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Martedì, 16 Ottobre 2018

Di Maio: "Sarà una manovra di crescita, non di austerity"

"Sarà una manovra di crescita, non di austerity, ma che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito, bisogna continuare nel percorso di riduzione del rapporto debito PIL", ha affermato il ministro, aggiungendo:  "Dobbiamo dare un segno ai mercati finanziari, a coloro che ci prestano i soldi. Stiamo attenti - ha ammonito - perché a volte se uno chiede troppo poi deve pagare interessi maggiori e quello che si guadagna si perde in interessi".

La nota al Def "deve essere votata dal Cdm e dal Parlamento. Una nota al Def "non coraggiosa" e senza reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, quota 100-Fornero, risarcimento dei truffati dalle banche non avrà i voti del M5S. Lo avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il vicepremier Luigi Di Maio alla riunione con i ministri M5S.

"Per me non ha senso parlare solo di deficit. Si deve scommettere sulla crescita e dare risposte ai bisogni dei cittadini. Con l'11% di disoccupazione non possiamo che puntare su investimenti e crescita di qualità", sottolinea, a quanto si apprende, Luigi Di Maio alla riunione M5S sul Def.

La prossima manovra di bilancio - ha detto il vicepremier a Radio Capital alla trasmissione Circo Massimo - non conterrà solo le grandi misure ma tanti interventi: "Nella legge di Bilancio ci sarà Ires verde, così che meno inquini meno paghi, e la lotta al gioco d'azzardo che non non è finita per togliere i centri di gioco da vicino alle scuole e agli ospedali". Di Maio ha parlato anche di un fondo "da un miliardo per risarcire i truffati delle banche", su cui siamo tutti d'accordo.

"Dal primo gennaio i pensionati minimi non dovranno avere meno di 780 euro al mese", ha aggiunto Di Maio a Radio Capital. "Questo governo si differenzierà nel mantenere le promesse", ha detto. "Noi vogliamo fare una manovra che abolisca la povertà con pensione e reddito di cittadinanza, che aiuti le imprese con la flat tax e le sburocratizzazione, e abbia il superamento della Fornero". "Tanta roba. Tanti soldi che stiamo quantificare e che credo possano entrare nella prossima legge di bilancio".

"Stiamo lavorando" alla pace fiscale e "tra le ipotesi che sono sul tavolo" c'è anche quella di trovare "delle soluzioni anche per l'Iva". Lo spiega il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci conversando con i cronisti in Senato. Si tratta ancora di "ipotesi allo studio", perché l'Iva è materia europea e per questo si dovrebbe prevedere comunque "la riscossione dell'Iva dovuta" magari intervenendo "sugli altri tributi. La sanatoria sarebbe limitata a sanzioni e interessi.

Un primo segnale sui prezzi dei carburanti, con un taglio delle accise da circa 250-300 milioni. E' una delle misure del 'pacchetto fiscale' proposto dalla Lega per la prossima manovra. Secondo fonti al lavoro sul dossier le risorse sarebbero reperite grazie all'extragettito dell'Iva sui carburanti, ottenuto nel corso dell'anno.

Il reddito di cittadinanza "potrebbe essere legato all'Isee o potrebbe essere un incentivo all'occupazione". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Matteo Guidesi, ad Agorà su Raitre. "E' in linea con il contratto di governo", ha aggiunto rispondendo alla domanda se la Lega fosse d'accordo con tale impostazione.

"Da metà marzo 2019 saranno avviati i centri per l'impiego con il reddito di cittadinanza erogato". Lo ha detto il vicepremier, Luigi Di Maio, a Porta a Porta. E' "pronta una proposta per incominciare ad eliminare le leggi inutili per le imprese. Siamo arrivati ad una proposta che elimina 140 leggi", ha aggiunto il vicepremier spiegando che "ci sarà un codice unico con norme uniche, elimineremo anche i dpr". "Alla Lega credo faccia bene stare lontano da Berlusconi perché quando era con Berlusconi stava sotto il 20%", ha detto Di Maio, a Porta a Porta. "Sul M5S i sondaggi non valgono. Questo governo non ha fatto male al M5S, ha fatto male a Fi e Fdi che ormai insieme non fanno nemmeno il 10%", ha sottolineato quindi Di Maio.

Nella prossima manovra ci saranno interventi per affrontare il problema sociale, come il reddito di cittadinanza "per permettere più facilmente le trasformazioni del tessuto produttivo che creano problemi transitori nel tessuto sociale", ha sottolineato Tria spiegando che il disegno del governo "al di là delle etichette va in quella direzione". "Domani saranno presentati i famosi saldi". ha annunciato il ministro dell'economia : la Nota di aggiornamento al Def arriverà come previsto domani entro la scadenza ufficiale del 27 settembre. La questione, ha aggiunto, è "come mantenere i conti in ordine e favorire la crescita economica. Questo il programma che si sta mettendo a punto", ha assicurato nel corso di un convegno a Confcommercio. 

La crescita dell'economia italiana sta rallentando: il 2018 potrebbe chiudersi con un aumento del Pil dell'1,1 per cento e il 2019 dell'1,0 per cento. È la previsione di Confcommercio che, alla vigilia della presentazione della Nota al Def, ha tagliato di un decimo di punto le precedenti stime su entrambi gli anni. I consumi crescerebbero dello 0,9 per cento quest'anno e dello 0,8 per cento l'anno prossimo, sempre che, ha spiegato il direttore del Centro studi dell'associazione, Mariano Bella, nel 2019 non scattino le clausole di salvaguardia. Le previsioni economiche sono state presentate nel convegno ìMeno tasse per crescere' dove è atteso il ministro Tria.

