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Lunedì, 25 Gennaio 2021

Lega, La Russa: "Ci penserà il premier"

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"I velivoli e gli equipaggi sono già pronti e al termine di questa informativa saranno messi a disposizione della Nato per essere impiegati" nei bombardamenti mirati sulla Libia. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nelle sue comunicazioni davanti alle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato. E' "assolutamente necessario - ha proseguito il ministro - mantenere una forte pressione su Gheddafi anche attraverso una credibile azione militare".  Saranno sempre 12, come adesso, i velivoli italiani messi a disposizione della Nato per le operazioni militari in Libia, ma 8 di questi potranno bombardare o lanciare i missili di cui sono dotati. "A giorni - ha specificato La Russa - l'Italia invierà in Libia 10 istruttori militari da inserire nella costituenda struttura di comando del Cnt, insieme a un pari numero di istruttori inglesi e francesi".

Gli insorti libici stimano in diecimila morti il bilancio delle vittime dei massacri compiuti da Gheddafi e dalle sue milizie in Libia. Lo ha riferito il
ministro degli Esteri Franco Frattini in audizione presso le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. "Non possiamo verificare questo numero ma riteniamo che non sia molto lontano dalla realtà", ha commentato il titolare della Farnesina.

"Non si dimette nessuno. Ci sono già tanti problemi, non ne aggiungiamo altri. Siamo sulla linea di Napolitano, tutto avviene nell'ambito della
direttiva Onu". Così Marco Reguzzoni, presidente dei deputati e della Lega Nord risponde ai cronisti che gli chiedono se lo sfratto del Carroccio sulla decisione del governo di armare di aerei italiani in missione in Libia possa determinare una crisi dell'esecutivo.

Un colloquio telefonico ieri ''all'ora dei telegiornali'' tra Umberto Bossi ed il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ne da' conto la Padania
che nel lungo editoriale a firma di Carlo Passera descrive l'ira' del Senatur per ''le vicende che dividono nel merito, e con tutta evidenza, le posizioni leghiste da quelle berlusconiane''. In merito alla telefonata con il Capo dello Stato, il quotidiano leghista scrive che il leader del Carroccio ha ''raccontato la propria posizione'' a Napolitano, ovvero ha sottolineato che - sono parole virgolettate di Bossi - ''il Consiglio dei ministri non ha mai detto si' ai bombardamenti''. La Padania sottolinea anche le ''gravi questioni di metodo'' nelle decisioni del governo: ''le scelte del premier - si legge - non sono state ne' annunciate, ne' discusse e tantomeno vi e' stato su di esse il semaforo verde del Carroccio, che e' alleato fedele e responsabile non certo cieco e sordo passacarte di qualsiasi stravaganza''. Il quotidiano del Carroccio riporta poi un altro virgolettato di Bossi che si lamenta per come il premier si e' comportato nei confronti di ''alcuni tra i migliori ministri come Giulio Tremonti e Roberto Maroni''. ''Ha fatto far loro - dice Bossi - la figura dei cioccolatai''. ''Dopo le dichiarazioni di Berlusconi, Gheddafi ci riempira' di clandestini'', dice ancora il ministro delle Riforme, mentre il quotidiano sottolinea come ''l'efficacia delle misure di contenimento ideate dal Viminale e approvate ieri da Roma e Parigi, unico aspetto veramente positivo di un vertice chiusosi, per il resto, con un vero e proprio disastro''.
Salvo sorprese dell'ultima ora questa settimana non ci sara' il Consiglio dei ministri. La riunione potrebbe tenersi, a quanto si apprende da fonti di
governo, i primi giorni della prossima settimana. Questa mattina si e' riunito il pre-consiglio dove pero' non e' stata formalizzata nessuna data di
convocazione. Stando alle indiscrezioni circolate ieri il Consiglio dei ministri doveva tenersi venerdi'. Sul tavolo c'e' sicuramente la questione
Libia e le tensioni con la Lega Nord contraria ai bombardamenti. Oltre ai malumori del Carroccio, Berlusconi avrebbe dovuto fare i conti con i mal di pancia di alcuni ministri del PdL che avrebbero colto l'occasione per porre il problema di una maggiore collegialita' nelle decisioni.

Umberto Bossi e' contrario alla decisione del governo di partecipare ai bombardamenti in Libia e annuncia battaglia in Consiglio dei Ministri,
smentendo le parole del premier che aveva liquidato i contrasti con l'alleato con uno sbrigativo ''e' tutto a posto''. Ieri sera il leader leghista ha
rincarato la dose affidando una dichiarazione a 'La Padania' dove tira fuori tutta la rabbia verso il presidente del Consiglio. ''Siamo diventati una
colonia francese- afferma -. E l'aver ceduto alle richieste di Parigi avra' ''conseguenze gravissime'', a partire dall'arrivo massiccio di profughi. Poi la stoccata finale: ''Non e' dicendo sempre si' che si acquisisce peso internazionale''. "L'ulteriore impegno dell'Italia in Libia annunciato dal
presidente del Consiglio Berlusconi costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a meta' marzo, secondo la linea fissata nel
Consiglio supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento", aveva detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sostenendo con queste parole la decisione dell'Italia di partecipare a bombardamenti in territorio libico. Napolitano ha fatto riferimento al "piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato".

Le ripercussioni sulla tenuta del Governo conseguenti alla contrarietà della Lega ai bombardamenti italiani in Libia sono "un problema che affronterà il presidente del Consiglio, il Consiglio dei ministri, ma non bisogna drammatizzare". Lo dice a Mattino Cinque il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che aggiunge: "una frattura credo non ci sarà, anzi lo spero". Secondo La Russa "non bisogna drammatizzare" perché "La Lega non ha fatto mai mancare un voto. A differenza del Governo Prodi, il nostro Governo non ha mai avuto un contrasto in termini di voti su un problema di politica internazionale. Se poi non è neanche consentito aprire un dibattito e discutere, avere una diversa sensibilità, mi sembra eccessivo. Certo anch'io - ha aggiunto La Russa - avrei preferito che non ci fosse questa diversità di opinioni, ma quello che conterà
alla fine sarà la capacità del Governo di rimanere unito e coeso. L'opposizione non potendo dire niente sulla linea della maggioranza, sta puntando su una eventuale frattura che credo non ci sarà, anzi spero non potrà esserci".
I caccia italiani impiegheranno il proprio armamento in Libia "solo contro obiettivi chiaramente identificabili come militari, altrimenti non potremmo
utilizzare i nostri assetti". Ha detto il ministro della Difesa rispondendo ad una domanda sul rischio di vittime civili in seguito ai bombardamenti. "Un rischio - ha comunque precisato il ministro - che c'era già" perché finora gli aerei italiani hanno fornito copertura a quelli degli altri Paesi che
effettuavano i bombardamenti e "non è che partecipare ad una missione con il ruolo di coprire quelli che utilizzavano i missili fosse eticamente diverso da quello che facciamo adesso. E' come chi gioca a centrocampo e un altro a centravanti, ma la squadra è tutta una e il centravanti può fare gol solo se c'é il centrocampo che gli fornisce l'assist. Noi cambiamo ruolo ma continuiamo a giocare nella stessa squadra". Il fatto, poi, "che fino adesso non abbiamo messo a disposizione assetti di questo genere, non è dipeso - ha ribadito La Russa - da un fatto etico. Io, come ministro della Difesa, avevo concordato di mettere a disposizione certi assetti e fintanto che non ce n'é stata la necessità e non ce l'hanno chiesto insistentemente tutto è andato tranquillamente: avevamo un altro compito, in accordo con gli alleati. Nel momento in cui però ce lo chiedono, se l'Italia vuole continuare a svolgere il suo ruolo nella missione, non potevamo tirarci indietro". In questo senso, ha precisato, "non abbiamo voluto, né potuto, dire di no".

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