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Giovedì, 15 Aprile 2021

Berlusconi: "Dovremo dire addio alle centrali nucleari"

 

Il primo referendum fu quello sulla forma istituzionale dello Stato: il 2 giugno 1946 si scelse tra monarchia e repubblica: voto' l'89,1%, i si' alla repubblica furono il 54,3% i no il 47,73%. Poi, dal 1974 al 2009, in 15 tornate elettorali, agli italiani e' stato chiesto di esprimersi su 62 quesiti. Il quorum necessario alla validita', ossia il 50% piu' uno dei votanti, si e' raggiunto 35 volte, i si' hanno prevalso per 19 volte, i no 16 volte. A questi bisogna aggiungere il referendum consultivo del 18 giugno 1989 sul 'Conferimento del mandato costituente al Parlamento europeo' (quorum raggiunto, 88% si', 12% i no) e i due referendum costituzionali del 7 ottobre 2001 'Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione) in cui il quorum non e' stato raggiunto e del 25 e 26 giugno 2006 'Approvazione legge di modifica alla parte II della Costituzione' in cui il quorum e' stato raggiunto, hanno vinto i no col 61,3%; i si' si sono fermati al 38,7%. Complessivamente, dunque, e unendo la vittoria, cosi' come appare dalle prime proiezioni, dei si' ai 4 quesiti referendari di questa tornata, si sale a 24 si'.

I quattro referendum abrogativi per i quali hanno votato ieri ed oggi gli italiani sono validi. E' stato, infatti, raggiunto, per tutti i quesiti, il quorum richiesto, ossia un numero di votanti pari al 50% più uno degli elettori. L'affluenza alle urne in Italia, intorno al 57%, ha reso ininfluente il numero dei votanti all'estero.

"L'alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata. Anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione". Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi aggiungendo che "il Governo e il Parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum".

"Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un'abitudine... Per questo domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno , visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c'é il due senza il tre...". Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli.

"La grande partecipazione popolare ai Referendum dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: è ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire ciò che vogliono gli italiani". Lo scrivono in una dichiarazione comune Fini, Casini e Rutelli, al termine di un vertice del Terzo Polo. "Nel raggiungimento del quorum - sottolineano - è stato determinante il Terzo Polo, con la decisione di invitare tutti al voto al di là delle scelte di merito che consapevolmente rivendichiamo. Il SÞ ai referendum è un NO grande come una casa a questo governo. E' tempo che Berlusconi ne prenda atto. Minimizzare, come ha fatto dopo le amministrative, sarebbe irresponsabile e dannoso per gli interessi nazionali".

''Io ho solo il dato di ieri sera, non ci saranno altre rilevazioni della partecipazione fino alle 15, quando si chiudono i seggi. Pero' la proiezione fatta dagli esperti del ministero dell'Interno rispetto al dato di ieri fa pensare che si raggiungera' il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all'estero''. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, interpellato al termine di una visita privata al sindaco di Varese, Attilio Fontana.

"L'Italia probabilmente a seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, dovrà dire addio alla questione delle centrali nucleari e quindi dovremo impegnarci fortemente sul settore delle energie rinnovabili". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa a Villa Madama con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

"L'Annuncio del ministro Maroni è fuori luogo: a questo punto il Viminale renda noti i dati ufficiali delle 12.00. I cittadini in queste ultime ore devono essere ancora più motivati e continuare ad andare a votare. Non vogliamo che in queste ore ci sia alcun tentativo di demotivazione. Invitiamo quindi tutti i cittadini ad andare a votare ed essere protagonisti di questo grande cambiamento per il Paese". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.

"Bisognerà tenere conto delle decisioni che l'elettorato ha espresso in queste ore". Lo ha detto il ministro del Welfare Roberto Sacconi nel corso di un lungo e articolato intervento all'assemblea di Assolombarda riferendosi all'esito del referendum.

"Il rispetto delle regole e delle istituzioni non è certo il forte del Governo e dei rappresentanti della maggioranza. Ce ne eravamo resi conto da tempo ma oggi non possiamo non sottolineare che, nel rispetto dell'istituto referendario e dei cittadini ancora in fila ai seggi per votare, sarebbe opportuno astenersi da dichiarazioni ambigue per finalità ". Lo afferma in una nota Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Partito Democratico.

