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Sabato, 18 Agosto 2018

Il nuovo Governo è oprativo

Serve una forte responsabilità comune per consolidare la fiducia di famiglie, imprese, risparmiatori e investitori, condizione necessaria per la stabilità, la tutela dei risparmi e il proseguimento di una fase favorevole. Occorre un impegno condiviso per favorire l'imprenditorialità e le prospettive di sviluppo con investimenti in infrastrutture, innovazione e formazione per rendere il nostro sistema più competitivo nel quadro europeo, nella riconfermata sostenibilità delle finanze pubbliche", così il capo dello Stato Sergio Mattarella in un messaggio all'Assemblea di Confcommercio.

Rivolgendo "un caloroso saluto a tutti i partecipanti all'assemblea di Confcommercio che si tiene in una fase di incoraggiante recupero della nostra economia", il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo telegramma ha aggiunto che "gli sforzi per espandere l'occupazione attraverso la crescita, creando lavoro stabile e di qualità, per sostenere i redditi e i consumi delle famiglie e dare una prospettiva di futuro migliore ai nostri giovani, sono, tuttavia, ben lungi dal poter essere considerati conclusi".

Avete la mia parola qui a Confcommercio che l'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate", spiega Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, all'assemblea di Confcommercio.

"Aboliremo tutti gli strumenti come lo spesometro e il redditometro e inseriremo l'inversione dell'onere della prova. Perché siete tutti onesti ed è onere dello Stato provare il contrario", ha affermato ancora Di Maio, sottolineando che strumenti come lo spesometro hanno "reso schiavi quelli che producono valore". "Noi - ha aggiunto - incroceremo tutti i dati della P.A." per dimostrare l'evasione.

"Ci teniamo alla tenuta dei conti" - ha aggiunto - . "Se vogliamo bene all'Italia, e noi le vogliamo bene, se vogliamo portare avanti progetti economici dobbiamo contrattare con Europa le condizioni che l'Italia non può più sostenere, dicendo anche dei no".

Nella prima parte del 2018 l'economia italiana è in rallentamento. Peggiora il clima di fiducia di famiglie e imprese. La crescita a fine 2018 dovrebbe attestarsi all'1,2% per rallentare ulteriormente all'1,1% nel 2019. Lo afferma il Rapporto sul Terziario dell'Ufficio Studi di Confcommercio presentato oggi all'Assemblea. Il peggioramento del clima di fiducia è determinato dalle incertezze sulle prospettive del mercato interno e degli ordinativi. La produzione del settore manifatturiero e le esportazioni stanno registrando alcuni segnai di flessione. In calo anche gli investimenti nel 2018. Alla "luce di queste evidenze - sottolinea Confcommercio - le previsioni del Def appaiono ottimistiche".

''E' chiaramente all'inizio. Abbiamo fiducia che l'Italia avviera' politiche per mantenere la sostenibilita''' dei conti: e' ''importante salvaguardare le finanze pubbliche, e costruire sulle riforme del passato. Non abbiamo ancora avuto l'occasione di incontrare le nuove autorita'''. Lo afferma il portavoce del Fmi, Gerry Rice, rispondendo a chi gli chiedeva se il Fondo avesse consigli per il nuovo governo italiano e se fosse preoccupato per la sostenibilita' del debito pubblico.

Il governo,di fatto, sarà al massimo dell'operatività solo la settimana prossima quando il premier tornerà dal G7 del Canada. E saranno giorni caldissimi perché, al di là delle misure d'esordio da mettere in campo, Conte sarà chiamato a sciogliere l'intricatissimo rebus sulla squadra di viceministri e sottosegretari, dove sia la corsa all'interno di M5S e Lega sia quella tra i due partiti di governo è in pieno svolgimento. Tra i dossier più caldi, al momento, c'è certamente quello delle pensioni, tema sul quale, relativamente alla Fornero, Conte è stato non a caso molto cauto. Lo schema è quello della Quota 100 (o quota 41) che però, con il ricalcolo contenuto nello schema della Lega - con il contributivo - includerebbe una leggera flessione nell'assegno finale.

Sul tema, in queste ore si sono ricorsi dei rumors su un carteggio tra i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio anche se, il leader della Lega, smentisce seccamente. Il nodo, tuttavia, c'è, anche perché se M5S e Lega hanno lo stesso obiettivo e la via come arrivarci a cambiare, con i pentastellati che insistono sulla pensione di cittadinanza (per quelle minime) e sull'opzione donna. Sul tema, chiaramente, Conte nella sua replica alla Camera non si è soffermato ribadendo, in via generica, i principi di metodo e di contenuti che guideranno il governo. Un Esecutivo che, entro il 16 giugno, sarà chiamato ad occuparsi anche delle nomine di Cdp. L'idea del M5S resta quella di trasformare la Cassa depositi e prestiti in una sorta di nuova Iri ma non in una Banca d'investimenti, visto che in quest'ultimo caso l'ente cadrebbe sotto l'egida della Bce. Per la guida di Cdp, tramontato il nome di Flavio Valeri, in pole, in questi giorni, c'è Massimo Sarmi, proposto dalla Lega e sul quale il Movimento potrebbe convincersi.

Il fine settimana servirà a M5S e Lega per fare il punto anche sul "sottogoverno" secondo uno schema studiato ad hoc per fare in modo che un partito possa controllare le mosse dell'altro. Ma la partita è tutt'altro che chiusa. Sulla delega alle Tlc, che Di Maio vorrebbe tenere per se, è braccio di ferro tra M5S e Lega, mentre il trasferimento della delega al Turismo dal ministero della Cultura a quello dell'Agricoltura dovrebbe essere ratificata nel Cdm di oggi. Ma i malumori restano. "Andrà alle Politiche Agricole", assicura il leghista Gian Marco Centinaio laddove il titolare M5S della Cultura, Alberto Bonisoli, frena": "è una cosa su cui si è ragionato". Tra i nomi in pole figurano, con buona certezza, Laura Castelli e Stefano Buffagni come vice ministra e sottosegretario al Mef anche se il secondo potrebbe anche finire al Mise.

Ai Trasporti a fare da vice a Danilo Toninelli dovrebbe essere il leghista Edoardo Rixi. Stefano Candiani e Nicola Molteni, altri due big del Carroccio, sono in piena corsa, direzione Viminale e Giustizia. Il M5S vorrebbe anche la delega all'Editoria, per cui propone il senatore Primo Di Nicola. La partita è lunga e si risolverà almeno a metà della prossima settimana. Poi, si passerà alla composizione delle commissioni. Con uno scontro interno già in atto, questa volta in FI: quello tra Paolo Romani e Renato Brunetta per la presidenza della Vigilanza Rai.

Le sanzioni, le accusa continue verso di noi, sono tutti metodi per contenere la Russia perché l'Occidente vede la Russia come una minaccia, un avversario. Ma questi metodi non sono nell'interesse di nessuno, solo col dialogo e la cooperazione si può avanzare l'economia mondiale. Ora però qualcosa si muove poiché alcuni nostri partner in Europa iniziano a dire che serve cooperare con la Russia": così Vladimir Putin nel corso della sua linea diretta. Putin, rispondendo ad una domanda, ha poi sottolineato che "l'uscita degli Stati Uniti dall'accordo sulla difesa anti-missilistica è un tentativo di infrangere la parità strategica e noi rispondiamo con i nostri moderni sistemi di armamento, che conservano questa parità: serve capirlo e trovare nuove forme di cooperazione che siano adeguate alle realtà moderne. E' l'ora di mettersi al tavolo dei negoziati ed elaborare un piano di sicurezza europea".

I partner occidentali, ha sottolineato Putin, stanno arrivando gradualmente a comprendere la necessità di riparare i legami con la Russia. Secondo Putin, le nazioni occidentali non dovrebbero frenare certi Paesi, come la Russia, ma dovrebbero al contrario stabilire una cooperazione costruttiva. "I nostri partner stanno gradualmente prendendo consapevolezza di questo aspetto", ha detto. "Vedete cosa sta succedendo in molti Paesi, dove la necessità di costruire normali relazioni con la Russia è espressa a livello politico: spero che questo processo acquisterà slancio in futuro", ha aggiunto il presidente.

I dazi Usa su acciaio e alluminio sono di fatto "sanzioni" a Europa, Canada e Messico, ha detto poi Putin nel corso della Linea Diretta. "I nostri partner pensavano che non sarebbero mai stati colpiti da questa politica controproducente legata a restrizioni e sanzioni ma ora vediamo cosa sta accadendo: l'introduzione dei dazi su acciaio e alluminio, non solo per l'Europa ma anche per Canada e Messico, sono sanzioni, anche se in altri termini". Putin ha poi affermato che gli Usa hanno esteso per anni la propria "giurisdizione oltre i propri confini" e stanno ora provando a estenderla anche in Europa. Questo - ha dichiarato - è "inammissibile".

 

 

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