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Osama tradito da Al-Zawahiri

Ayman-Al-Zawahiri11

 

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha depositato una corona di fiori a Ground Zero, in una atmosfera solenne, nel silenzio piu' totale. Poi,
Obama ha scambiato alcune parole con parenti delle vittime, molte delle quali erano molto emozionate, alcune di loro sull'orlo delle lacrime, oltreche' con diversi poliziotti della Nypd, la polizia di New York. Sono stati momenti molto intensi, paragonabili a quelli del primo anniversario degli attacchi, l'11 Settembre 2002, quando soffiava, esattamente come oggi, un forte vento.

Osama bin Laden è stato "liquidato" dalla fazione egiziana di al Qaida guidata dal numero due del network del terrore, Ayman al-Zawahiri. Lo scrive il quotidiano saudita al-Watan citando una "fonte regionale vicina al dossier terrorismo", secondo la quale è stato un "corriere pachistano e non kuwaitiano a portare gli americani nel compound di Abbottabad". "Il corriere che gli americani seguivano - scrive il giornale - era pachistano e lavorava in realtà per Zawahri. Gli egiziani di al Qaida, che guidano di fatto la rete terroristica hanno tentando dall'inizio della malattia di bin Laden, nel 2004, di prendere il controllo dell'organizzazione". Secondo la fonte citata dal giornale, sono stati proprio "gli egiziani di al Qaida" a convincere Osama bin Laden a spostarsi dalle zone tribali del Pakistan ad Abbottabad, città dove è stato scovato e ucciso dalle forze statunitensi. Sempre secondo la fonte, dopo il ritorno dall'Iran di uno dei responsabili del network, l'egiziano Saif al-Adl, lo scorso autunno, la fazione di al Qaida "ha messo in piedi un progetto per liquidare bin Laden".

Chiusa la partita della caccia alla primula rossa del terrorismo internazionale, cominciata quella di analisti ed esperti dell'intelligence
statunitense, al lavoro sul materiale sequestrato nel covo di Osama bin Laden. Mentre sui media si susseguono foto del presunto cadavere, la Casa bianca non ha deciso se mostrare i veri scatti - tenuto conto che almeno uno di questi potrebbe essere considerato 'atroce', ha fatto sapere - in considerazione degli effetti sull' opinione pubblica, in particolare mondo arabo e paesi islamici.
Dal Pakistan si apprende di una ventina di donne e bambini sopravvissuti al blitz e ora nelle mani dei servizi segreti di Islamabad: fra loro la moglie e due figlie di bin Laden, queste ultime rimaste ferite nell'assalto. E fonti di sicurezza pachistane hanno detto ad al Arabiya che una figlia sostiene che suo padre fu catturato vivo e poi ucciso dalle forze speciali nei primi minuti dell'operazione. Appello oggi del primo ministro  pachistano perché il mondo aiuti a combattere il terrorismo.
L'Onu chiede spiegazioni sull'operazione che ha portato all'uccisione di Osama bin Laden. L'alto commissario per idiritti umani, Navi Pillay, ha chiesto il resoconto completo epreciso dei fatti. Intanto il sottosegretario agli Esteri pachistano Bashir ha dichiarato che 'sarebbe un fattocatastrofico se qualche altro paese dovesse seguire l'esempiodegli Stati Uniti violando la sovranità del Pakistan con un blitz militare. Gli Usa ci hanno informato subito dopo il blitz'. Il segretario di Stato americano Clinton ha ribadito chela morte di Bin Laden ha reso gli Usa e il mondo più sicuri.

Il primo obiettivo di una eventuale vendetta del terrorismo islamico per l'uccisione di Osama Bin Laden in Pakistan sono i militari e il Governo pachistani, solo in seconda battuta verrebbero colpiti obiettivi americani. E' quanto ha appreso l'ANSA da fonti diplomatiche ad Islamabad che citano le
informazioni che circolano tra le ambasciate occidentali. Al momento la situazione nella capitale pachistana appare tranquilla anche se ci sono più controlli del solito: come sempre in questi casi, sottolineano le stesse fonti,
gli obiettivi più a rischio sono i luoghi di culto islamici nell'ottica di una guerra tra la visione di un Pakistan laico e quella di un Pakistan fondamentalista.
L'Onu chiede spiegazioni sull'operazione che ha portato all'uccisione di Osama bin Laden. L'alto commissario per i diritti umani, Navi Pillay, ha chiesto oggi "il resoconto completo e preciso dei fatti".

