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Mercoledì, 07 Dicembre 2022

Putin ha ordinato la "mobilitazione parziale" dei riservisti

Il giorno dopo l'annuncio dei 'referendum' nei territori ucraini occupati, Vladimir Putin ha ordinato la "mobilitazione parziale" dei riservisti per "difendere la Russia" che "l'Occidente vuole distruggere" ed è tornato a minacciare l'uso di armi nucleari. "Quando la sua integrità territoriale è minacciata, la Russia usa tutti i mezzi a disposizione", ha detto nell'atteso discorso video preregistrato.

Per il capo del Cremlino, infatti, l'Occidente vuole "indebolire, dividere e distruggere la Russia". "Ma coloro che cercano di ricattarci con armi nucleari devono sapere che le abbiamo anche noi". Seduto stesso tavolo dal quale aveva annunciato l'attacco all'Ucraina a febbraio, nel secondo discorso alla nazione da sette mesi, Putin ha ripetuto due volte la sua minaccia: "Non sto bluffando".

Dobbiamo sempre prendere sul serio questo tipo di retorica. È irresponsabile per una potenza nucleare parlare in questo modo. Ma non è una cosa insolita per come ha parlato e lo prendiamo sul serio" ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, commentando il discorso di Putin.

Il capo del Cremlino ha accusato l'Occidente di usare l'Ucraina come strumento per attaccare la Russia. L'Occidente, che "dice apertamente di aver dissolto l'Urss nel 1991", ora ritiene sia arrivato "il momento di fare lo stesso con la Russia".

"Gli Occidentali hanno spinto l'Ucraina in guerra con noi", sabota sistematicamente i tentativi di dialogo e "Kiev rifiuta di negoziare la pace". Secondo Putin, l'Occidente usa addirittura il "ricatto nucleare". "Non sono solo gli attacchi incoraggiati dall'Occidente contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia, che possono causare una catastrofe atomica, ma anche le dichiarazioni di alti funzionari della Nato sulla possibilità di usare armi di distruzione di massa contro la Russia".

"Ma coloro che cercano di ricattarci con l'arma nucleare dovrebbero sapere che la rosa dei venti può girare nella loro direzione". Putin ha poi ordinato un aumento dei fondi per aumentare la produzione di armi del Paese e sostenere lo sforzo bellico; e assicurato che "pieno sostegno" alla decisione presa dalla maggioranza dei cittadini delle Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk, e degli oblast di Kherson e Zaporizhzhia, nei cosiddetti 'referendum' per l'adesione al territorio della Federazione russa.

Si tratta della prima mobilitazione russa dalla Seconda Guerra mondiale e il decreto è già stato firmato: saranno convocati, ha precisato Putin, solo i riservisti che hanno esperienza militare, che avranno la paga degli attuali soldati a contratto e riceveranno un ulteriore addestramento prima di andare al fronte.

"La mia impressione è che il discorso di Putin dimostra una grandissima difficoltà in Ucraina, è un discorso che tradisce debolezza, una mossa abbastanza disperata", commenta a caldo Giorgia Meloni. "La mossa di Putin dimostra la difficoltà della Russia", anche "perchè evidentemente le sanzioni funzionano", aggiunge la leader di FdI.

Quanto alla posizione dell'alleato Salvini sulle sanzioni, osserva: "Salvini dice una cosa che condivido, cioè che servono delle compensazioni. Se vogliamo continuare, come bisogna fare senza se e senza ma, a difendere l'Ucraina abbiamo anche bisogno di aiutare le nazioni più colpite dalle sanzioni". Infine, Meloni mette in guardia: "Bisogna stare attenti e essere uniti e compatti perchè quando uno è nervoso le conseguenze possono essere tutte".

È pressoché unanime, fatte salve le diverse sfumature, la condanna al discorso pronunciato dal presidente russo Vladimir Putin da parte dei leader dei partiti italiani. La convinzione è che la decisione di una mobilitazione parziale, con una escalation del conflitto in Ucraina, nasconda in realtà una forte difficoltà della Russia, anche a seguito della sanzioni.

