Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Venerdì, 10 Luglio 2020

Berlusconi: Milano non può diventare una città islamica

berlusconi_smorfia_adn1--400x300

 

"Milano non può, alla vigilia dell'Expò 2015, diventare una città islamica, una zingaropoli piena di campi rom e assediata dagli stranieri a cui la sinistra dà anche il diritto di voto". E' quanto dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi rivolgendo un appello al voto dei milanesi tramite il sito del Pdl. Berlusconi chiede ai milanesi di non consegnare la città all'estrema sinistra.
Il premier sottolinea l'importanza di votare domenica perché si tratta "di una scelta importante per il futuro della nostra città e per tutti noi. Milano - aggiunge - ha una storia che la colloca di diritto nella rosa delle capitali più importanti dell'Europa per l'intelligenza, la creatività e l'imprenditorialità. Una città così - insiste - non vorrà certo consegnarsi all'estrema sinistra con il rischio di diventare una città disordinata, caotica e insicura".

Il ministro Elio Vito ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia alla Camera sul decreto omnibus. ''Considerati i tempi ristretti di scadenza del decreto - ha detto Vito - a nome del governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto numero 34 del 2011, nel testo approvato dalle commissioni, identico a quello approvato dal Senato''. Su esplicita richiesta di Roberto Giachetti (PD), il ministro ha precisato che l'autorizzazione a porre la questione di fiducia e' stata data dal Consiglio dei ministri del 19 maggio.

''E' arrivato il momento per la nomina del ministro per le Politiche Comunitarie''. Lo ha detto il Ministro degli esteri Franco Frattini, rispondendo ad una domanda a Bruxelles. ''A me - ha aggiunto - farebbe molto piacere avere questa nomina. Non posso dire altro se non che lo auspico da tempo''

