Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 06 Agosto 2020

Gheddafi è scappato

libia_rivoltosi4_xin--400x300

 

Il colonnello libico, Muammar Gheddafi, avrebbe abbandonato da diversi giorni Tripoli, per rifugiarsi in una zona desertica del paese. Secondo quanto riferisce il sito del movimento 17 febbraio, legato ai ribelli libici, Gheddafi si sarebbe nascosto nella zona di Ash Shurayf, circa 400 chilometri a sud della capitale. I rivoltosi non escludono che da quel luogo possa poi decidere, in caso di necessità, di fuggire più agilmente verso il vicino Ciad

L'Ue apre un ufficio a Bengasi L'Unione europea ha intanto deciso di aprire un ufficio a Bengasi per sostenere il Consiglio nazionale di transizione libico, come ha annunciato l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, intervenendo davanti al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo. "Intendo aprire un ufficio a Bengasi in modo che possiamo procedere ad assistere il popolo ed il Consiglio nazionale di transizione", ha affermato il ministro degli Esteri dell’Ue. 

Muammar Gheddafi sarebbe fuggito in un luogo sconosciuto: lo sostengono  i ribelli libici sulla loro pagina Facebook 'Intifada del 17 febbraio'. Intanto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, non esclude, in una intervista a proposito della legittimità degli attacchi al bunker del Rais, che si possa bombardare un "luogo dal quale partono gli ordini per colpire i civili". Onu e Nato chiedono il cessate il fuco immediato.

La Nato auspica, d'accordo con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, una "fine immediata" delle violenze in Libia e ribadisce che il cessate il fuoco dovrà essere "credibile e verificabile". Lo ha detto ai Giornalisti la portavoce dell'Alleanza, Carmen Romero."La Nato è d'accordo con Ban Ki Moon e vorrebbe vedere la fine immediata delle violenze in Libia, coerentemente con il mandato ricevuto dal Consiglio di sicurezza dell'Onu di proteggere la popolazione civile", ha detto la portavoce. La Nato accoglie con favore "tutti i contributi" che possono essere messi in campo dalla comunità internazionale per arrivare ad uno stop generalizzato delle violenze. "Come ha indicato il segretario generale Anders Fogh Rasmussen,
la Nato ritiene che in Libia la soluzione non è militare, ma politica", ha indicato Carmen Romero. "Un cessate il fuoco può facilitare la ricerca di
questa soluzione, ma deve essere credibile e verificabile e deve essere accompagnato da uno stop completo della violenza e di tutti gli attacchi contro i civili", ha aggiunto la portavoce.

L'immediato cessate il fuoco in Libia è stato chiesto dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Ban ha lanciato un appello affinché si fermino
immediatamente i combattimenti "a Misurata" e nel resto del paese, sottolineando la necessità di proseguire il dialogo politico.
Ban, nel corso di una conferenza stampa, ha inoltre detto di aver parlato con il primo ministro libico Al-Baghdadi Ali al-Mahmoudi e di avergli chiesto un "immediato e verificabile cessate il fuoco" e di fermare gli attacchi contro i civili.

Gheddafi è scappato in un luogo sconosciuto, secondo quanto affermano i ribelli libici sulla loro pagina Facebook "Intifada del 17 febbraio". Il
movimento indica il 17 maggio prossimo come 'giorno della rabbia' in tutta Tripoli.

"Gheddafi non è mai stato l'obiettivo della missione" internazionale, che punta a "proteggere i civili" per evitare un "bagno di sangue". Lo ha detto il Ministro degli Esteri Franco Frattini, intervenendo a 'Radio anch'io' e assicurando di non avere "alcuna idea" di dove possa essere il Rais, che non
appare in pubblico da dieci giorni.In Libia si dice "nulla è come appare", del resto "si è parlato della morte del figlio di Gheddafi con 3 bimbi piccoli, mentre poi abbiamo saputo dall'anagrafe che non aveva moglie né figli", ha aggiunto Frattini.

"Non ho nessuna notizia di Gheddafi, confermo quello che ho già detto, ossia non c'é nessun piano della Nato per andare a cercarlo: insomma, non c'é una caccia Gheddafi ma nemmeno una sorta di intoccabilità nel senso che se lui è in un luogo che è uno degli obiettivi, non é che se c'é Gheddafi noi non possiamo sparare". Lo ha detto il ministro della difesa Ignazio La Russa all'ospedale Niguarda, dove si è recato a far visita al caporalmaggiore Luca Barisonzi, ferito in Afghanistan.

Non è giusto "bombardare l'abitazione di Gheddafi ma gli obiettivi militari non si individuano e si colpiscono, in base alla risoluzione Onu, a seconda di chi c'é o chi non c'é". Lo afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in un'intervista al Messaggero, nella quale non esclude che si possa, invece, bombardare un "luogo dal quale partono gli ordini per colpire i civili". In quel caso, "il raid è lecito". Inoltre, "se Gheddafi si rifugia in una base militare non è che quella base - afferma La Russa - diventa intoccabile, anzi, il contrario". Il ministro chiarisce la posizione dell'Italia nel conflitto e fa sapere che "non intendiamo partecipare a raid su obiettivi collocati all'interno delle citta", tranne casi del tutto eccezionali in cui c'é un pericolo imminente per la popolazione. Quindi gli obiettivi degli aerei italiani restano i "bersagli militari fuori dalle città". La Russa non fa previsioni sulla durata della guerra ma afferma che "l'azione militare sta andando molto bene, va avanti, sta raggiungendo gli obiettivi. Ma ciò non basta". Il ministro auspica l'intervento di una "forte azione di politica e diplomatica". "Siccome non possiamo e non vogliamo operare via terra - aggiunge - e siccome le forze degli insorti in questo momento non hanno un predominio netto sulle milizie del rais, per forza di cose è indispensabile che scenda in campo la diplomazia e la politica". Infine, La Russa assicura che "nessuna azione a cui hanno partecipato gli italiani - conclude - è stata macchiata da un solo errore".

Per circa un'ora sono state udite esplosioni ad est di Tripoli, mentre aerei hanno sorvolato la capitale, secondo quanto indicato da un testimone all'Afp. Le esplosioni sono iniziate verso le 7.30 e sono durate fino alle 8.15, sempre secondo le testimonianze.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI