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Mercoledì, 14 Aprile 2021

Libia, fino a oggi 1200 persone disperse nella traversata del Mediterraneo

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Bruxelles e' pronta ad utilizzare ''tutti gli strumenti a disposizione'' perche' la Danimarca rispetti la legislazione europea. Lo ha detto il
commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom a proposito del possibile ripristino dei controlli alle frontiere da parte di Copenaghen. ''Faccio
appello al governo danese di astenersi dal prendere misure unilaterali e di assicurarsi che le misure prese sono in linea con la legge in materia'', ha affermato la commissaria. ''La Commissione - ha aggiunto Malmstrom - e' pronta a proseguire nel dialogo con la Danimarca. Ma, se necessario, utilizzera' gli strumenti a sua disposizione per garantire il rispetto della legislazione europea''.

Sarebbero 1.200 le persone morte nella traversata del Mediterraneo fuggendo dalla Libia, secondo le ultime stime rese note oggi a Ginevra dell'Onu. Da fine marzo, quando e' cominciata la fuga via mare dalla Libia verso Lampedusa e Malta a bordo di barconi malmessi e sovraccarichi, ''stimiamo che potrebbero esserci fino a 1.200 persone che risultano disperse e che si presume morte'' su un totale di oltre 12.000 persone giunte in Italia e a Malta, ha affermato a Ginevra la portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Melissa Fleming.
Il procuratore della Corte penale internazionale Ocampo ha annunciato che, lunedì 16 maggio, chiederà ai giudici del tribunale di spiccare mandati di arresto contro 'tre persone che sembrano avere la responsabilità maggiore' nei crimini contro l'umanità commessi in Libia.

'Il colonnello Gheddafi continuera' a non essere un target della missione militare in Libia anche se la Cpi decidera' di spiccare un mandato di arresto contro di lui' ha detto il portavoce della Nato Bracken aggiungendo che non ci sono prove per confermare se l'apparizione televisiva del rais di due giorni fa e' reale.

E' di almeno 16 morti e 40 feriti il bilancio di un raid Nato a Marsa el Brega, terminal petrolifero a sud di Bengasi, secondo quanto riferito dalla Tv
di Stato libica. L'emittente ha mostrato i cadaveri di nove persone con ferite multiple, avvolti nelle coperte in una localita' imprecisata. Non ci sono
conferme indipendenti sull'accaduto.

Una persona su dieci in fuga dalla Libia non sopravvive alla traversata, ha aggiunto. La portavoce ha inoltre riferito che personale dell'Unhcr ha
rintracciato in un campo-profughi in Tunisia, tre etiopi che figurano tra i nove sopravvissuti di un'imbarcazione partita dalla Libia il 25 marzo per
l'Europa con a bordo 72 persone. La loro imbarcazione - alla deriva senza carburante, acqua e cibo - era stata avvistata a due riprese da navi militari, che non si sono fermate, mentre un elicottero militare aveva gettato loro acqua e biscotti, ha riferito uno dei sopravvissuti confermando sostanzialmente altre testimonianze.

Dopo oltre due settimane di deriva l'imbarcazione e' approdata su una spiaggia in Libia. Per il viaggio avevano dovuto pagare 800 dollari ai trafficanti, ma a bordo non vi era un vero capitano ed i passeggeri avrebbero dovuto cavarsela da soli, ha detto la portavoce.

Sarebbero complessivamente 1241 i migranti approdati nelle ultime ore a Lampedusa su sei barconi. L'ultimo sbarco, il piu' numeroso, si e' concluso con l'arrivo in porto di 493 profughi che erano su un'imbarcazione alla deriva soccorsa dalle motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera.

Il primo sbarco, avvenuto in nottata a Linosa, e' invece il meno consistente: 14 tunisini anche loro trasferiti a Lampedusa. Non e' stato ancora chiarito se tra i profughi vi siano anche i 220 che ieri avevano lanciato l'Sos con un telefono satellitare mentre si trovavano ancora tra la Libia e Malta. Le autorita' maltesi hanno comunicato di essere state impegnate nelle ultime 18 ore nel monitoraggio di quattro imbarcazioni, poi soccorse delle unita' italiane. Una di queste e' stata scortata anche da una nave militare della Nato, fino all'arrivo di una motovedetta della Guardia Costiera. Altri due barconi, dopo quello approdato stamani con 166 migranti, sono giunti a Lampedusa: a bordo complessivamente oltre 400 profughi partiti dalla Libia.

Nella prima ''carretta'', soccorsa da un'unita' della Guardia di Finanza, viaggiavano - secondo un primo conteggio - 265 migranti, tra cui 16 donne e tre minori; sulla seconda imbarcazione, scortata dalla Guardia Costiera, altri 150 extracomunitari circa. Un terzo barcone alla deriva con circa 200 profughi, che era monitorato da una nave militare, e' stato raggiunto da un'altra unita' della Capitaneria che ha preso a bordo i migranti. La Guardia Costiera sta adesso cercando di capire se l'imbarcazione e' la stessa che ieri sera aveva lanciato un Sos.

Un'imbarcazione in grande difficolta' con a bordo 150 immigrati e' stata soccorsa la scorsa notte da una nave della Nato. Lo ha riferito il portavoce
militare dell'Alleanza Mike Brancke, precisando che il vascello di 15 metri era partito da Misurata lo scorso 9 maggio e stava navigando a cento miglia a nord di Tripoli. L'imbarcazione che trasportava immigrati aveva il motore in avaria e stava imbarcando acqua. Un team tecnico degli alleati e' salito a bordo per riparare il motore, fermare la falla e assicurare il funzionamento delle pompe.
Al tempo stesso - e' stato riferito - le persone a bordo (tra cui 10 donne e 15 bambini) sono state rifornite di cibo e di acqua oltre che di carburante necessario per proseguire il viaggio. Le operazioni di soccorso sono cominciate verso mezzanotte e terminate alle quattro della mattina. La nave della Nato ha mantenuto l'imbarcazione sotto controllo mentre riprendeva il suo tragitto verso nord.

Due gommoni con alcune decine di migranti sono stati avvistati da un peschereccio a poca distanza dalla costa di Pantelleria. A bordo di uno dei due natanti ci sono nove migranti mentre é ancora sconosciuto il numero delle persone che si trovano sull'altro gommone. Verso le imbarcazioni si stanno dirigendo le motovedette della Capitaneria di Porto e dei Carabinieri.

E' ripresa la circolazione sulle linee ferroviarie alle porte di Bari che erano state occupate nella tarda mattinata dai migranti del Cara per una protesta contro il rifiuto della concessione di asilo politico. Secondo quanto rende noto il gruppo Ferrovie dello Stato, il blocco della circolazione
ferroviaria ha causato disagi a circa 8.000 viaggiatori, giacche' sono stati cancellati 25 treni regionali e quattro treni a lunga percorrenza hanno avuto ritardi di circa due ore. Per attenuare i disagi Trenitalia ha utilizzato bus sostitutivi. Il traffico ferroviario e' ripreso - fa sapere Ferrovie dello
Stato - dopo l'intervento delle squadre tecniche del Gruppo FS, per verificare l'integrità dei binari e il regolare funzionamento dei sistemi di sicurezza.

I 129 minori ancora presenti a Lampedusa nel centro d'accoglienza partiranno stamane con il traghetto di linea diretto a Porto Empedocle, dove saranno provvisoriamente ospitati nella tensostruttura allestita al porto e da lì nelle comunità alloggio. I minori, tra cui una ragazza, tutti di età compresa tra i 16 e i 17 anni, provengono prevalentemente dai paesi dell'Africa sub sahariana, ma fra loro ci sono anche 11 tunisini.

Dopo la 'Flaminia' di ieri, oggi nel porto di Genova è giunta la nave Excelsior con altri 524 immigrati. La nave ha attraccato alle 6,30 a uno dei
moli del terminal traghetti e con le operazioni già sperimentate ieri, ma molto più velocemente, ha cominciato a far sbarcare i migranti per farli salire a bordo degli autobus in attesa di portarli alle rispettive destinazioni in tutto il nord Italia. Ad attendere i migranti c'erano anche forze dell'ordine, Protezione Civile, Croce Rossa e uomini della Capitaneria di Porto. Come ieri la quasi totalità dei profughi sono maschi e c'é qualche bambino in più rispetto ai due di ieri e qualche donna; tutti provenienti dalla Libia, ma partiti anche da altri paesi africani e confluiti in Libia. Dei 524 immigrati, 6 andranno a Trento, circa 135 in Veneto, 15 resteranno in Liguria, per il momento a Varese Ligure, 60 in Piemonte, 4 a Bolzano, circa 300 in Lombardia e 4 in Friuli.

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