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Grecia e Italia combattono le stesse battaglie senza Ue

La Grecia è la culla della nostra civiltà. Dovremmo vergognarci per aver lasciato soli i Greci mentre li massacravano con procedure economiche draconiane che, tra l'altro, hanno provocato la morte di un gran numero di bambini e di anziani per mancanza di cibo e medicinali... Speriamo di non doverci vergognare per lasciarli soli anche ora che combattono un'invasione apocalittica

Mentre la Germania dichiara che chiudera i suoi confini ai profughi che assaltano quelli della Grecia, ma continuano a promuovere l'accoglienza indiscriminata (come se i confini della Grecia - e vale anche per quelli dell'Italia - non fossero i confini dell'Europa), Sassoli, presidente del Parlamento Europeo si piega ai ricatti di Erdogan: "dobbiamo accoglierli e proteggerli." Sia Sassoli che gli altri tecnocrati europei non pensano ai greci messi in pericolo dagli invasori ma agli invasori che vogliono violare la sovranità greca. L'Europa, con l'Italia e la Grecia, che hanno il fardello e i rischi più gravosi per la nostra civiltà, morente ma non ancora estinta. anche a causa della sempre più incombente minaccia di sostituzione etnica, ha un nemico più pericoloso. Sono gli europei schierati con gli invasori.

Innanzitutto i “poveri migranti”, con il solito “scudo” di donne e bambini, lanciano pietre e molotov contro i poliziotti greci che difendono il buon diritto di Atene di impedire l’accesso illegale al suo territorio. Inoltre tra i milioni di migranti che dalla Turchia premono sul confine greco e bulgaro vi sono pachistani, afghani, iracheni e appartenenti a molte altre nazionalità asiatiche che nulla hanno a che fare con la guerra in Siria. Infine è assurdo voler credere che i siriani siano arrivati a piedi al confine greco da Idlib distante 1.500 chilometri.

Meglio invece ricordare che da oltre due anni, dopo ogni battaglia vinta dalle truppe di Bashar Assad, i ribelli che accettavano di cessare il fuoco venivano condotti con le loro famiglie nella “sacca di Idlib”. Per questo tra i siriani che fuggono da quella provincia è molto probabile vi siano un gran numero di jihadisti con i loro famigliari: veterani di diversi movimenti islamisti che Erdogan non intende ospitare in Turchia per ovvie ragioni di sicurezza e che sarebbe stoltezza suicida far entrare in Europa.
La fermezza di Atene emerge dalla seguente dichiarazione: “La Grecia ha dovuto affrontare un tentativo organizzato, di massa e illegale di violare i nostri confini e l’ha sventato. Abbiamo protetto i nostri confini e quelli dell’Europa. Abbiamo impedito oltre 4 mila tentativi di ingresso illegale nei nostri confini“.
 
Ma oltre il problema Immigrazione che preme ai confini Europei della Grecia esistono i paradossi e misure fuori da ogni realtà, l’Unione Europea sta dimostrando riguardo alla questione della chiusura dei confini la propria totale inadeguatezza
Per proteggersi dalla diffusione dell’epidemia da Covid-19, già durante la prima metà di marzo numerosi Paesi del vecchio continente avevano blindato i confini, chiudendo le frontiere con i vicini. E non sono stati soltanto governi definiti “sovranisti”: non solo infatti Polonia, Ungheria ed Austria hanno adottato questo provvedimento, domenica scorsa anche la Germania di Angela Merkel ha optato per l’istituzione di controlli alle frontiere.

Lunedì, a fatto compiuto, la commissione europea ha quindi emanato delle linee guida. Un disperato tentativo di riprendere in mano la situazione, dopo i colpi decisivi inferti al trattato di Schengen. Quest’ultimo da 30 anni costituisce uno dei pilastri dell’ Ue, garantendo libera circolazione di persone e merci tra i vari paesi aderenti. L’istituzione di controlli alle frontiere, non ha fatto altro dunque che determinare un vero e proprio superamento dei principi di Schengen. Da Bruxelles, come detto, la commissione non ha potuto fare altro che prenderne atto.

Ma le sue linee guida appaiono su certi aspetti paradossali. Soprattutto per i punti riguardanti il controllo delle frontiere esterne. L’Ue di fatto ha blindato il territorio comunitario per almeno 30 giorni: nessun extracomunitario in linea teorica può entrare in uno dei 27 paesi dell’Unione. Questo perché la commissione ha rivendicato di aver più poteri per ciò che concerne il controllo delle frontiere esterne.

Ed è qui il paradosso: nel decretare la chiusura dei confini dell’Ue, l’esecutivo comunitario ha però sottolineato che le restrizioni sugli ingressi “non si applichino alle persone che hanno bisogno di protezione internazionale”. Un’eccezione che in realtà apre un grande squarcio nella fittizia blindatura dei confini esterni.

Un paradosso che suona come una vera e propria beffa: al suo interno il vecchio continente, per prevenire l’ulteriore dilagare dell’epidemia da Covid-19, si blinda e non lascia più circolare, secondo disposizioni legittime dei vari Stati membri, liberamente le persone. L’Ue invece, dal canto suo, continua a mantenere brecce ben vistose e crepe molto importanti nei suoi confini esterni.

Chiunque chiederà protezione potrà entrare in Italia, anche clandestinamente. Un italiano che vorrebbe invece raggiungere l’Austria, verrà bloccato al Brennero. Paradossi che, come detto ad inizio articolo, ben dimostrano la cronica incapacità della commissione di avere una visione chiara della realtà.  

Questo perché chiunque potrebbe dichiarare di essere bisognoso di protezione internazionale e dunque accedere all’Ue. Chi entra, anche irregolarmente, potrebbe porre in essere una domanda di asilo la cui risposta sarebbe destinata ad arrivare dopo anni. Per cui, chi bussa alle frontiere esterne comunitarie entrerebbe comunque in Europa.  

E l altro paradosso : “Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus l’Europa è pronta a dare massima flessibilità sugli aiuti di Stato e all’interno del Patto di stabilità, ma ogni misura per essere efficace deve essere coordinata dall’Unione europea”. Dichiarazioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che nei giorni scorsi aveva teso una mano nei confronti dell’Italia. Il tutto mentre la Germania ha annunciato misure straordinarie illimitate d’intervento finanziario a sostegno di banche, imprese e famiglie. Il ministro delle finanze tedesco Scholz ha spiegato che il governo fornirà assistenza illimitata in termini di liquidità alle società tedesche colpite dalla pandemia. I prestiti saranno erogati dalla banca statale Kfw che potrà contare su una potenza di fuoco di oltre 500 miliardi di euro. Ieri, infine, è toccato all’Eurogruppo: il governo italiano è consapevole che per fronteggiare l’emergenza è necessario mettere in soffitta i vincoli europei.

Ma non tutti in Europa sembravano d’accordo nel sospendere il patto di stabilità. Come riporta La Stampa, prima della riunione dell’ Euro gruppo di ieri, era emerso lo scetticismo di alcuni governi – tedesco e olandese in primis – che ritenevano ancora prematura l’attivazione della clausola, messa sul tavolo dalla Commissione. Ieri, però, qualche spiraglio in questo senso è arrivato. I ministri dell’ Euro zona, riporta Europa Today, hanno dato il via libera alla proposta della Commissione Ue di non contabilizzare ai fini del deficit gli stabilizzatori automatici, i benefit a sostegno dei disoccupati, e tutte le misure temporanee in risposta all’epidemia di Covid-19. E hanno aperto alla possibilità di attivare la clausola di salvaguardia che sospende il Patto di stabilità e crescita. L’Eurogruppo, si legge in una nota, è determinato “a fare tutto il necessario per affrontare la sfida del Coronavirus, ristabilire la fiducia e sostenere la ripresa”.

A Bruxelles secondo il Giornale, si sono creati due schieramenti: l'Italia, praticamente da sola e con ben poca solidarietà, e l'asse Germania & co. Il piano dell'asse tedesco sembra chiaro: approfittare del coronavirus per incatenare il nostro Paese aumentando la pressione sui nostri conti pubblici, sempre più disordinati ora che Roma ha chiesto e ottenuto un aumento del deficit per far fronte alla crisi provocata dal Covid-19.

In una situazione del genere il debito pubblico italiano continua a salire verso l'alto. Cosa farà quando l'Europa quando l'aumento del citato debito e il calo del pil porteranno il rapporto tra le due grandezze oltre il 150%? Il rischio è che Bruxelles possa mettere l'Italia in un angolo costringendola a chiedere aiuto.

Nel caso in cui il nostro Paese dovesse chiedere soccorso non è chiaro cosa potrebbe succedere. La riforma del Mes è stata accantonata ma resta da capire se i vincoli stringenti del Fondo salva-Stati potranno comunque attivarsi.

Certo è che l'Ue non sembra interessarsi più di tanto della situazione italiana. E tutta questa indifferenza ha danneggiato la Borsa, le cui quotazioni sono precipitate oltre ogni limite. A quel punto scatterebbe un altro problema. Dall'Eni a Unicredit, fa notare sempre Libero, la “gioielleria” italiana potrebbe finire nelle mani straniere a un prezzo poco più che irrisorio

L'Italia è sempre più nell'occhio del ciclone, vessata in parte dalle preoccupazioni sanitarie, tra contagi e decessi che non ne vogliono sapere di fermarsi, e in parte da motivazioni di natura economica.

Il Covid-19, infatti, oltre a essere una piaga per la salute dei cittadini danneggia anche il sistema economico degli Stati, i quali sono chiamati a prendere opportune contromisure per evitare la debacle. Il problema è che, nel caso dell'Italia, niente può essere fatto senza chiedere il permesso all'Ue.

E proprio la posizione di Bruxelles, come fa notare il quotidiano Libero, è ambigua quanto preoccupante. Nei giorni scorsi Christine Lagarde, volutamente o per errore, aveva detto chiaramente che la Bce “non è qui per chiudere lo spread”. Tradotto: l'Italia si arrangi. Dopo le dichiarazioni del presidente della Banca centrale europea, Piazza Affari ha polverizzato il 15% e lo spread ha galoppato fino a sfiorare i 280 punti.

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