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Mercoledì, 02 Dicembre 2020

Mattarella convoca il Consiglio supremo della difesa

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio supremo della Difesa per martedì 27 ottobre. Il Consiglio, come riporta il sito istituzionale della presidenza della Repubblica, è un organo costituzionale che “è presieduto dal capo dello Stato ed è composto dal presidente del Consiglio dei ministri, dai ministri per gli Affari esteri, dell'Interno, dell’Economia e delle Finanze, della Difesa e dello Sviluppo Economico e dal capo di Stato maggiore della Difesa.

In particolare, dato l’emergere della seconda ondata pandemica anche in Italia, è molto probabile che verrà discusso, oltre alle conseguenze dell'emergenza sanitaria a livello della sicurezza globale, la possibilità di impiegare le Forze armate, e nella fattispecie l'Esercito, per garantire il rispetto del “coprifuoco” che da giovedì calerà sulle notti italiane, come da richiesta di alcuni governatori regionali. Sicuramente verrà fatto anche il punto sull'attività delle Forze armate effettuata durante l’emergenza pandemica: voli sanitari dell’Aeronautica Militare, costruzione di ospedali da campo, attività addestrativa dei nuclei Nbcr (Nucleare Batteriologico Chimico Radiologico), ma si parlerà anche di come il normale esercizio delle nostre FFAA sia stato condotto in regime di pandemia secondo fonti giornalistiche.  

Poi si fa a ridosso della presidenza italiana del G20 (che inizierà a gennaio 2021) e a fronte dei recenti sviluppi geopolitici, il presidente della Repubblica ha reputato necessario chiarire il posizionamento italiano, anche a livello difensivo.

La convocazione del Consiglio Supremo della Difesa rientra nelle facoltà del presidente della Repubblica che tramite la seduta, che si effettua solitamente almeno due volte l'anno, secondo fonti giornalistiche,acquisisce conoscenze sugli orientamenti del governo in materia di sicurezza e Difesa. L’organo è infatti la “sede istituzionale permanente per la discussione e l’approfondimento multidisciplinare delle problematiche relative alla sicurezza ed alla difesa. Le attività condotte nel suo ambito e quelle che da esse conseguono concorrono a porre i suoi componenti nelle condizioni di esercitare, in maniera sinergica rispetto a linee d'azione condivise, i rispettivi ruoli istituzionali, sia in rapporto alla propria specifica area di competenza sia a supporto di quella di ciascuno degli altri. Attraverso esso i suoi componenti possono concorrere a definire criteri per il migliore esercizio delle rispettive singole competenze”.  

Il Consiglio viene chiamato a riunirsi da prassi consolidata, e in alcuni periodi della storia, anche recente, è stato convocato anche più di due volte l'anno: nessuna “guerra” guerreggiata alle porte quindi, nessuna emergenza incombente, nessun “strano movimento” di truppe Nato in Europa. Il presidente della Repubblica, tramite il Consiglio, si sincera solamente delle attività riguardanti la sicurezza e la Difesa dello Stato e così facendo concorre al coordinamento delle varie istituzioni preposte a salvaguardare.  

A influire però sono anche le tensioni tra Cina e Stati Uniti, con i loro riflessi interni, per esempio la questione porti, con i tedeschi primi azionisti del porto di Trieste al posto dei cinesi che però stanno puntando a quello di Taranto. C’è poi una nuova instabilità nel Mediterraneo, con la Turchia che sta espandendo la sua influenza su Cipro e la Libia.

L’escalation di tensioni internazionali hanno spinto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a convocare per martedì prossimo, 27 ottobre, una riunione del Consiglio Supremo di Difesa.

Il capo dello Stato ritiene importante e urgente la definizione del posizionamento geopolitico dell'Italia in una fase di crescenti contrasti tra Cina e Stati Uniti, una situazione che ha inevitabili ripercussioni anche sul fronte interno. Il settore portuale, in particolare, sarà al centro della discussione a causa degli ingenti investimenti cinesi già previsti da accordi bilaterali sulla Via della Seta, firmati dal Governo Conte I nel marzo dello scorso anno. Si è trattato di un ‘memorandum of understanding’ con cui i due Paesi hanno concordato investimenti per oltre 7 miliardi di Euro che in parte hanno coinvolto anche il porto di Genova e aziende strategiche del nostro territorio.

