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Sabato, 04 Aprile 2020

Salvini alla stampa estera: 'Se fossimo rimasti al governo con M5S blocco totale'

"Noi come Lega siamo presenti in quattro continenti, abbiamo più di 5000 iscritti e un sito web ad hoc. Ci stiamo radicando con una presenza strutturata. Compatibilmente alla campagna elettorale nelle regionali, penso a una prossima visita negli Stati Uniti".

Matteo Salvini introduce così la sua conferenza stampa presso la Stampa Estera, sottolineando che si tratta del primo incontro con i giornalisti "dopo che sono stato ufficialmente mandato a processo" per la vicenda Gregoretti, ieri in Senato. Dice: "Seguirò con attenzione quanto accadrà, senza alcun timore o preoccupazione".

Accanto a lui il numero due della Lega e neo responsabile degli Esteri Giancarlo Giorgetti: "E' questione di tempo, ma prima o poi toccherà alla Lega, a Salvini, tornare a governare. Qui c'è il segretario di un partito che è stato più volte al governo, che governa le regioni più moderne d'Italia, assolutamente in grado di rappresentare il popolo italiano senza vergogna, ad ogni livello, anche con l'estero. I sondaggi continuano a dire che siamo al 30%, prima o poi toccherà a noi assicurare il governo, quindi abbiamo il dovere di dire chi siamo al di là di una coperture mediatica non sempre benevola"

"Questi sei mesi ci stanno confermando che se fossimo ancora al governo con i grillini saremmo allo stallo e al blocco più totale: tutto conferma la validità di quella scelta di agosto di lasciare il governo", ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, nell'incontro con la stampa estera. "Spero che non facciano troppi danni", aggiunge.

"Ormai a criticare l'Europa non siamo più solo noi euroscettici, ma anche popolari e socialisti. Non siamo noi ad aver fatto inversione ad U. I minibot? Erano uno strumento per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione. La nostra priorità non è uscire da qualcosa ma la crescita economica". "Tutti i nostri sforzi sono per il rilancio dell'economia italiana", ha aggiunto.

"Mi chiamo Giorgetti, non Gregoretti". Siparietto alla stampa estera, durante la conferenza stampa di Matteo Salvini e del numero due della Lega, Giancarlo Giorgetti. Durante il suo intervento un giornalista giapponese, più volte, si rivolge al responsabile esteri della Lega, sbagliando il nome. Giorgetti corregge: "Quello è il nome della nave dei migranti", ricorda. Il giornalista poi chiede della bassa natalità italiana: "Bisogna essere allegri per fare figli, per fare l'amore, gli italiani sono tristi". A quel punto interviene Salvini: "Io sono allegro, quindi risponde Giorgetti che è triste".

Il segretario leghista ribadisce che "l'articolo 52 della Costituzione, sul quale ho giurato da ministro, prevede che la difesa della patria è un dovere per ogni cittadino, quindi non penso che quanto ho fatto a maggior ragione da ministro comporterà alcuna condanna". Poi: "Non sono ancora sotto processo, il voto di ieri al Senato rimanda a Catania il fascicolo su cui indagare". Osserva ancora: "Non sono felice, perché non voglio passare il mio tempo a studiare i processi". 

E sulle elezioni, prevede che si tornerà a votare entro l'anno. Ci stiamo radicando nel mondo, prossima visita in Usa Come Lega "Siamo presenti in 4 continenti con più di 5mila iscritti. Ci stiamo radicando anche in ottica delle prossime elezioni politiche in qualunque momento accadano per avere una rappresentanza della Lega nel mondo che sia puntuale. Abbiamo in programma una prossima visita negli Stati Uniti". Così Matteo Salvini all'Associazione della Stampa estera.  Autostrade: sarei pronto a votare la revoca, basta rinvii "Se io fossi il governo e i miei ministri mi portassero la revoca la firmerei in dieci secondi.  L'unica cosa che non possono fare è rinviare. 

L'importante è che facciano qualcosa. Se portano la revoca in Aula la voterei. Sinora avevano l'alibi di Salvini, ma ora non ci sono più, io sarei per revoca di fronte a 43 famiglie distrutte", dice Salvini parlando di Autostrade per l'Italia dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi.  Savoini perbene sino a prova contraria  "Savoini lo conosco come una persona perbene e lo riterrò tale sino a prova contraria: qua da mesi si sta parlando di incontri, intercettazione senza che si sia arrivati ad alcunché. Per me è una persona perbene", afferma il leader della Lega.  Non siamo destra radicale, FdI non è nostro competitor "Non essendo noi la destra radicale non abbiamo competitor. Non ambisco a rappresentare la destra radicale, siamo un partito del 30 per cento. Più crescono gli altri componenti del centrodestra meglio è. Serve crescere tutti, non solo Meloni, anche Berlusconi e Toti, altrimenti non si arriva al 50 per cento", dice poi Salvini. 

Questi sono i temi toccati dai Giornalisti stranieri e le risposte in sintesi del ex ministro del interno: 

Europa. "Ormai a criticare l'Europa non siamo più solo noi euroscettici, ma anche popolari e socialisti. Non siamo noi ad aver fatto inversione ad U. I minibot? Erano uno strumento per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione. La nostra priorità non è uscire da qualcosa, ma la crescita economica. Tutti i nostri sforzi sono per il rilancio dell'economia italiana".

Ppe. "Io auspico un grande gruppo che abbia una visione più moderna e aggiornata dell'Europa di 140 e 150 parlamentari europei alternativo ai gruppi popolari e socialisti, ma non abbiamo fretta, anzi siamo aumentati di una unità", ha commentato l'ipotesi di un avvicinamento del suo gruppo a quello dei conservatori.

Cinquestelle. "Quando parti come partito della Rivoluzione anti casta e poi ti chiudi nel palazzo e diventi casta... E poi ti allei con il partito simbolo dei poteri forti gli elettori ti ringraziano e ti salutano".

Russia. "Continuo a pensare che la Russia debba essere un partner che non va lasciato nelle braccia della Cina: credo che la politica delle sanzioni sia demenziale. Lo dico da 4 anni e non ho cambiato idea"

Brexit. "Sulla Brexit sarà la storia a dire se hanno fatto bene o no. Certamente con la Lega al governo non si esce dall'Euro o dall'Unione"

Germania. "Il famoso fronte franco-tedesco dovrebbe essere allargato e avere migliori rapporti con la Germania per me è un obiettivo non solo economico ma anche geopolitico, penso alla Libia. Là parte dei problemi viene dalle mire della Francia che ha interessi contrapposti con l'Italia e il resto dell'Europa. Migliori rapporti con la Germania quindi per arginare la potenza della Francia".

Autostrade.  "Revoca autostrade non è una decisione politica, bisogna aspettare le inchieste e verificare le eventuali responsabilità", ha invece spiegato Giorgetti.

 

Il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso della conferenza nella sede della stampa estera, ha affermato: "In Libia il governo italiano paga l'ennesima 'non scelta'. Quando incontri Serraj dici che stai con Serraj, quando incontri Haftar dici che stai con Haftar: così perdi ogni credibilità. Tutti i paesi hanno scelto, questo governo sta un po' di qua e un po' di là. Ce un governo legittimamente riconosciuto? Io parlavo con i membri di quel governo. Purtroppo quando perdi credibilità ci vuole più tempo per recuperare. In Libia non siamo più interlocutori affidabili né per gli uni né per gli altri".

 

 

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