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Lunedì, 20 Novembre 2017

Trump: l'Isis pagherà un alto prezzo

L'Isis ha rivendicato l'attacco di New York di martedì scorso costato la vita a otto persone: lo riporta la stampa internazionale, che cita il giornale online Al-Naba del gruppo jahadista. "L'aggressore é uno dei soldati del califfato", scrive il giornale.

L'attacco, il peggiore a New York dall'11 settembre, riaccende il dibattito sull'immigrazione negli Stati Uniti, complicando una settimana gia' difficile per il presidente Donald Trump. Proprio Trump dopo aver mostrato un'iniziale cautela parla di ''attacco terroristico'' e annuncia: ''ho ordinato al Dipartimento per la Sicurezza Nazionale un rafforzamento dei controlli gia' duri'' su chi entra nel paese.

"L'Isis ha rivendicato che l'animale degenerato che ha ucciso, e così gravemente ferito, le meravigliose persone sulla West Side era 'un loro soldato'". Così Donald Trump su Twitter poco fa. "Sulla base di questo, i militari hanno colpito l'Isis 'molto più duramente' nel corso degli ultimi due giorni. Pagheranno un alto prezzo ogni volta che ci attaccheranno", ha aggiunto il presidente americano.

"Il terrorista di New York merita la pena di morte". Donald Trump continua a cavalcare politicamente la 'strage di Halloween', dopo aver chiesto una legge sull'immigrazione più severa e aver attaccato i democratici, nonché una giustizia lenta diventata una "barzelletta". Intanto proseguono le indagini sull'attentato con un pickup compiuto dall'uzbeko Sayfullo Saipov in nome dell'Isis per accertare eventuali complicità o legami con la rete terroristica, anche se finora lui resta l'unico sospettato, anche dopo l'interrogatorio di un suo concittadino, il trentaduenne Mukhammadzoir Kadirov, inizialmente ricercato perché irreperibile. "Il terrorista di New York era felice quando ha chiesto di appendere la bandiera dell'Isis nella sua stanza di ospedale. Ha ucciso 8 persone e ne ha ferito gravemente 12. 

Dovrebbe essere condannato a morte!", ha twittato il tycoon. "Ci piacerebbe vedere il terrorista di New York a Guantanamo ma statisticamente il processo richiederebbe troppo tempo per andare attraverso il sistema federale. C'è qualcosa di più appropriato per l'orribile crimine che ha commesso. Pena di morte", ha incalzato, facendo marcia indietro sull'ipotesi di inviare l'attentatore nel famigerato carcere di Cuba per processarlo con la procedura militare. Ma il suo nuovo intervento a gamba tesa rischia di essere pericoloso, minando l'imparzialità del futuro procedimento. Gli esperti legali sostengono infatti che i suoi commenti potrebbero essere visti come un pregiudizio per un processo equo. Nei giorni scorsi, ad esempio, un giudice militare ha spiegato che valuterà una sentenza più lieve per Bowe Bergdahl, un soldato Usa che ha disertato la sua base in Afghanistan, proprio perché in precedenza Trump aveva chiesto per lui la pena di morte.

Il killer di New York Sayfullo Saipovha pianificato l'attacco per ''oltre un anno''  e lo ha compiuto in nome dell'Isis, seguendo il copione descritto dai manuali online del sedicente Stato islamico. L'aggressore di Halloween e' accusato ora dalla polizia di New York e dell'Fbi di terrorismo. Saipov ha ammesso con gli investigatori di aver scelto di agire il giorno di Halloween per poter uccidere un maggior numero di persone.Identificate le ultime due delle otto .  Intanto Donald Trump annuncia l'ennesimo giro di vite sugli immigrati, sino a ventilare l'ipotesi di inviare Saipov e gli "animali" come lui a Guantanamo. E dopo l'attentato,domenica blindata a NY 
Il killer di New York e' arrivato negli Stati Uniti nel marzo del 2010 con UNA green card vinta in una lotteria annuale 

Secondo informazioni delle agenzie di stampa, Sayfullo Saipov, il killer di New York, ha agito per l'Isis. Alcuni appunti scritti a mano e rinvenuti vicino al furgoncino bianco, affittato da Home Depot in New Jersey, mostrano - secondo indiscrezioni - la sua fedelta' allo stato islamico, di cui aveva anche una bandiera. Nessun collegamento diretto e' pero' per ora emerso: le indagini continuano in attesa di sentire proprio l'aggressore, ricoverato in ospedale dove e' stato sottoposto a un intervento chirurgico.

Saipov non e' infatti americano, e' dell'Uzbekistan, paese non incluso nel bando agli arrivi dalle nazioni a maggioranza musulmana di Trump. E' arrivato negli Stati Uniti nel 2010 ed e' munito, riporta Fox, di carta verde che gli consente di lavorare nel paese. Saipov era un autista per Uber: una persona ''molto amichevole'' lo descrive un suo amico. Con la moglie e i due figli abitava in New Jersey, a Paterson, ma quando e' stato fermato dalla polizia era in possesso di un documento rilasciato a Tampa, in Florida. Saipov e' l'autore della 'strage di Halloween' che ha fatto sprofondare New York di nuovo nella paura. Con un attacco a pochi isolati da World Trade Center, Saipov a bordo di un furgoncino bianco affittato da Home Depot in New Jersey si e' scagliato contro la folla che popolava la pista ciclabile, uccidendo otto persone, fra le quali un cittadino belga e cinque argentini. Alla guida del suo furgoncino Saipov si e' prima scontrato con un pulmino di una scuola nelle vicinanze, poi e' sceso agitando quelle che sembravano due armi.

Un video lo mostra correre per le strade, prima di essere fermato dall'agente Ryan Nash con un colpo di pistola allo stomaco. Nonostante la paura New York pero' non si ferma. La consueta parata di Halloween si svolge per le strade della citta' alla presenza del sindaco Bill de Blasio e del governatore Andrew Cuomo. Le misure di sicurezza sono imponenti: pur essendosi trattato - secondo le prime indicazioni - di un attacco condotto da un 'lupo solitario', le indagini sono ancora in una fase iniziale e la precauzione e' d'obbligo. Alla luce dell'attacco e con la memoria ancora fresca di quanto accaduto a Boston nel 2013, la maratona di New York, in calendario domenica 5 novembre, sara' blindata. Le indagini procedono veloci: l'obiettivo e' accertare se Saipov fosse o meno parte di una rete. Controlli sono scattati nella moschea che frequentava in New Jersey, e che era finita nel mirino della polizia nel 2006 nell'ambito del criticato programma di sorveglianza delle comunita' musulmane. Il passato di Saipov non ha finora rivelato sorprese, se non alcune infrazioni stradali.

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