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Domenica, 07 Marzo 2021

Uno tsunami si abbatte sul centrodestra

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La vittoria di Giuliano Pisapia si macchia subito di un'ombra che lascia l'amaro in bocca e allontana il bagno di folla sotto le guglie del Duomo. Ieri
sera, subito dopo aver festeggiato in piazza, una settantina di giovani appartenenti ai centri sociali milanesi sono andati sotto casa del vicesindaco
uscente Riccardo De Corato per scandire cori contro il vice di Letizia Moratti e mostrare striscioni al suo indirizzo. Fumogeni e petardi: una caccia all'uomo che non riappacifica i due schieramenti ma che rischia di incancrenire lo scontro.
L'assedio sotto casa di De Corato "De Corato disoccupato". I giovani hanno acceso alcuni fumogeni e fatto esplodere qualche petardo: "DE Corato non ci mancherai". Sul posto sono intervenute diverse camionette di carabinieri e agenti della Digos. Subito dopo il loro intervento il gruppo di ragazzi si è allontanato. Non sono state fatte scritte sui muri e non c’è stato alcun contatto con le forze dell’ordine. Pisapia temendo che fosse successo qualcosa di più grave dal palco aveva detto, al termine del suo discorso: "Mi riferiscono di problemi sotto casa del vicesindaco, non lasceremo che i teppisti ci rovinino la festa". In realtà a mettere in scena la caccia all'uomo non sono stati dei semplici teppisti, ma quelle frange antagoniste che hanno sostenuto il neosindaco. "L’era Pisapia inizia con la caccia all’uomo - ha commentato De Corato - iniziamo bene....
E' uno tsunami quello scaturito dai ballottaggi e abbattutosi sul centrodestra. Giuliano Pisapia diventa sindaco di Milano col 55,1% dei
consensi, mentre a Napoli è plebiscito per Luigi De Magistris; al centrosinistra anche Trieste, Novara e Cagliari.
Dopo la lunga notte di festa in Piazza Duomo per celebrare la conquista di Palazzo Marino, sui tabelloni elettorali sono comparsi questa mattina i
cartelloni di ringraziamento del nuovo sindaco: una foto di Giuliano Pisapia e la scritta 'Milano buon giorno'. Nella sua prima giornata da sindaco, Pisapia incontrera' i dipendenti comunali, andra' in un palazzo popolare della zona San Siro e vedra' la vedova del comandante partigiano Giovanni Pesce.Tra tutte le telefonate che ha ricevuto, Luigi De Magistris ne cita una su tutte, quella con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. ''E' una telefonata che mi ha commosso, che mi ha reso felice e che segna anche un superamento di attriti che ci sono stati nel passato - ha spiegato - e' un modo per voltare pagina''. Poi, De Magistris riserva un passaggio anche al sindaco uscente di Napoli, Rosa Russo Iervolino: ''Andro' a trovarla, e' una persona perbene, ma ora si cambia completamente pagina''. Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, non lo ha ancora sentito, ''anche se so che ieri mi ha cercato''. Il nuovo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, il giorno dopo la sua grande
vittoria, parla anche del partito che non lo ha sostenuto e che nella corsa al sindaco di Napoli ha messo in campo un altro candidato. A chi gli chiede che cosa si sente di dire proprio al partito democratico, De Magistris esprime un augurio: ''Mi auguro si apra una pagina completamente nuova''. ''Penso che il partito abbia compreso l'importanza di questa vittoria e che, quindi, si inauguri un percorso nuovo''. Poi, De Magistris, parla anche della sua autosospensione dall'Idv: ''Mi sembra giusto visto che voglio essere il sindaco di tutti ma preciso che non si tratta certo di una presa di distanza dal partito ne' da Di Pietro con il quale avevamo e abbiamo un legame forte''.