L'ordine del giorno, infatti, prevede la trattazione dei seguenti temi: conseguenze dell'emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla NATO e all'Unione Europea; aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale; prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi; prontezza, efficienza, integrazione e interoperabilità dello Strumento Militare nazionale; bilancio della difesa e stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo.

In discussione, come si legge nel comunicato stampa della presidenza, ci saranno le conseguenze dell'emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla Nato e all'Unione europea, l'aggiornamento sulle principali aree di instabilità e il punto della situazione sul terrorismo transnazionale, le prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi, la determinazione del grado di prontezza, efficienza, integrazione e interoperabilità dello Strumento Militare nazionale, il bilancio della Difesa, infine lo stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo.

Partecipano, per prassi, alle riunioni del Consiglio il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, il segretario generale della presidenza della Repubblica ed il segretario del Consiglio supremo di difesa. A seconda delle circostanze e della materia trattata, possono essere chiamati a prendere parte alle riunioni anche altri ministri, i capi di stato maggiore delle Forze armate, il comandante generale dell'arma dei Carabinieri, il presidente del Consiglio di Stato, nonché ulteriori soggetti e personalità in possesso di particolari competenze in campo scientifico, industriale ed economico ed esperti in problemi militari.

I cinesi, peraltro, hanno già messo le mani (attraverso il colosso Cosco), sul nuovo terminal di Vado Ligure (sono al 49%, la maggioranza fa capo alla danese Maersk) e stanno pensando a un rientro sul porto di Taranto. Ma il vero nodo della discordia è a Trieste, porto che è considerato ‘core’ (sia dal Governo italiano che da quello cinese) per lo sviluppo dei traffici lungo la Via della Seta nel nostro Paese ma che è recentemente finito in mani tedesche, con il poderoso investimento della Hamburger Hafen und Logistik Ag (Hhla) che ha anticipato le mosse di Pechino. Il Consiglio Superiore di Difesa, comunque, dovrà occuparsi anche di temi meno commerciali e più difensivi, come l'aumento dell'influenza turca sul Mediterraneo meridionale, i rapporti con la Nato e la situazione delle missioni internazionali dei nostri soldati.

La penetrazione commerciale ed economica di Pechino in Italia, anche attraverso la rete 5G, viene osservata attentamente dalla Difesa: l'acquisto di infrastrutture, come sta succedendo a Taranto e come è già successo a Trieste o a Vado Ligure, è una spia della volontà della Cina di estendere la sua rete commerciale ma anche la sua influenza politico/culturale, fondamentale per ottenere consensi e appoggi politici per la sua espansione a livello globale che viene effettuata anche con lo strumento militare.  

Sicuramente, sempre per quanto riguarda le aree di instabilità, verranno discusse le recenti tensioni tra Grecia e Turchia, nonché il posizionamento dell’Italia nell’ancora aperta questione libica che ci vede marginalizzati rispetto proprio all'intervento turco in favore di Tripoli, che, lo ricordiamo, è stata lautamente appoggiata dall’Italia sin dalla nascita del governo di unità nazionale..proprio perché la Turchia è coinvolta, si discuterà anche della recente crisi nel Nagorno-Karabakh e di come Ankara stia, col suo agire, minando i fondamenti dell’Alleanza tanto che, oltre Atlantico, c’è chi pensa che per gli Stati Uniti sia giunto il momento di abbandonare le proprie posizioni in Turchia.  

Questo Consiglio Supremo della Difesa,del 27, tuttavia, cade in una fase di importanti tensioni sociali e politiche causate dall’emergenza pandemica e dalle richieste, provenienti da più parti, di un impiego delle Forze Armate nei controlli sul rispetto delle norme anti Covid-19, quindi, è un vertice di routine,che capita sì in un momento storico straordinario – dato dalla crisi epidemica e dalle tensioni internazionali – ma che non ha nessun valore eccezionale o preoccupante.

 

 

 

 

 

 

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