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Amministrative 2011, Pdl: avevamo aspettative diverse

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Letizia Moratti non ha raccolto i voti necessari per vincere al primo turno e anche al ballottaggio partirà da una posizione di sfavore. Ne consegue che i consensi al premier, almeno secondo i primi dati, sono ampiamente al di sotto di quelli raccolti alle ultime elezioni. Cosa accadrà è difficile dirlo, non si può però negare che, anche se si tratta di elezioni amministrative, proprio per le affermazioni del premier, i milanesi hanno bocciato Letizia Moratti e la sua giunta ma hanno dato un giudizio negativo anche all'operato del governo.

Sembrava che il Terzo Polo, a Milano, fosse destinato ad un ruolo marginale invece con il 5% potrà essere veramente l'ago della bilancia: formato da tre anime, Fli, Api e Udc (a Milano si è presentata da sola ma ha sostenuto Manfredi Palmeri del Fli) potrebbe anche dividersi tra Pisapia e Moratti. Inoltre c'é sempre l'incognita leghista. Nonostante i naturali accordi tra Bossi e Berlusconi per vincere al ballottaggio, molti leghisti, come spesso fanno quando non c'é un loro candidato, potrebbero disertare le urne. C'é chi sostiene che Pisapia in questo primo turno abbia raccolto tutto ciò che poteva
Terremoto elettorale? Tracollo del berlusconismo o semplice sconfitta al primo round di un sindaco di centrodestra? Tutte e tre le cose sono vere anche se prima di dire l'ultima parola sarà necessario, a questo punto, attendere l'esito del ballottaggio. Il secondo turno è ancora alla portata di Letizia Moratti, nonostante i circa 6 punti percentuali di distacco.

Si tratterà di vedere se in questi quindici giorni sarà in grado di tessere alleanze soprattutto con il Terzo Polo che si è attestato al 5%. La partita di Milano ha però un significato politico molto più ampio che pesa e peserà sul governo. Silvio Berlusconi, infatti, oltre a candidarsi come capolista del Pdl, nelle ultime settimane ha radicalizzato la sfida dicendo chiaro che vincere a Milano vuol dire rafforzare l'azione dell'esecutivo. Le indicazioni al voto sono state precise e in linea con questo assunto: "Oltre al voto per Letizia - aveva detto negli ultimi giorni di campagna elettorale - scrivete anche il mio nome. Così eleggerete il miglior sindaco e rafforzerete il governo". Ai suoi aveva chiesto un plebiscito perché, aveva spiegato: "So che se avrò meno delle 53 mila preferenze prese l'altra volta, tutta la sinistra è pronta a farmi il funerale".

Milano e' la porta d'accesso al potere del Premier. Dopo il primo turno delle elezioni comunali, e la sorpresa di Giuliano Pisapia (48%) che va al ballottaggio con piu' consensi di Letizia Moratti (41,6%), quella porta non e' piu' blindata. Non e' stata aperta, ma da oggi e' socchiusa e qualche chiavistello ha ceduto. E' la sorpresa maggiore di questo primo turno elettorale che ha chiamato alle urne quasi 13 milioni di elettori ma con i riflettori accessi su quattro Comuni capoluogo come Torino, Milano, Bologna, Napoli. E proprio Torino e Bologna vanno al centrosinistra al primo turno, con Napoli al ballottaggio con il candidato del Pdl Giovanni Lettieri che se la vedra' con l'outsider di Idv-Fds, Luigi De Magistris. A Milano il primo a essere sorpreso e' stato lo stesso Pisapia. Un attimo, perche' subito dopo si e' detto certo che al ballottaggio la fiducia dei milanesi raccolta oggi ''aumentera' e portera' il consenso a oltre quel 51% che serve per cambiare Milano''. Il ballottaggio era il traguardo importante su cui puntava e ha sintetizzato questo risultato ricordando che i suoi avversari lo consideravano ''prima impossibile, poi improbabile, ora altamente probabile''.

Secondo il sindaco uscente Letizia Moratti, "questo voto è sicuramente un segnale forte che dobbiamo saper cogliere'' e si dovra' fare una ''riflessione profonda sulle cause". Da Milano, ha aggiunto Moratti, ''deve ripartire una fase nuova della politica di centrodestra" che sia "in grado di aggregare le forze che non si sono sentite evidentemente rappresentate". Non senza una punta di malizia, Formigoni ha lapalissianamente sintetizzato: l'unico dato certo e' il ballottaggio. Errori della Moratti? Forse errori di ''comunicazione'', ha chiosato Formigoni. Poche battute per far trasparire la delusione e qualcosa di piu' per il risultato.