Subito dopo l'operazione americana in cui è rimasto ucciso Osama Bin Laden, "alle 3 di notte il capo del vertice interforze americano, Michael Mullen, ha informato il capo delle Forze armate pakistane, gen. Pervez Kiani". Lo ha detto
il sottosegretario agli Esteri del Pakistan, Salman Bashir, in una dichiarazione a Islamabad.
Sarebbe un fatto "catastrofico" se qualche altro paese dovesse seguire l'esempio degli Stati Uniti violando la sovranità del Pakistan con un blitz militare. Lo ha sostenuto oggi il sottosegretario agli Esteri pachistano (facente funzione di ministro), Salman Bashir. Rispondendo indirettamente ad
affermazioni del ministro dell'Interno indiano che ha sostenuto ieri che New Delhi ha la capacità tecnica di realizzare una simile operazione se fosse necessario catturare terroristi da consegnare alla giustizia indiana,
l'esponente governativo ha aggiunto: "Pensiamo che quella specie di iniziativa sventurata o mal calcolata potrebbe risultare in una terribile catastrofe".
"Non si devono avere dubbi - ha concluso - che il Pakistan ha le adeguate capacità per assicurare la propria difesa".
Non verranno pubblicate le foto di Osama bin Laden: lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, alla Cbs.

Osama bin Laden, al momento della sua morte, aveva in tasca due numeri di
telefono cellulare e 500 euro. Due segnali evidenti del fatto che fosse pronto a scappare dalla casa dove si nascondeva da anni. Lo ha reso noto il capo della Cia, Leon Panetta, durante la sua audizione di ieri a Capitol Hill, secondo quanto riferisce Politico. Secondo Panetta, il capo di al Qaida non era armato perché era convinto di "avere una rete di protezione sufficientemente forte, in grado di avvertirlo prima di un'eventuale azione americana".

Le "foto raccapriccianti" - come le ha definite ieri il portavoce della Casa Bianca Jay Carney - del cadavere di Osama bin Laden, che mostrano una ferita che ha "squarciato" la testa al leader di al Qaida, sono state scattate in un hangar in Afghanistan. Lo scrive la Cnn citando funzionari governativi coperti dall'anonimato. Tra gli scatti c'é appunto una foto "chiara ma cruda del volto" nella quale il leader di al Qaida appare con "un enorme squarcio in mezzo agli occhi" causato da un colpo alla testa. Altre foto ritraggono invece i momenti del raid e la sepoltura in mare.

In assenza di fotografie o altre prove fornite dagli Usa, l'Iran ha unito oggi la propria voce al coro di chi mette in dubbio l'uccisione di Osama bin
Laden. "E' una notizia dubbia", ha affermato il ministro della Difesa di Teheran, Ahmad Vahidi, citato dall'agenzia Fars. "Perché - si è chiesto Vahidi - gli americani hanno gettato il corpo in mare e non hanno fatto presenziare agli eventi alcun osservatore imparziale?". Due giorni fa anche il presidente della commissione Esteri del Parlamento iraniano, Alaeddin Borujerdi, aveva espresso dubbi sulla veridicità dell'annuncio dell'uccisione di Osama. Ma poi il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehman-Parast, era sembrato accettare come vera la notizia dicendo che la scomparsa del leader di Al Qaida priva gli americani di ogni "scusa" per mantenere le loro truppe nella regione.

- Fonti di sicurezza pachistane hanno detto ad al Arabiya, che una figlia di Osama Bin Laden sostiene che suo padre fu catturato vivo e poi ucciso dalle forze speciali americane nei primi minuti dell'operazione di Abbottaba.

Il luogo in cui si nascondeva Osama Bin Laden, non lontano da un'accademia militare pachistana, è testimonianza del fallimento dei servizi di intelligence di tutto il mondo, compresi quelli americani, e non solo di quelli del Pakistan. Lo ha dichiarato a Parigi il Primo ministro pachistano Yousuf Gilani.
"C'é un fallimento dei servizi di intelligence del mondo intero, compresi quelli americani" ha ribadito Gilani, interpellato dai giornalisti su come
abbia potuto Bin Laden nascondersi così vicino a Islamabad. "Siamo nel mezzo di una guerra, conduciamo una guerra contro il terrorismo e abbiamo la volontà di lottare contro l'estremismo e il terrorismo" ha poi aggiunto, in riferimento alle critiche mosse da alcuni alla posizione del Pakistan sul tema.
Il primo ministro pachistano ha lanciato un appello perché il mondo intero aiuti a combattere il terrorismo, "problema n. 1" del suo Paese, chiedendo agli occidentali di "astenersi dal diffondere messaggi negativi" sul Pakistan

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