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Sabato, 18 Agosto 2018

Grillo: il governo si farà a breve

Non sarebbe ancora chiusa la trattativa tra M5s e Lega, né sul contratto di programma, né sulla ricerca del nome del premier. Il vertice di questa mattina tra Salvini e Di Maio si è concluso e - riguardo a Palazzo Chigi - si è discusso su una rosa di nomi.

"Penso che in serata chiudiamo il contratto" E sul premier ? "Stiamo ancora ragionando, non è chiusa ancora", ha spiegato il leader del M5s Luigi Di Maio.

Mancano ancora alcuni aspetti, dice il leader politico del Movimento 5 Stelle, dopo che fonti grillini avevano assicurato che il programma era ormai condiviso, ma aggiunge che i contributi attesi da alcuni parlamentari "non riguardano punti dirimenti".

"È quasi tutto pronto", ribadisce lasciando la Camera Vincenzo Spadafora, il fedelissimo di Di Maio che ha preso parte all'incontro insieme Giancarlo Giorgetti (Lega) e al capo segreteria di Salvini.

Oggi un nuovo tavolo tecnico, per integrare i punti mancanti. Intanto i leader dei due partiti hanno chiesto di salire al Colle lunedì, per riferire al Presidente Mattarella.

"Sono come sempre a disposizione di M5s e Di Maio", dice Emilio Carelli, neo deputato 5 Stelle, giornalista, ex di Sky e Mediaset. Resta la tensione sui mercati. Sale lo spread fino a quota 158, la Borsa di Milano inverte la rotta e perde ora lo 0,5%. Dal vertice Ue di Sofia il monito del vicepresidente Dombrovskis: Il governo che verrà rispetti le regole di bilancio. 'Promesse mirabolanti creano problemi al Paese', avverte Gentiloni.

E dall'Europa, in vista del nuovo governo in Italia, è arrivato l'ennesimo monito: "Non commentiamo sulle politiche dei partiti o processi di formazione dei governi, ma quello che enfatizziamo in ogni caso è che è importante attenersi alla disciplina di bilancio, e specialmente per l'Italia continuare a ridurre il deficit e il debito perché fattori di rischio", ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis al Parlamento Ue, rispondendo agli eurodeputati. "Stiamo discutendo con le autorità italiane la traiettoria dei conti e in realtà questo è un messaggio anche per il nuovo Governo: è importante restare nei binari", ha concluso.

Di fatto Roma è ancora una volta sotto esame e Bruxelles e sempre piu in pressing. Dombrovskis ha aggiunto che la Commissione sta discutendo con l’Italia il percorso dei conti pubblici: "Questo è un messaggio anche per il nuovo governo: è importante restare nei binari". Insomma dall'Europa arriva un monito che mette in guardia il nostro Paese. Le voci di un programma anti-euro da parte di M5s e Lega avevano allarmato il quartier generale dell'Unione europea. Nella bozza finale del contratto questi passaggi sono stati rimossi, restano però alcuni punti che indicano una rivisitazione dei trattati. Il braccio di ferro tra Bruxelles e il governo che verrà è destinato a durare a lungo ed è già partito prima dell'insediamento del nuovo esecutivo.

Secondo La Stampa sono allarmati i partner della Nato . A preoccupare erano soprattutto le idee di ritirarsi dalle missioni all'estero o quella di togliere del tutto le sanzioni alla Russia

Non si tratta di chissà quale congegno particolare, ma del Nulla Osta di Sicurezza. Una abilitazione che i futuri ministri devono ottenere per poter trattare informazioni di sicurezza della Nato classificate come segreto, segretissimo, riservatissimo e riservato.

Il fatto è che tre ministeri in particolare, quello di Difesa, Interni e Esteri, avranno in mano dossier scottanti sulla difesa dell'Occidente e dei paesi dell'Alleanza atlantica. Il Nos, una volta "richiesta dai vertici Nato, oggi espletata dai Servizi" serve per evitare che le informazioni riservate finiscano in mano a persone considerate poco affidabili. Matteo Salvini, per dire, rivendica per sé o per un leghista il Viminale. Le sue posizioni pro-Putin sono conosciute. Ma anche le dichiarazioni di Di Maio e Di Battista sarebbero attenzionate dei vertici dell'Alleanza.

Secondo Rino Formica, però, "il Nulla osta di sicurezza non mancherà". Alla Stampa però fa sapere che "stiamo entrando in una situazione internazionale molto delicata, il Mediterraneo sta diventando una pentola in ebollizione e ora con questo nuovo governo il rischio sarà quello di restare emarginati dalla sfera decisionale delle grandi organizzazioni internazionali e sul piano militare di trovarci davanti al fatto compiuti".

Intervistato dal Newsweek Beppe Grillo ha assicurato che il governo si farà a breve. E si farà perché Salvini e Di Maio si metteranno d'accordo su alcuni punti essenziali come il taglio della pressione fiscale per piccole e medie imprese e il reddito di cittadinanza.

