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Sabato, 20 Ottobre 2018

Elezioni 2018, il sondaggio: ora il centrodestra è a quota 281 seggi

La coalizione dei moderati infatti è al 36 per cento e di fatto si mette alle spalle gli altri schieramenti. Il Pd, come sottolineava un sondaggio del Corriere di qualche giorno fa, è sempre più in calo e nelle ultime settimane anche il Movimento 5 Stelle ha registrato una leggera flessione. Con queso trend sulle intenzioni di voto di fatto il centrodestra al voto potrebbe ottenere ben 281 seggi, subito dietro il Movimento 5 Stelle con 158 deputati e i dem con 151. A seguire Liberi e Uguali guidati da Pietro Grasso con 27 seggi. Amara sorpresa per Alternativa popolare che in questo momento non riuscirebbe a sforare la soglia di sbarramento. Per ottenere la maggioranza bisognerebbe ottenere 316 seggi. Con il trend positivo delle ultime settimane, i moderati potrebbero anche tentare la scalata alla soglia più alta del 40 per cento.

E così, come sottolinea il Corriere, l'andamento dei dati degli ultimi giorni, fa registrare un incremento di almeno 29 seggi proprio per il centrodestra. I 5 Stelle invece ne perdono 15, mentre il Pd ne perde almeno 13. Il segno "più" è solo per Liberi e Uguali che registra una crescita di tre seggi considerando anche il flop di Alternativa Popolare che non riesce, per il momento, ad entrare in Parlamento. Di certo da qui al voto molte cose possono cambiare. Ma difficilmente gli scenari potrebbero cambiare lo stato attuale che vede sempre il centrodestra in vantaggio su tutte le rilevazioni. Va detto che per ottenere la maggioranza serve uno sprint nei mesi che precederanno il voto. Un centrodestra unito potrebbe guadagnare quei quattro punti percentuali che lo separano dalla soglia del 40 percento che di fatto sarebbe un grande successo per Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia.

Le intenzioni di voto pubblicate domenica dal Corriere segnalavano un calo del Pd, solo in parte compensato dalla crescita delle forze alleate, una contrazione del M5S, il centrodestra complessivamente accreditato del 36% dei voti validi, la sinistra stabile al 6,6%. Con questi numeri il centrodestra risulterebbe avere complessivamente 281 seggi (sommando scranni provenienti dai collegi uninominali e dal proporzionale), seguito dal M5S con 158 deputati, dal Pd con 151, e da Liberi e uguali con 27 seggi tutti provenienti dal proporzionale. Alternativa popolare al momento non raggiunge la soglia di sbarramento e non è stata considerata, a differenza delle altre volte, come alleata del Pd, tenuto conto delle divisioni che attraversano la formazione.

Intanto intervenendo ai microfoni di Radio 105, il Cavaliere spiega il suo piano per un nuovo governo in caso di vittoria del centrodestra: "Pensiamo a una maggioranza di ministri non scelti tra politici di professione ma tra protagonisti di impresa, professioni, istruzione e alti gradi. Tra persone che non hanno mai fatto politica, che vengano dal lavoro e abbiano saputo raggiungere traguardi". Poi il Cav ha aggiunto: "A me piace chiamarli cavalieri del lavoro". Il leader di Forza Italia ha poi messo nel mirino il Movimento Cinque Stelle criticando il programma fiscale dei grillini: "Rimango in politica per responsabilità verso gli italiani. I 5 Stelle distruggerebbero il ceto medio con una tassazione insostenibile e taglierebbero anche le pensioni dignitose". Tema importante anche quello dell'immigrazione. 

E su come affrontare l'emergenza, Berlusconi ha le idee chiare: "La presenza dei migranti provoca una quasi inesistenza della nostra sicurezza. Sì ai poliziotti di quartiere e all'esercito in città come nell'operazione che io avevo per primo promosso 'strade sicure'". Poi secondo il leader di Forza Italia è necessario che l'Ue stipuli trattati "per far sì che migranti economici possano essere rimandati in paesi di origine e fermati prima che si imbarchino". 

Berlusconi a questo punto ha parlato dei suoi avversari politici e soprattutto degli eredi dell'ideologia comunista: "Non esistono più post-comunisti, ci ha pensato Renzi a farli fuori ma la situazione politica rimane grave". Ma al centro del programma di Forza Italia c'è un nuovo piano fiscale. Il Cavaliere proprone una vera e propria rivoluzione per i contribuenti: "La flat tax consentirà a tutti di pagare molto meno", rendendo "molto più difficile l'evasione e l'elusione. Con quello che gli italiani pagano di tasse avrebbero il diritto di avere una macchina pubblica in perfetta efficienza, ma questo non accade. Neanche una macchina pubblica efficiente, giustificherebbe la tassazione che gli italiani subiscono". Infine il Cav conclude il suo intervento con una battuta: "Il mio programma elettorale credo sia sufficientemente 'rock'".

Secondo il Corriere della sera sara difficile creare una maggioranza:

Gli andamenti premiano con evidenza il centrodestra che, rispetto alle stime di poco più di un mese fa, guadagna 29 seggi, a scapito dei 5 Stelle (che ne perdono 15) e del Pd (che ne perde 13), mentre Liberi e uguali ne guadagna 3, anche grazie al mancato ingresso in Parlamento di Alternativa popolare. Come mai questi cambiamenti? Il centrodestra guadagna qualche seggio nel proporzionale (5 in totale), ma ben 24 nel maggioritario. 

Il calo di Pd e M5S infatti fa sì che una parte dei collegi cosiddetti marginali, cioè dove le distanze sono ridotte, passi da queste formazioni al centrodestra, in particolare al Sud, sottraendoli soprattutto ai pentastellati le cui perdite sono appunto concentrate nel maggioritario. Ma il dibattito di questi giorni è incentrato sulla possibilità che la coalizione di centrodestra arrivi alla maggioranza assoluta, grazie alla «soglia implicita» del 40%. In realtà questa ipotesi al momento parrebbe di non facile realizzazione. 

I calcoli sono semplici. Per avere la maggioranza alla Camera occorrono 316 deputati. La coalizione (o la forza politica) che ottiene il 40% si porta circa 160 deputati dalla quota proporzionale. Per arrivare alla maggioranza occorrono ancora 156 deputati. Che corrispondono a circa il 68% dei deputati eletti con il sistema uninominale (231, escludendo la Valle d’Aosta). Infine va notato che i conflitti degli ultimi giorni e le polemiche sempre più marcate tra Salvini e Berlusconi non giovano alla coalizione. Certo quello del centrodestra è un elettorato che più facilmente degli altri si «cumula», superando differenze anche importanti. Ma le divisioni interne possono allontanare più di un elettore.

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