L'inserimento nella prossima legge di bilancio delle misure previste dal contratto di governo Lega-5 Stelle potrebbe portare il deficit 2019 al 2,8% del Pil, per il centro studi di Confcommercio che calcola 5 miliardi di costo per la revisione della legge Fornero, 5 miliardi per la "mini flat tax", 5 miliardi per la prima fase di avvio del reddito di cittadinanza e 2,2 miliardi di spesa per interessi aggiuntiva. A questo si deve sommare anche il costo delle spese indifferibili, mentre la pace fiscale, quotata anch'essa 5 miliardi, non impatta sul saldo strutturale.

"Sull'Iva non si tratta e non si baratta" ha sottolineato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.  Lo scambio tra più IVA e meno Irpef, ha spiegato il presidente, equivarrebbe a "tre errori e due autogol". Tre errori perché più IVA e meno Irpef "non riduce la pressione fiscale complessiva, colpisce i livelli di reddito più bassi, incide sulla domanda interna in una fase di rallentamento della crescita complessiva del paese. Insomma con gli aumenti dell'IVA ci faremo due autogol - ha spiegato Sangalli - a danno della crescita, a danno dell'equità sociale". Non si fa attendere la risposta del ministro Tria sul taglio delle tasase: "Si parte ora dalle imprese, negli anni successivi affronteremo il problema Irpef".

Intanto  le Conferenze dei Capigruppo hanno deciso che l'esame del Def comincerà nell'Aula di Camera e Senato il prossimo 10 ottobre.

Nella prossima manovra, secondo quanto riportato da Public policy, potrebbe esserci anche una proroga del Fondo garanzia mutui prima casa e un ampliamento della platea per il Fondo di solidarietà per i mutui. Il Fondo garanzia mutui agevola l'acquisto della prima casa tramite l abbassamento dei tassi ai giovani sotto i 35 anni. La legge di Bilancio- riporta l'agenzia - alungherebbe la scadenza, prevista per questo novembre. Non è ancora chiara l'entità della proroga, ma si lavoro per estendere la norma nel prossimo triennio. Per quanto riguarda, invece, il Fondo di solidarietà per i mutui per l acquisto della prima casa questo consente di beneficiare della sospensione fino a 18 mesi del pagamento dell'intera rata del mutuo per mutuatari con Isee non superiore a 30.000 euro, in situazioni di temporanea difficoltà economica dovuta al decesso di uno dei titolari, ad un grave infortunio/handicap o alla perdita di lavoro. In aiuto della manovra, poi, potrebbero arrivare i soldi della gara per l'assegnazione delle frequenze 5G per la telefonia mobile di ultima generazione.

Gli incassi previsti dalla scorsa legge di bilancio dello scorso anno ammontavano a 2,5 miliardi, ma gli introiti sono ad oggi il doppio del previsto, avendo già superato i 5,1 miliardi di euro. In teoria i soldi dovrebbero andare a riduzione del debito, ma non è escluso che possano essere dirottati per finanziare almeno in parte il disinnesco delle clausole Iva, quelle che prevedono l'aumento delle aliquote dal prossimo primo gennaio.

Il tempo stringe e i vertici si susseguono ormai quotidianamente. Nell'ultimo incontro tra i ministri economici di Lega e Cinque Stelle, si sarebbero limate le parti della manovra economica che dovrebbero entrare a far parte del decreto fiscale che accompagnerà la legge di bilancio. Sono emerse alcune novità. La prima l'ha annunciata il sottosegretario all'Economia, Massimo Bitonci. «Stiamo lavorando» alla pace fiscale e «tra le ipotesi che sono sul tavolo», ha detto il sottosegretario, c'è anche quella di trovare «delle soluzioni anche per l'Iva».

L'idea sarebbe quella di permettere di chiudere le vertenze con il Fisco pagando l'imposta evasa con uno sconto soltanto per le sanzioni e gli interessi. Non è detto che sia possibile. L'Iva è un'imposta comunitaria e già il condono tombale del 2002, che includeva anche l'Iva, fu bocciato dalla Corte di giustizia europea, che ha obbligato poi a recuperare gli importi condonati.

Un terreno, insomma, sul quale il governo dovrà addentrarsi con qualche cautela. La seconda novità riguarda la rottamazione delle cartelle esattoriali. L'ipotesi allo studio è quella di una operazione ter dopo le prime due che sono ancora in corso. La prima rottamazione si concluderà con i versamenti di settembre. La seconda rottamazione ha scadenze diverse a seconda se le cartelle sono del 2017 o degli anni precedenti, ma in entrambi i casi l'ultima rata è prevista per febbraio 2019. L'intenzione sarebbe quella di allungare le rate, fino ad un massimo di dieci, e scaglionarle su più anni. Contemporaneamente verrebbe riaperta l'adesione, alle stesse condizioni, per chi ha cartelle degli anni coperti dalle precedenti sanatorie ma non vi ha aderito.

La terza novità riguarda la questione del tetto delle evasioni sanabili. La Lega come noto, spingeva per fissarlo a un milione di euro, i Cinque Stelle a 100 mila euro. I tetti potrebbero essere diversi a seconda del tipo di sanatoria alla quale si aderisce: rottamazione cartelle, chiusura delle liti pendenti, sanatoria degli accertamenti. L'intenzione, ha spiegato Bitonci, è che si trovi una soluzione «per evitare il condono tombale».

Sempre nel pacchetto fiscale entrerà anche il primo taglio delle accise sulla benzina promesso da Matteo Salvini. Una misura da 200-300 milioni di euro e che, dunque, porterebbe ad una riduzione del prezzo alla pompa di circa 3 centesimi, e che dovrebbe essere finanziata utilizzando l'extragettito dell'Iva derivante proprio dall'aumento del prezzo dei carburanti.

 

 

 

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