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Domenica, 20 Ottobre 2019

Berlusconi asfalta il Conte bis

Il leader di Forza Italia, in occasione della trasferta europea, parla dell'integrità della coalizione di centrodestra e delle sfide che lo attendono nel prossimo futuro: "Abbiamo la consapevolezza che nel centrodestra dobbiamo svolgere un ruolo importante; noi siamo il cervello, il cuore e la spina dorsale del centrodestra e il centrodestra unito è l'unica alternativa alla sinistra. Noi l'opposizione la faremo come l'abbiamo sempre fatta, sui contenuti e in Parlamento: giudicheremo ogni provvedimento da quello che contiene. Se riterremo che c'è qualcosa di positivo per l'Italia e per gli italiani voteremo a favore. Se, invece, il governo metterà le mani eccessivamente nelle tasche degli italiani, se andrà a limitare i diritti di libertà dei cittadini, può darsi che noi giudicheremo che si debba fare una manifestazione di piazza".  

E del tutto evidente che la spaccatura all'interno del Partito democratico avrà ripercussioni anche al Parlamento europeo, con i renziani che a questo punto si domanderanno da che parte stare. Fu il loro leader, quando era a capo del Pd, a benedire il passaggio del partito all'interno della famiglia del Partito socialista europeo, ereditando l'appartenenza tradizionale dell'ala sinistra dei dem. Ma ora le cose sono cambiate: Renzi, che di certo non è mai stato ideologicamente legato ai socialisti, strizza l'occhio al centro. E i renziani aspettano le indicazioni del capo politico dopo l'annuncio della cosiddetta scissione. Che evidentemente deflagrerà anche nel Parlamento europeo e con conseguenze non da sottovalutare per capire come si orienterà cla nostra politica.  

Renzi spiega la scissione:  "Noi vogliamo riportare le persone ad appassionarsi, a impegnarsi nella politica. Dopo sette anni di impegno diretto in prima fila, non c'è stato un giorno in cui io non sia stato bersagliato dal fuoco amico. I litigi e le divisioni hanno avuto la meglio sulle idee".

Per il senatore, Italia viva nasce per presidiare "uno spazio politico grande come una prateria". Renzi, durante il programma, ha detto che non sa se può definire il suo nuovo progetto "con le tradizionali categorie della politica" e ha specificato: "Se vogliamo, possiamo definirlo riformatore o riformista, oppure di sinistra o di centro sinistra o moderato. Ma tutte queste, sono parole che lasciano il tempo che trovano se non sono inserite in una riflessione politica, in primo luogo su cosa sia la sinistra. Per me, la sinistra non è quella che attacca i ricchi ma che prova ad attaccare la povertà. Il mio governo, per esempio, ha portato il fondo per combattere la povertà da 20 milioni a 2,7 miliardi di euro. Questa è una misura di sinistra".

L'ex segretario dem ha poi fatto un riferimento chiaro e diretto agli ex colleghi di partito e ha dichiarato: "A fronte di tutto questo, come due persone che le hanno tentate tutte per cercare di restare insieme, mi sono detto: 'Per quale motivo io devo continuare a essere un intruso nella storia della Ditta che nei prossimi mesi si riprenderà D'Alema, Bersani e Speranza. Invece faranno senza di noi'".

Per certi versi, la decisione di Renzi non è molto diversa da quella di Macron, che a suo tempo decise di scindersi dai socialisti formando il suo partito con cui poi ha vinto le presidenziali. Certo, le condizioni sono diverse e Macron non era leader del partito socialista francese. E il Pd non ha subito ancora quel crollo che ha avuto invece il centrosinistra francese. Ma il filo rosso è abbastanza netto così come è chiaro che Renzi, tra i socialisti europei e i centristi-progressisti di Macron, non abbia grandi dubbi. La dimostrazione è arrivata anche da prima delle elezioni europee, con quell'endorsement di Renzi per il movimento del presidente francese e per la nascita di un cosiddetto fronte anti-sovranista. Il tutto sull'asse Firenze-Parigi con la benedizione del francese Gozi.  

Intanto, il Cavaliere commenta nel quotidiano il Giornale così la scissione di Matteo Renzi dal Partito Democratico: "A Renzi auguro di avere successo e di raggiungere i risultati che si è proposto. Staremo a vedere…". Poi, (r)assicura: nessun parlamentare azzurro – dice – seguirà l'ex dem in Italia Viva, e neppure Matteo Salvini nella Lega. Queste le parole del capo politico di FI a tal proposito: "Vedo che i giornali qualche volta dicono che c'è questa possibilità, da quello che mi risulta non esiste. Non credo che ci siano nostri parlamentari che pensino di avere maggiori possibilità di essere rieletti andando in un altro partito dove comunque verrebbero accolti come transfughi". "Mi fa ridere quando sento dire che noi siamo sottoposti alla Lega: noi siamo alleati con la Lega, ma con la schiena dritta", aggiunge ancora il Cav.

Berlusconi annuncia anche che Forza Italia sosterrà in Europa il commissario Paolo Gentolini: "Noi lo sosterremo perché Gentiloni sarà lì sia come presidente di una importante commissione e sarà il guardiano degli interessi dell'Italia".

"C'è bisogno di cambiare la nostra politica nei confronti della Federazione Russa che abbiamo colpito con delle sanzioni secondo me assolutamente indebite", ha dichiarato Berlusconi in merito alla questione russa, sempre attuale nell'agenda europea. E ha così continuato: "Spero di fare cambiare atteggiamento e di riunificare l'Occidente che ha bisogno di essere unito e quindi forte anche dal punto di vista degli armamenti nucleari per poter constatare una possibile, ipotizzabile, qualcuno dice probabile, sfida cinese all'Occidente".

Silvio Berlusconi, infine, si è così espresso sul sovranismo: "Il sovranismo, secondo me, non ha alcuna ragione d'essere. L'Europa ci sta regalando, ci ha regalato, 70 anni di pace, di confini aperti, di benessere". E a seguire: "Di questa cosa, sia Salvini che Orban, secondo me, è un mio giudizio, si sono accorti e quindi io ho un discorso aperto con Salvini, un discorso aperto con Orban, per fare capire a tutti che il sovranismo è una stupidaggine".

Il rischi per il centrosinistra sono altissimi. Lo sono per i socialisti, perché in caso di spostamento di renziani e Carlo Calenda con Renew Europe, perderebbero eurodeputati. Lo sono per il Pd, che del Pse rappresenta ancora una fetta importante. Renzi ha da tempo parlato di allargamento della famiglia socialista. è quello, del resto, che ha anche detto Nicola Zingaretti, quando parlava di una sinistra europea che guardasse da Macron a Alexis Tsipras come se vi fossero ancora differenze. Ora però il Pd trema e trema anche il governo Conte, tanto è vero che il premier ha già mostrato una certa "insofferenza". Ora dovrà discutere direttamente con Renzi quale leader di un movimento. Ma questi cambi di corsa con una fragile alleanza italiana e che hanno ripercussioni a Strasburgo mettono in pericolo la stabilità dei giallorossi. Mentre Macron, che domani sbarca in Italia, potrebbe avere un nuovo grande alleato.

 

 

 

 

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