Bce non potrà più usare obbligazioni greche a garanzia dei prestiti alle banche greche. Per ovviare a questo, l'accordo prevede che siano gli Stati membri a dare alla Bce le garanzie necessarie, attraverso il fondo salva stati (Efsf) creato nel 2010 per prestare soldi a Irlanda e Portogallo. Per alcuni giorni di default selettivo si stimano necessarie garanzie tra i 20 e i 30 miliardi di euro.
FONDO SALVA STATI PIU' FLESSIBILE-VERSO EUROBONDS: aumenta la flessibilità del fondo salva-Stati, che potrà intervenire per finanziare la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie con prestiti ai governi, anche non coperti da programma di aiuti, e acquistare il debito dei Paesi in difficoltà sul mercato secondario. Ciò potrà essere fatto solo se la Bce considererà l'esistenza di circostanze eccezionali e con l'unanimità dei governi. L'intervento dell'Efsf sul mercato secondario (per il quale sarà necessario una modifica dello statuto del fondo) consentirà di dare sollievo alle banche che hanno in portafoglio titoli deprezzati dei Paesi in crisi. Secondo gli osservatori, si tratta di un primo passo verso la creazione di eurobonds.
AUMENTO DURATA E TASSI RIDOTTI PER PRESTITI: la durata dei prestiti ai Paesi in difficoltà, come la Grecia, il Portogallo e l'Irlanda, è portata da 7,5 a 15 anni. Contemporaneamente, il tasso di interesse richiesto è ridotto dal 4,5%-5,8% attuale a circa il 3,5%.
PIANO MARSHALL: l'obiettivo è di favorire l'occupazione e la crescita della Grecia attraverso un uso rivisto dei fondi strutturali europei per un miliardo di euro.
NUOVA GOVERNANCE ECONOMICA: i leader si impegnano ad approvare rapidamente il pacchetto sulla nuova governance economica che rafforza il Patto di stabilità e introduce nuovi strumenti di sorveglianza di bilancio.
MENO PESO AGENZIE RATING: l'intesa sollecita la Commissione Ue a presentare una proposta per ridurre il peso delle agenzie internazionali di rating.
Piazza Affari continua a limare il rialzo della mattinata. Il Ftse Mib è a +0,68% a 19.620 punti e il Ftse All Share a +0,77% a 20.296 punti. A deprimere il listino i cali dei bancari: Unicredit cede il 2,39%, Ubi Banca il 3,75%, Intesa SanPaolo l'1,28%. Tra le altre flessioni Parmalat (-2,53%), Luxottica (-1,34%), Finmeccanica (-1,19%). Va bene, invece, l'energia, con Enel Green Power (+3,17%). FonSai, dopo il passo indietro dei fratelli Ligresti, sale del 3,2%. Nella galassia continua a volare le Milano (+11,7%), mentre Premafin cede lo 0,24%. In spolvero, tra gli altri, sia Fiat (+1,86%) sia le Industrial (+2,33%) all'indomani dell'ufficializzazione della maggioranza in Chrysler dopo aver rilevato le quote in mano al Tesoro Usa e al Canada.

Si restringe lo spread Btp-Bund riportandosi a 227 punti, il livello più basso dall'8 luglio scorso, con il tasso di rendimento del Btp decennale in calo al 5,19%.

L'euro viene scambiato intorno a 1,4412 dollari nei primi scambi sui mercati finanziari europei, in rialzo, dopo l'accordo al vertice Ue sulla Grecia, rispetto al valore di 1,4388 dollari di ieri a New York dopo la chiusura di Wall Street. La moneta unica europea passa inoltre di mano intorno a 113,27 Yen, in rialzo rispetto al valore di 112,09 Yen della quotazione ufficiale rilevata ieri dalla Bce.

L'accordo in Europa sul piano di sostegno alla Grecia, da totali 160 miliardi di euro, spinge la Borsa di Tokyo ai livelli più alti delle due settimane, grazie al rialzo dell'1,22%, a ridosso dei massimi intraday. L'indice Nikkei, con la schiarita sulla crisi del debito di Atene, si attesta a 10.132,11 punti, sostenuto inoltre dal rally di Wall Street che ha brindato ai dati trimestrali di Morgan Stanley oltre le attese, e dalla risalita dell'euro sullo yen, fino a quota 113,16. Il recupero della moneta unica fa volare titoli come Canon e Nikon (entrambi ben oltre l'1%), mentre sono in luce i comparti finanziario e bancario. Il dollaro resta debole, a 78,63 yen.

Borse di Asia e Pacifico in rialzo per la quarta seduta consecutiva con lo yen debole sul dollaro e sulla scorta del piano Marshall da 160 miliardi per la Grecia. L'indice d'area Msci guadagna oltre un punto percentuale con l'evidenza di Hong Kong, Tokyo e Seul. "La situazione in Europa avrà un sollievo a breve termine", spiega a Bloomberg Khiem Do, a capo della strategia multi-asset a Baring Asset Management. "Il mondo - aggiunge - non è in recessione, gli utili per azione sono in crescita e le valutazioni sono a buon mercato, quindi sicuramente ritengo che il rally possa durare più a lungo". A spingere i listini, soprattutto, bancari e hi-tech. A Tokyo sale Mizuho Financial Group (+2,33%), bene anche Advantest (+2,69%), il principale produttore mondiale di tester per semiconduttori e l'automobilistico Honda (+2,2%). Ad Hong Kong balzo di Cosco Pacific (+2,83%, China Coal (+2,95%) e Hsbc (+2,57%).
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse di Asia e Pacifico: - Tokyo +1,22% - Hong Kong +1,56% - Taiwan +0,55% - Seul +1,22% - Sydney +1,03% - Bangkok +1,28% - Giakarta +0,50% ...
E siamo arrivati anche al paradosso che fa "ridere" un po il mondo :
Per dare nuovi prestiti alla Grecia, la Finlandia vuole garanzie in beni dello Stato: ovvero Acropoli, Partenone e le isole. Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche, i finlandesi avrebbero posto come 'red line' delle garanzie affidabili, e hanno fatto il conto che la Grecia possiede 300 miliardi di beni dello Stato che potrebbero soddisfare questa richiesta.
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