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Lunedì, 18 Gennaio 2021

Morto l'ex presidente francese Giscard D'Estaing

E' morto l'ex presidente della Repubblica francese, Valéry Giscard d'Estaing. Aveva 94 anni. Aristocratico, colto, brillante, Giscard non ha avuto eredi politici fino a quando è arrivato Emmanuel Macron. Tanti i punti in comune. Un presidente giovane, un liberale e riformista, senza un grande partito alle spalle. Un leader che si presenta come un outsider pur venendo dall élite che però non riconosceva questa “paternità” anche se apprezza l'attuale capo dello Stato. Un anno fa, mentre voleva avere notizie su Giuseppe Conte e si informava su una mostra dedicata a Leonardo da Vinci, gli avevamo chiesto come avrebbe amato essere ricordato. “Ci sono già tanti libri su di me – aveva risposto - non ho molto da aggiungere. Posso solo dire di essere soddisfatto che l'Europa esiste, sia solida e sia ancora ricca di promesse”.
 
L'ex presidente è morto "circondato dalla sua famiglia" nella sua proprietà ad Authon nel Loir-et-Cher, fa sapere il suo entourage. Negli ultimi mesi era stato ricoverato più volte per problemi cardiaci. Il più giovane presidente della Quinta Repubblica quando fu eletto nel 1974, Giscard d'Estaing aveva fatto una delle sue ultime apparizioni pubbliche il 30 settembre 2019 durante i funerali a Parigi di un altro presidente, Jacques Chirac, che era stato il suo primo ministro.

È stato il grande presidente “modernista” che ha proiettato la Francia nel futuro, approvando importanti riforme sociali, portando un vento di freschezza negli ovattati saloni dell’Eliseo, ma verrà ricordato anche come uno dei grandi costruttori dell'Europa unita.

Nel 1974, quando arrivò all'Eliseo a soli 48 anni dopo la morte prematura di Georges Pompidou, fu il più giovane presidente della Repubblica francese. Lavorò per far passare tante rivoluzioni: la depenalizzazione dell'aborto, per la quale Simone Veil, la “sua” allora ministra della Salute, ha combattuto. E poi la maggiore età a 18 anni, il divorzio consensuale e non solo per "colpa". Gli anni di Giscard fotografano però anche l'inizio di un declino: la fine delle Trenta Gloriose, del boom economico del dopoguerra, e l'arrivo dello shock petrolifero, la recessione, la disoccupazione record.

Non si lasciò scoraggiare da quell’episodio e neanche dalla Brexit: è stato lui che, pensando agli inglesi, aveva scritto la sostanza dell’articolo 50 sull'uscita di uno Stato membro. Nel suo saggio «Europa», del 2014, Giscard già disegnava una futura cartina geografica dove la Gran Bretagna era colorata di bianco, fuori dai confini dell’Unione. Dopo il referendum britannico, in un'intervista al Corriere della Sera disse di non condividere «tutta questa agitazione.

Che cos'è in fondo l'Unione Europea? L'euro, e la libera circolazione delle persone, ossia il trattato di Schengen che i britannici non hanno ratificato. La Gran Bretagna non è uscita da granché, perché quanto all'essenziale era già fuori». Raccontò poi come aveva pensato all’articolo 50: «Quando preparavo la Costituzione europea ho scritto il testo di un articolo che si intitolava “L’uscita volontaria di uno Stato membro”, e rispondeva alla paura soprattutto anglosassone che una volta entrati in Europa non si potesse più uscire. Trovo normale che da qualsiasi associazione umana sia consentito uscire. Ora che lo fa Londra lasciando la Ue, non sono così impressionato. Abbandonano qualcosa di cui facevano parte solo a metà

Nato a Coblenza, in Germania poi occupata dalle forze francesi, Valéry Giscard d'Estaing proviene da una numerosa famiglia borghese.     Entrato al governo nel 1959, VGE ha scalato gli incarichi ministeriali in Economia e Finanze negli anni '60 e '70. Da sindaco di Chamalières ha eclissato Jacques Chaban-Delmas, per imporsi come leader della destra fino alla sua vittoria alle presidenziali nel 1974.

Dopo un inizio promettente, VGE ha vissuto una prima crisi con le dimissioni del suo premier, Jacques Chirac, nel 1976. Iniziatore del "G7", il club dei leader dei Paesi più ricchi, ha dato una spinta decisiva all'asse franco-tedesco al fianco del cancelliere Helmut Schmidt.    

Il rallentamento economico dopo lo shock petrolifero, i dossier - il sospetto suicidio del suo ministro Robert Boulin, i diamanti offerti dal presidente centrafricano Bokassa - così come un cambiamento nella sua politica, più conservatrice ed economicamente austera, pesano sulla sua popolarità.    
Il 10 maggio 1981 non viene rieletto contro Francois Mitterrand, che riceve più di un milione di voti in più. "Non avevo mai immaginato la sconfitta", confiderà poi.    

Dopo il suo ritiro rimane nella memoria dei francesi - ha lasciato una sedia vuota durante uno degli ultimi discorsi televisivi - Valéry Giscard d'Estaing, allora l'unico ex presidente in vita, attraversa una profonda depressione. "Quello che sento non è l'umiliazione, ma qualcosa di più grave: la frustrazione del lavoro incompiuto", scriverà nel 2006 in "Il potere e la vita" (Compagnie 12).      

Eletto consigliere generale nel 1982 nella sua roccaforte di Chamalieres, nel Puy de Dome, poi deputato nel 1984, per la sua intenzione era guidare il primo governo di coalizione nel 1986, ma a lui viene preferito Jacques Chirac.  

Nonostante tutto, riesci a diventare uno dei leader della destra guidando nuovamente il suo partito, l'Udf. Ma, certo della rielezione di Francois Mitterrand, non ha partecipato alle presidenziali del 1988. Sette anni dopo, accreditato con il 2% nei sondaggi, si è dovuto arrendere. Poco prima della sua morte, però, si è detto convinto che, se si fosse fatto avanti, avrebbe vinto contro Balladur e Chirac.  Dalla seconda metà degli anni '90, Giscard e il Giscardismo sono gradualmente scomparsi dal panorama politico.    

L'ex presidente della Francia, europeista convinto, persegue tuttavia un obiettivo finale: diventare presidente dell'Europa. Nel 2001 ha assunto la guida della Convenzione per l'Europa, responsabile della stesura di una Costituzione europea, respinta con referendum (55% di no).

Brillante economista, autore di diversi libri tra cui un romanzo in cui immagina una relazione con Lady D, è stato eletto nel 2003 all'Accademia di Francia, sotto la presidenza dell'ex presidente senegalese Léopold Sédar Senghor.     Lo scorso maggio, è stato indagato per violenza sessuale dopo una denuncia di una giornalista tedesca che lo ha accusato di averle toccato le natiche durante un'intervista più di un anno prima.

Ricoverato più volte negli ultimi mesi, soprattutto per "scompenso cardiaco", è morto nella serata, circondato dalla sua famiglia, nella sua proprietà ad Authon nel Loir-et-Cher

 

Fonti Agi/Ansa/Corriere/Repubblica

 

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