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Lunedì, 10 Agosto 2020

Moratti fa autocritica: 'Sbagliati toni campagna'

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In questo momento, a Milano, serve il sostegno dell'intero centrodestra che al ballottaggio dovrà dare il massimo appoggio a Letizia Moratti. Silvio Berlusconi non si dà per vinto e ancora ci crede nella possibilità di far girare il risultato del primo turno a favore del Pdl. Lo fa parlando ai vertici del partito dopo una giornata intera di silenzi rotta solamente da due comunicati istituzionali.

E lo fa non nascondendosi però le difficoltà del momento tanto da fargli dire - secondo quanto riferito da più di un presente al vertice di Palazzo Grazioli - che questa volta non si spenderà in prima persona se le chance di vittoria si dimostreranno prossime al lumicino. Come dire: una volta sì, ma due no. Una richiesta che muove immediatamente le 'diplomazie' del Pdl che si rivolgono senza troppi giri di parole all'Udc di Casini. Lo fa con Cicchitto che vede nei centristi quel bacino di voti moderati che potrebbero fare la differenza a Milano. "Secondo la nostra valutazione - dice il capogruppo del Pdl alla Camera - è impensabile che nel medio-lungo periodo il partito di Casini possa collocarsi in uno schieramento di sinistra". Soprattutto in un'ottica di governo cittadino dove a prendere la fascia tricolore rischia di essere quel Giuliano Pisapia che, per come viene disegnato dal centrodestra, risponde all'estrema sinistra. E proprio sulla figura di Pisapia gioca molte delle sue carte il premier

. In attesa dei sondaggi che gli faranno decidere se scendere nuovamente in campo o meno, il Cavaliere spiega che ora l'unico modo per recuperare è quello di far venir fuori il vero volto del candidato del centrosinistra: Lui - ha sottolineato - ha la faccia pulita, ma a sostenerlo ci sono i centri sociali e la sinistra estrema. Aperture che probabilmente non piaceranno alla Lega e a Bossi che con i "democristiani" non hanno mai voluto spartire nulla. E che fanno mettere le mani avanti a Berlusconi: con la Lega ci sono dei problemi derivanti da alcune scelte che ci hanno diviso, ma con Bossi il rapporto sarà recuperato anche perché da adesso in poi ogni decisione sarà condivisa con il Carroccio. Secondo quanto riferito da alcuni presenti Berlusconi avrebbe anche chiesto ai suoi di dare più ascolto alle istanze della Lega e alle riforme chieste dal senatur. E forse anche per questo si sarebbe affrettato a dire che a prescindere dal risultato elettorale abbiamo una maggioranza compatta che ci consentirà di fare le riforme ed un governo la cui solidità non sarà messa in discussione dall'esito dei ballottaggi

Silvio Berlusconi assicura: il governo è solido, a prescindere dall'esito delle elezioni amministrative. Il premier non si dà per vinto e ancora ci crede nella possibilità di far girare il risultato del primo turno a favore del Pdl. La strategia su Milano, esposta da Berlusconi ieri sera in un vertice a Palazzo Grazioli, sarebbe quella di mostrare come Giuliano Pisapia sia sostenuto dai centri sociali e la sinistra estrema. Ma la faccia il premier ce la metterà solo se i sondaggi parleranno di margini di successo. Rispetto ai rapporti con la Lega, Berlusconi avrebbe indicato la strada di decisioni da ora in poi più condivise, mentre slitta a giugno la verifica.

Prima del vertice il Cavaliere ha visto la Moratti che ha fatto autocritica: 'Sbagliati toni campagna'. Calderoli: 'Tutta la Lega impegnata su secondo turno'.  Sull'andamento del primo turno sminuisce il Pdl con Verdini: 'A parte Milano, è pareggio'. Secco il leader Pd: 'Hanno preso una scoppola, cambiamento ci sarà'. A Milano e Napoli lavoro su alleanze, ma Terzo Polo cauto e anche i grillini non daranno indicazioni. Al ballottaggio 13 città e 6 province; 13 comuni e 3 province già al centrosinistra, al centrodestra 4 comuni e 2 province e oggi il Terzo polo deciderà chi sostenere ai ballottaggi.

Con la Lega ci sono dei problemi derivanti da alcune scelte, che ci hanno diviso, ma con Bossi il rapporto sarà recuperato anche perché da adesso in poi ogni decisione sarà condivisa con il Carroccio. E' il senso del ragionamento svolto dal premier Silvio Berlusconi, nel corso del vertice a palazzo Grazioli secondo quanto riferito da alcuni presenti. I margini a Milano sono molto ristretti e l'unico modo per recuperare è quello di far venir fuori il vero volto di Giuliano Pisapia. Lui ha la faccia pulita, ma a sostenerlo ci sono i centri sociali e la sinistra estrema.

"Il Pdl ha preso una scoppola micidiale, altro che pareggio. E anche la Lega è nettamente in difficoltà e arretra in luoghi significativi, perché non si possono tenere i piedi in due scarpe, berlusconiani a Roma e leghisti a casa". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ironizza sull'analisi fatta dal Pdl sull'esito delle amministrative, definendo "straordinario" il risultato del Pd."A questo punto, davanti alla botta che hanno preso alle amministrative, è ora di cambiare l'agenda del governo e affrontare i problemi del Paese, con un pacchetto di riforme. Noi siamo pronti a discuterne con le nostre proposte ma se loro non sono in condizione, vadano a casa". E' la richiesta che Bersani rivolge al governo. "Noi avevamo chiesto un segnale di cambiamento e questo è venuto in modo inequivocabile. Ora chiediamo che ai ballottaggi questo segnale venga confermato", ha aggiunto Bersani.

"Ora a Napoli serve un gesto di responsabilità da parte di quei partiti che non hanno creduto a chi, come l'Idv, ha proposto una discontinuità con il passato e un modo diverso di governare il paese. Noi siamo aperti ma mandiamo un messaggio chiaro: i napoletani vogliono discontinuità, dicono no agli stessi nomi, ai finti programmi. Se si accetta questo, bene. Altrimenti andremo avanti da soli rivolgendoci ai cittadini".

"Signori abbiamo messo in crisi, come era d'altronde l'intento, questa politica ormai fumosa, finita, che non dice più niente". Beppe Grillo, dalle pagine del suo blog, festeggia il risultato delle amministrative, che ha registrato un exploit del Movimento 5 Stelle a Bologna, come a Milano e Torino. "Noi non siamo né a destra, né a sinistra, siamo già andati oltre!", sottolinea Grillo. Che aggiunge: "Abbiamo bypassato questi partiti morti, non siamo il terzo polo di nessuno, Casini, Fini, Rutelli, questi fantasmi...".

"Il Pdl ha preso una scoppola micidiale, altro che pareggio. E anche la Lega è nettamente in difficoltà e arretra in luoghi significativi, perché non si possono tenere i piedi in due scarpe, berlusconiani a Roma e leghisti a casa". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ironizza sull'analisi fatta dal Pdl sull'esito delle amministrative, definendo "straordinario" il risultato del Pd.

"A questo punto, davanti alla botta che hanno preso alle amministrative, è ora di cambiare l'agenda del governo e affrontare i problemi del Paese, con un pacchetto di riforme. Noi siamo pronti a discuterne con le nostre proposte ma se loro non sono in condizione, vadano a casa". E' la richiesta che Bersani rivolge al governo.

"Noi avevamo chiesto un segnale di cambiamento e questo è venuto in modo inequivocabile. Ora chiediamo che ai ballottaggi questo segnale venga confermato", ha aggiunto Bersani. "Il Pd non gode di buona stampa, salvo qualche caso - afferma Bersani - e quindi sembra che ci siano dei perdenti ma non dei vincitori. Ma se la maggioranza ha perso, il centrosinistra e il Pd hanno vinto, e questo è inequivocabile".

"Non credo possano durare molto, al 2013 non ci arrivano", prevede il segretario del Pd sulla durata del governo, analizzando i risultati delle amministrative.

"Il Terzo Polo ha ottenuto risultati alterni facendo una campagna elettorale prevalentemente in polemica con il centrodestra e quindi io mi rivolgo ancora a loro perché penso che ai ballottaggi sia possibile trovare una convergenza e voglio fare presente che l'estremismo è nel centrodestra". Così Pier Luigi Bersani valuta i risultati del Terzo Polo alle amministrative rinnovando l'appello ad una convergenza, aggiungendo che però "il punto non è se ci sarà un'intesa o no ma che il Pd affermi un'esigenza di ricostruzione nel Paese basata su un progetto e non su politicismi".

"Conti alla mano tra città e province vinte e quelle che vanno al ballottaggio su 35 candidati 28 sono del Pd e anche dove non avevamo i candidati il Pd ha ottenuto risultati straordinari. Voglio solo ricordare che a Milano siamo sotto solo dello 0,1 al Pdl e siamo il primo partito a Trieste e a Cagliari". Il segretario del Pd nega la rappresentazione di un Pd ostaggio di partiti come Idv e Sel. "Il Pd - sostiene Bersani - è in buona salute ed emerge come punta e centrocampo compensando in alcune situazione anche la debolezza della coalizione. Anche ad Arcore andiamo al ballottaggio e abbiamo vinto al primo turno ad Olbia che è l'Arcore di elezione".

"I risultati delle amministrative confermano i termini della mia sfida alla Lega. Dove è finita la Lega di una volta? Non si può essere berlusconiani a Roma e leghisti a casa, tenere i piedi in due scarpe non può durare a lungo". Pier Luigi Bersani incalza così il Carroccio parlando di "arretramenti significativi" della Lega. "Il Pd è alternativo alla Lega - sostiene Bersani - ma io non faccio passare un federalismo che mette le tasse, le ronde e poi il via al processo breve, lanciare i missili alla Libia e baciare la mano a Gheddafi. Chi governa deve essere coerente". Il segretario del Pd ha poi aggiunto che "siamo alternativi alla Lega ma non spocchiosi e riconosciamo il suo carattere popolare e il fatto che combattiamo sullo stesso terreno che non mi sembra quello del miliardario".

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