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Domenica, 09 Agosto 2020

Rubygate, l'attacco finale a Berlusconi

Berlusconi-indagato-milano-ruby

Premetto: non credo che i lettori di questo giornale aspettassero con ansia, il mio intervento. Provo a fare un po' di chiarezza. Ho letto e sentito tante cose come voi che state leggendo queste mie righe. Faccio subito due riflessioni che ritengo significative: un gruppetto di magistrati, novelli giacobini, più o meno di punta hanno o tentano di bloccare un intero Paese su presunti reati o abusi sessuali che avrebbe commesso il capo del governo e di conseguenza, obbligano la stampa tutta a parlare solo di questo, invece dei gravi problemi che incombono.

L'avete vista Ida Bocasini, Annamaria Fiorillo, assomigliano a delle vetero femministe che si sono caricate sulle proprie spalle le battaglie delle donne contro il sultano Berlusconi. Tempo fa è uscito un editoriale sull'Unità, firmato da Susanna Cenni, parlamentare del Pd: Forza donne mandiamo a casa il sultano,che si vuole sollazzare e rilassarsi con i nostri corpi. E si chiedeva: Se fossero proprio le donne italiane quelle vere, che hanno visto in questi anni peggiorare la loro vita, i loro diritti, a sfiduciare il premier?.

Hanno capito tutti che si tratta ormai dell'attacco finale dei pm. Non una normale indagine giudiziaria ma un’attività di spionaggio scientificamente pianificata, con l’uso di tecniche investigative con pochi precedenti e finora limitate a casi di enorme gravità e altissimo allarme sociale come le stragi di mafia. Dagli atti risulta che in meno di sei mesi gli uomini del Servizio centrale operativo (Sco) hanno eseguito poco meno di 100mila intercettazioni tra telefonate e sms, in media 600 intercettazioni al giorno, con migliaia di ore di registrazioni - molte ancora non sbobinate - e decine di operatori coinvolti.

In pratica la Procura di Milano tra interrogatori, decine di sequestri di beni, indagini bancarie e postali, pedinamenti, perquisizioni che hanno coinvolto circa 230 agenti tra poliziotti in servizio sulle «volanti» e negli uffici: di tali perquisizioni è stata denunciata una presunta «brutalità» nei modi. Difficile calcolare il costo complessivo del Ruby-gate. Moltiplicando però il numero di intercettazioni per il loro costo medio orario (12,30 euro) e sommando lo stipendio lordo mensile di un poliziotto (3.200 euro) per il numero di agenti che hanno lavorato alla vicenda negli ultimi mesi, si può ipotizzare una spesa pari ad almeno 1.300.000 euro. E le indagini sono ancora in corso. ( Antonio Fanna, Le spese “folli” della Procura: ecco tutti i conti del Ruby-gate...24.1.2011, Il Sussidiario.net).

Seconda riflessione perfino un Roberto Saviano ha preso posizione; ricevuta una laurea Honoris causa in quel di Genova, la dedica infelicemente ai magistrati milanesi Bocassini, Sangermano e Forno, che stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro mestiere di giustizia. Che quella dedica intendesse colpire Berlusconi e il suo governo non è certo un processo alle intenzioni. Io credo che questa frase è la prova lampante che le famose 380 pagine dell'invito di comparizione davanti al tribunale di Milano per Berlusconi, sono un gesto politico per farlo fuori.

Mario Sechi, su Il Tempo, ricorda che qualche anno fa, Federico Confalonieri, presidente Mediaset, pronunciò una frase che a qualcuno sembrò iperbolica: «Stanno preparando la nostra piazzale Loreto».

E pare proprio così, siamo al redde rationem, alla battaglia finale tra Silvio Berlusconi e la magistratura e la «piazzale Loreto psichedelica» di cui parlava Confalonieri si sta materializzando in un processo mediatico-giudiziario che prevede un solo finale: l’impiccagione del Cavaliere.

Mario Sechi paragona l'operazione di far fuori Berlusconi a quella di Craxi col lancio delle monetine nel 1993. I segnali ci sono tutti, anche i personaggi politici sono gli stessi. A cominciare da Fini, a Di Pietro, Veltroni, Eugenio Scalfari sempre con Repubblica, D'Alema a Giorgio Napolitano. “L’operazione Craxi» è in corso, i pezzi sulla scacchiera sono in rapido movimento. A Repubblica, unico soggetto davvero intelligente e con una reale forza nel mondo della sinistra, l’hanno capito e cercano - giustamente, dal loro punto di vista - di liquidare il grigio e inetto Pierluigi Bersani per tornare, via benedizione di Eugenio Scalfari, a una leadership spendibile, quella di Walter Veltroni. Riusciranno nell’impresa di far fare a Silvio la fine che fu di Bettino? Certo è il fatto che la sfilata di maschere che oggi chiede al Cavaliere di andarsene con ignominia è la stessa che chiedeva al «Cinghialone» di dimettersi, di andare dai magistrati e finire i suoi giorni ai ceppi.

Il flash back è una carrellata impressionante, molto istruttiva, su ciò che accadde ieri e quel che sarà il nostro domani”. (Mario Sechi, Operazione Craxi, 24.1.2011, Il Tempo).

Ce la farà Berlusconi a superare tutto questo? Quel che oggi è chiaro è lo scenario: il 14 dicembre scorso Fini scatenò la fanteria per far cadere il Cavaliere. Ha dovuto battere in ritirata. Fallito l'assalto dei fanti, è partito quello della cavalleria corazzata. Bisogna solo vedere se la potenza di fuoco contro il premier è tutta qui o nella Santa Barbara c'è davvero un'arma mediatica capace di portare al successo «l'operazione Craxi».

 

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