Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 22 Gennaio 2022

Conte bluffa ancora una volta: ma ecco cosa ci impone l'Europa

Angela Merkel ha riattivato la sponda col presidente francese Emmanuel Macron e ha portato all’incasso, su questo fronte, una vittoria tattica: in una prima fase saranno le tre istituzioni – a guida tedesca – della Banca europea degli investimenti, del Mes e della Commissione a fornire le risorse in dotazione ai Paesi europei in difficoltà. 200 miliardi la banca basata in Lussemburgo per attività di sostegno allo sviluppo e alla crescita, altrettanti per i prestiti del fondo salva-Stati e 100 miliardi per il fondo anti-disoccupazione di Bruxelles. Il Recovery Fund, invece, sarà quasi sicuramente messo in campo dal 2021

Il Consiglio europeo del 23 aprile si è rivelato esattamente quello che molti avevano previsto, un vertice in cui non dovevano esserci vincitori né vinti per evitare tracolli Un incontro virtuale e interlocutorio dove si doveva far capire che la via da seguire era quella del compromesso: e questo compromesso, come sempre, porta la firma di Angela Merkel e la controfirma di Emmanuel Macron. Sono loro i due grandi registi di questa lunga ed estenuante trattativa europea. E se la Cancelliera tedesca si conferma pienamente leader dell’Unione europea a trazione franco-tedesca dall’altro lato Macron può dirsi comunque soddisfatto di aver compattato il fronte “mediterraneo” evitando un netto strapotere di Berlino.  

L’Europa ha saputo semplicemente dire quello che tutti si aspettavano che dicesse: ok al Mes, ok all’intervento della Bei e semaforo verde al piano Sure contro la disoccupazione. È questo il vero pacchetto approvato dall’Unione europea e su cui lo stesso Giuseppe Conte ha capitolato. Per il resto, quella grande iniziativa che doveva essere la rivoluzione in seno all’Europa, ovvero il Recovery Fund, si è tradotto esclusivamente in un impegno “a impegnarsi”. Perché di questo si tratta. Il Consiglio europeo, nei fatti, ha semplicemente detto di impegnare la Commissione von der Leyen a stilare un piano per l’attuazione di questo fantomatico fondo che già adesso vede divisi (ancora una volta) i due fronti dell’Europa. E sul suo finanziamento è arrivata anche la pietra tombale della Merkel che ha sentenziato laconicamente con un “c’è disaccordo”. Che per adesso significa “kaputt”.

Il problema però è che al netto di macchinazioni politiche e geopolitiche, di conti interni e di rapporti di forza interni all’Ue, il vertice di ieri doveva dare anche risposte (forse soprattutto) ai cittadini europei, straziati da una crisi legata al coronavirus che rischia di mettere in ginocchio la già fragile tenuta sociale ed economica del continente.

Tuttavia, il recovery found è ciò che serviva ai vari leader europei per presentarsi vincitori. I Paesi del nord Europa possono dire di non aver permesso alcuno sforamento, di aver preservato la propria posizione in tal senso fino alla fine. I Paesi del sud Europa invece possono rivendicare di aver avviato un percorso volto a portare a dei bond comuni. E fa davvero strano vedere i due leader apparentemente più agli antipodi delle ultime settimane, il premier olandese Rutte da un lato e quello italiano dall’altro, oggi esultare entrambi. Il primo ha potuto dichiarare di aver visto passare la propria linea, Giuseppi Conte si è ritenuto contento del fatto che si parli di “bond” e dunque può andar bene così. Tutti hanno vinto, tutti hanno potuto esultare, tutti hanno potuto dichiarare di aver visto passare le proprie istanze. Fine della storia e, nella miglior tradizione italica (forse l’unico vero elemento che oggi abbiamo portato in Europa), tarallucci e vino per tutti.

Martin Wolf, storica firma del quotidiano della City, la cui parola può essere assimilata al pensiero dominante nella sua redazione, è netto nella stroncatura del fondo salva-Stati: “Il Mes sembra irrilevante, perché la sua potenza di fuoco è troppo ridotta. Può contare solo il fatto che può mettere in moto le Outright Monetary Transactions della Bce”, create nel 2012 da Mario Draghi, che però sono state sorpassate dagli eventi. Il Pandemic Emergency Purchase Programme, il piano di acquisto titoli da 750 miliardi di euro, si somma a misure già esistenti per aumentare la potenza di fuoco dell’Eurotower a 1.100 miliardi di euro in tutto il 2020. Per Wolf, il problema è in primo luogo politico. La rissa politica in Europa scatenatasi sul tema rende difficile pensare possano venire approvati.

Per Wolf sarà la Bce a doversi sobbarcare l’onere e l’onore di guidare l’Europa verso l’uscita dalla crisi. Per questo motivo l’editorialista del Financial Times è apertamente favorevole a un incremento dei poteri operativi dell’ Eurotower e del suo raggio d’azione nell’economia dell’Eurozona. La ratio del suo discorso è facile da intuire

La monetizzazione del deficit è del resto stata già intrapresa da Regno Unito, Stati Uniti e Giappone. In diversi Paesi è allo studio o già operativa l’helicopter money: ma prima di arrivare a tanto, basterebbe che la Bce garantisse la spesa pubblica dei Paesi europei per consentire loro di muoversi con maggiore agio contro la crisi. Al confronto, Mes ed Eurobond diventerebbero alternative ugualmente marginali: e le parole dell’autorevole quotidiano della City ce lo fanno intendere.  

Intanto Il testo è stato approvato dalla Camera con 229 sì, 123 no e 2 astenuti, dopo che ieri era passato in Senato col voto di fiducia. Allo stesso tempo Montecitorio ha respinto l'ordine del giorno di Fratelli d'Italia contro il Mes.

prima del Consiglio dei Ministri c'era stata una riunione del premier Giuseppe Conte con il capo del dicastero economico Roberto Gualtieri ed i capi delle delegazioni delle forze della maggioranza.

Si è conclusa dopo poco meno di 3 ore la riunione del Consiglio dei ministri, dove l'ordine del giorno prevedeva l'esame del documento di Economia e Finanza 2020 (Def). L'esecutivo ha approvato il Def e ha dato semaforo verde allo scostamento di bilancio che sarà trasmesso alle Camere oggi pomeriggio.

Proprio sullo scostamento di bilancio il governo intende chiedere al Parlamento "un ulteriore innalzamento della stima di indebitamento netto e di saldo netto da finanziare: la Relazione al Parlamento incrementa la deviazione temporanea di bilancio a ulteriori 55 miliardi in termini di indebitamento netto (pari a circa 3,3 punti percentuali di Pil) per il 2020 e 24,6 miliardi a valere sul 2021 (1,4 per cento del Pil)", si afferma nella bozza del Def.
La situazione d'emergenza provocata dal coronavirus non blocca il processo di privatizzazione per il contenimento del debito pubblico.
L'esecutivo indica un target di oltre 3 miliardi l'anno sia per il 2020 sia per il 2021 (pari allo 0,2% del Pil) proveniente da "privatizzazioni e altri proventi finanziari".

Tra gli obiettivi delineati dalla bozza del Def si parla inoltre di scongiurare danni strutturali a imprese e lavoro, difendendo in particolare l'occupazione, anche se nello stesso documento è vista in calo del 2,2% nel 2020 parallelamente alla crescita della disoccupazione, che arriverà secondo le stime all'11,6%.

Nella bozza si legge che sta per arrivare un nuovo decreto con un pacchetto di misure per una "drastica semplificazione" in settori "cruciali per il rilancio degli investimenti che interesserà appalti, edilizia, commercio e controlli" a seguito della situazione scaturita dall'epidemia di COVID-19. Nello scenario pessimistico con nuovi blocchi alle attività produttive per il coronavirus, il Pil nel corso dell'anno è visto in calo del 10,6% su dati grezzi; in caso contrario è prevista dal terzo trimestre un'inversione di tendenza:

"le misure adottate dal Governo per contenere la diffusione del virus e proteggere le imprese e l'occupazione potrebbero favorire una ripresa abbastanza rapida dell'attività economia non appena la crisi sanitaria sarà rientrata. In ragione di ciò ci si attende un parziale recupero del pil già a partire dal terzo trimestre, che si prolungherà fino alla fine dell'anno".

Ricordiamo che a partire dal 4 maggio, sullo sfondo del miglioramento del quadro epidemiologico dell'epidemia di coronavirus, il governo pianifica di lanciare la "fase 2" per metter fine al lockdown con la riapertura parziale e graduale delle attività produttive e della vita sociale.

 Il numero complessivo dei casi di COVID-19 in Italia dall'inizio dell'epidemia ha raggiunto 189.973, dato comprensivo di contagiati, guariti e vittime, con un'aumento di 2.646.

Secondo quanto riferito al bollettino della Protezione Civile presieduto dal Capo di Dipartimento Angelo Borrelli, definendo i numeri confortanti, sono 464 i morti di Coronavirus nelle ultime 24 ore, numero stabile rispetto ai giorni precedenti. Dall’inizio dell’epidemia in Italia si registrano 189.973 contagiati, 25.549 deceduti e 57.576 guariti. Il numero di attuali casi positivi al Coronavirus è di 106.848, con nessun aumento dei casi. Continua la diminuzione dei casi attualmente positivi, con un calo di 851 unità rispetto al totale dei casi positivi di ieri. Il numero dei guariti ha subito un aumento di 3.033 unità nella giornata di oggi. Da oggi un nuovo dato viene comunicato dalla Protezione civile, quello delle persone sottoposte a tampone: il dato di oggi è 1.052.577 con un numero di tamponi totali effettuati 1.579.909.

Continua il trend che avevamo visto negli scorsi giorni riguardante la diminuzione della pressione delle strutture ospedaliere: 2267 sono le persone che si trovano in terapia intensiva, con una diminuzione di 117 unità rispetto a ieri, il numero più basso registrato in terapia intensiva dall'inizio della pandemia, 22.871 sono le persone positive ricoverate con sintomi, 934 in meno rispetto a ieri, mentre 81.710 (76% totale dei positivi) si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi.

L'ambasciata russa in Italia ha ricevuto richieste di assistenza da parte dell'esercito russo per combattere la diffusione di COVID-19 da Piemonte, Puglia e Friuli-Venezia Giulia, ha affermato l'ambasciatore russo a Roma Sergey Razov.

Medici militari russi, epidemiologi e gli specialisti delle truppe di difesa, radiologica, chimica e biologica del Ministero della Difesa russo, insieme ai militari italiani, hanno già effettuato una completa disinfezione delle pensioni per anziani in oltre 71 comuni della Lombardia. Sono stati sanificati 79 edifici e strutture, per un totale di oltre 600 mila metri quadrati di interni e oltre 110 mila metri quadrati di strade.

"La notizia dell'eroico lavoro dei nostri militari si è diffusa in tutta Italia, riceviamo centinaia di chiamate, lettere in cui ringraziano la Russia, il Presidente della Russia, che ha risposto alla richiesta del Primo Ministro italiano e che ha prontamente inviato una divisione in pochi giorni. I capi di altre regioni d'Italia stanno già facendo richieste ufficiali per inviare truppe russe per svolgere lavori sul loro territorio. Tali richieste sono state ricevute dai governatori di Piemonte, Puglia e Friuli-Venezia Giulia. Stiamo parlando di una diffusione a livello nazionale", ha detto Razov durante un briefing online presso MIA Rossiya Segodnya.

Secondo lui, se l'esercito russo "non avesse fatto ciò che era richiesto, tali richieste non sarebbero state ricevute".

"Per quanto riguarda le opinioni degli italiani, beh, loro, come persone normali, come tutta la maggioranza assoluta in Italia: come potrebbero trattare un partner che, nella situazione più difficile, che si era sviluppata in Italia esattamente un mese fa, ha dato una mano? Mentre L'UE e la NATO, per usare un eufemismo, sono semplicemente rimasti a guardare allo sviluppo negativo della situazione", ha sottolineato l'ambasciatore.

 

 

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI