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Giovedì, 13 Dicembre 2018

L'UE boccia la manovra italiana

La Commissione europea ha deciso di bocciare il bilancio programmatico del governo Conte perché fuori linea rispetto agli impegni italiani in un contesto di confederazione di stati sovrani nei quali ciascun paese è responsabile di mantenere finanze pubbliche in ordine per garantire la stabilità della moneta unica. La Finanziaria italiana per l’anno prossimo prevede un deficit pubblico del 2,4% del Pil, rispetto a un impegno precedente dello 0,8% del Pil, preso dinanzi alle istanze europee.  

"Il governo è convinto della validità dell'impianto della manovra: ci confronteremo con Juncker sabato sera e spero che confronteremo le nostre posizioni". Così il premier Conte commentando la bocciatura della manovra da parte di Bruxelles.

Da Roma il vice premier Matteo Salvini ha commentato: della bocciatura europea «avevamo, per così dire, sentore (…) . Risponderemo spiegando nel dettaglio la manovra, le riforme, gli investimenti». Ha poi aggiunto: «Mi sembrerebbe irrispettoso che arrivino sanzioni per una manovra di crescita» ad un paese che è tra i primi contribuenti dell’Unione. «Tra un anno ne parliamo, ma no ai pregiudizi. Noi nella manovra ci crediamo, e io non vado a sindacare sulle manovre degli altri Paesi».  

"E' arrivata la lettera di Bruxelles? Aspetto anche quella di Babbo Natale". Così il vice premier, Matteo Salvini risponde a chi gli annunciava l'arrivo della lettera di Bruxelles per l'apertura della procedura di infrazione. "Discuteremo educatamente come sempre abbiamo sempre fatto - ha aggiunto - Ci confronteremo. Vado avanti. Se qualcuno vuole convincermi che la Fornero sia giusta io non ne sono convinto".  

Bruxelles ci contesta qualche zero virgola di percentuale di crescita. Il problema del debito? È difficile intervenire sul debito se non c’è crescita. I mercati reagiscono non rispetto alla politica economica ma ad altre considerazioni”. Questo il commento di Stefano Patuanelli, capogruppo M5s al Senato, in diretta a Radio anch’io su Rai Radio1.

“A metà maggio lo spread era 312 e non c’era il governo. Io sono convinto che ci sia una speculazione in atto nel nostro paese”.

“All’Europa chiedo rispetto per il popolo italiano, visto che paghiamo ogni anno almeno 5 miliardi in più di quello che ci torna indietro. Diritto al lavoro, diritto alla salute e allo studio, meno tasse e più sicurezza: noi andiamo avanti! Vi voglio bene Amici”, è stato il primo tweet del ministro dell’Interno dopo la bocciatura della manovra.

 “Sempre convinti della nostra manovra e della solidità del nostro impianto economico”, è stato il commento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti dopo la bocciatura della Commissione Ue alla manovra. “Il debito di cui parla la Commissione sarebbe il debito del 2017, del precedente governo”, fa notare il premier.

“La Commissione europea deciderà quello che vorrà decidere: io penso che il premier Conte e il ministro Tria stiano facendo un ottimo lavoro nel tentativo di mediazione con la Ue ma non deve essere un muro di gomma. Veramente devo fare i complimenti al ministro Tria che sta combattendo come un leone”, ha affermato il vicepremier Di Maio.

“Penso che nei prossimi giorni la Commissione dovrà tener presente di cosa è l’Italia. Da Mastricht ad oggi l’Italia ha pagato 670 miliardi di euro di interessi sul debito. Siamo i più ligi alle regole di tutti. Lo continueremo a fare nonostante il nostro avanzo primario sia stato bruciato in interessi sul debito, siamo il Paese che ha l’avanzo primario più alto, abbiamo pagato il doppio degli interessi sul debito della Germania, siamo sempre stati in regola”.

“Però questo è il momento in cui dobbiamo aiutare la parte della nostra società che sta soffrendo di più: imprenditori, disoccupati, pensionati. Se non li aiutiamo, questo Paese non riuscirà mai ad abbassare il debito pubblico e a ripartire dopo la crisi”.