Poche ore di sonno, ''abbiamo festeggiato fino a tardi''. Ma nonostante questo il neo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, la sua giornata l'ha iniziata presto, alle ore 9 in punto, allo storico Caffe' Gambrinus. Cappuccino, incontro con il suo staff, lettura dei quotidiani. Soprattutto strette di mano con i cittadini. In tanti gli hanno detto ''grazie''. E altrettanti hanno utilizzato il termine che De Magistris ha fatto suo durante tutta la campagna elettorale: ''Luigi hai scassato''. Il primo cittadino e' ancora visibilmente emozionato. ''Ho ricevuto tantissime telefonate, da persone che neanche conosco - ha raccontato - l'entusiasmo della gente mi circonda e questa e' la cosa che mi rende piu' felice''.
Lancio un appello estremo a Berlusconi ed al centrodestra: riflettano e non impediscano una nuova fase politica". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani si rivolge in conferenza stampa al premier aggiungendo che "da queste elezioni emerge che il centrodestra non ha più la maggioranza nel Paese"."Tra il primo ed il secondo turno è stata una vera e propria valanga". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta l'esito delle amministrative aggiungendo che "c'é stata una riscossa civile e morale alla quale il Pd si è messo al servizio".
"Lancio un appello estremo a Berlusconi ed al centrodestra: riflettano e non impediscano una nuova fase politica". Così il segretario del Pd si rivolge in conferenza stampa al premier aggiungendo che "da queste elezioni emerge che il centrodestra non ha più la maggioranza nel Paese".
"Una nuova fase politica si apre con le dimissioni del governo e dopo le dimissioni la strada maestra sono le elezioni. Noi però siamo pronti a
considerare percorsi per fare una nuova legge elettorale con la quale sarebbe meglio andare al voto". Bersani, alla luce della vittoria delle amministrative, chiede le dimissioni dell'esecutivo.
"La maggioranza - sostiene Bersani - non è quella uscita dalle elezioni e non ha più la maggioranza nel Paese oltre al fatto che da mesi diciamo che il governo non é in grado di governare e il Paese va avanti con il pilota automatico". Il leader Pd si mostra comunque scettico sul fatto che il premier lasci: "Non mi sembra che in questa campagna elettorale abbia dato prova di essere a contatto con la realtà e quindi ci sono poche speranze ma il messaggio arrivato oggi è di una chiarezza inequivocabile tale che non si può aggirare e richiederebbe una riflessione su cosa sta succedendo in Italia".Il centrosinistra si è affermato in 66 città di oltre quindicimila abitanti.
Lo ha detto Pier Luigi Bersani dal palco della festa organizzata di fronte al Pantheon. Bersani ha invitato a fare un confronto con il 2006, "quando
ottenemmo grandi successi". "Allora vincemmo in 55 città sopra i quindicimila abitanti, oggi ci siamo affermati in 66 città, un risultato stravolgente".
"Il nostro messaggio si rivolge innanzitutto al centrosinistra e poi a tutte quelle forze politiche e sociale che sono disposte ad una fase di ricostruzione dopo 15 anni di populismo berlusconiano. Partiamo dal centrosinistra ma un centrosinistra che non chiuda le porte a chi guarda oltre il berlusconismo. Da qui non deflettiamo". Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alla luce del risultato delle elezioni, tira dritto sulla linea di un'alleanza larga per andare oltre Berlusconi. "Come in queste elezioni si è mossa un'esigenza civica - afferma Bersani - così guardare oltre Berlusconi non è un'alchimia politicista ma affermare l'esigenza di una ricostruzione democratica e sociale del Paese".