''Noi per un attimo ci abbiamo anche sperato che non si raggiungesse il quorum''. Se cosi' fosse stato ''sarebbe stato, questo si', un grande boomerang per la sinistra che ha politicizzato i referendum''. Ma ora ''averlo raggiunto e' l'assoluta normalita' e non ha alcuna incidenza sulle politiche del governo''. Lo dice il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, nel corso dello speciale del Tg3 sul referendum. Personalmente, La Russa spiega di non essere andato a votare, ''pur avendo molti dubbi'', perche' nel centrosinistra si e' ''detto che era un referendum contro Berlusconi. Per questo io che ho sempre votato ai referendum, questa volta non ci sono andato''. Dal Pdl ''non abbiamo invitato all'astensione, ma lasciato liberta' di scelta - ha puntualizzato il ministro - Alcuni nostri esponenti sono andanti a votare, io non sono andato anche per non dare l'impressione di salire sul carro del si' all'ultimo minuto. Non abbiamo contestato in se' i quesiti ma la strumentalizzazione che si e' voluta fare del referendum''.''Quando la Democrazia Cristiana perse il referendum sul divorzio, poi governo' per altri 20 anni''.

''Il popolo e' sovrano sempre, e sempre le sue decisioni vanno rispettate. Per questo, non seguiremo il vizio storico di una certa sinistra, che esalta gli elettori quando votano liberamente in un certo modo, ma grida al regime quando gli stessi elettori votano altrettanto liberamente in un altro modo. Gli elettori hanno parlato, e dunque vanno ascoltati. Punto'': lo afferma Daniele Capezzone, portavoce Pdl. ''Detto questo, pero', se la sinistra rispetta davvero gli elettori - prosegue - ora non deve strumentalizzare ne' distorcere il loro pronunciamento, o manipolarlo per attribuirgli un significato o un effetto politico che non ha. Gli italiani hanno votato su alcune precise questioni, e non erano certo chiamati a pronunciarsi pro o contro il Governo. Chiunque brandisca questo esito referendario come un verdetto favorevole o contrario all'uno o all'altro schieramento politico fa un torto agli elettori, li inganna, e pretende di abusare delle loro decisioni'', conclude.

''Io non ho votato per solidarieta' con Bossi e Berlusconi ma ora il problema e' un altro: non si puo' continuare cosi'. Io sono in profondo e radicale dissenso con questa linea'' del governo. Lo ha detto Giuliano Ferrara, in occasione di un suo intervento al Tg3. ''Salvo la riserva di rilanciare il governo con una riforma fiscale, Berlusconi e il suo gruppo dirigente, con una posizione piu' ciritica della Lega, hanno deciso di non cambiare, di continuare cosi' e io sono in profondo e radicale dissenso. Berlusconi e' sotto assedio ma non vedo una classe dirigente determinata a fare qualcosa di diverso per tornare a parlare agli italiani, non vedo questo coraggio. Anche sui referendum - continua Ferrara - e' stata data una lettura politicista. Mi viene da dire: buna fortuna''. Per Ferrara ''Berlusconi ha molta autoironia, ma non la esercita piu' da due o tre anni. E' come paralizzato dalla campagna che si e' scatenata contro di lui''.

''Credo che adesso si debba lavorare in maniera molto intensa e in tempi molto celeri per rimettere insieme il popolo del centrodestra e dei moderati. Uscire da alcuni accenti estremi e riportare alla concretezza delle cose. E' un compito difficile che ci attende''. Lo dice Claudio Scajola, a chi lo interpella sul futuro del Pdl, anche alla luce dell'esito del referendum. ''Attraverso Berlusconi si e' indicato in Alfano un giovane con il compito di fare una proposta progettuale di cose da fare - sottolinea Scajola, nel corso dello speciale del tg3 - e di costruire una classe dirigente che sia vincente sul territorio. E' cosa molto difficile ma possibile''.

''Siamo ancora un popolo! E' stato raggiunto il quorum per tutti e 4 i referendum. Per il nucleare e' il secondo referendum con cui i cittadini hanno mandato affanculo i partiti. Vedremo se avranno il coraggio di riproporlo. Saluto con affetto Formigoni, Chicco Testa, Veronesi e il Bersani di quarta generazione''. Cosi' il comico genovese commenta la vittoria al referendum. Da Genova, dove ha votato, Grillo scrive sul suo blog: ''Per l'acqua arriva ora la parte piu' complicata, come restituire al pubblico la gestione e sottrarla alle varie Veolia, Suez e Smat. Non sara' facile. Oggi ha vinto il popolo italiano, i cittadini. I partiti inizino a fare le valigie. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure''
''Oggi vince l'Italia dei beni comuni e perde l'Italia delle lobbies''. Lo ha detto oggi a Bari il leader di Sinistra, Ecologia e Liberta', Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, commentando l'esito dei referendum. ''Perde una lunga storia di ossessione privatizzatrice, perde un pezzo abbastanza pregiato dell'ideologia liberista che ha governato le sorti del mondo. Intanto - ha aggiunto Vendola - c'e' la straordinaria partecipazione che indica la vitalita' democratica di un Paese che sta cercando con grande nitidezza e determinazione di uscire da un'epoca buia. E' un'Italia che sta provando a rifondare il proprio spazio pubblico, le proprie virtu' civiche''.

"La grande partecipazione popolare ai Referendum dimostra la volontà degli italiani di tornare ad essere protagonisti: è ormai chiaro che la maggioranza e il governo sono totalmente sordi, incapaci di capire ciò che vogliono gli italiani''. Lo scrivono in una dichiarazione comune Fini, Casini e Rutelli, al termine di un vertice del Terzo Polo. ''Nel raggiungimento del quorum - sottolineano - e' stato determinante il Terzo Polo, con la decisione di invitare tutti al voto al di là delle scelte di merito che consapevolmente rivendichiamo. Il SÞ ai referendum è un NO grande come una casa a questo governo. E' tempo che Berlusconi ne prenda atto. Minimizzare, come ha fatto dopo le amministrative, sarebbe irresponsabile e dannoso per gli interessi nazionali".
''Con questo referendum la parte interpretata da Silvio Berlusconi e' finita. Non credo che ne possa interpretare un'altra''. Lo dice Rosy Bindi, del Pd, vicepresidente della Camera, osservando al Tg3 che ''e' evidente che il governo si dovrebbe dimettere''. Un risultato ''chiaro e massiccio'' dai referendum ''lo impone'', aggiunge Bindi.
''E' con grande emozione che posso dire di essere orgoglioso di aver fatto, prima come Pm di Mani Pulite, e oggi come leader dell'Idv qualcosa di importante per il Paese''. Lo ha detto Antonio Di Pietro partecipando a una affollatissima conferenza stampa nella sede nazione dell'Italia dei Valori. ''Abbiamo detto no al nucleare e soprattutto abbiamo stabilito un principio sacrosanto scritto nell'articolo 3 della Costituzione, vale a dire che la legge e' uguale per tutti''. L'ex Pm ha ringraziato tutti coloro che hanno creduto ai referendum e in particolare quanti ''hanno raccolto le firme tra gli sberleffi e le delusioni per il fatto che il quorum non sarebbe stato raggiunto. Eravamo quasi di fronte alla rinuncia a far sentire la propria voce. Questo risultato straordinario nel quale l'Idv ha creduto testimonia che il Paese e' vivo ben al di sopra dei partiti politici''. Di Pietro ha concluso sottolineando che ora ''questo istituto di democrazia diretta deve essere rivalutato perche' quando i temi sono sentiti dalla gente e si percepisce l'arroganza dei potenti, a tutto questo c'e' una reazione politica naturale''.
''Il risultato dei referendum parla chiaro e rappresenta una ulteriore e sonora bocciatura di Berlusconi. Ha vinto la partecipazione libera dei cittadini contro l'arroganza di un governo che vuol tirare a campare grazie agli Scilipoti di turno. Gli italiani non hanno gradito l'autoribaltone messo in campo da Berlusconi e stanno dimostrando che ormai l'asse Pdl-Lega e' minoritario nel Paese. La strada maestra sarebbe l'abbandono dell'accanimento terapeutico da parte del governo con dimissioni utili a chiarire il quadro politico''. Lo dichiara in una nota il vicepresidente di Futuro e Liberta', Italo Bocchino. ''Va infine notato che si e' tenuta la seconda consultazione dalla rottura di Berlusconi con Fini e si e' sempre trattato di sconfitte, a riprova della nostra tesi che vede Berlusconi senza Fini impossibilitato a vincere in futuro'', conclude
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