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Lunedì, 17 Giugno 2019

Putin avverte: «Il mondo sottovaluta il pericolo di una guerra nucleare"

Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare». Lo ha detto Vladimir Putin, sottolineando come lo «sfacelo» del sistema di deterrenza internazionale, acuito dalla decisione degli Usa di uscire dal trattato Inf, «aumenta l'incertezza». «Le armi della Russia - ha aggiunto - servono a mantenere la parità strategica e se arriveranno i missili in Europa poi l'Occidente non squittisca se noi reagiremo. Ma io confido che l'umanità avrà abbastanza buon senso per evitare il peggio».

Putin ha poi puntato il dito contro le ipotesi di «abbassare» la soglia di tolleranza riguardo alle armi nucleari, cioè introdurre armi atomiche «per uso tattico», sostenendo che questo potrebbe portare a una «catastrofe globale». Inoltre esistono i missili balistici senza testate nucleari e noi dunque «non possiamo sapere», se viene lanciato un missile balistico, se è armato con testata nucleare o meno, e questo ha un impatto sui «nostri sistemi di difesa» programmati per rispondere «ad un attacco fatale». Putin, parlando dei rapporti col Giappone, ha infine stigmatizzato una volta di più lo scudo missilistico Usa. «Per noi questi sistemi non sono solo difensivi perché sono in realtà sincronizzati con l'apparato offensivo, e lo capiamo benissimo».

La Russia non vuole dominare il mondo ma ha bisogno di una «svolta», di un «balzo in avanti per entrare in questo secolo» e agganciare le innovazioni tecnologiche. «Se questo non avviene non avremo futuro» ha detto Putin che, al quarto mandato a capo del Cremlino, punta a far diventare il Paese la quinta potenza economica, dalla 12 esima posizione in cui si trova ora secondo la Banca mondiale: «Abbiamo le forze per farcela». Putin ha poi dichiarato che vuole che la Russia diventi parte del club delle cinque potenze economiche mondiali. Secondo il presidente russo, la Federazione ha "le forze necessarie". "Dobbiamo entrare in una nuova 'lega' a livello economico", ha detto ai 1702 giornalisti riuniti per la sua conferenza stampa annuale, "abbiamo le forze per arrivare al quinto posto in termini di dimensioni dell'economia, e penso che lo faremo". Auspicio confermato anche dai dati dell'economia russa: "Negli ultimi dieci mesi il Pil russo è cresciuto dell'1,7 per cento", ha affermato Putin.  

Gran parte della cosidetta «grande conferenza stampa» di fine anno è stata dedicata all’economia: il Pil, cresciuto dell’1,7% nei primi 10 mesi dell’anno; la produzione industriale, salita del 2,9% nonostante le sanzioni internazionali  l’aumento dell’Iva, per arginare le minori entrate dal comparto idrocarburi. Per recuperare popolarità, scesa dopo la riforma che aumenta gradualmente l’età pensionabile da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini, il presidente ha annunciato che nel 2018 l’assegno medio è aumentato di 6 euro, attestandosi a circa 183.

Secondo Putin, il rischio maggiore per l'Europa (e in particolare per la Russia) è quello dell'utilizzo di armi nucleari "a bassa potenza". Quest'idea, che da tempo si sta stabilizzando in alcune Difese occidentali, in particolare al Pentagono, secondo il Cremlino è indice di una pericolosa corsa verso la catastrofe atomica, che "potrebbe portare alla morte di tutta la civiltà e forse alla fine del pianeta".

Il presidente russo ha parlato anche della decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dalla Siria . "Per quanto riguarda la vittoria sullo Stato islamico, sono totalmente d'accordo con il presidente americano", ha proseguito Putin, "abbiamo inferto pesanti sconfitte all'Is (Isis, ndr) in Siria". Tuttavia, il capo del Cremlino ha anche detto che la Federazione Russa "non ha ancora visto alcun segno del ritiro delle truppe statunitensi, ma ammetto che è possibile". C'è anche una nota di sarcasmo nelle parole del presidente russo: "Per quanto riguarda il ritiro delle truppe americane, non so cosa esso sia", ha detto. "Gli Stati Uniti sono in Afghanistan da quanti anni? Diciassette e quasi ogni anno dicono che ritirano le loro truppe, ma per ora sono ancora lì".

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