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Giovedì, 11 Agosto 2022

Francia: fermato ex presidente Nicolas Sarkozy

L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy è in stato di fermo a Nanterre, dopo essere stato convocato dalla polizia nell'ambito di un'inchiesta sui finanziamenti illeciti dalla Libia alla sua campagna elettorale del 2007 La storia della guerra in Libia e il fantasma di Gheddafi continuano a perseguitare Nicolas Sarkozy . 

L'ex Presidente è da stamattina in stato di fermo dai magistrati anti-corruzione di Nanterre nell'ambito dell'inchiesta sul presunto finanziamento della sua campagna elletorale del 2007 la prima in cui era candidato all’Eliseo - da parte dell’allora potentissimo raìs libico. 

Le prime accuse erano state rivelate dal sito Mediapart sei anni fa e documentate in un libro uscito qualche mese fa dal titolo “Avec les compliments du Guide” firmato da due cronisti del sito Fabrice Arfi e Karl Laske. 

I giornalisti avevano raccontato di borse piene di banconote passate da Tripoli e Parigi, bonifici sospetti, lettere con promesse di milioni di euro per favorire l’elezione dell’allora leader della destra francese, fino ai ricatti, le minacce e la guerra scatenata da Sarkozy. Nelle varie ricostruzioni si parla di finanziamenti di quasi 50 milioni di euro in diversi pagamenti cash. 

E' la prima volta che Sarkozy viene interrogato su queste accuse, dopo l'apertura dell'inchiesta nel 2013. Lo stato di fermo può durare fino a 48 ore, dopodiché Sarkozy potrà essere presentato davanti al magistrato.

Anche l'ex ministro e fedelissimo di Sarkozy, Brice Hortefeux, è stato interrogato questa mattina. Hortefeux, precisa , è stato interrogato in libera audizione e contrariamente a Sarkozy non è in stato di fermo.

La vicenda è un nuovo colpo, il più pesante, al partito neo gollista dei Républicaines, dopo lo scandalo Fillon – che avrebbe assunto in modo fittizio la moglie come assistente parlamentare - che è costato un pesante risultato elettorale anche alle successive elezioni legislative, vinte dal nuovo movimento del presidente Emmanuel Macron. 

I Républicaines, sotto la guida di Laurent Wauquiez, stanno cercando ora di recuperare terreno avvicinandosi ai temi lepenisti del Front National, una svolta mal vista dai neo gollisti tradizionali sempre più in difficoltà. Più in generale, la vicenda ripropone il tema – oggi attualissimo – delle interferenze estere, attraverso finanziamenti o propaganda occulta, di potenze straniere e di orientamento autoritario nelle democrazie occidentali.

Una nota confidenziale del governo di Tripoli, che confermava il pagamento, era del resto già stata pubblicata a marzo del 2012, mentre il figlio di Gheddafi, Saif al-Islam, aveva già rivelato nel 2011 che suo padre aveva finanziato, con 50 milioni, la campagna del candidato gollista. «Sarkozy – disse in quell'occasione – deve innanziutto restituire i soldi che ha preso dalla Libia per finanziare la sua campagna. Lo abbiamo aiutato, abbiamo i dettagli della vicenda e siamo pronti a rivelarli».

Secondo fonti della stampa Italiana il 6 ottobre 2006, rivelava Mediapart, Hortefeux si sarebbe incontrato con Abdullah Senussi, responsabile delle attività di spionaggio di Gheddafi, Bashir Saleh, presidente del Fondo di investimenti africano di Tripoli e il trafficante d'armi libanese Ziad Takieddine. I protagonisti hanno tutti smentito di aver partecipato all'incontro anche se Takieddine, attraverso un legale, ha ammesso che un simile meeting era molto verosimile.

Successivamente l'uomo d'affari libanese ha affermato di aver versato 5 milioni di euro - è questa la somma oggi contestata all’ex presidente - a Claude Guéant, direttore della campagna presidenziale e poi a Sarkozy, all'epoca ministro degli Interni, in banconote da 200 e 500 euro trasportate in valigie argentate durante tre viaggi da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007. Guéant, nel 2015, è stato posto sotto inchiesta per falso, frode fiscale e associazione per delinquere in relazione al noleggio, il 21 marzo 2007, di un’enorme cassaforte presso la Bnp e a un bonifico da 500mila euro apparso nei suoi conti nel 2008 e che lui attribuisce alla vendita di due quadri.

Il premier francese Edouard Philippe, intervistato questa mattina dai media francesi, ha detto di non voler fare "alcun commento" sul fermo di Sarkozy ma ha evocato una "relazione intrisa di rispetto".

"E' utile che la giustizia possa progredire e far luce": lo ha detto il ministro francese dell'Agricoltura, Stéphane Travert, commentando il fermo dell'ex presidente. "Non ho commenti da fare su questo dossier che dura ormai da tanto tempo. La giustizia fa il suo lavoro", ha aggiunto intervistato da France Info.

Cosi al centro dell'inchiesta sui presunti finanziamenti dell'allora dittatore libico Muammar Gheddafi a Nicolas Sarkozy, ci sarebbero bustarelle per 5 milioni di euro in denaro contante. Dalla pubblicazione, nel maggio 2012, da parte del sito Mediapart, di un documento libico che evocava un presunto finanziamento di Gheddafi alla campagna presidenziale di Sarkozy, le indagini dei magistrati sono "molto progredite, rafforzando i sospetti che pesano sulla campagna dell'ex capo dello Stato", scrive Le Monde. 

Nel novembre 2016, durante le primarie dei Républicains, il faccendiere Ziad Takieddine dichiarò di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007 prima di consegnarli a Claude Guéant, tra i fedelissimi dell'ex presidente, poi allo stesso Sarkozy. Fonti vicine al dossier parlano di "indizi gravi e concordanti". Tra l'altro, la testimonianza di Takieddine risultò in linea con quella dell'ex direttore dell'intelligence militare libica, Abdallah Senoussi, il 20 settembre 2012, dinanzi alla procura generale del consiglio nazionale di transizione libico.

Come scrive Le Monde anche gli appunti di un ex ministro libico del petrolio, Shukri Ghanem, morto in circostanze misteriose nel 2012, parlerebbero di alcuni pagamenti in denaro a Sarkozy. Bechir Saleh, ex finanziere di Gheddafi e deputato alle relazioni con la Francia, recentemente ferito da colpi di arma da fuoco durante un'aggressione a Johannesburg, rivelò a Le Monde che "Gheddafi aveva ammesso di aver finanziato Sarkozy. Sarkozy nega ma io credo di più a Gheddafi".

Il fermo a cui è stato sottoposto Sarkozy cosa vuol dire? I giudici hanno in mano altre prove sul finanziamento illecito di cui avrebbe beneficiato? L'ex presidente sino ad ora ha sempre negato ogni accusa. Vediamo cosa accadrà di qui a breve.

 

 

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