Confermando le numerose dichiarazioni delle ultime settimane, la Commissione europea ha bocciato la Finanziaria italiana per l’anno prossimo. Con l’occasione, ha pubblicato un allarmante rapporto sull’evoluzione del debito italiano, primo passo verso l’apertura di una clamorosa procedura per debito eccessivo, attraverso la quale le autorità europee potrebbero chiedere al paese riduzioni specifiche sia del debito sia del deficit, possibilmente entro tempi ridottissimi.

«Mi dispiace confermare la nostra valutazione secondo la quale la Finanziaria italiana è particolarmente a rischio di seria violazione della raccomandazione del Consiglio del 13 luglio scorso», ha detto a Bruxelles il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. Alla luce del rapporto sull’evoluzione del debito che suggerisce come il criterio del debito non sia rispettato, «concludiamo che una procedura per debito eccessivo è giustificata».  

Il rapporto sul debito, ex articolo 126/3 dei Trattati, sarà ora trasmesso ai governi che ne faranno una prima valutazione tecnica entro due settimane. Successivamente, incassata la loro valutazione, l’esecutivo comunitario potrà presentare al Consiglio una raccomandazione in vista dell’apertura di una procedura per debito eccessivo contro l’Italia.

Attraverso quest'ultima, Commissione e Consiglio potranno chiedere a Roma specifiche misure di risanamento dei conti pubblici secondo una tempistica precisa.
Il commissario Moscovici si è detto pronto a negoziare con il governo Conte «precise modalità» di applicazione della procedura: «La nostra porta rimane aperta al dialogo. Quanto più ci avviciniamo all’apertura della procedura, tanto più sarà essenziale per le autorità italiane avere un atteggiamento costruttivo». Ritenendo il bilancio «particolarmente a rischio di seria violazione» del Patto, Bruxelles potrebbe chiedere un aggiustamento di bilancio nel rapido giro di tre mesi dopo l’apertura della procedura.  

"La nostra analisi di oggi - rapporto 126.3 - suggerisce che il criterio del debito deve essere considerato non rispettato. Concludiamo che l'apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è quindi giustificata". Lo scrive la Commissione Ue nel suo rapporto sul debito italiano.

La manovra italiana vede un "non rispetto particolarmente grave" delle regole di bilancio, in particolare della raccomandazione dell'Ecofin dello scorso 13 luglio. E' quanto rileva la Commissione Ue nella valutazione adottata oggi. E' con "rammarico" quindi che Bruxelles "conferma" la sua precedente valutazione della bozza del bilancio dell'Italia. "L'opinione del 23 ottobre identificava per il Dpb italiano un non rispetto particolarmente grave delle raccomandazioni fatte dall'Italia al Consiglio il 13 luglio 2018. In generale, basandoci sul Dpb rivisto e sulle stime economiche autunnali la Commissione conferma l'esistenza di un non rispetto particolarmente grave delle raccomandazioni. La Commissione ritiene anche che le misure incluse nel Dpb rivisto indicano un rischio di retromarcia sulle riforme che l'Italia aveva adottato in linea con le raccomandazioni", si legge nell'opinione rivista.

"L'analisi presentata in questo rapporto include la valutazione di tutti i fattori rilevanti e in particolare il fatto che le condizioni macroeconomiche, nonostante gli intensificati rischi al ribasso, non possono giustificare il largo gap nella riduzione del debito, dato che il Pil è sopra il 2% dal 2016; e i piani del Governo includono una retromarcia su riforme passate, in particolare sulle pensioni", scrive l'esecutivo Ue nel rapporto sul debito.

"In una situazione di debito molto alto, l'Italia sta essenzialmente pianificando una spesa aggiuntiva significativa, invece della necessaria prudenza di bilancio. Inoltre, voglio dire che l'impatto di questa manovra sulla crescita sarà probabilmente negativo dal nostro punto di vista. Non contiene misure significative per rafforzare il potenziale di crescita, anzi, possibilmente il contrario", ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis presentando l'opinione di Bruxelles sui conti pubblici italiani.