Il quadro politico uscito dalle urne del primo turno alle comunali e' un'immagine nitida: si vede per certo un cedimento del centrodestra nei grandi centri del Nord, dove l'affluenza alle urne e' stata addirittura superiore rispetto ad altre aree. Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli incarnano la sinistra radicale. E in queste due citta' la parola decisiva spetta al Terzo Polo. Due i punti fermi nelle grandi citta': la netta vittoria di Piero Fassino a Torino (con il 56,66% contro il 27,30% di Coppola), ma anche il successo di misura (50,5%) di Virginio Merola a Bologna. Un risultato, quello di Fassino, che ha confermato la scelta netta dei torinesi che hanno premiato il progetto ''Gran Torino''.
Per il resto ogni scelta e' rinviata a domenica 29 maggio. Da qui ad allora i riflettori sono puntati su Milano. Per Moratti la via e' tutta in salita. Il Terzo Polo, come ha preannunciato Casini, lascera' a Milano liberta' di voto con il che lasciando capire che considera entrambi i candidati poco moderati. Negli altri capoluoghi di regione, ballottaggio in vista per Trieste e Cagliari, mentre a Catanzaro il candidato del centrodestra, Michele Traversa passa il turno con il 62% dei consensi. Dei 16 capoluoghi di provincia gia' scrutinati (sul totale di 23), 7 vanno al centrosinistra (Savona, Ravenna, Arezzo, Siena, Fermo, Benevento, Villacidro), uno al centrodestra (Caserta), mentre in otto se la vedranno al ballottaggio (Novara, Varese, Pordenone, Rovigo, Rimini, Grosseto, Crotone, Iglesias, con il candidato di centrosinistra Perseu al 49,9%). Nelle altre citta' il risultato provvisorio vede il centro sinistra prevalere a Salerno, Barletta, Carbonia e Olbia, il centro destra a Latina e Reggio Calabria, mentre al ballottaggio e' indirizzata Cosenza. Per quanto riguarda le elezioni provinciali, in tre casi (Gorizia, Ravenna e Lucca) il presidente e' espressione del centrosinistra, a Treviso della Lega a Campobasso del centrodestra. Sei i ballottaggi: a Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria.
"Credo sia un risultato che va oltre ogni aspettativa"., Gianni Lettieri, candidato sindaco del centrodestra per le amministrative di Napoli, commenta così i primi risultati e si dice "soddisfatto". "Ero consapevole - afferma dalla sala stampa della Prefettura di Napoli - che non era possibile vincere al primo turno, eravamo pur sempre dieci candidati". Lettieri fa un parallelo con la scorsa tornata elettorale dello 2006, quando, ricorda. "nella coalizione di centrodestra c'erano anche Udeur, An e Udc e non superammo il 37%". "Oggi - aggiunge - con un'altra coalizione, dove non c'é il Terzo Polo, abbiamo ottenuto un risultato tra il 42 e il 43%. Un ottimo risultato".
A Milano ci sarà un confronto molto più serrato di quello che si poteva prevedere". Maurizio Gasparri, pur precisando che occorre "prudenza" perché si tratta di dati parziali, commenta così le ultime proiezioni sulle amministrative con particolare attenzione alla corsa per i capoluoghi lombardo e campano. "A Milano l'altra volta, con la vittoria della Moratti, finì 52% a 47%. A Milano, quindi non è mai stata una passeggiata, una vittoria dilagante", ha premesso durante la diretta lo speciale su La7. Poi, richiesto di un commento sui dati in arrivo, il presidente dei senatori del Pdl ha detto: 'Non vedo una tendenza negativa, vedo la possibilita' di vincere a Napoli e a Milano: certo - ha precisato - a Milano ci sarà un confronto molto più serrato di quello che si poteva prevedere".

