Conte scioglie la riserva: PD-M5S-LEU, piu sinistra di così...

La lista dei ministri letta dal presidente del Consiglio Conte: Interno, Luciana Lamorgese; Economia e Finanze, Roberto Gualtieri; Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio; Lavoro e Politiche Sociali, Nunzia Catalfo; Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli; Difesa, Lorenzo Guerini; Rapporti con il Parlamento, Federico D'Inca'; Innovazione, Paola Pisano; Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone; Affari regionali, Francesco Boccia; Sud: Giuseppe Provenzano; Pari Opportunità e Famiglia, Elena Bonetti, ex capo dei comitati civici di Matteo Renzi; Affari europei, Enzo Amendola; Giustizia, Alfonso Bonafede; Ambiente, Sergio Costa; Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli; Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova; Istruzione, Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti; Beni e Attività Culturali e Turismo, Dario Franceschini; Salute, Roberto Speranza; Sport e alle Politiche Giovanili, Vincenzo Spadafora. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro

Niente di irregolare, per carità. Ma il Conte Bis, con i grillini impegnati a cambiare il verde con il rosso, piace agli italiani? Secondo il sondaggio condotto dall'istituto Noto, no. La maggioranza degli elettori boccia l'inciucio ancor prima del giuramento dei ministri nelle mani di Mattarella.

I dati parlano chiaro. La Noto sondaggi ha chiesto di dare un giudizio al governo M5S/Pd guidato dall'avvocato del popolo. Per il 44% degli intervistati il responso è negativo, con solo il 32% che lo valuta positivamente e un 24% di elettori senza opinione. Diverso, ovviamente, il sentire all'interno dei partiti che si apprestano a formare la nuova maggioranza: se tra gli elettori Pd il 75% si dice favorevole all'inciucio, nel M5S i giudizi positivi sono al 61% ….

Interessanti sono anche i dati che riguardano in generale la crisi di governo. Per il 62% degli elettori il comportamento dei leader è stato "irresponsabile" e il 58% ritiene che Salvini abbia fatto "male" a rompere il contratto con i grillini. Singolare, invece il risultato dato dagli intervistati a due domande tutto sommato simili, ma non identiche. Per la maggioranza degli elettori (il 46% contro il 41%), per l'Italia sarebbe più utile la formazione di un nuovo governo. Quale? Non il Conte bis, visto che la maggioranza lo valuta negativamente. Ma neppure uno istituzionale. Se il premier incaricato non dovesse riuscire a formare l'esecutivo, infatti, per il 55% sarebbe preferibile andare alle elezioni anticipate.

Per quanto riguarda i partiti, ecco le intenzioni di voto. I nuovi alleati Pd-M5S non hanno l'appoggio della maggioranza degli elettori. Se si votasse oggi, infatti, il Pd raggiungerebbe il 23% e i grillini il 20%. I totale fa 43%. Il centrodestra invece tocca quota 48,5%, con la lega Lega al 35%, Fdi al 7% e Forza Italia al 6,5%. Per batterli M5S e Pd dovrebbero formare un'armata Brancaleone con il 2% di +Europa, il 2% de La Sinistra, l'1% di Potere al Popolo e l'1,5% dei Verdi (totale 49,5%).

Vediamo i retroscena che hanno portato il nuovo Governo tris di Giuseppe Conte. Il Pd ha già fatto sapere di voler mettere mano al tema dell'immigrazione, nel programma c'è scritto nero su bianco che c'è bisogno di una nuova legge sull'immigrazione, che smetta di affrontare il tema in maniera emergenziale e lo affronti in maniera organica. Così Graziano Delrio capogruppo dem alla Camera al termine del vertice a Palazzo Chigi durato due ore e che ha ultimato la stesura del programma del governo M5s-Pd. Serve, ha spiegato, "una regolarizzazione dei flussi, con i flussi controllati. La lotta all'immigrazione clandestina è centrale ma lo è anche fare politiche attive e programmate".

Il dem poi ha aggiunto: "È stato un ottimo incontro con un programma serio e condiviso, avevano detto che sarebbe stato un lavoro lungo, sarà una agenda nuova di cui il paese ha bisogno per uscire fuori da una crisi importante. Lavoro e persone saranno al centro dell'agenda per dare risposte puntuali in una filosofia condivisa".

Per Liberi e uguali, presente al tavolo con Pd e M5s, il programma del prossimo governo "è un buon inizio per un esecutivo che possa cambiare molto nel nostro Paese, un tavolo programmatico, la sintesi spetta al presidente Conte".

Sul tema dell'immigrazione, anche Bersani aveva detto la sua qualche giorno fa: "Sui migranti il tema è difficilissimo ma la svolta necessaria è molto semplice: noi siamo impegnati grazie al "salvinismo" a guardare qualche migliaio di migranti che ci arrivano dalle barche, di cui solo l'otto per cento sono su barche delle ong. Abbiamo invece 600mila in aumento, anonimi e clandestini che girano per le nostre città. Vogliamo occuparci di questo? Serve organizzare l'accoglienza e io dico, da sempre, andare a discutere dello ius soli. Un paese che nel futuro non è in grado di accettare che uno nato qui, che va a scuola con i nostri figli, che è figlio di gente che lavora e paga le tasse, non è un italiano, vuole dire e l'Italia non ha un domani".