"Il debito italiano rimarrà attorno al 131% per i prossimi due anni. Non vedo come perpetrare questa vulnerabilità potrebbe aumentare la sovranità economica. Invece, credo che porterà nuova austerity. Con quello che il Governo italiano ha messo sul tavolo, vediamo un rischio che il Paese cammini nel sonno verso l'instabilità. Spero che questo rischio sia evitato", ha sottolineato Dombrovskis, aggiungendo che "negli anni scorsi l'Italia ha fatto progressi nella stabilizzazione della sua economia e il ritorno alla crescita e alla creazione di lavoro. L'incertezza crescente di oggi rischia di minare questi progressi". "Il nostro lavoro è evidenziare i rischi prima che sia troppo tardi, ed è quello che abbiamo fatto nelle scorse settimane e che facciamo anche oggi", ha detto.

Se l'Ecofin conferma la nostra valutazione" sull'apertura di una procedura per deficit eccessivo all'Italia, "allora potremo procedere col prossimo passo. Non posso prevedere una data precisa, dipende dagli Stati, ma potrebbe essere anche entro l'anno", ha aggiunto  il vicepresidente della Commissione europea ai microfoni di Skytg24.

"Il debito italiano resta la principale preoccupazione, l'Italia non sta rispettando il criterio del debito e per questo è giustificata una procedura per deficit eccessivo. Ma questo non significa che stiamo avviando ora una procedura per deficit eccessivo, perché ora spetta agli Stati membri" presentare la loro posizione "sulla nostra relazione", entro due settimane", ha detto il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici presentando il maxipacchetto sul semestre europeo per l'eurozona.

"Se gli Stati fossero d'accordo con le conclusioni della Commissione Ue, lavoreremo alla procedura per deficit eccessivo, con una nuova raccomandazione all'Italia, affinché venga corretto questo deficit e la traiettoria del debito. Se dovremo imboccare questa strada, discuteremo delle modalità, in primis con le autorità italiane. In una situazione di questo tipo il dialogo è più indispensabile che mai, la nostra porta è sempre aperta". Così il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, presentando il maxipacchetto sul semestre europeo. Il commissario ha però inviato al dialogo il Governo italiano, "dialogo non deve essere una parola vana ma una realtà perché molte cose dipendono dalla qualità del nostro dialogo quindi ora più che mai il dialogo non è un'opzione ma imperativo".

 "Sono molto preoccupato. Oggi la Commissione europea esprime l'ennesima valutazione negativa sulla manovra del governo italiano, che oltre a violare le regole che ci siamo dati, non stimola investimenti e crescita. Siamo isolati, lo spread è stabilmente sopra i 300 punti, la borsa è ai minimi dal 2016, abbiamo già perso 300 miliardi, cresce la sfiducia degli imprenditori". Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani su Facebook.

"A bocciare questa manovra non è tanto Ue, quanto la grande maggioranza di risparmiatori e investitori, a cominciare da quelli italiani - prosegue Tajani -. Adesso vi è il serio rischio che tutti gli altri governi dell'Unione europea decidano di sottoporre l'Italia a una procedura per debito eccessivo già entro gennaio, con effetti pesanti sulla nostra economia. Oltre ad una multa fino a 9 miliardi, rischiamo il congelamento di circa 10/15 miliardi di fondi regionali Ue.

Questo penalizzerebbe soprattutto il nostro Meridione, ma anche la competitività e l'innovazione al Centro e al Nord". Tajani ribadisce che "all'Italia serve una manovra completamente diversa: abbassare le tasse su imprese e lavoro; investire in infrastrutture, a cominciare da Tav, Gronda, Terzo valico e banda larga, sfruttando meglio i fondi Ue; zero tasse sulle assunzioni di giovani e disoccupati sopra i 50 anni; prestiti fino a 50.000 euro garantiti dallo Stato per chi vuole completare la formazione o creare un'attività". Infine l'appello: "C'è ancora tempo per cambiare questa manovra. I cittadini italiani non meritano di subire questo disastro per colpa dell'irresponsabilità del governo che, invece di risolvere i problemi degli italiani, si inventa ogni giorno nemici immaginari".

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