"Berlusconi ha voluto fare un referendum su se stesso ed è stato sconfitto". Lo ha detto Italo Bocchino, vicepresidente di Fli al Tg3. "Mi riferisco solo al caso di Milano - ha sottolineato Bocchino - Berlusconi ha costruito il boomerang di oggi. Il fatto che la Moratti vada al ballottaggio è in controtendenza, non era mai successo. C'é una crisi del berlusconismo, perché chi se n'é andato, da Fini a Casini, pesa molto".
"Sconti non ne facciamo a nessuno". Così il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, annuncia la posizione che il Terzo polo terrà ai ballottaggi.
Antonio Di Pietro ritiene che "dopo la sconfitta di Silvio Berlusconi alle amministrative si possa preparare un governo di alternativa con Idv, Pd e Sel, aperto alle forze del Terzo Polo". Lo ha detto lo stesso leader dell'Italia dei Valori, nella sede nazionale del partito dove sta seguendo i risultati elettorali. L'ex pm ha però posto una condizione alle forze centriste: "debbono uscire dall'ambiguità e non tenere più il piede in due staffe". Su questa linea Di Pietro si è detto "d'accordo con tutto quello che ha detto Pierluigi Bersani".
"Silvio Berlusconi è ormai alla fine e non dobbiamo più perdere tempo per fare solo opposizione. Serve un impegno per ricostruire le città e la credibilità nel paese". Lo ha detto Antonio Di Pietro, commentando le proiezioni dei risultati elettorali nelle grandi città. "Siamo stati - ha aggiunto il leader dell'Idv - i promotori dell'opposizione e saremo i motori dell'alternativa". "L'Italia dei Valori sente la responsablità - ha proseguito l'ex pm - del voto che gli hanno affidato gli elettori, a partire da Napoli dove il nostro candidato De Magistris andrà al ballottaggio tra 15 giorni per vincere le elezioni". Quanto a Milano "il centrosinistra unito ha dimostrato che c'é un'alternativa senza cercare la luna nel pozzo del Terzo Polo. Noi dell'Idv abbiamo dimostrato con senso di responsabilità che si può costruire un'alternativa al modello Pidduista degli affari propri di Berlusconi". "Abbiamo fatto un'opposizione senza sconti - ha detto alla fine Di Pietro - al governo di Berlusconi perché sappiamo che pensa solo alle questioni che lo riguardano. Ma oggi sentiamo il dovere di ricostruire il paese".
"I dati che ci arrivano segnalano significativamente che vinciamo noi e perdono loro. C'é un'inversione di tendenza un po' ovunque con un vento del nord contro il globo Pdl-Lega. La sfida lanciata da Berlusconi si è rivelata un boomerang". Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in conferenza stampa nella sede del partito.

"A questo punto la Lega faccia una riflessione perché il voto di Milano dimostra che si è aperta un'incrinatura fortissima tra il centrodestra e i suoi elettori che non può non portare a una crisi Pdl-Lega. Si sta aprendo una nuova fase politica ed è evidente che il governo non è in grado di governare ed è inutile che dopo le elezioni provino a rabberciare". Così il segretario del Pd analizzando i voti delle amministrative, invita il Carroccio a valutare la sua alleanza con il Pdl.

"Ora lavoreremo per riunire il centrosinistra incoraggiati dal fatto che Lettieri ha ottenuto un risultato molto basso. Il centrosinistra al ballottaggio è in grado di vincere". Bersani, dopo l'affermazione di Luigi De Magistris, annuncia l'appoggio del Pd al ballottaggio al candidato Idv.

"Il messaggio del Pd era, è e sarà creare l'alternativa a Berlusconi per ricostruire il Paese con una convergenza tra forze progressiste e moderate. Questo schema non ci ha portato male e resta e sono sicuro che gli elettori capiscano perché parliamo di Italia". Alla luce dei risultati delle amministrative Bersani rinnova l'appello al Terzo polo per un'alleanza larga. "Il Pd - sostiene Bersani - vuole fare da centrocampo ad una operazione di ricostruzione perché il dopo non sarà semplice perché saranno state lesionate alcune mura portanti delle nostre istituzioni".

"Al movimento di Grillo voglio rivolgere un messaggio: non si può stare sempre nell'infanzia e se si diventa un soggetto politico bisogna tirare le somme e decidere". Il segretario del Pd Pier si rivolge al movimento al cinque stelle che nelle amministrative ha ottenuto risultati importanti. "Ci rivolgiamo ai grillini - afferma Bersani - per dire che noi possiamo migliorare ma non siamo uguali agli altri e a questo movimento ci rivolgiamo in modo amichevole ma rigoroso".

"L'unico estremista è stato Berlusconi, ha giocato una carta alta e ha preso un boomerang molto forte". Lo afferma il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commentando il ballottaggio tra Pisapia e Moratti a Milano. Per Bersani il risultato di Milano è in primo luogo "la conseguenza dell'incapacità di governare". "Non chiedo - sostiene Bersani - l'ora X ma un segnale forte di cambiamento, un cambio di fase e che da domani non si parli più dei problemi di Berlusconi ma dei problemi degli italiani".

Su tutti ringrazia i napoletani "che hanno creduto che questo sogno potesse realizzarsi". Poi, Luigi de Magistris, al ballottagio per la candidatura al sindaco di Napoli, in conferenza stamoa sottolinea: "Ho avuto contro tutti in questa campagna elettorale, Morcone, Lettieri". Poi, la prospettiva: "Se i dati sono certi e andrò al ballottaggio, sarò sindaco di Napoli".
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