Sull'Ue, le parole del comico genovese sono tutt'altro che accomodanti. «La Ue può avere avuto in passato alcuni meriti - racconta - ma oggi è disfunzionale e il bisogno di riforme è più che lampante». «D'altronde - aggiunge - il parlamento di Strasburgo è impotente. Tutte le decisioni più importanti le prendono i commissari e se si guarda bene a chi siede nelle Commissioni si nota che i pochi politici sono circondati dai tanti lobbisti». 

Oltre all'intervista Grillo ieri ha pubblicato un video sulla sua pagina Facebook a base di tonno in scatola. Ha aperto la scatoletta (simbolo del Parlamento che i grillini dovevano aprire) e ha illustrato la perfetta convivenza tra schiacciata e tonno (cioè leghisti e grillini). E concludeva il tutorial con un icastico: «Avete rotto il c...». Cioè, alla faccia dei gufi, l'alleanza tiene. Insomma la forza populista del Movimento non rischia di affievolirsi una volta che i suoi rappresentanti saranno al governo. E pure la minaccia dello spread è un falso problema. Parola di un altro «tutor» del Movimento. «Avete il dovere di ascoltare le grida di dolore dei cittadini - tuona Alessandro Di Battista rivolgendosi a Salvini e Di Maio - e non le velate minacce dei congiurati dello spread, terrorizzati dall'ipotesi di un governo che torni ad occuparsi dei diritti economici degli italiani».

Il comico genovese non si scompone se il giornalista lo paragona a Trump. Anzi. Spiega ai lettori del settimanale americano che, proprio come accaduto al presidente americano, anche i grillini sono stati dileggiati dalla stampa per tutta la campagna elettorale. E proprio questo si è rivelato un boomerang per gli avversari.

Rivela, poi, Grillo, che tra Lega e M5s ci sono alcune affinità forti. Come la simpatia per Vladimir Putin. «È una persona dalle idee chiare - spiega il comico genovese nel corso dell'intervista - E il suo unico obiettivo è fare affari. Di sicuro non è un guerrafondaio. E con la storia delle sanzioni siamo noi a rimetterci miliardi».

In linea con la Lega anche il nodo immigrazione. «I flussi migratori vanno controllati - dice -. Dobbiamo sapere chi entra in Italia e soprattutto il problema non dovrebbe essere lasciato nelle mani di gruppi non governativi». Poi ci sono le ricette economiche. Quelle che ben si adattano con quanto in questi giorni è trapelato del tanto discusso «contratto» che legherà nel prossimo esecutivo l'anima leghista a quella grillina. Come già detto e ridetto da tutti i grillini, a cominciare dallo stesso Di Maio, nessuno vuole uscire dall'Euro. Almeno per il momento. Si potrebbe pensare, però, a una moneta a «due velocità». D'altronde, spiega Grillo al giornalista americano, esistono di fatto l'Europa settentrionale e quella meridionale. E potrebbe essere una buona idea lasciare a ognuna delle due la moneta adatta per la propria economia.

Anch'io sono molto preoccupato per i mercati, per le aziende e i risparmiatori. Un complotto contro il nostro Paese? Al contrario, c'è la voglia di aiutare l'Italia a uscire dalla situazione in cui è». Silvio Berlusconi arriva a Sofia mentre rimbalzano nel continente gli allarmi sullo spread in salita e le tensioni sui mercati per i timori della coppia bellicosa anti-euro Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che sembra vicina a concludere l'accordo di governo.

Il presidente di Forza Italia, alla sua prima uscita internazionale dopo la riabilitazione, si sente chiedere dai leader del Ppe, riuniti nella capitale bulgara per il pre-vertice del summit di oggi su Europa e Balcani, di fare un quadro della situazione italiana. A sollecitarlo, anche se il tema non è nel programma, sono Joseph Daul, presidente del Ppe e il padrone di casa, il premier bulgaro Bojko Borisov. «Ho spiegato - racconta Berlusconi, all'uscita - che ho fatto un passo di lato, per evitare il voto in estate e ho ritenuto di consentire che la Lega tentasse un accordo con il M5s. Ma certo le notizie, i comportamenti di questi giorni non sono rassicuranti».

All' incontro di Sofia, cui partecipano il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani e quello del Consiglio Ue Donald Tusk, in pratica i popolari chiedono al Cavaliere di essere la loro sentinella in Italia. Dopo il summit, Berlusconi partecipa a due incontri bilaterali non programmati, uno con Daul e l'altro con il premier ungherese Viktor Orban che, alla fine dice: «Sono un ragazzo old style, sempre leale, e in Italia il mio miglior amico è Berlusconi». E se anche lui, in prima fila nella politica anti immigrazione, non difende Salvini né cita Giorgia Meloni, che l'è andato a trovare in campagna elettorale, qualcosa vuol ben dire.

 

 

 

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