La decisione di Putin "non è una buona notizia, spero che la guerra finisca il prima possibile", dice Matteo Salvini. Il leader della Lega poi sottolinea: "C'è un aggressore e un aggredito, è chiaro, ma è evidente che dovranno tornare a dialogare e spero che sia tra un mese e non tra un anno. Spetterà agli ucraini decidere come e quando, spero presto".

Il presidente russo ha reso noto che la mobilitazione parziale comporterà il richiamo di 300.000 riservisti: «si tratterà di uomini che hanno già servito nell’esercito, con esperienza di combattimento e specializzazioni militari. Sono esclusi i militari di leva». Dopo il discorso di Putin la tv russa ha trasmesso un’intervista al ministro della Difesa, Serghei Shoigu. Il quale ha dichiarato che, «Oggi siamo in guerra non tanto con l’esercito ucraino, ma con l’Occidente collettivo. Dall’inizio della guerra in Ucraina la Russia ha perso 5.937 soldati  Le cifre tuttavia sarebbero ben diverse, in quanto diverse fonti parlerebbero di addirittura ventimila vittime russe».

In merito alla questione legata al mancato rispetto delle norme di sicurezza nella gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhya, Putin ha attribuito le colpe all’Occidente per il mancato rispetto di una zona assai pericolosa. Secondo il leader del Cremlino si devono ritenere una minaccia, «le dichiarazioni di alcuni alti rappresentanti di Nazioni Nato, sulla possibilità e l’ammissibilità dell’uso delle armi di distruzione di massa, armi nucleari contro la Russia. A chi si concede simili affermazioni sulla Russia, voglio ricordare che anche il nostro Paese dispone di vari mezzi di distruzione. E in alcune componenti più moderne di quelle dei Paesi Nato».

Vladimir Putin ha pronunciato il tanto atteso discorso alla Nazione. Nel corso dell’intervento ha ribadito la volontà di continuare il conflitto in Ucraina, nonché la propria ostilità nei confronti dell’intero Mondo occidentale, colpevole, a suo giudizio, di rappresentare una costante minaccia per la Russia. Il presidente russo ha inoltre annunciato di aver firmato un importante provvedimento, attraverso il quale si decreta la mobilitazione parziale della Nazione. Riguardo alla situazione della guerra ha dichiarato che, «l’operazione militare speciale in Ucraina è stata inevitabile e gli obiettivi principali rimangono invariati. La Repubblica popolare di Lugansk è completamente liberata, mentre quella di Donetsk lo è solo parzialmente». Putin ha comunicato che si garantirà un referendum nel Donbass finalizzato a formalizzare l’annessione dei territori conquistati.

Nella consueta litania rivolta contro le Nazioni occidentali ha affermato che «L’occidente vuole distruggere la Russia come l’Urss. Kiev aveva reagito in modo positivo alle proposte della Russia dopo l’inizio delle operazioni militari. Ma l’Occidente ha istruito l’Ucraina chiedendole di abbandonare i negoziati».

A proposito delle armi nucleari ha minacciato dichiarando che, «coloro i quali cercano di ricattarci con armi nucleari dovrebbero sapere che le abbiamo anche noi. Quando la sua integrità territoriale è minacciata, la Federazione russa usa tutti i mezzi a disposizione. E questo non è un bluff».

È pressoché unanime, fatte salve le diverse sfumature, la condanna al discorso pronunciato dal presidente russo Vladimir Putin da parte dei leader dei partiti italiani. La convinzione è che la decisione di una mobilitazione parziale, con una escalation del conflitto in Ucraina, nasconda in realtà una forte difficoltà della Russia, anche a seguito della sanzioni.