Si infiamma il dibattito politico sul trasferimento di ministeri da Roma, che ieri ha provocato uno scontro fra il Pdl e la Lega dopo le parole del leader di Umberto Bossi, che ha rilanciato dicendo che sulla decisione c'é il placet del premier, il quale a sua volta ha parlato di spostamento di dipartimenti.
In interviste, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dice che gli annunci della Lega sono 'balle surreali' che la capitale non accetterà ed esprime l'esigenza di un chiarimento politico. Il vicesegretario Pd, Enrico Letta, rileva che 'la Lega si avventa sui ministeri perche'' il suo federalismo sta fallendo'. E mentre il governatore del Piemonte Roberto Cota chiede un ministero anche a Torino, il guardasigilli Angelino Alfano si dice certo che sulla vicenda il premier troverà una soluzione.
"Sono certo che il presidente del Consiglio troverà una soluzione sulla vicenda dei ministeri: non è una questione su cui si rompe un governo o una coalizione che lavora bene da tre anni". Lo ha detto, a margine della commemorazione della strage di Capaci, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
Gli annunci della Lega sul trasferimento dei ministeri al Nord sono "balle surreali", che Roma "non accetterà mai". Il sindaco della Capitale Gianni Alemanno sottolinea in due interviste, a Repubblica e al Giornale, il suo 'no' allo spostamento dei dicasteri ed esprime l'esigenza di "un chiarimento politico". A prescindere dal risultato dei ballottaggi, per Alemanno occorre aprire "una grande riflessione". "Se persino a Milano e Napoli - dice al Giornale -, che è l'esempio peggiore di governo del centrosinistra, ci sono questi problemi, vuol dire che è urgente una correzione di rotta". Il sindaco di Roma chiede dunque "in tempi rapidi" i congressi del Pdl, rilanciando "le grandi riforme", perché "solo queste danno valore all'alleanza di governo". "Certo - prosegue su Repubblica - non possiamo affidarci agli arruolamenti dell' ultimo minuto fatti in Parlamento". Sul trasferimento dei ministeri, Alemanno spiega di aver avuto "le più ampie rassicurazioni che il problema non si pone. Ma l'insistenza della Lega non può non destare preoccupazione"; "la Lega aveva sempre sostenuto il principio della riduzione e del depotenziamento dei ministeri. Adesso quel grande obiettivo si riduce a minuscoli trasferimenti di burocrazie che hanno il solo scopo di indebolire il ruolo di Roma capitale". "Mi preoccupa il fatto - aggiunge su Repubblica - che si sia passati dall'idea di riforme epocali a palliativi simbolici. L'invito che faccio a Berlusconi e Bossi è questo: torniamo a parlare di senato federale e di federalismo fiscale che sono cose serie e importanti. Non dei ministeri spostati che i nostri elettori non hanno votato. Il centrodestra non può tradire il suo programma. Con i dispetti territoriali non si fa molta strada".
"La Lega si avventa sui ministeri di Roma perché il suo federalismo sta fallendo; perché con la Lega al governo Regioni e Comuni sono più poveri". Lo afferma in un' intervista al Messaggero il vicesegretario del Pd Enrico Letta, per il quale la discussione nella maggioranza sullo spostamento al Nord di un paio di ministeri è la prova "ulteriore della crisi che si sta aprendo tra il populismo di destra e i moderati". "Non è una proposta seria", spiega Letta, ma soltanto una "nuova trovata elettoralistica" che "dimostra l'incapacità del centrodestra di cambiare rotta nella campagna elettorale". "Non è un caso - prosegue - che la trovata leghista si sommi alla ridicola ipotesi di una no-tax area milanese e alla dir poco scandalosa offerta di una sanatoria delle multe". Lo "spezzatino ministeriale" per l'esponente del Partito Democratico "non ha nulla a che vedere" col federalismo. "L'amministrazione centrale va resa più efficiente e meno costosa, ma la ricetta leghista va in senso contrario. Ciò non vuol dire che qualcosa non si possa utilmente decentrare". Letta ricorda quando il centrosinistra al governo aprì a Milano una sede di rappresentanza del ministero dell'Industria, "per favorire un avvicinamento con le rappresentanze del mondo produttivo del Nord", un'esperienza "positiva" poi "non seguita dai governi di centrodestra". E' stato il centrodestra, prosegue, a "caricare" il voto amministrativo: "una loro seconda sconfitta ai ballottaggi rischia di abbattersi come un cataclisma sui fragili equilibri di una maggioranza da tempo paralizzata". La scelta del Terzo Polo "di non sostenere la Moratti e Lettieri al ballottaggio" é per Enrico Letta "lo spartiacque di questa stagione politica". Ora, aggiunge, "le condizioni di un patto tra i progressisti e i moderati" sono "più solide".

"Come è possibile dialogare con chi ti prende a schiaffi, con chi chiama i magistrati matti, cancro, golpisti?". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, nell'aula bunker di Palermo in un faccia a faccia con il ministro della Giustizia Alfano. Così Grasso ha risposto al giornalista Minoli che gli chiedeva una battuta per smorzare la tensione tra magistrati e potere esecutivo.
In un acceso botta e risposta fuori programma, Grasso ha contestato la definizione della "riforma della giustizia" data al pacchetto legislativo approvato dal governo: "qui si parla di riforma del rapporto tra Magistratura e politica e non di riforma della giustizia". "I magistrati - ha aggiunto il procuratore - chiedono solo un processo rapido e vogliono che le vittime vedano riconosciute le loro ragioni in un contesto come il nostro è difficile smorzare le tensioni". Il guardasigilli ha risposto al procuratore citando un'intervista rilasciata da Giovanni Falcone in cui il magistrato ribadiva l'importanza della separazione delle carriere tra i magistrati. Citazione a cui Grasso ha obiettato: "La Magistratura non può essere autonoma se le si toglie la direzione delle indagini". Per smorzare i toni il giornalista Minoli ha chiesto ai due partecipanti di citare una qualità l'uno dell'altro. Secondo Alfano "il procuratore è un uomo delle istituzioni che non fa sconto al governo". Grasso, ha invece dato atto al ministro di avere seguito l'input degli investigatori sull'importanza dei patrimoni mafiosi'.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI