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Giovedì, 28 Maggio 2020

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Il gioco pericoloso dei "falchi Europei" mette in crisi la UE

“L’Europa ha il dovere di difendere l’Italia dal dumping fiscale degli altri Paesi europei: bisogna stimolare la cooperazione e non la contrapposizione interna, specialmente in questo momento di emergenza legata all’epidemia. Il Garante della Concorrenza e del Mercato stima che il nostro Paese perda ogni anno tra 5 e 8 miliardi di euro a causa della concorrenza di paradisi fiscali interni all’Ue, quali Irlanda, Lussemburgo e Olanda, che attraverso offerte a società estere di tassazioni su dividendi e profitti di capitale estremamente convenienti, attirano investimenti in molti caso fittizi, atti esclusivamente a ridurre il peso fiscale in capo alle multinazionali, generando situazioni di concorrenza sleale e perdite fiscali per gli stati in cui la ricchezza viene effettivamente prodotta. Questo e’ inaccettabile e Paesi come l’Olanda, prima di voltarci le spalle o farci lezioni, dovrebbero guardarsi in casa propria: ho presentato una interrogazione alla Commissione Europea per chiedere come pensa di agire per tutelare Paesi come l’Italia dal dumping fiscale degli altri partner europei, cosi’ che gli Stati membri danneggiati possano riappropriarsi delle risorse perse per utilizzarle, ad esempio, per affrontare la crisi Coronavirus, garantendo che le imprese multinazionali paghino i tributi nei Paesi dove realmente operano e generano profitti”.
 
Lo dichiara in una nota Vincenzo Sofo, europarlamentare della Lega al Corriere del Sud, che ha presentato l’interrogazione alla Commissione Europea, firmata anche da Marco Zanni (presidente gruppo ID), Marco Campomenosi (capo delegazione Lega) e dagli europarlamentari della Lega in commissione ECON Francesca Donato, Valentino Grant, Antonio Maria Rinaldi.
 

Giuseppe Conte entra nelle case dei tedeschi per spiegare il suo punto di vista sulla necessità di un'azione comune da parte dell'Unione europea per gestire l'emergenza sanitaria ed economica legata alla pandemia di coronavirus. Lo fa con un'intervista alla tv tedesca Ard come riferisce Ansa.

"Io e la Merkel abbiamo espresso due visioni diverse durante la nostra discussione. Ne approfitto e lo dico a tutti cittadini tedeschi: noi non stiamo scrivendo una pagina di un manuale di economia, stiamo scrivendo una pagina di un libro di storia".

"E' un' emergenza della quale non è responsabile nessun singolo Paese, non si tratta di tensioni finanziarie. L'Ue come risponde? L'Ue compete con la Cina, con gli Usa che hanno stanziato 2 mila miliardi per reagire, in Ue cosa vogliamo fare? Ogni Stato membro vuole andare per conto suo? Se la reazione non sarà coesa, vigorosa, coordinata, l'Europa diventerà sempre meno competitiva nello spazio globale di mercato".

"L'Italia non sta chiedendo ai cittadini olandesi di pagare il debito italiano. Non chiediamo neanche un euro ai contribuenti olandesi. L'Europa deve poter agire in modo solidale ed efficace, perché è impensabile che qualcuno possa giovarsi di questa crisi". Così il premier Giuseppe Conte, secondo l ansa in un'intervista al quotidiano olandese De Telegraaf. "Gli european recovery bond sono il modo migliore per rispondere, anche per i cittadini olandesi. Anche loro hanno bisogno di garanzie". La recessione ci sarà "pressoché ovunque".

Dal primo decreto che iniziava ad introdurre misure veramente limitative alla libertà personale e di circolazione (11 marzo), fino ad oggi, pur avendo il governo annunciato un primo intervento di 25 miliardi, in tasca agli italiani non è arrivato neppure un centesimo. Certo, stanotte i lavoratori autonomi hanno presentato domanda dei 600 euro una tantum, ma prima di un mese nessuno vedrà un euro.

A parte i dipendenti pubblici, che lo stipendio ce l’hanno garantito, così come pure i pensionati fino a quando non si sa, i lavoratori autonomi (bar, ristoranti, negozi, librerie, parrucchieri, studi professionali etc), dal 12 marzo sono chiusi e non vedono un centesimo. Gli affitti commerciali vanno comunque pagati ma di incassi, causa la chiusura per decreto, nemmeno l’ombra

Eppure bollette e rate condominiali continuano ad arrivare. Anche gli affitti abitativi vanno pagati, sono stati sospesi gli sfratti (fino al 30 giugno), non l’obbligo di pagare il canone. Per ottenere invece la sospensione dei mutui prima casa, bisogna autocertificare una riduzione del fatturato del 33% nei tre mesi successivi al 20 febbraio 2020 rispetto all’ultimo trimestre 2019. …  

State a casa, mi raccomando, suonate e cantare sui balconi, ma qui sono passate tre settimane e dei 25 miliardi nemmeno l’odore. Per di più, la UE ci ha messi spalle al muro imponendoci sostanzialmente di accettare il Mes il vecchio Fondo Salva-Stati con le condizionalità capestro che non sto a ripetervi.
Di condivisione del debito – i cosiddetti coronabond – Germania, Austria e Olanda non ne vogliono neppure sentir parlare.

Intanto la Germania allenta la presa sull’utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) per far fronte all’emergenza economica provocata dal nuovo coronavirus. Le proposte che Berlino metterà sul tavolo nelle prossime riunioni si preannunciano interessantissime, soprattutto per il fronte guidato da Italia, Francia e Spagna.

Secondo quanto riferisce l’agenzia Agi, i tedeschi sono pronti a concedere tanto la massima flessibilità sulla condizionalità per accedere a una linea di credito del Fondo salva-Stati quanto un meccanismo leggero di verifica di come gli Stati membri spendono i soldi

Germania e Paesi del Nord Europa continuano insomma a ritenere follia pura adottare i coronabond. Ecco perché il citato Consiglio europeo si è concluso con il mandato all’Eurogruppo di presentare proposte nelle prossime due settimane per rispondere alla “sfida eccezionale rappresentata dal coronavirus”, ha affermato Merkel. Berlino ha preso tempo ma gli altri leader non intendono tergiversare. Nel frattempo il clima si è fatto sempre più teso ed emblematica, a questo proposito, è stata l’invettiva del premier portoghese, Antonio Costa, all’indirizzo di Wopke Hoekstra, ministro delle Finanze olandese.

Secondo il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier spagnolo Pedro Sanchez la Bei, adeguatamente ricapitalizzata, potrebbe essere un volano per un’energica emissione di titoli comunitari unificati per i Paesi membri. Un’altra chiave di lettura la vede in sinergia con altre due istituzioni operative, il Fei e il Feis, per coordinare una “troika buona” capace di favorire politiche per la crescita.

Curioso, in un certo senso, che l’istituzione basata in Lussemburgo e esistente dal 1958 venga ripescata solo ora nelle discussioni di dominio pubblico. Parliamo di un vero e proprio colosso con una capitalizzazione da oltre 240 miliardi di euro, 600 miliardi di euro di prestiti attivi e un giro d’affari che annualmente varia tra i 60 e i 70 miliardi di euro. Il motivo di questa scarsa popolarità della Bei nelle discussioni europee ad alti livelli e nell’informazione economica è forse legata alla sua natura profondamente pragmatica, operativa e in netta controtendenza con l’ideologia del rigore e dell’austeritàsu cui i Trattati europei hanno modellato l’Unione Europea dagli Anni Novanta ad oggi.

Alla competizione sfrenata sotto l’ombrello del mercato comune la Bei contrappone solidarietà e cooperazione negli investimenti; al mito del rigore il sostegno all’investimento produttivo in capitale fisso; all’architettura barocca delle istituzioni di Bruxelles un’organizzazione agile e flessibile. Forse, adeguatamente ricapitalizzata, la Bei potrebbe benissimo procedere a fare ciò che, da tempo, porta avanti: promuovere la crescita sfruttando una dimensione operativa dieci volte maggiore di quella della Banca Mondiale

A Pasqua l’Italia sarà stremata, con la piccola-media impresa e le partite Iva distrutte, e Conte sarà costretto (in realtà lo sa già) ad accettare il Mes. Chiederà piccole modifiche – non rilevanti – che gli verranno concesse, e farà passare la cosa come una grande vittoria. Ma in realtà le condizionalità più importanti resteranno, soprattutto quella della ristrutturazione del debito (alias consolidamento fiscale e tagli selvaggi alla spesa pubblica).

Pd e ItaliaViva sono già uscite allo scoperto:  Marattin ha detto esplicitamente che non vi sono alternative al Fondo Salva-Stati. Gentiloni idem.

A resistere è solo la “parte buona” del M5S, che capitolerà per non rendersi responsabile di far restare, tra 10-15 giorni, gli italiani senza soldi. In Parlamento, ma anche prima, il MoVimento darà il suo assenso al ricorso al Meccanismo Europeo di Stabilità per non lasciare il Paese senza soldi: i 15 giorni di vantaggio dati alla Germania sono stati un errore gravissimo, del Presidente del Consiglio. Gli sarà più facile farci accettare il Mes portando a casa piccole modifiche non rilevanti (un Mes mascherato), ma cantando vittoria nonostante le condizionalità più pesanti resteranno invariate! Il resto lo faranno i media, esattamente come fecero con Mario Monti nel 2012 quando sottoscrisse il Mes.

Intanto come riferisce il Giornale due avvocati denunciano Conte: "Migliaia di morti per le misure prese in ritardo" - "Stamattina ho depositato presso la Procura della Repubblica di Roma la denuncia contro Giuseppe Conte, Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, a firma mia e dell’avvocato Alfredo Lonoce", scrive sulla sua pagina Facebook Augusto Sinagra, magistrato e accademico, per oltre dieci anni ordinario di diritto dell’Unione europea nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma.

L’accusa a Conte è quella di aver sottovalutato l’emergenza e di non aver agito in modo tempestivo "omettendo nei tempi e nei modi necessari ogni misura di contenimento e di prevenzione" , consentendo, quindi, la "enorme diffusione" del virus "con l'impressionante numero avutosi di contagiati e di deceduti". La tesi sostenuta dai due avvocati nell’esposto è più o meno la stessa degli analisti americani: il governo avrebbe dovuto fare attenzione a quello che stava succedendo in Cina, dove per contenere il contagio era stato messo in campo, già nel mese di gennaio, un lock down totale.

Da noi però nessuno si è preoccupato, denunciano i legali e le prime misure sono arrivate a venti giorni di distanza dalla dichiarazione dello stato di emergenza. Sarebbe stata proprio questa "sottovalutazione del problema" a far adottare "in ritardo" provvedimenti cruciali come la chiusura delle province del Nord maggiormente colpite e l’estensione della zona rossa a tutto il territorio nazionale. Quando è stato pubblicato il decreto dell’8 marzo, accusano gli avvocati nell’esposto, il virus ormai stava viaggiando in tutta Italia, anche a bordo dei treni presi in tarda serata da decine di persone in fuga dalla Lombardia dopo la circolazione della bozza del decreto che avrebbe disposto l’isolamento della regione.

Insomma, come gli accademici statunitensi, anche i due legali accusano Conte di aver "inseguito il virus", più che prevenirne la diffusione. E poi l’esposto, visionato dal quotidiano La Verità che ne riporta alcuni stralci, continua con l’accusa al ministro dell’Interno, di aver continuato a tenere i porti aperti consentendo lo sbarco dei migranti. Persone, continua la denuncia "affette in molti casi da gravi patologie, come per esempio la Tbc", con "il rischio di nuovi e diversi focolai di infezione oltre a quelli del Covid-19".

In breve avrò il numero di registro generale e subito dopo pubblicherò il testo con le relative istruzioni per la presentazione da parte di chi voglia", scrive Sinagra su Facebook invitando i cittadini a seguirlo nell'iniziativa. "Matteo Salvini? È stato indagato per molto meno", incalza il collega Lonoce, intervistato da La Verità. Anche il direttore del quotidiano, Maurizio Belpietro, fa il paragone con il processo al leader della Lega.

"Per aver lasciato dei migranti qualche giorno in mezzo al mare, un ritardo allo sbarco a quanto pare ingiustificato, Matteo Salvini dovrà rispondere addirittura di sequestro di persona, dunque è possibile che per la stessa ragione, un ritardo dell'istituzione politica nella predisposizione delle misure contro l'emergenza, nell' acquisto dei dispositivi di protezione e nell'emanazione dei divieti di circolazione possa essere oggetto di un giudizio", scrive il giornalista in un editoriale pubblicato stamattina.

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