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Domenica, 17 Febbraio 2019

Italia e Francia allo scontro

«Il nostro rapporto di amicizia con il popolo francese non è in discussione dice Di Maio in una intervista a Messaggero. Il Presidente Macron si è più volte scagliato contro il governo italiano per motivi politici in vista delle europee, e sui gillet gialli non mi pento".

Lo scontro fra il governo italiano  ed Emmanuel Macron ha raggiunto, ieri, un altro picco. Il richiamo dell’ambasciatore a Roma è stato uno dei segnali più chiari delle crescenti tensioni fra Italia e Francia. Da Parigi non sembra ci siano segnali di distensione. E anche se a Roma qualcuno cerca spiragli, sia in seno alla maggioranza che in sede diplomatica, ora molti attendono che l’Eliseo possa fare una nuova mossa per colpire l’Italia.

Parliamo di una nuova mossa, perché se è vero che il governo italiano ha aumentato il livello dello scontro ed è chiaro che ci siano delle responsabilità anche di una parte del governo, è anche vero che la Francia non ha mai cessato di colpire costantemente gli interessi italiani. Lo ha fatto sul fronte dei migranti, sul rispetto dei confini nazionali, sulla Libia, sui cantieri di Saint-Nazaire andando a danneggiare Fincantieri, e lo ha fatto anche in sede europea, sia per quanto riguarda la battaglia sul deficit sia blindando l’asse franco-tedesco con il Trattato di Aquisgrana.

La vendetta di Emmanuel Macron si consuma il giorno dopo lo strappo diplomatico.Con un dietrofront improvviso e inaspettato, il numero uno dell'Eliseo ha infatti fatto sapere di aver cambiato idea sugli immigrati che si trovavano a bordo della Sea Watch 3. Non li ospiterà in Francia. "Sono immigrati economici", hanno fatto sapere da Parigi rompendo così l'accordo preso a livello europeo per convincere il ministro dell'Interno Matteo Salvini a far attraccare in Sicilia la nave della Ong tedesca.  
Ora lo scontro tra il nostro Paese e Parigi sfiora anche il futuro di Alitalia. Secondo alcune fonti autorevoli citate dal Sole 24 Ore, la compagnia francese avrebbe deciso di ritirarsi dal piano di salvataggio di Alitalia per "motivi politico-istituzionali". La mossa potrebbe a questo punto mettere a rischio la ricerca di un partner alternativo ad Air France-Klm per affiancarsi a Ferrovie dello Stato. Alitalia in questo momento prosegue sulla sua strada attingendo alla cassa del prestito ponte di circa 900 milioni di euro. "Si dissolvono come neve al sole i piani di Di Maio su Alitalia e si avvicina sempre più la nazionalizzazione.

Dopo il botta e risposta tra Parigi e Roma sul caso dell'incontro di Di Maio con i leader dei gilet gialli, adesso la battaglia si sposta sul terreno economico. Già questa mattina il portavoce del governo francese ha puntato il dito contro Di Maio e Salvini affermando che le loro battute di certo "non hanno evitato la recessione".  

E le offese Francesi verso l Italia continuano un "siluro" dalla Francia sull'Italia: "Cacciare la lebbra nazionalista"venti di recessione che soffiano sull'Italia diventano un'arma nelle mani di Macron. E il suo portavoce non perde tempo e mette nel mirino l'Italia attaccando proprio l'esecutivo che deve fare i conti con una frenata della crescita: "Le battute di Luigi Di maio e Matteo Salvini sulla Francia non hanno evitato all’Italia di entrare in recessione", ha affermato Benjamin Griveaux. Poi l'affondo proprio su Di Maio che ha incontrato i gilet gialli: "Cortesia istituzionale vuole che si avverta il governo locale, quando si va in un paese vicino", ha detto.

Quanto a eventuale responsabilità di Parigi, Griveaux ha aggiunto che "dal presidente francese, Emmanuel Macron, non e mai arrivato un attacco frontale". Poi, sempre il portavoce del governo francese torna sul richiamo dell'ambasciatore a Roma e afferma: "Questa situazione di certo non è permanente ma era importante dare un segnale...". Infine il portavoce sferra l'attacco finale al nostro governo affermando che la Francia combatte "la lebbra nazionalista": "Se si vuol fare indietreggiare la lebbra nazionalista, se si vuole fare indietreggiare i populisti, se si vuol fare indietreggiare la sfida all'Europa, il modo migliore è di comportarsi bene con i propri partner". Lo scontro adesso è aperto. E gli esiti sono imprevedibili...

Griveaux ha preso atto della «disponibilità» al dialogo mostrata da Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ma ha voluto sottolineare che «c’è un capo del governo in Italia, ed è il signor Conte», che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha «incontrato diverse volte». Il richiamo dell’ambasciatore, ha spiegato poi Griveaux nel corso di una intervista a Europe 1, «non è permanente».

E sul fronte degli investimenti, Macron ha una serie di frecce pronte a essere scoccate dal suo arco. Ha già dimostrato di saperlo fare. Il caso più eclatante è quello dell’affare Fincantieri-Stx per i cantieri di Saint-Nazaire. Inutile negarlo: la mossa francese di adire la Commissione europea per presunta lesione della concorrenza è stato uno sgarbo eminentemente politico .Basti pensare che la possibile acquisizione dei cantieri atlantici non supera la soglia di fatturato minima per destare il sospetto dell’Antitrust europeo. Un mossa che non si può non definire subdola, ma che dimostra la possibilità di Parigi di bloccare un affare estremamente importante per la cantieristica italiana.

Altro settore a rischio, quello della telefonia. Come spiegato da Repubblica,  in particolare preoccupa la “controffensiva sferrata dal socio francese Vivendi per il controllo di Tim, che vedrà il momento clou nell’assemblea convocata per il 29 marzo. Vincent Bolloré, patron di Vivendi, che con il 23,9% è il primo azionista del gruppo italiano, pensa che cedere la rete Tim sia sbagliato. Il governo gialloverde, invece, la vorrebbe fuori dalla società telefonica”. Anche in questo caso, in un settore strategico ed estremamente delicato come quello delle reti telefoniche, la Francia ha un cavallo di Troia per colpire gli interessi italiani in caso di guerra diplomatica.

Ma Matteo Salvini scrive al Ministro Francese : "Caro Collega, i nostri Paesi da sempre condividono solidi rapporti bilaterali, con particolare riferimento ai campi della sicurezza, del terrorismo e dell'immigrazione - scrive Salvini a Castaner -. Rapporti che, nel confermare una concreta volontà di collaborazione, possono e devono essere ulteriormente sviluppati nell'interesse strategico reciproco. In questo quadro, sarei particolarmente lieto di invitarLa a Roma, per un confronto ed un proficuo scambio sui dossier aperti. Le anticipo, tra i vari temi, che confermo un vivo interesse per la collaborazione da Voi offerta a proposito dei rimpatri dei migranti economici. In attesa di incontrarLa personalmente in una data che i nostri Uffici potranno concordare, voglia gradire i sensi della mia stima, unitamente ai saluti più cordiali".Tra i punti sul tavolo, c'è quello legato al terrorismo. E il ministro dell'Interno ha affermato che chiederà al ministro che vengano rimandati in Italia i 15 terroristi che oggi sono in Francia.

Intanto il tempismo della decisione sorprende. Solo ieri, infatti, la Francia aveva richiamato l'ambasciatore a Roma, Christian Masset, "per consultazioni" dopo che "per vari mesi la Francia è stata soggetta ad attacchi infondati e senza precedenza, dichiarazioni oltraggiose" dei leader italiani. Una mossa senza precedenti che arriva al culmine di una tensione diplomatica sull'asse Roma-Parigi. E, nonostante Salvini si sia detto disposto a incontrare Macron per provare a "voltare pagina", oggi da Parigi è arrivato l'ennesimo sgambetto che, di fatto, obbliga il Viminale a dover gestire anche gli immigrati di cui i francesi avevano promesso di farsi carico.

Una ritorsione, insomma, che suona ancor più amara se si leggono le promesse dei francesi ad aiutare il nostro governo a chiedere rimpatri più efficaci in alcuni Paesi africani, a partire dal Senegal. Al Viminale non resta che prendere atto di questa ritorsione: "Anche i francesi non vogliono clandestini. Ora - fanno sapere - ci si aspetta che Parigi dimostri con i fatti la sua buona volontà, collaborando per rimpatriare al più presto decine di senegalesi irregolari che si trovano in territorio italiano". Ma, da qui alle elezioni europee del prossimo maggio, non ci si può aspettare più niente di più da Macron, se non altri colpi bassi.

Dei 47 migranti della Sea Watch in Italia ne resteranno uno o due". Dopo oltre dieici giorni di un estenuante braccio di ferro con l'Unione europea, Salvini era riuscito a portare a casa un importate risultato facendo sì che il peso dello sbarco non gravasse soltanto sull'Italia. Alla fine l'accoglienza degli stranieri avrebbe dovuto essere ripartita tra otto Paesi: Germania, Lussemburgo, Francia, Romania, Spagna, Portogallo, Lituania e Malta. 

Ad ogni Paese sarebbe, appunto, toccato un certo numero di immigrati. All'Italia ne sarebbero dovuti rimanere, appunto, soltanto un paio. E non più tutti come accadeva quando al governo c'era il Partito democratico. Ora, però, si viene a sapere che questo accordo è carta straccia. Non per tutti. Lo è per i francesi che, secondo quanto fanno sapere dal Viminale, hanno "cambiato idea" decidendo che non accoglieranno più i migranti della Sea Watch3. Parigi ha, infatti, fatto sapere al ministero dell'Interno italiano che "prenderà solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici".

Dopo gli sconfinamenti dei gendarmi transalpini nel nostro territorio nazionale, dopo gli insulti del presidente Macron, che ha bollato gli italiani definendoli “vomitevoli”, nel Pd c’è chi difende i francesi a spada tratta pur di andare contro il proprio Stato, dato che non siede più nella “stanza dei bottoni”. “Il nostro è un territorio che dal punto vista delle affinità culturali ed economiche ha radici comuni con la Francia. E sono radici profonde”, si giustifica Borgna. “Cuneo e Nizza sono gemellate da mezzo secolo. Il 14 luglio 2016 non c’era famiglia cuneese che non avesse conoscenti o parenti lungo la Promenade des Anglais. Il senso di appartenenza all’Unione europea va oltre le identità nazionale e locale”.

“Un gesto di amicizia con i cugini francesi”, aveva annunciato il primo cittadino di Cuneo, come riportato da “La Stampa”. “I valori più profondi dell’Unione europea e della convivenza pacifica tra Stati non possono essere strumentalizzati per fini elettorali

La leader di Fratelli d’Italia utilizza Twitter per esprimere tutto il suo sdegno nei confronti dell’atto da parte di Federico Borgna di esporre il vessillo francese accanto a quello di Italia ed Europa sul balcone del municipio. “A Cuneo il Sindaco Pd espone dal balcone del Comune la bandiera francese in “segno di amicizia” dopo la decisione della Francia di convocare l’ambasciatore francese a Roma. Quanto piace agli esponenti della sinistra comportarsi da servi”.

 

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