La replica del Movimento 5 Stelle non si è fatta attendere. "Non è al tavolo del dibattito in questo momento". Così il deputato del Movimento 5 Stelle e sottosegretario uscente agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, ha commentato l'annuncio del presidente dei deputati Pd Graziano Delrio. Quanto ai decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini, Di Stefano, interpellato da Affaritaliani.it, ha risposto: "Abbiamo già detto nel programma che verranno integrate le parti che Mattarella ha ritenuto non costituzionali".

"Abbiamo fatto un ottimo incontro. Abbiamo messo a punto un programma molto serio e condiviso". Lo dice il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al termine del tavolo sul programma a palazzo Chigi durato quasi tre ore, spiegando che "al centro del programma ci sono il lavoro e le famiglie. "Nel programma c'è scritto che serve una nuova legge sulla immigrazione, che superi la logica emergenziale e affronti il problema in modo organico", afferma Delrio.

"Leggevo che Di Maio potrebbe fare il ministro degli Esteri. Ma come si fa? Come si fa a passare da un ministero con 150 crisi aziendali aperte agli Esteri? Nel giro di un mese". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ad Agorà.  "Orgoglioso di aver perso 7 ministeri adesso, per preparare un governo serio e forte che duri 10 anni poi", ha aggiunto Salvini.

"Leggevo che Di Maio potrebbe fare il ministro degli Esteri. Ma come si fa? Come si fa a passare da un ministero con 150 crisi aziendali aperte agli Esteri? Nel giro di un mese". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ad Agorà.  "Orgoglioso di aver perso 7 ministeri adesso, per preparare un governo serio e forte che duri 10 anni poi", ha aggiunto Salvini.

Cgil, Cisl e Uil chiedono che il nuovo governo avvii da subito un confronto costruttivo con le parti sociali e, con una forte svolta rispetto al passato, dia risposte alle proposte contenute nella piattaforma unitaria, definita "la stella polare", che partono da lavoro, fisco e previdenza, in vista della prossima legge di Bilancio e non solo. Questo quanto sostenuto dai segretari generali della Cgil Maurizio Landini, della Cisl Annamaria Furlan e della Uil Carmelo Barbagallo nel corso della segreteria unitaria convocata dopo la pausa estiva.

Il primo nodo da sciogliere resta quello del sottosegretario alla presidenza al Consiglio. Conte è determinato ad indicare un uomo di sua stretta fiducia (Roberto Chieppa, tra i profili in pole) ma sarebbe in corso un braccio di ferro con il M5S, che vorrebbe un "suo" uomo a Palazzo Chigi: in pole ci sarebbe Riccardo Fraccaro, seguito a poca distanza da Spadafora. Al Mef, invece, salgono le quotazioni dell'unico politico Dem rimasto in lizza, l'eurodeputato Roberto Gualtieri, presidente della commissione Bilancio a Strasburgo.

Tra i tecnici in ambienti Dem vengono citati Giuseppe Pisauro e Salvatore Rossi. Un tecnico sarebbe diretto al Viminale (Luciana Lamorgese o Franco Gabrielli) mentre il "destino" dei due capi delegazione ha dei contorni più definiti: per Di Maio si prospetta il ministero degli Esteri mentre Dario Franceschini dovrebbe andare alla Difesa o alla Cultura. I ministeri in bilico sono però diversi. Il Mise, innanzitutto, dove i Dem puntano su Paola De Micheli mentre tra il M5S si fa il nome di Laura Castelli e Stefano Patuanelli, inizialmente in pole per le Infrastrutture. Se il Mise andasse al M5S il Mit sarebbe di colore Dem e sarebbe guidato da De Micheli.

Ballottaggio anche all'Istruzione, tra Gianni Cuperlo (Pd) e Nicola Morra (M5S). In sospeso anche l'Ambiente, tra Sergio Costa (che sarebbe tra i confermati) e Rossella Muroni, in quota Leu. Conteso ancora sembra essere il ministero del Lavoro: in pole, nel Pd, il nome di Giuseppe Provenzano. Alla Giustizia Alfonso Bonafede va verso la conferma. Tra i possibili outsider dell'ultimo minuto si citano la sindacalista Cgil Serena Sorrentino e l'imprenditrice (nel settore dei sacchetti biodegradabili) Catia Bastioli. E si tratta anche all'interno dei partiti. Ai renziani sarebbero stati proposti tre ministeri per Anna Ascani, Lorenzo Guerini e Teresa Bellanova ma Matteo Renzi starebbe insistendo su Ettore Rosato. E nel M5S cresce il pressing degli ortodossi: difficile che non guadagnino un ministero, magari rinfoltendo la compagine femminile dell'esecutivo giallo-rosso.

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