La ''sberla'', come la definisce senza molti giri di parole il ministro del'Interno Roberto Maroni, colpisce il governo e la maggioranza con una
violenza che nessuno avrebbe previsto solo qualche settimana fa. Di fronte al successo di Pisapia a Milano e al trionfo di De Magistris a Napoli, che si sommano ad altre vittorie del centrosinistra in citta' importanti come Cagliari e Trieste, nessuno nella maggioranza se la sente di far finta che non sia successo niente. ''Abbiamo perso, ma io sono un combattente, ogni volta che perdo triplico le forze'', dice Silvio Berlusconi da Bucarest, dove era volato per incontrare i vertici del governo di Romania e, dicono i maligni, per sfuggire al'onda d'urto della sconfitta annunciata. A onor del vero, dopo il tramortimento iniziale, Berlusconi decide di reagire al rovescio elettorale : e lo fa assicurando che per il governo non cambia niente, dopo che per tutto il pomeriggio l'opposizione gli ha chiesto di dimettersi. ''Il governo andra' avanti, ho l'ok di Bossi'', dice Berlusconi bloccando sul nascere le voci di un disimpegno leghista con conseguente crisi di governo. Berlusconi e Bossi si sono sentiti per telefono e hanno concordato la strategia per uscire dal ''cul de sac''. Il premier sa bene che, visti i risultati, se vuole riconquistare la fiducia degli italiani deve presentare misure concrete, che diano il segno di un rilancio del capitolo riforme. ''Non c'e' altra strada se non tenere i nervi
saldi e andare avanti; la maggioranza e' coesa e determinata'' nel fare le riforme a cominciare ''dal fisco, dalla giustizia e dal piano per il Sud'',
dice Berlusconi.
Con Maroni, Berlusconi parla della necessita' di una ''colpo di frusta'' per rimettere in moto l'attivita' del governo. E' quanto Bossi voleva sentir dire dal premier; ma le tensioni tra Pdl e Lega non spariscono, come dimostrano le parole di Bossi in mattinata, quando il leader della lega se la prende con La Russa, il ''mugugno'' dei militanti leghisti sulle frequenze di radio Padania e le parole a caldo pronunciate da Matteo Salvini (secondo cui ''la vittoria della sinistra e' un voto contro Berlusconi''). La linea della Lega, al netto dell'irritazione per essere stata trascinata alla sconfitta da una campagna elettorale impostata da Berlusconi come un referendum su di lui, non prevede, al momento, di staccare la spina al governo: i leghisti si limitano a chiedere 'un esame di coscienza'' (Calderoli) o una ''riflessione'' (Maroni), ma si affrettano ad aggiungere che l'Esecutivo dovra' andare avanti (''con questa squadra'' precisa Calderoli). Ma un'occasione per fare il punto sullo stato di salute della maggioranza arrivera' presto: sara' quella verifica chiesta da Napolitano all'epoca della nomina dei nuovi sottosegretari che, messa nel congelatore per l'imminenza delle amministrative, ora torna di nuovo d'attualita': il Quirinale la ritiene sempre piu' opportuna e non avrebbe mancato di ribadirlo, si spiega in ambienti parlamentari, nei contatti che ci sono stati nella giornata con Palazzo Chigi.
Nel campo dei vincitori l'atmosfera e' decisamente piu' positiva. ''Tra il primo e il secondo turno c'e' stata una valanga'', e' il commento entusiastico di Pierluigi Bersani, che chiede a Berlusconi di farsi da parte e di ''aprire una nuova fase politica'' con un nuovo governo per cambiare la legge elettorale. E' alla Lega che Bersani pensa per scardinare la maggioranza e riscrivere la legge elettorale: quella lega che, spiega il segretario del pd, deve smetterla di ''reggere la sedia dell'imperatore''. La richiesta di dimissioni di Berlusconi accomuna tutto lo spettro delle opposizioni. Nichi Vendola (suoi i due candidati vincenti a Milano e Cagliari), e' convinto che Berlusconi debba lasciare la poltrona di presidente del consiglio perche' il voto e' stato ''un avviso di sfratto'' al governo. Ma un passo indietro a Berlusconi viene chiesto anche dal Terzo Polo; che mette sul piatto anche la sua disponibilita' a tornare a dialogare con il centrodestra a patto che Berlusconi se ne vada. Fini commenta il voto sostenendo che le urne hanno ''archiviato il berlusconismo'' e rilancia il terzo polo come ''casa comune dei moderati''. ''Berlusconi raccoglie quello che ha seminato'', sintetizza il presidente della Camera, al quale evidentemente ancora brucia il trattamento ricevuto dall'ex alleato.
''Si tratta di un processo che era gia' avviato, un lavoro sul Popolo delle Liberta' di cui mi occupo direttamente, perche' vogliamo rilanciarlo alla
grande''. Lo ha detto Silvio Berlusconi, rispondendo ad una domanda sull'ipotesi che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, possa diventare
coordinatore unico.

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