Ma la guerra e anche di gas e le varie sanzioni spingono l'Europa a nuovi metri contro i consumi di energia ma saranno sicuri ? Secondo quanto annunciato dal Governo di Londra a gennaio di quest’anno, i lavori per l’installazione di questi contatori di nuova generazione saranno terminati nel 2020. Al momento, ha riportato il quotidiano The Telegraph, le abitazioni con smart meter attivo sono 8 milioni di unità su 27 milioni totali.

la Government communications headquarters (Gchq), l’agenzia governativa che si occupa della sicurezza, nonché dello spionaggio e controspionaggio, nell’ambito delle comunicazioni del Regno Unito, ha lanciato un nuovo allarme nei giorni scorsi, relativo alla cyber sicurezza di queste apparecchiature. Essendo questi smart meters sempre connessi in rete, anche per l’invio di dati sui consumi ai fornitori di energia, il loro livello di sicurezza informatica è costantemente messo alla prova dai cyber criminali.

Come ha spiegato a The Mail l’esperto informatico di WiFore, Nick Hunn: “Il problema è che il piano di attivazione degli smart meter è portato avanti da funzionari in carriera che poco sanno di cyber sicurezza e poco si curano delle possibili conseguenze in termini di danni economici e materiali che potrebbero subire aziende e cittadini”.

Completamente diversa è l’opinione dell’agenzia governativa Smart Energy GB, preposta alla realizzazione del piano smart meter per la Gran Bretagna: “I contatori intelligenti sono assolutamente sicuri ed affidabili, solo i dati energetici sono registrati dal dispositivo, e comunque sono crittografati. Il resto delle informazioni personali, dall’indirizzo al conto bancario, non sono accessibili tramite contatore”.

Una nazione prudente dovrebbe stare alla larga da uno strumento che permette a terroristi o avversari di spegnerci da remoto le luci” (perché ogni device intelligente è attaccabile, argomento generale su cui ci riproponiamo di tornare).

“Lo Smart Meter permette di monitorare il consumo elettrico ad intervalli di 30 minuti, informazione che può essere utilizzata dal fornitore di energia o dai governi”.

Questo secondo aspetto è particolarmente interessante, in quanto permette allo Stato “etico” (che ci vuole virtuosi) di controllare se utilizziamo la lavatrice nelle ore prescritte (ed eventualmente imporcelo).

Veniamo dunque al white paper di Rob Anderson, intitolato: “La sicurezza e gli economics dei contatori elettrici”. Contatori che sono stati fortemente promossi dall’Unione europea già nel decennio passato. Riportiamo immediatamente alcune delle argomentazioni presenti nell’abstract iniziale perché riassumono bene quanto esposto nel documento.

Ma riportiamo alla lettera le affermazioni del ricercatore: “La raccolta di questi dati ha portato una Corte dei Paesi Bassi a sentenziare che il loro utilizzo potrebbe essere contrario alla Convenzione europea sui Diritti Umani” (C Cuipers, BJ Koops, “Het wetsvoorstel ‘slimme meters’: een privacytoets op basis van art. 8 EVRM”, Universiteit van Tilburg 2008).

Ma c’è altro: “esiste la possibilità tecnica che i governi decidano tagli di fornitura mirati come misura coercitiva che imponga i risparmi di corrente desiderati, o anche perseguire obiettivi politici mirati, quali punire i dissidenti”.

La quantità di dati raccolta o che si può raccogliere tramite questi dispositivi è impressionante. Il professor Anderson fa l’esempio di una utility Usa, la Austin Energy (Texas). Con una base installata (ai tempi) di 500.000 contatori intelligenti e un sampling rate di 4 letture/ora (una ogni 15 minuti) la società raccoglieva dati per circa 200 Terabyte/anno, pari a poco meno di 4 GByte per ogni famiglia. O se preferite 11 Megabyte a nucleo familiare al giorno. Decisamente una radiografia accurata dei nostri comportamenti.

Con alcuni semplici modelli computerizzati è possibile infatti ricavare un profilo completo delle famiglie utenti: a che ora vengono consumati i pasti, quando viene guardata la televisione (e quali programmi, nel caso delle le nuove “smart tv”), quando ci sono persone in casa e quando no, l’ora della sveglia…

E naturalmente anche eventuali comportamenti non virtuosi, quali azionare la lavatrice alle 19 di sera (o magari andare a letto troppo tardi, indugiando inopportunamente sulla Playstation, o su altro…

 

Fonti Agi eurocomunicazione e varie agenzie 

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