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Domenica, 05 Luglio 2020

Governo, verso l'election day il 20 settembre

Si va verso l'election day il 20 settembre. E' quanto emerge, a quanto si apprende, dalla riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.

Stessa data, quindi, per le elezioni regionali ma anche per indire le comunali e il referendum sul taglio dei parlamentari. Qualcuno parla anche di votazioni politiche per un election day, ma non ci sono conferme...pero si deve affrontare a poco tempo Il problema del debito è qualcosa che riguarda tutti i Paesi europei. Senza distinzioni. Senza un programma serio di aiuti da parte di Bruxelles, l’Euro zona potrebbe crollare

Con l’Italia che sarebbe costretta a lasciare l’euro. Parola del Washington Post. In un articolo comparso sul quotidiano statunitense si mette in guardia l'economia del vecchio continente e non solo. Si accendono i riflettori sul nostro Paese. L’economia mondiale, che fa i conti con la crisi economica da coronavirus, è in pericolo. L’Italia con il suo debito, alto ma sostenibile, sarebbe al centro della tempesta. In sostanza si afferma che dopo la grave recessione del 2010 l’Europa potrebbe conoscere, se non si interviene al più presto, una nuova fase critica che si concentra sui debiti sovrani.

I membri più deboli dell’Unione (Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda), quelli che venivano definiti comunemente i "Piigs" all’epoca del crack della Lehman Brothers, hanno lottato per evitare il default del loro considerevole debito pubblico. La crisi si è risolta quando alla Grecia è stato permesso di ristrutturare (cioè di ridurre) il proprio debito e Mario Draghi, allora a capo della Bce, ha dichiarato (era il luglio 2012) che l’istituto avrebbe "fatto tutto il necessario" per assicurare che gli altri Paesi non fossero inadempienti. Il famoso bazooka. L’allarme quindi, per qualche tempo, è rientrato. Tutto si basava sulla fiducia dei mercati e sull’assunto che la crisi economica fosse ormai alle spalle.

Questo fino a oggi. Quando, a causa della pandemia, i nodi sono tornati al pettine. Come gli Stati Uniti, gran parte dell’Europa è entrata in una profonda recessione. Nel 2020 l’economia tedesca subirà una contrazione dell’8%, quella francese del 10%, quella spagnola del 15%, quella italiana del 18% e quella greca del 15%. La fiducia dei consumatori è crollata di nuovo. E i conti pubblici sono messi male.

Intanto dopo l’interrogazione alla Commissione UE presentata pochi giorni fa dagli eurodeputati della Lega *Vincenzo Sofo, Andrea Caroppo e Annalisa Tardino*, i tre parlamentari europei insieme alla collega *Lucia Vuolo* e ai deputati *Alessandro Pagano e Domenico Furgiuele* quest’oggi hanno scritto una lettera ai governatori delle regioni del Mezzogiorno per *chiedere di adeguarsi agli standard enunciati dall’UE e di attivarsi per la stipula di accordi bilaterali tra il Governo italiano e altri Paesi per la creazione di corridoi turistici verso il Sud Italia*.
 
“Vista la bassa incidenza del contagio il Sud Italia potrebbe accogliere in sicurezza turisti provenienti dall’estero proponendosi come destinazioni alternative a mete come Croazia e Grecia, consentendo da un lato al nostro Paese di non perdere a vantaggio di altri Stati questa grossissima fetta di turismo che vale circa 45 miliardi di euro l’anno e dall’altro di promuovere all’estero il nostro Meridione, il cui turismo oggi è ancora prevalentemente nazionale.”
 
La richiesta dei sei rappresentanti del Carroccio ai governatori del Sud é quella di adeguarsi nel minor tempo possibile ai criteri posti dalla Commissione Europea e di fare pressione sul Governo affinché individui immediatamente dei partner internazionali con i quali sottoscrivere appositi accordi bilaterali e chieda al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) di divulgare il livello epidemiologico delle singole Regioni e non solo nazionale.
 
“La mancata urgente attivazione nel senso sopra descritto - spiegano i firmatari - rischia di far perdere al Sud l’opportunità non solo di salvare almeno parzialmente l’imminente stagione estiva e di far ripartire con estremo ritardo un settore vitale per la sua economia ma anche di affermarsi per il futuro come meta per il turismo internazionale. Per questo riteniamo inoltre che sia il momento di riflettere sull’opportunità di *avviare un tavolo di cooperazione macroregionale tra le regioni del Sud così da pianificare insieme la fase 2 della crisi Covid-19 nonché le strategie di sviluppo a medio-lungo termine di questi territori*.“

Intanto la novità è arrivata dopo che nel laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili a Brescia è stata isolata una variante di virus Sars-CoV-2, estremamente meno potente. Il presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv) ha spiegato: "Mentre i ceppi virali che siamo stati abituati a vedere in questi mesi, che abbiamo isolato e sequenziato, sono bombe biologiche capaci di sterminare le cellule bersaglio in 2-3 giorni, questo per iniziare ad attaccarle ha bisogno minimo di 6 giorni". Ovvero il doppio del tempo.

Ovviamente sarà oggetto di pubblicazione scientifica, ma l'esperto l'ha voluta rendere nota per infondere speranza e per dare un segnale di fiducia: "Queste varianti virali più attenuate dovrebbero diventare il futuro della probabile evoluzione di Covid-19". A testimonianza di ciò ogni giorno si vedono tamponi naso-faringei positivi "non più in modo forte, bensì debole". Il virus si vede "in dosi molto, molto ridotte".

Finisce anche la questione di open arms con 13 voti a favore della relazione del presidente, Maurizio Gasparri (FI), 7 contrari e 3 senatori che non hanno partecipato al voto, la Giunta per le Immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini sul caso Open Arms.

Come nel caso della Diciotti, a mio avviso sussisteva anche in questo caso l'azione di governo nel perseguimento della politica dei flussi migratori". Così la senatrice grillina Alessandra Riccardi, componente della Giunta delle immunità, ha motivato all'Adnkronos il suo voto contrario all'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini avanzata dal tribunale dei ministri di Palermo per il caso Open Arms.

"La Giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato". Commenta così il leader della Lega Matteo Salvini in diretta facebook. "No allo sbarco dei 161 immigrati dalla Ong spagnola Open Arms, la Giunta del Senato ha appena votato (13 a 7) che ho fatto solo il mio dovere, nell'interesse del popolo italiano. Grazie a loro, e grazie a Voi. Adesso la parola passa all'aula del Senato, vediamo se Pd e 5Stelle insisteranno per il processo", aggiunge Salvini.

"Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all'aula. Non c'è stata a nostro parere un'istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l'esclusiva riferibilità all'ex Ministro dell'Interno dei fatti contestati", aveva detto il capogruppo di Italia Viva in Giunta Francesco Bonifazi.

"Era necessario - aveva sostenuto Bonifazi - ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall'ex ministro dell'Interno, che non sono arrivate. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l'esclusiva riferibilità all'ex Ministro dell'Interno dei fatti contestati. 

 
Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest'ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l'avallo governativo. Numerosi sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un'attività istruttoria ulteriore. Dunque, allo stato dell'arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto".
   
"Dopo aver salvato masochisticamente il ministro della giustizia", è stata "coraggiosa e corretta la decisione di Italia Viva di Renzi di non partecipare al voto sull'autorizzazione al processo di Matteo Salvini consentendo di fatto la certezza sul diniego ad un processo manifestamente ingiusto". Lo afferma la deputata di Forza Italia, Michaela Biancofiore.
 
 
 

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